lunedì 20 aprile 2009

Pessime notizie da Ginevra sul razzismo: eppure sarà l'argomento centrale nei prossimi anni.

Che cos’è il razzismo?
Perché alla conferenza di Ginevra tutti si sono arrabbiati?
Perché tutti avevano posizioni razziste da difendere. Sia l’Iran che i paesi Europei che sono usciti; sia l’Italia, gli USA e Israele, stanno difendendo il loro razzismo.
Il razzismo è un DELITTO DELLE ISTITUZIONI. Anche se spesso viene commesso dai singoli individui. Spesso si colpiscono i singoli individui, ma MAI LE ISTITUZIONI RAZZISTE.
E’ questa la difficoltà per discutere di razzismo: il razzismo è ricolto alle persone deboli da chi si ritiene forte nella società e, spesso, occupa ruoli Isituzionali.
Nessuno vuole riconoscere i diritti di chi subisce il razzismo. I razzisti si indignano perché non vengono lasciati in pace a fare il razzismo nei confronti delle persone deboli.
Quando poi qualche imbecille ci casca:

La Cassazione ai bulli: meno grave se contro italiani

Va contestata l'aggravante dell'odio razziale a chi si permette di compiere atti di bullismo nei confronti di un immigrato. Lo si evince da una sentenza con cui la cassazione ha confermato la condanna di un 24enne per violenza privata aggravata pronunciata dalla Corte d'appello di Torino. L'imputato, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era alla guida di una vettura con a bordo altri quattro amici, quando, visto un uomo di colore in difficolta' sulla strada (era stato investito da un'auto pirata) invece di prestargli soccorso, aveva urlato l'espressione 'schiaccio il negro', spingendo il piede sull'acceleratore e lanciando la macchina contro il malcapitato, che si era sottratto all'investimento saltando sul marciapiede. Pur modificando l'originaria imputazione di tentato omicidio, i giudici del merito avevano ritenuto che fosse sussistente il reato di violenza privata, aggravata da motivi di discriminazione razziale, come prevede la legge Mancino. Il giovane, nel suo ricorso alla Suprema Corte, aveva pero' sottolineato come la sua condotta fosse dovuta a "vanteria e non ad odio razziale", definendo l'episodio una "smargiassata". Del tutto diversa l'opinione del giudici di piazza Cavour (quinta sezione penale, sentenza n.38217) che hanno confermato la condanna: la condotta dell'imputato "era finalizzata quanto meno ad incutere timore alla persona di colore - si legge nella sentenza - e costituiva chiara manifestazione di disprezzo ed avversione nei confronti di una persona di colore, perche' l'azione era motivata esclusivamente dal fatto che si trattava di una persona appartenente ad una razza diversa". Proprio la "valutazione discriminatoria di inferiorita' della persona di colore - osserva la cassazione - rendeva legittimo, secondo il ricorrente, utilizzare quella persona come semplice oggetto di un gioco pericoloso" e proprio questi "sentimenti di disprezzo razziale, ostilita', desiderio di nuocere ad una persona di razza diversa, di convinzione di avere a che fare con persona inferiore e non titolare degli stessi diritti - sottolineano i giudici di 'Palazzaccio' - alimentano quel conflitto tra le persone che testimonia la presenza dell'odio razziale". Per questo, e' "evidente", conclude la Suprema Corte, che l'azione dell'imputato "avesse oggettivamente finalita' di discriminazione razziale e fosse idonea a fare sorgere negli amici in auto un identico sentimento di disprezzo motivato da motivi razziali".


E allora la Cassazione sentenzia. Ma non troverete mai imputati per razzismo Maroni, Bossi, Alemanno, Gentilini, Calderoli o Borghezio.
Eppure, la loro attività va inserita nel razzismo.
Così, a Ginevra si nasconde il razzismo dell’Europa solo perché i pezzenti non devono aver diritti.

E’ un problema non indifferente, eppure, se Obama vuole intrecciare rapporti diversi con i paesi arabi, dovrà fermare il razzismo nei loro confronti, sia quello USA (che sembra abbia già iniziato a fare) che quello ebreo volto a macellare i Palestinesi per costruire il Grande Israele attraverso la macellazione di milioni di individui. Davanti ai massacri israeliani non bastano le pacche sulle spalle e, forse, a Ginevra si è persa un’occasione: si è tollerato l’atteggiamento di Israele di bombardare e macellare gli iraniani e ci si è scandalizzati per il “linguaggio” dell’Iran. Si tollerano le bombe e ci si scandalizza per le parole!

Perché lo si fa?
Perché ognuno trova conveniente farlo.
La chiamano diplomazia. Però nessuno riflette sugli effetti che ha. Gli USA erano amici di Noriega e bombardarono Panama. Gli USA erano amici di Saddam Hussein, lo finanziarono per attaccare l’Iran, e poi bombardarono Saddam Hussein. Gli USA erano amici dei Talebani e li armarono, erano amici di Bin Laden, e finirono per bombardare i Talebani e dare la caccia a Bin Laden.
Ora sono “amici” di Israele....
Claudio Simeoni

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