domenica 19 aprile 2009

Diritto alla pornografia e repressione morale illegale dei cattolici

Girare film porno non solo non è reato, ma è utile per gli spettatori di una società civile spesso sottomesi alle fobie ossessive del cattolicesimo.
Ciò che la legge non condanna, troppo spesso i cattolici opprimono per imporre la loro morale.
Si tratta di una causa di lavoro in cui i titolari di un negozio volevano controllare la morale della loro dipendente a prescindere dal rapporto di lavoro. In pratica, erano intenzionati a trasformarla in una schiava oltre e al di là del contratto di lavoro. Certamente l’articolo parla di titolari “bigotti”, ma è necessario capire le conseguenze nel rapporto con le persone che quel “bigottismo” implicava. E’ come per la libertà di “opinione” usata per aggredire le persone di religione diversa. Non si tratta di “libertà di opinione”, ma di giustificazione del delinquere.
Riporto dal giornale La Repubblica

Una commessa di Grosseto protagonista di un video a luci rosseè stata costretta alle dimissioni dai titolari per il buon nome del negozio
Gira film hard e viene licenziata
Condannati i datori di lavoro

Il giudice ha dato ragione alla ragazza. Multa salatissimain attesa che venga quantificato il risarcimento danni

GROSSETO - Il film porno le costa il licenziamento dal posto di lavoro. Ma il giudice dà ragione alla ragazza e condanna i suoi datori. La vicenda ha come protagonista una commessa di Grosseto, colpevole, secondo i suoi datori di lavoro, di aver dato corpo alle sue fantasie, diventando protagonista di una pellicola hard. E tutto a loro insaputa. Al momento non è dato sapere come possano aver saputo della seconda attività della loro commessa. Ma una volta accertata l'identità dell'attrice protagonista del filmino a luci rosse, hanno costretto la loro dipendente a rassegnare le dimissioni per il buon nome del negozio. La ragazza, però, non si è data per vinta e ha intrapreso un'intensa battaglia legale contro i suoi principali un po' troppo "bigotti", sfociata anche in sede penale. Il giudice dopo un attento esame della vicenda, non ci ha pensato due volte a dare ragione alla ragazza. Così ha condannato i titolari del negozio al pagamento di una multa salatissima, in attesa che venga quantificato il risarcimento danni, che sarà fissato attraverso un'altra causa intentata dalla giovane.
(18 aprile 2009)
Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/commessa-film-porno/commessa-film-porno/commessa-film-porno.html


La pornografia è un’attività sana quando non è criminalizzata al fine di costringerla nella sfera dell’illegalità e della criminalità.
Se non comprendiamo che il rispetto delle leggi e delle regole è il fondamento del vivere civile, allora siamo responsabili di razzismo e di tutti quei crimini che la violazione delle leggi e delle norme produce. Troppo spesso le Istituzioni o persona che avevano potere sociale hanno applicato norme religiose integraliste cattoliche creando difficoltà e, pure, incitamento al terrorismo in persone che in realtà volevano soltanto GIUSTIZIA. Cioè il riconoscimento nella società dei propri diritti che le Istituzioni dovevano garantire.

20 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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Tel. 3277862784
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