domenica 26 aprile 2009

Il sottile confine fra criticare i magistrati e incitare al linciaggio dei magistrati

Criticare una sentenza o comportamenti dei magistrati è del tutto legittimo: aggredire no!
Indignarsi con una sentenza è legittimo, incitare ad una qualche forma di aggressione al magistrato: NO!
Il magistrato che si rivolge alle Corti superiori, siano esse Corte di Cassazione o Corte Costituzionale, non solo non viola nessun diritto, ma esprime un parare per il quale chiede un parere alle Corti supreme.
Se un magistrato viene minacciato perché si è rivolto alle Corti supreme, significa che siamo in pieno terrorismo.

Riporto la notizia:


MATRIMONIO GAY, LEGA CONTRO I TRIBUNALI L’onorevole Dussin scrive al ministro Alfano: «Basta soldi a Venezia». La Romei Pasetti: «Già non li danno» domenica 26 aprile 2009 , di Corriere del Veneto

VENEZIA — «Affamare» i tribunali di Venezia, tagliandogli luce, acqua, riscaldamento e attrezzature. Anche se la vera speranza è che «sprofondi». L’onorevole leghista Luciano Dussin mette da parte il galateo istituzionale e spara un’invettiva durissima contro i giudici veneziani, chiedendo al ministro della Giustizia Angelino Alfano di togliere risorse alle sedi lagunari perché «funzionano male».In particolare a scatenare l’ira funesta del deputato sono due recenti decisioni prese a Venezia: la prima è l’ordinanza con cui i giudici della terza sezione civile veneziana hanno rimesso alla Corte costituzionale il ricorso di una coppia gay che si era vista rifiutare le pubblicazioni matrimoniali dall’ufficiale di stato civile del Comune di Venezia; la seconda decisione è quella della procura generale di impugnare presso la Corte di Cassazione la sentenza di assoluzione sui Serenissimi. «Il tentativo partito dal tribunale lagunare, che personalmente spero sprofondi, cerca di introdurre nel nostro ordinamento nuovi istituti mai previsti da nostri legislatori », dice Dussin riguardo al caso della coppia gay. «La Corte Costituzionale dovrà perdere tempo inutilmente per dare seguito a questa iniziativa che nulla ha a che fare con i compiti della magistratura ».Per quanto riguarda invece i Serenissimi «mi chiedo – continua il politico leghista – se sia possibile che a fronte dell’immane lavoro che questi tribunali dovrebbero svolgere per garantire la presenza nelle patrie galere dei delinquenti che imperversano nel territorio, questi magistrati attivino, a spese della comunità, iniziative di questo tipo». La soluzione, visto che il ministro ha la competenza sui finanziamenti, è «garantire risorse ai tribunali che funzionano bene, ed 'affamare' economicamente gli altri». «Non ho nulla da rispondere o commentare – replica, interpellata, la presidente della Corte d’Appello Manuela Romei Pasetti –. In realtà mi verrebbe da dire che già non siamo molto distanti da questa situazione, visto che spesso nelle nostre sedi mancano beni di uso quotidiano». La presidente inoltre ci tiene a sottolineare una cosa: «Un conto è criticare un errore procedurale, cioè se un giudice per esempio deposita in ritardo una sentenza, altra cosa è il merito della giurisdizione, in cui il giudice decide sulla base delle sue competenze in scienza e coscienza».

Fonte:
http://www.gaynews.it/view.php?ID=81415

Queste intimidazioni di Dussin nei confronti dei magistrati sono intimidazioni terroristiche e debbono essere equiparate alle pallottole delle Brigate Rosse.
Ciò che auspica questo deputato che si rivolge al ministro Alfano, non è il “ripristino di una legalità”, ma è il “far male alle persone” che si sono permesse di non mettersi in ginocchio davanti a lui, ma che hanno preferito rivolgersi alla Corte Costituzionale alla Corte di Cassazione per un parere. Se domani il partito del signor Dussin decide di costruire i campi di sterminio, i magistrati non devono forse sentenziare e confermare le sentenze alla Corte di Cassazione alla Corte Costituzionale?
E’ vero che i tribunali svolgono un lavoro “immane “ (anche se a me non sembra tanto immane), ma lo svolgono proprio perché alcune persone che delinquono hanno il potere di chiedere l’impunità per il loro delinquere.
Ho molto da dire su atti criminali messi in atto dal Tribunale di Venezia. Quando la Corte d’Appello di Venezia derideva il torturato per impedirgli di difendersi. Ma se anziché censurare gli atti criminali si inizia a censurare i comportamenti di rispetto delle leggi e della procedura penale, allora si sta mettendo in discussione tutta la struttura democratica dello Stato all’interno di un progetto eversivo in cui il mafioso di turno dice ai magistrati come devono o non devono comportarsi.

26 aprile 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Nessun commento:

Posta un commento