martedì 31 marzo 2009

Il terrorismo di Umberto Bossi e la Corte di Cassazione.

Si tratta del principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
Un principio che molto spesso questo governo e questo parlamento hanno vilipeso, ingiuriato ed insultato.
L’immunità parlamentare è finalizzata a liberare il parlamentare dagli impedimenti nel suo lavoro di parlamentare, di politico. L’immunità non ha il fine di impunità per i delitti e per i reati commessi. Gli insulti di Bossi erano un’aggressione personale, non la critica di una sentenza. Quando un cittadino, come ha fatto Berlusconi, si fa fare una legge dal parlamento per non rispondere dei reati commessi o che può commettere, ha fatto un atto di eversione dell’ordine democratico minando alla base il fondamento della Democrazia.

Cassazione, Bossi e il tricolore:
immunità ingiustificata, atti alla Consulta


ROMA (30 marzo) - Le critiche espresse da Umberto Bossi contro il giudice monocratico di Cantù, Paola Braggion non possono considerarsi «opinione espressa nell'esercizio delle funzioni parlamentari». Così la Cassazione chiede l'intervento della Consulta per annullare la delibera della Camera dei Deputati che, aveva concesso l'immunità a Bossi, evitando di fargli pagare 40 mila euro di risarcimento al giudice. Il giudice aveva condannato Bossi per vilipendio alla bandiera per le parole espresse in un comizio del 26 luglio 1997 dove il leader della Lega aveva parlato del tricolore utilizzato come carta igienica.Secondo la Suprema Corte le critiche contro il giudice Braggion non possono essere considerate «opinione espressa nell'esercizio delle funzioni parlamentari». Ritiene infatti ingiustificata l'immunità in quanto «sono di alcuni anni successive» alle battaglie della Lega sul federalismo. Adesso la palla passa alla Consulta. Nel frattempo la Cassazione - sentenza 7539, con la quale è stato reso noto la decisione dei supremi giudici al termine dell'udienza svoltasi il 22 gennaio - ha sospeso il corso della causa civile.

Tratto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=52813&sez=HOME_INITALIA


Le Istituzioni non possono essere usate come dei trucchi per aggredire i cittadini.
Purtroppo è la linea che stanno prendendo amministratori locali e nazionali. L’uso delle Istituzioni per aggredire e truffare cittadini che sono stati privati della conoscenza per agire nelle Istiotuzioni o attraverso le Istituzioni.
E’, sicuramente, un brutto momento per la democrazia italiana: i cittadini non sanno più che cosa sia né a che cosa serva la Democrazia tanti insulti vedono a quelli che loro pensavano fossero i loro diritti.
E’ uno dei fattori che porta alla società nazista: distruggere la consapevolezza delle condizioni giuridiche per le quali le persone sono dei cittadini. Imporre la supplica dei cittadini alle Istituzioni che si trasformano, a poco a poco, in istituzioni monarchiche padrone dei loro sudditi.

Claudio Simeoni

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