mercoledì 22 aprile 2009

Intercettazioni telefoniche e la decisione della Corte Costituzionale.

La Corte Costituzionale accoglie il ricorso della Procura di Milano in merito alle intercettazioni telefoniche contro la legge “bipartisan” votata dal Governo Prodi per compiacere l’opposizione di Berlusconi.
Ora, non conosco gli effetti, ma sicuramente ci saranno dei problemi ulteriori per quella voglia di Berlusconi di impedire le indagini su di sé mediante il “divieto” di intercettazione telefonica.

La Consulta sulle intercettazioni:
Illegali, ma distruzione illegittima

La Corte Costituzionale ha accolto la questione sollevata dalla procura di Milano. Il procedimento, riguarda, fra gli altri, l’ex capo della security Telecom Tavaroli
La norma bocciata dalla Corte riguarda la nuova formulazione dell'art. 240 del codice di procedura penale modificato dal decreto, poi convertito in legge nel novembre del 2006 con voto bipartisan, con cui il governo Prodi intervenne all'indomani dell'arresto, tra gli altri, di Giuliano Tavaroli, ex capo della security di Telecom, dell'investigatore privato Emanuele Cipriani e dell'ex capo della sicurezza informatica Fabio Ghioni. La norma imponeva la distruzione di tutto il materiale illegalmente acquisito (comunicazione telefoniche, telematiche, etc) in un'udienza camerale celebrata dal gip che però avrebbe dovuto redigere un verbale riassuntivo di quanto distrutto. La Corte - si legge in una nota di Palazzo della Consulta - ha dichiarato l'illegittimità dell'art 240 del codice di procedura penale in due punti: i commi 4 e 5, nella parte in cui non prevedono l'applicazione delle stesse regole fissate per l'incidente probatorio (art.401,commi 1 e 2) durante l'udienza per la distruzione dei documenti; il comma 6, "nella parte in cui non dice che il divieto di fare riferimento al contenuto dei documenti, supporti e atti nella redazione del verbale" di distruzione "non si estende alle circostanze inerenti la formazione, l'acquisizione e la raccolta degli stessi documenti, supporti e atti".
Tratto da:
http://unionesarda.ilsole24ore.com/Articoli/Articolo/117851

E’ un’altra sentenza importante che delinea la relazione fra cittadino ed Istituzioni. Quei cittadini che sono “abbastanza potenti” da delinquere mantenendo un’impunità sia per il denaro in possesso (ricchi), sia per le relazioni di potere che intrattengono.
Claudio Simeoni

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