venerdì 27 marzo 2009

Il relativismo della chiesa cattolica sul diritto di morire

Riporto questo piccolo articolo per dimostrare come la chiesa cattolica, a seconda dei propri interessi, abbia atteggiamenti diversi a seconda di come il bestiame del suo gregge rivendichi i suoi diritti nei confronti del dio padrone.
Si tratta di una lettera e di una riposta di Corrado Augias che ci dimostrano l’assoluta immoralità di Ratzinger, di Bagnasco e di Berlusconi.

LA CHIESA TEDESCA CHE LASCIA MORIRE
Repubblica — 25 marzo 2009
Caro Augias, ha avuto poca eco sui giornali la notizia, importante, apparsa su Micromega relativa ad un testo sulla eutanasia approvato dalle chiese tedesche: cattolica e protestante. Il documento, che vieta per i credenti l' eutanasia attiva, ammette però la liceità morale dell' eutanasia passiva, che punta, nel caso di malati inguaribili o terminali che lo chiedano «a un dignitoso lasciar morire, non proseguendo o non iniziando un trattamento volto al prolungamento della vita, come l' alimentazione artificiale o la respirazione artificiale, la dialisi o la somministrazione di antibiotici». Si introduce, per ammetterne anche in questo caso la liceità, la nuova fattispecie della «eutanasia indiretta», che «viene prestata quando al morente vengono prescritti dal medico farmaci sedativi del dolore che come effetto secondario involontario possono accelerare il subentrare della morte». Le due chiese hanno predisposto un modello di testamento biologico - il "Christliche Patientenverfugung" - che prevede il ricorso a queste due forme di eutanasia, già sottoscritto da 9 milioni di tedeschi.

Carlo Troilo troilo.carlo@tiscali.it

Ricordo, per dovere di cronaca, che la prima notizia su questo modello di testamento biologico comune a cattolici e protestanti (Cardinal Karl Lehmann presidente della Conferenza episcopale tedesca, cattolico, e Manfred Kock presidente del Consiglio della Chiese Evangeliche in Germania, protestante) è comparsa su Repubblica il 6 febbraio scorso. Lo segnalò a questa rubrica la storica Emma Fattorini (La Sapienza, Roma) che lo aveva visto distribuire nel duomo di Muenster. Dopo di questa, abbiamo pubblicato la notizia relativa a una studentessa italiana in una scuola cattolica tedesca alla quale, al termine di una lezione su Igiene e Salute, è stato dato - come a tutti i suoi compagni maschi e femmine - un preservativo con corredo di opportune istruzioni. Dunque, nella stessa Chiesa e con lo stesso papa (tedesco!) le norme sulla fine della vita e sui preservativi sono difformi. Al di sotto delle Alpi, il cardinale Bagnasco può permettersi di giudicare l' elementare diritto di disporre del proprio corpo «inedito quanto raccapricciante», valutazione che si guarderebbe bene dal dare in un paese come la Germania. Il cardinale è tra l' altro incorso in una svista grave quando ha ribadito «l' indisponibilità di qualunque esistenza anche di fronte a condanne quali la pena di morte». Ha dimenticato che il principio della pena di morte è tuttora contemplato dal catechismo della sua Chiesa (canone 2267). Capisco che l' organismo vaticano debba adattare il suo insegnamento alle circostanze nelle quali opera, è giusto che sia così. Ma allora si ponga un freno alle insistenti tirate sulla "condanna del relativismo" e sugli sbandierati "principi non negoziabili".

- CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

Tratto da:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/03/25/la-chiesa-tedesca-che-lascia-morire.html


La chiesa cattolica è fatta da persone senza morale, né dignità. Pronti a mentire a maggior gloria del dio padrone e al solo fine di danneggiare la vita civile delle persone.
RIFLETTETE!
Claudio Simeoni

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