lunedì 20 aprile 2009

Cassazione e matrimonio; doveri assunti e diritti della persona.

C’è modo e modo anche per rompere un rapporto coniugale. Il matrimonio impone degli obblighi. Obblighi che posono essere sciolti. Ma devono essere sciolti con atti onorevoli, non con atteggiamenti infantili.
E’ il messaggio dell’ultima sentenza della Corte di Cassazione.
Quando le persone assumono un impegno, questo impegno deve essere onorato e quando non è più possibile onorarlo è necessario sciogliere quell’impegno con un comportamento responsabile e onorevole. Un comportamento che rivendica i propri diritti, ma che non antepone ai propri diritti il piacere di danneggiare l’altro.


La Cassazione: il marito piantato
all'improvviso va risarcito

ROMA (18 aprile) - Il coniuge piantato in asso senza preavviso ha diritto ai "danni dell'abbandono". A sancirlo è la Cassazione che ha convalidato il risarcimento del danno patito dall'essere stato lasciato dalla moglie a F.F., un marito di Cagliari che era stato mollato dalla consorte V. M. via lettera. La donna, ricostruisce la sentenza 14981 della Sesta sezione penale, aveva preso carta e penna e aveva scritto al marito che partiva con la figlia e un amico per una breve vacanza. Solo al ritorno la donna messa alle strette dal marito, aveva confessato la sua intenzione di lasciarlo. La moglie era stata processata per violazione degli obblighi di assistenza familiare ed era stata condannata a risarcire il marito per i danni patiti con l'abbandono(Corte appello Cagliari, marzo 2006).Contro la doppia condanna (penale e pecuniaria), la donna si è rivolta alla Cassazione, facendo presente che il marito era stato avvertito tramite lettera e che, solo successivamente, era maturata in lei la convinzione dell'abbandono dato il «regime di vita e di rapporto intollerabile imposto dal marito». La Consulta ha bocciato il ricorso della moglie e ha evidenziato che «alla stregua del tenore della lettera e del comportamento immediatamente susseguente della donna non possono nutrirsi dubbi sulla sua volontà di abbandonare in modo improvviso e definitivo il domicilio domestico trattenendo per di più con sè la bambina, con evidente lesione dei doveri coniugali».Inutili, poi, come scuse addotte dalla donna «il limitato bagaglio che, alla luce della lettera, doveva servire solo a evitare probabili problemi nella realizzazione concreta dell'abbandono» e il «rientro successivo a casa, dovuto - dice la Cassazione - essenzialmente alla reazione del marito per i problemi relativi alla figlia».

Tratto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=55018&sez=HOME_INITALIA

Non sempre giustificazioni che in altri ambiti appaiono sufficienti, lo sono in ogni altro ambito. Spesso non si tratta nemmeno di giustificazioni razionali, ma di giustificazioni opinabili quali giustificazioni della propria soggettività.
Nel difficile compito di mediare fra i doveri assunti con un matrimonio e i diritti del singolo di cercare la felicità, la Corte di Cassazione continua ad agire cercando di mediare continuamente affinché i comportamenti dei cittadini si avvicinino alla morale imposta dalla Costituzione e ei allontanino da quel desiderio di prevaricazione che, purtroppo, l’educazione cattolica, impone.
Claudio Simeoni

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