giovedì 23 aprile 2009

Corte di Cassazione: non si possono sodomizzare i detenuti, anche se sono in galera per violenza a minore.

Purtroppo, per avere giustizia, spesso è necessario arrivare fino alla Corte di Cassazione.
Le persone detenute DEVONO scontare la pena loro inflitta da un tribunale, ma non possono essere sottoposte a violenze.
Troppo spesso individui delle Istituzioni ignorano i loro doveri e, nel caso di questa notizia, apprendiamo che anche la Corte d’Appello (presumo di Milano) li ha assolti. La mia domanda è questa: com’è possibile che i giudici della Corte d’Appello di Milano non conoscessero i loro doveri di Giudici?
Capisco che la violenza su un minore è un atto infame. Ma ad un atto infame non può seguire una “punizione” infame diversa da quanto stabilito dalle leggi. Di fatto, questi agenti carcerari, sono stati complici della violenza che questo personaggio ha subito.
E’ sempre stato normale per le guardie carcerarie picchiare i detenuti. Fino a non molti anni fa usavano anche le fruste data l’impunità che i magistrati, nonostante questa Costituzione, garantivano loro.
Le cose sono cambiate, ma non moltissimo.
A volte sarebbero necessarie telecamere nelle questure e nelle carceri, nelle comunità terapeutiche, per documentare le violenze che le persone detenute subiscono.
Però, sarebbe più corretto che le persone che lavorano nelle Istituzioni assumessero su di sé quel senso del dovere che spesso l’educazione cattolica ha sottratto loro.
Riporto la notizia:

L'accusa nei loro confronti è di non essere intervenuti per aiutarlo
Pedofilo violentato a San Vittore, condannati due agenti di custodia
Gli agenti dovranno risarcire 100 mila euro ad un ragazzo che fu picchiato e sodomizzato da altri detenuti

MILANO - Due agenti della polizia penitenziaria sono stati condannati a risarcire 100 mila euro a un uomo che, quando nel 2001 si trovava detenuto nel carcere milanese di San Vittore per violenza sessuale nei confronti di un minore, venne sodomizzato, picchiato e minacciato da altri carcerati, senza che gli agenti intervenissero per aiutarlo. Lo ha deciso la prima sezione civile della Corte d'appello di Milano.
LA RICOSTRUZIONE - I fatti risalgono all'ottobre 2001, quando l'uomo si trovava nel sesto raggio del carcere di San Vittore, perchè arrestato per una presunta violenza sessuale su un minore. I due compagni di cella lo costrinsero a ingerire una sostanza nauseante e l'uomo si sentì male. Chiese aiuto all'agente che piantonava la cella, che non gli diede retta. Il detenuto venne poi picchiato dagli altri con una caffettiera e, nonostante il mattino seguente fosse coperto di ematomi in viso, un altro agente, quello addetto alla consegna della posta, gli rispose «sono affari vostri» e si rifiutò di accompagnarlo in infermeria. Nel giudizio penale, in primo grado, i due agenti erano stati condannati, ma poi in appello erano stati assolti. La Cassazione, infine, aveva annullato la sentenza di secondo grado. Il giudice civile oggi ha deciso sul risarcimento.
Tratto da:
http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/09_aprile_22/pedofilo_carcere_san_vittore_condannato-1501216825816.shtml


Più casi vanno a processo e maggiore è la possibilità che chi opera nelle Istituzioni si comporti in maniera più corretta.
I cittadini hanno bisogno di operatori Istituzionali rispettosi della Costituzione, non di banditi che agiscono sotto le vesti di operatori Istituzionali.
Claudio Simeoni

1 commento:

  1. Hanno fatto benissimo, anche perchè solo un agente si è rifiutato di portarlo in infermeria, si vede che le ferite non erano gravi, brutto prendere la stessa medicina che tu hai dato ad un ragazzo eh ???

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