martedì 31 marzo 2009

Corte di Cassazione: la famiglia dei ruoli e la famiglia delle persone!

Il diritto ad essere una persona che si realizzi nella società, è il principio ribadito dalla Corte di cassazione in questa sentenza.
Le persone non possono essere ingannate. Ingannare una persona non da diritto a vedere riconosciuti i vantaggi dell’inganno.
Non si tratta, come viene riassunto nel titolo di La Repubblica, di una gravità o meno del tradimento coniugale. Si tratta del rispetto della persona. Del diritto della persona di gestire il proprio corpo. Quel diritto che la chiesa cattolica ha sempre negato.
Sposarsi non è “comperare o appropriarsi di una persona”, ma è costituire un assieme che investe l’intera sfera della vita, specialmente quanto è di più intimo della persona.
La Corte di Cassazione censura la condotta della Corte d’Appello di Firenze per non aver tenuto in debito conto le ragioni della donna. Per essersi fermata all’atto formale della relazione con il marito e non aver chiarito il lato sostanziale.
Sono decisioni che, in vario grado, la Corte di Cassazione ha già ribadito: il magistrato periferico, nel dare un giudizio, deve sempre tener conto di tutti i fattori che concorrono nella formazione dell’episodio che sta giudicando. Non può fermarsi a considerare solo ciò che lui vuole considerare e deve, soprattutto tener presente e rispondere ad ogni obiezione, specialmente quando questa riveste la sfera della persona che sta rivendicando qualche cosa nei confronti di un istituto. L’istituto del matrimonio, in questo caso.

La Cassazione: "Procreazione fondamentale nel matrimonio
L'infedeltà della donna non ha causato la rottura del rapporto"
"Tradimento della moglie meno gravese lui non può avere figli e non lo dice"


ROMA - Se la moglie tradisce il marito che le aveva tenuto nascosto di non poter avere figli, il tradimento è meno grave. E non può essere l'unica causa della separazione, neppure se lei e l'altro sono stati sorpresi dal marito proprio nel letto coniugale. Lo ha stabilito la Cassazione, sottolineando che i figli sono una "dimensione fondamentale della persona e una delle finalità del matrimonio" e, in nome della "lealtà tra coniugi", ha annullato una sentenza della Corte d'Appello di Firenze che aveva giudicato la moglie infedele colpevole della separazione, aggiungendo anche che l'impossibilità per il marito di avere figli non era "sufficientemente provata" in quanto attestata soltanto da testimonianze. Al contrario, scrivevano i giudici di secondo grado nel 2005, l'episodio del tradimento è più che documentato dal momento che il marito aveva portato in aula, come testimone, proprio l'uomo che era stato sorpreso in casa con la moglie. I giudici della prima sezione civile della Suprema Corte, con la sentenza 6697, hanno invece accolto il ricorso della donna, evidenziando prima di tutto che l'infedeltà contestata si riduceva a un "incontro occasionale". Una "condotta isolata", precisa la Corte, e neppure il marito aveva "ravvisato nell'episodio una stabile relazione extraconiugale". In secondo luogo, aggiunge la Cassazione, "l'infedeltà di un coniuge può essere rilevante ai fini della separazione quando sia stata causa o concausa della frattura del rapporto coniugale". Nel caso dei coniugi fiorentini, invece, la donna "ha denunciato l'omessa informazione da parte del marito, prima delle nozze" dell'incapacità ad avere figli. Un'omissione che per i giudici costituisce "violazione dell'obbligo di lealtà" che provoca "una lesione del diritto della donna all'autonoma determinazione al matrimonio e alle aspettative di armonica vita sessuale nella sua proiezione verso la procreazione che costituisce una dimensione fondamentale della persona e una delle finalità del matrimonio".
OAS_RICH('Middle');Perciò la Cassazione ha rinviato la causa alla Corte d'Appello fiorentina con il compito di "accertare se è stato leso il diritto della moglie di realizzarsi pienamente nella famiglia e nella società come donna e come madre, e quindi procedere ad una valutazione complessiva del comportamento di entrambi i coniugi" prima di stabilire di chi è la colpa della separazione. Insomma, è vero che lei avrebbe potuto evitare di portarsi a casa un amante occasionale, ma è anche vero che per colpa di lui il matrimonio era partito con il piede sbagliato.
(30 marzo 2009)
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/cronaca/cassazione-1/tradimento/tradimento.html


E’ duro uscire dall’ottica di essere il padrone. E’ duro uscire dalla famiglia dei ruoli imposta dalla chiesa cattolica per entrare nella logica della famiglia di persone che devono sempre avere il massimo rispetto fra di loro. Le persone che si realizzano nella famiglia e nella società a dispetto di istituzioni che desiderano che le persone siano schiave della famiglia o di istituzioni nella società.
E’ una contraddizione dura a morire, eppure è la contraddizione che stiamo vivendo, sia nella sfera personale che nella dimensione sociale e politica della vita civile.
Claudio Simeoni

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