martedì 31 marzo 2009

Il terrorismo di Umberto Bossi e la Corte di Cassazione.

Si tratta del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Un principio che molto spesso questo governo e questo parlamento hanno vilipeso, ingiuriato ed insultato.
L’immunità parlamentare è finalizzata a liberare il parlamentare dagli impedimenti nel suo lavoro di parlamentare, di politico. L’immunità non ha il fine di impunità per i delitti e per i reati commessi. Gli insulti di Bossi erano un’aggressione personale, non la critica di una sentenza. Quando un cittadino, come ha fatto Berlusconi, si fa fare una legge dal parlamento per non rispondere dei reati commessi o che può commettere, ha fatto un atto di eversione dell’ordine democratico minando alla base il fondamento della Democrazia.

Cassazione, Bossi e il tricolore:
immunità ingiustificata, atti alla Consulta


ROMA (30 marzo) - Le critiche espresse da Umberto Bossi contro il giudice monocratico di Cantù, Paola Braggion non possono considerarsi «opinione espressa nell'esercizio delle funzioni parlamentari». Così la Cassazione chiede l'intervento della Consulta per annullare la delibera della Camera dei Deputati che, aveva concesso l'immunità a Bossi, evitando di fargli pagare 40 mila euro di risarcimento al giudice. Il giudice aveva condannato Bossi per vilipendio alla bandiera per le parole espresse in un comizio del 26 luglio 1997 dove il leader della Lega aveva parlato del tricolore utilizzato come carta igienica.Secondo la Suprema Corte le critiche contro il giudice Braggion non possono essere considerate «opinione espressa nell'esercizio delle funzioni parlamentari». Ritiene infatti ingiustificata l'immunità in quanto «sono di alcuni anni successive» alle battaglie della Lega sul federalismo. Adesso la palla passa alla Consulta. Nel frattempo la Cassazione - sentenza 7539, con la quale è stato reso noto la decisione dei supremi giudici al termine dell'udienza svoltasi il 22 gennaio - ha sospeso il corso della causa civile.

Tratto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=52813&sez=HOME_INITALIA


Le Istituzioni non possono essere usate come dei trucchi per aggredire i cittadini.
Purtroppo è la linea che stanno prendendo amministratori locali e nazionali. L’uso delle Istituzioni per aggredire e truffare cittadini che sono stati privati della conoscenza per agire nelle Istiotuzioni o attraverso le Istituzioni.
E’, sicuramente, un brutto momento per la democrazia italiana: i cittadini non sanno più che cosa sia né a che cosa serva la Democrazia tanti insulti vedono a quelli che loro pensavano fossero i loro diritti.
E’ uno dei fattori che porta alla società nazista: distruggere la consapevolezza delle condizioni giuridiche per le quali le persone sono dei cittadini. Imporre la supplica dei cittadini alle Istituzioni che si trasformano, a poco a poco, in istituzioni monarchiche padrone dei loro sudditi.

Claudio Simeoni

Corte di Cassazione: la famiglia dei ruoli e la famiglia delle persone!

Il diritto ad essere una persona che si realizzi nella società, è il principio ribadito dalla Corte di cassazione in questa sentenza.
Le persone non possono essere ingannate. Ingannare una persona non da diritto a vedere riconosciuti i vantaggi dell’inganno.
Non si tratta, come viene riassunto nel titolo di La Repubblica, di una gravità o meno del tradimento coniugale. Si tratta del rispetto della persona. Del diritto della persona di gestire il proprio corpo. Quel diritto che la chiesa cattolica ha sempre negato.
Sposarsi non è “comperare o appropriarsi di una persona”, ma è costituire un assieme che investe l’intera sfera della vita, specialmente quanto è di più intimo della persona.
La Corte di Cassazione censura la condotta della Corte d’Appello di Firenze per non aver tenuto in debito conto le ragioni della donna. Per essersi fermata all’atto formale della relazione con il marito e non aver chiarito il lato sostanziale.
Sono decisioni che, in vario grado, la Corte di Cassazione ha già ribadito: il magistrato periferico, nel dare un giudizio, deve sempre tener conto di tutti i fattori che concorrono nella formazione dell’episodio che sta giudicando. Non può fermarsi a considerare solo ciò che lui vuole considerare e deve, soprattutto tener presente e rispondere ad ogni obiezione, specialmente quando questa riveste la sfera della persona che sta rivendicando qualche cosa nei confronti di un istituto. L’istituto del matrimonio, in questo caso.

La Cassazione: "Procreazione fondamentale nel matrimonio
L'infedeltà della donna non ha causato la rottura del rapporto"
"Tradimento della moglie meno gravese lui non può avere figli e non lo dice"


ROMA - Se la moglie tradisce il marito che le aveva tenuto nascosto di non poter avere figli, il tradimento è meno grave. E non può essere l'unica causa della separazione, neppure se lei e l'altro sono stati sorpresi dal marito proprio nel letto coniugale. Lo ha stabilito la Cassazione, sottolineando che i figli sono una "dimensione fondamentale della persona e una delle finalità del matrimonio" e, in nome della "lealtà tra coniugi", ha annullato una sentenza della Corte d'Appello di Firenze che aveva giudicato la moglie infedele colpevole della separazione, aggiungendo anche che l'impossibilità per il marito di avere figli non era "sufficientemente provata" in quanto attestata soltanto da testimonianze. Al contrario, scrivevano i giudici di secondo grado nel 2005, l'episodio del tradimento è più che documentato dal momento che il marito aveva portato in aula, come testimone, proprio l'uomo che era stato sorpreso in casa con la moglie. I giudici della prima sezione civile della Suprema Corte, con la sentenza 6697, hanno invece accolto il ricorso della donna, evidenziando prima di tutto che l'infedeltà contestata si riduceva a un "incontro occasionale". Una "condotta isolata", precisa la Corte, e neppure il marito aveva "ravvisato nell'episodio una stabile relazione extraconiugale". In secondo luogo, aggiunge la Cassazione, "l'infedeltà di un coniuge può essere rilevante ai fini della separazione quando sia stata causa o concausa della frattura del rapporto coniugale". Nel caso dei coniugi fiorentini, invece, la donna "ha denunciato l'omessa informazione da parte del marito, prima delle nozze" dell'incapacità ad avere figli. Un'omissione che per i giudici costituisce "violazione dell'obbligo di lealtà" che provoca "una lesione del diritto della donna all'autonoma determinazione al matrimonio e alle aspettative di armonica vita sessuale nella sua proiezione verso la procreazione che costituisce una dimensione fondamentale della persona e una delle finalità del matrimonio".
OAS_RICH('Middle');Perciò la Cassazione ha rinviato la causa alla Corte d'Appello fiorentina con il compito di "accertare se è stato leso il diritto della moglie di realizzarsi pienamente nella famiglia e nella società come donna e come madre, e quindi procedere ad una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi" prima di stabilire di chi è la colpa della separazione. Insomma, è vero che lei avrebbe potuto evitare di portarsi a casa un amante occasionale, ma è anche vero che per colpa di lui il matrimonio era partito con il piede sbagliato.
(30 marzo 2009)
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/cassazione-1/tradimento/tradimento.html


E’ duro uscire dall’ottica di essere il padrone. E’ duro uscire dalla famiglia dei ruoli imposta dalla chiesa cattolica per entrare nella logica della famiglia di persone che devono sempre avere il massimo rispetto fra di loro. Le persone che si realizzano nella famiglia e nella società a dispetto di istituzioni che desiderano che le persone siano schiave della famiglia o di istituzioni nella società.
E’ una contraddizione dura a morire, eppure è la contraddizione che stiamo vivendo, sia nella sfera personale che nella dimensione sociale e politica della vita civile.
Claudio Simeoni

lunedì 30 marzo 2009

Corte di Cassazione: sentenze inutili e cittadini, comunque, da rapinare?

Si tratta della guerra che Berlusconi ha inaugurato contro la legittimità del sistema giuridico: SBATTERSENE DELLE SENTENZE!
Tutto pur di rapinare i cittadini trasformandoli in soggetti da rapinare.
L’amministrazione se ne sbatte delle sentenze della Corte di cassazione: i cittadini sono roba loro da perseguire, rapinare e derubare. Derubano i cittadini per il loro bene. Infatti, è solo grazie alle loro rapine che “diminuiscono gli incidenti”.
E’ come dire: “Dal momento che macello milioni di cittadini nel campo di sterminio, sicuramente diminuiscono i furti!” Massacro tutti i cittadini così qualcuno farà qualche incidente in meno. E’ la logica del campo di sterminio che viene imposta ai cittadini che guardano il dito e si vedono derubati della luna: la loro società civile!
Riporto la notizia:


Photored, la Cassazione non convince Palazzo Cernezzi
Lunedì 30-03-2009 11:46
Caradonna: «Andiamo avanti. I dati dimostrano che la presenza delle apparecchiature riduce gli incidenti


«Nessun dietrofront sui Photored. Anzi, stiamo valutando la possibilità di installare nuovi apparecchi». L’assessore alla Viabilità del capoluogo, Fulvio Caradonna, ribadisce la validità degli strumenti elettronici che multano chi transita con il semaforo rosso. Lo fa nonostante la sentenza della Cassazione che ha dichiarato illegittime le infrazioni comminate dall’occhio elettronico in assenza di un vigile in carne e ossa.«Per quanto mi riguarda, penso che si tratti di una sentenza fantascientifica - attacca l’esponente della giunta di Palazzo Cernezzi - Parliamo di strumenti elettronici installati per aumentare la sicurezza degli incroci più pericolosi. È inverosimile il principio per cui un’apparecchiatura del genere debba essere “accompagnata” da un agente».In attesa di poter conoscere nel dettaglio la sentenza contro i Photored, pronunciata dalla seconda sezione civile della Corte di Cassazione, l’assessore Caradonna precisa che i tre apparecchi attualmente attivi a Como non saranno rimossi.«Vogliamo studiare bene la sentenza - dice l’esponente della giunta - ma senza dubbio andiamo avanti. I dati dimostrano che la presenza dei Photored riduce sensibilmente il numero degli incidenti e rende più sicuri gli incroci. Sarebbe assurdo fare dietrofront».Il Comune di Como sta addirittura pensando di potenziare il servizio.«Attualmente i Photored sono gestiti da una società privata - sottolinea Caradonna - Stiamo valutando l’opportunità di acquistarli direttamente e di incrementare il numero di strumenti attivi, andando a coprire altri incroci pericolosi».Difende il vigile elettronico che controlla i semafori anche Vincenzo Graziani, comandante della polizia locale di Como.«Innanzitutto voglio far presente a tutti gli automobilisti che non si deve leggere la notizia come una sorta di autorizzazione a passare con il rosso - precisa Graziani - Il rosso resta tale, così come ovviamente la sanzione prevista». Graziani contesta l’ipotesi che l’uso di apparecchiature tecnologiche in grado di rilevare infrazioni al Codice della strada debba essere accompagnato dalla presenza di un agente della polizia locale. «Se partissimo da questo concetto - dice - allora dovremmo andare a intervenire anche sui rilevatori automatici della velocità o sul vigile elettronico che controlla l’accesso alle zone a traffico limitato. Si minerebbe un enorme sistema ormai collaudato in tutta Italia».«Aspetto di leggere la sentenza per valutare e ponderare nel dettaglio quanto scritto dai giudici della Cassazione - continua Vincenzo Graziani - Per quanto ci riguarda, a Como non cambia nulla e non bloccheremo i Photored in funzione. Siamo assolutamente tranquilli, tecnicamente non c’è alcun dubbio sulla legittimità degli apparecchi che abbiamo installato e continuiamo a lavorare».Affiancare i vigili alle apparecchiature elettroniche sarebbe, secondo il comandante della polizia locale di Como, un inutile spreco di risorse. «Sono macchine pensate apposta per vedere e intervenire là dove l’uomo non c’è - conclude - Imporre che siano utilizzate solo in presenza di un agente non avrebbe alcun senso».
Anna Campaniello

Tratto da:
http://www.corrierecomo.it/frm_articoli.cfm?ID=93988


E’ il terrore a cui vengono sottoposti ai cittadini.
Sottratti alla società civile, al diritto, sono sottoposti alle angherie dell’amministratore di turno che identificandosi col dio padrone trova insofferenza che la legge gli imponga degli obblighi.
Così stiamo tornando alla società clericale, nazista e fascista in cui la distruzione del diritto è fatto al fine di delegittimare le Istituzioni e assoggettarle al padrone di turno: Berlusconi o il sindaco rapinatore!
Quando un amministratore, qualunque sia il suo ruolo, se ne sbatte delle sentenze, è nata la società nazista!
Claudio Simeoni

domenica 29 marzo 2009

Viva il Popolo delle Libertà finalmente Silvio Berlusconi licenzia operai, parassiti e precari.

Non so se questo video sia satirico o serio.
Non so bene a che cosa miri, ma certamente deve far riflettere attentamente.





Non sempre le cose sono ciò che appaiono e non sempre il loro apparire è scevro di conseguenze.
Gli uomini che subiscono violenza non possono aver giustizia in quanto, troppo spesso, i magistrati si girano dall’altra parte. I valori dei magistrati, quei valori che determinano le scelte nella loro attività, spesso non coincidono con i bisogni delle persone.
Così. Capita spesso che il magistrato ritenga del tutto legittimo quell’insieme di atti di terrorismo che aggrediscono le persone della società civile e spesso, troppo spesso, il magistrato ritiene criminali gli atti attraverso i quali le persone chiedono giustizia.

Claudio Simeoni

Destra e sinistra politica: una falsa contrapposizione ideologica!

Le contraddizioni ideologiche della sinistra e le contraddizioni ideologiche della destra sono sempre le stesse da 150 anni a questa parte.
La sinistra si muove fra le pulsioni di uguaglianza sociale e quelle del pietismo cristiano per i poveri mentre la destra si dibatte fra delirio di onnipotenza come identificazione nel dio padrone e liberalismo come voglia di liberarsi da regole che impediscono la prevaricazione sociale.
Il bisogno di uguaglianza necessita di regole che garantiscano l’uguaglianza. Regole che ANDREBBERO fatte nei confronti dei “poteri sociali” in modo che tali poteri siano eticamente corretti nella loro azione. Il pietismo implica l’accettazione di violenze sociali fatte dal più forte nei confronti di un soggetto debole che viene emarginato. La sua emarginazione permette, alla sinistra, la manifestazione della sindrome del buon Samaritano. Questa sindrome ha sempre impedito alla sinistra di aggredire i fattori di disuguaglianza sociale in quanto, la loro rimozione, impedisce, di fatto, la psicologica missione del buon samaritano nell’immediato: è una sinistra che ha bisogno di poveri da soccorrere! La destra deve soddisfare il proprio bisogno di onnipotenza aggredendo gli strati sociali emarginati. Costruisce l’emarginazione; le streghe da perseguitare; costruisce il “terrorista” che ne mette in discussione il suo diritto al delirio; costruisce il criminale; la destra, si dice, vive alimentandosi dalle paure. Le paure, la destra, le alimenta. Cossiga, a questo proposito è chiaro: noi, dice, per torturare i cittadini, vessarli, aggredirli, come polizia costruivamo lo scontro, li colpevolizzavamo e, con questo, eravamo autorizzati a macellarli.
La sinistra ha bisogno che gli emarginati, nei confronti dei quali lei soddisfa il bisogno del buon Samaritano, stiano alle regole imposte dai suoi aguzzini. Il povero, l’emarginato, non ha diritto a pretendere giustizia: se lo fa è un terrorista, un criminale; non ha più diritto al soccorso della “società civile” di una sinistra alla quale la miseria, in fondo, fa schifo!

Perché questo schema funzioni, è necessario che la cultura sociale sia aggredita. E’ necessario che i diritti siano conosciuti da pochi cittadini e, specialmente, è necessario che le procedure per rivendicare i diritti siano farraginose, imprecise, complicate, burocratizzate. E’ necessario che i cittadini, quei pochi idioti ed illusi che “credono” nelle Istituzioni, si trovino sempre a scontrarsi con muri di gomma e impossibilitati a chiedere l’adempimento di obblighi o chiedere giustizia. Tutti gli atti, dai giudiziari, a quelli amministrativi, vengono fatti per “fregare il cittadino” e il cittadino, ingenuo, quando si accorge di essere stato derubato, è costretto ad un iter complesso che non solo non gli porta giustizia, ma lo costringe ad impegnare un’enorme quantità di energia e tempo sottratto alla sua vita.
Il controllo dell’informazione, permette questo. E, per di più, subentra il “capolavoro”. Le persone vessate, torturate, derise, derubate, VENGONO COLPEVOLIZZATE: “E’ colpa tua; se tu avessi fatto in quest’altro modo, non sarebbe successo!” Risponde: “ma tu mi hai detto!” da cui: “E tu ti sei fidato? Bel pezzo di cretino sei....”
Che comporta: lo stato fa pubblicità degli alcolici e condanna alla galera chi guida dopo aver bevuto! E’ il cretino, colui che cade nella trappola, non l’ingannato dallo stato il cui scopo era quello di derubargli la vita!

L’organizzazione nazionale che emerge fra la sinistra pietista e la destra delirante da onnipotenza, è lo stato mafia!
Da un lato i mafiosi, quelli veri, non gli idioti della tangente da bottega, entrano nelle stanza del potere politico e dall’altra parte gli altri mafiosi, come i don Ciotti, che dirigono l’attenzione delle persone verso il pietismo del buon Samaritano in modo che non possano costruirsi un futuro diverso da quello dello stato mafia.

Lo stato mafia, a differenza dei modelli di stato conosciuti ella storia, è uno stato in cui il diritto Costituzionale esiste. E’ ben chiaro nella testa delle persone. Solo che il diritto Costituzionale non si applica al singolo individuo nei confronti delle Istituzioni, nei confronti del più forte. Il diritto Costituzionale si applica al dio padrone e alle Istituzioni che praticano la loro libertà nell’aggredire, derubare, vessare, deridere, offendere i cittadini. La libertà del capomafia! O la libertà del dio padrone nel macellare le persone! “Ha commesso un delitto!” ma lui è il dio padrone! Ma lui è il capo! Lui può!

Così il parlamento può aggredire Englaro?
Il Consiglio Superiore della Magistratutra può torturare i cittadini?
Il Presidente della Repubblica è responsabile delle torture dei cittadini fatte dal Consiglio Superiore della Magistratura?
I Comuni sono responsabili di rapina nei confronti dei cittadini mediante l’organizzazione criminale dei Vigili Urbani che usavano criminalmente i misuratori di velocità o i “semafori intelligenti”?

No, non lo sono. Perché il diritto Costituzionale è stato sottratto ai cittadini:
E’ diritto del Parlamento perseguitare lo schiavo Englaro!
E’ diritto del Consiglio Superiore della Magistratura torturare i cittadini!
La tortura dei cittadini non interessa al dio padrone, al Presidente della Repubblica.
E per i comuni, come si può criminalizzarne i comportamenti quando non si è denunciato il dio dei cristiani che si è divertito a macellare l’umanità col diluvio universale?

E arriviamo al punto: fra delle norme Costituzionali che hanno al loro centro un’etica, si contrappongono le patologie di chi è educato al delirio del dio padrone. Cosa volete che sia per il buon Samaritano trasformarsi nell’onnipotente dio padrone? Cosa volete che sia per il socialista Mussolini trasformarsi nel fascista Mussolini? Cosa volete che sia per il populista cattolico Hitler trasformarsi in colui che vuole conquistare il mondo?
Alla fin fine, non esiste una differenza fra buon Samaritano e soluzione finale.
Quando le persone non accettano di mettersi in ginocchio davanti all’atteggiamento delirante del buon Samaritano, il buon Samaritano, indifferentemente si trasforma in colui che ordina la SOLUZIONE FINALE: muoia Sansone con tutti i Filistei! Prima i Filistei!

Per questo motivo la contrapposizione sociale non è fra destra e sinistra politica, ma fra la Democrazia rappresentata dalla Costituzione e dalle carte dei diritti Occidentali e il cristianesimo fonte di terrorismo e odio sociale. Fra diritto Costituzionale e stato mafia. Fra Costituzione e concezioni clericali-naziste delle relazioni fra cittadini e Istituzioni. E’ il cristianesimo il nemico della Democrazia. Un’ideologia cristiana imposta con la violenza ai bambini che gli adulti faticosamente mediano con il diritto Costituzionale e che finisce per prevalere sul loro dovere di cittadini. Cittadini che anziché imporre la Costituzione impongono il loro essere sudditi di un qualche padrone. Che questi sudditi, siano di destra o di sinistra è poco importante: sono i nemici della Costituzione!


Claudio Simeoni

Il confine fra satira e denigrazione; fra critica ed offesa.

Si tratta di un concetto già espresso dalla Corte di Cassazione. Anche la satira va a censurare le azioni, le affermazioni, le decisioni, le idee, espresse dalle persone, ma non le persone in sé.
Questo vale per ogni soggetto. Non si può accostare Ratzinger a simboli ripugnanti erotici ance se la rabbia che suscita è grande. Solo che la rabbia non viene suscitata da Ratzinger in quanto persona, ma dalle azioni e dalle affermazioni di Ratzinger. Pertanto la satira e la critica vanno a colpire le affermazioni di Ratzinger, non la persona di Ratzinger. Affermare che le affermazioni di Bagnasco e Ratzinger, in merito al preservativo, sono affermazioni criminali, oppure farne oggetto di satira (Ratzinger e Bagnasco minorenni incinti e scomunicati...), è del tutto legittimo. Ciò che è illegittimo sono le aggressioni di Bagnasco alla Francia e a chi ha criticato le affermazioni di Ratzinger sul preservativo. Ciò che si aggredisce, come critica o con la satira, sono le idee, le affermazioni, il credo, le azioni, FATTE DALLA PERSONA, non la persona sottratta dal contesto delle sue azioni e delle sue decisioni.


Verona.
Cassazione: associare simboli fallici e autorità politiche è diffamazione

ROMA (28 marzo) - La Cassazione conferma la condanna per Vittorio F., titolare di un bar di Soave, in provincia di Verona: aveva attaccato alla vetrina del suo locale il disegno di un fallo con il nome del sindaco accostato alla parte superiore e quello del vicesindaco a quella inferiore. «Ma è solo satira», aveva sostenuto il barista, ma la Cassazione ha decretato: nessuna satira, affiancare il nome di personaggi politici a parti del simbolo fallico è diffamazione. La sentenza 12987 ha dunque stabilito questo - ossia che non rientra nel diritto di satira associare il nome di personaggi politici a parti del simbolo fallico, come la sommità del pene o i testicoli - confermando appunto la condanna nei confronti del barista di Soave.La linea difensiva del titolare del bar faceva leva sul diritto alla satira: il suo gesto era lecito perché rientrava «nell'ambito della satira politica e mirava alla derisione di soggetti investiti di pubblici poteri che si erano resi responsabili di malgoverno».Piazza Cavour, però, ha bocciato la tesi rilevando che la satira non si sottrae «al limite della continenza» e che non sono ammessi «accostamenti volgari o ripugnanti che travalicano il rispetto della persona ed espongono il soggetto passivo al dileggio della sua immagine pubblica e al discredito presso la collettività».Nel caso in questione «l'identificazione con parti dell'organo maschile del nome del sindaco e del vicesindaco rendeva evidente l'intento di propalare un giudizio denigratorio nei confronti degli esponenti più rappresentativi dell'amministrazione comunale».

Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=52504&sez=NORDEST


Il diritto alla satira non è il diritto allo scherno e alla derisione. Nella vicenda delle vignette danesi, ad esempio, si volle far passare scherno e derisione per satira.
In varie sentenze la Corte di Cassazione ha sottolineato il confine esistente fra satira e denigrazione; fra critica e diffamazione.
Una volta in più, penso che sia opportuno.
Claudio Simeoni

venerdì 27 marzo 2009

La Corte di Cassazione contro le rapine dei vigili urbani!

Ancora una sentenza della Corte di Cassazione che va nel segno della Costituzione. I cittadini non sono dei soggetti da rapinare, vessare, ingiuriare e aggredire. Le istituzioni che lo fanno, sono CRIMINALI!
Eppure i Vigili Urbani sapevano di fare violenza ai cittadini: EPPURE LO HANNO FATTO!
Avere soldi in automatico, senza rivendicare di ritti e imporre doveri alle Istituzioni superiori, è il sogno di ogni SINDACO PADRONE che trasforma i Vigili Urbani in squadracce di esattori che poco hanno da invidiare a quelli mafiosi. E troppi giudici di pace, anziché fare il loro dovere di cittadini, preferiscono mettersi in ginocchio davanti al dio padrone e collaborare con i Sindaci in questa rapina.
Poi, interviene la Corte di Cassazione. Quando può, sia pur mediando, e come può!

Annullata la sentenza del giudice di pace
Semaforo rosso, niente multa senza vigile
27 marzo 2009
Lo ha deciso la Cassazione dopo il ricorso di un cittadino di Modena che ha ricevuto il verbale grazie al "Photored"

MILANO - Se si passa con il rosso non basta la foto scattata dall'apparecchio di rilevamento della velocità per avere una multa: è necessaria la presenza del vigile, cui si può presentare una contestazione immediata. Lo ha deciso la Cassazione con la sentenza 7388 della seconda Sezione civile, che ha annullato la sanzione a un cittadino di Modena. Aveva ricevuto un verbale per essere passato col rosso in presenza dell'apparecchio "Photored" (un sistema simile a quello dell'autovelox), ma in assenza del vigile non aveva potuto presentare obiezioni immediatamente dopo il fatto.
POSSIBILI EQUIVOCI - Ha fatto ricorso in Cassazione e ha vinto: la sentenza del giudice di pace modenese è stata annullata. «La mancata presenza in loco di agenti operanti per un verso preclude la possibilità di contestazione immediata nei casi in cui ciò sia possibile - si legge nella motivazione -, così eludendo il precetto legislativo al riguardo e, per altro verso, non consente di verificare le concrete situazioni in cui l'apparecchio di rilevamento automatico opera, consentendo possibili equivoci, non risolubili con certezza, proprio l'assenza degli agenti sul posto».
CONSUMATORI - Soddisfatte le associazioni di difesa dei consumatori. Il Codacons: «La Cassazione conferma la tesi che sosteniamo da anni: senza la presenza di un vigile cui poter contestare l'infrazione, le multe elevate in automatico dai sistemi elettronici non sono valide e vanno annullate. Si tratta di una sentenza importante perché riconosce il diritto fondamentale dell'automobilista e poter contestare immediatamente la contravvenzione». L'Adoc parla di «sentenza giusta a favore degli automobilisti». Secondo l'associazione «le sentenze emessa dalla Corte Suprema testimoniano la crescita degli abusi da parte degli enti locali, che utilizzano in maniera distorta apparecchi e leggi al fine non di garantire una maggiore sicurezza, una migliore circolazione e il rispetto delle regole e degli automobilisti, ma solo allo scopo di fare cassa».
Tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/09_marzo_27/semaforo_rosso_foto_vigile_cassazione_7804fd64-1aea-11de-b646-00144f486ba6.shtml
Eppure i Sindaci sarebbero tenuti a conoscere la Costituzione della Repubblica e, invece, preferiscono comportarsi da banditi.
Claudio Simeoni

Il relativismo della chiesa cattolica sul diritto di morire

Riporto questo piccolo articolo per dimostrare come la chiesa cattolica, a seconda dei propri interessi, abbia atteggiamenti diversi a seconda di come il bestiame del suo gregge rivendichi i suoi diritti nei confronti del dio padrone.
Si tratta di una lettera e di una riposta di Corrado Augias che ci dimostrano l’assoluta immoralità di Ratzinger, di Bagnasco e di Berlusconi.

LA CHIESA TEDESCA CHE LASCIA MORIRE
Repubblica — 25 marzo 2009
Caro Augias, ha avuto poca eco sui giornali la notizia, importante, apparsa su Micromega relativa ad un testo sulla eutanasia approvato dalle chiese tedesche: cattolica e protestante. Il documento, che vieta per i credenti l' eutanasia attiva, ammette però la liceità morale dell' eutanasia passiva, che punta, nel caso di malati inguaribili o terminali che lo chiedano «a un dignitoso lasciar morire, non proseguendo o non iniziando un trattamento volto al prolungamento della vita, come l' alimentazione artificiale o la respirazione artificiale, la dialisi o la somministrazione di antibiotici». Si introduce, per ammetterne anche in questo caso la liceità, la nuova fattispecie della «eutanasia indiretta», che «viene prestata quando al morente vengono prescritti dal medico farmaci sedativi del dolore che come effetto secondario involontario possono accelerare il subentrare della morte». Le due chiese hanno predisposto un modello di testamento biologico - il "Christliche Patientenverfugung" - che prevede il ricorso a queste due forme di eutanasia, già sottoscritto da 9 milioni di tedeschi.

Carlo Troilo troilo.carlo@tiscali.it

Ricordo, per dovere di cronaca, che la prima notizia su questo modello di testamento biologico comune a cattolici e protestanti (Cardinal Karl Lehmann presidente della Conferenza episcopale tedesca, cattolico, e Manfred Kock presidente del Consiglio della Chiese Evangeliche in Germania, protestante) è comparsa su Repubblica il 6 febbraio scorso. Lo segnalò a questa rubrica la storica Emma Fattorini (La Sapienza, Roma) che lo aveva visto distribuire nel duomo di Muenster. Dopo di questa, abbiamo pubblicato la notizia relativa a una studentessa italiana in una scuola cattolica tedesca alla quale, al termine di una lezione su Igiene e Salute, è stato dato - come a tutti i suoi compagni maschi e femmine - un preservativo con corredo di opportune istruzioni. Dunque, nella stessa Chiesa e con lo stesso papa (tedesco!) le norme sulla fine della vita e sui preservativi sono difformi. Al di sotto delle Alpi, il cardinale Bagnasco può permettersi di giudicare l' elementare diritto di disporre del proprio corpo «inedito quanto raccapricciante», valutazione che si guarderebbe bene dal dare in un paese come la Germania. Il cardinale è tra l' altro incorso in una svista grave quando ha ribadito «l' indisponibilità di qualunque esistenza anche di fronte a condanne quali la pena di morte». Ha dimenticato che il principio della pena di morte è tuttora contemplato dal catechismo della sua Chiesa (canone 2267). Capisco che l' organismo vaticano debba adattare il suo insegnamento alle circostanze nelle quali opera, è giusto che sia così. Ma allora si ponga un freno alle insistenti tirate sulla "condanna del relativismo" e sugli sbandierati "principi non negoziabili".

- CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

Tratto da:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/25/la-chiesa-tedesca-che-lascia-morire.html


La chiesa cattolica è fatta da persone senza morale, né dignità. Pronti a mentire a maggior gloria del dio padrone e al solo fine di danneggiare la vita civile delle persone.
RIFLETTETE!
Claudio Simeoni