martedì 21 aprile 2009

Questione dei matrimoni omosessuali alla Corte Costituzionale

Matrimoni omosessuali alla Corte Costituzionale
Il problema esiste ed è molto importante, specialmente per spezzare quella morale nella società che è la fonte di disagio sociale che spinge al delitto con motivazioni psicologiche.
Non so quali leggi la Corte Costituzionale sia chiamata a cancellare, ma sicuramente, se il ricorso sarà ammesso, qualunque sia la sentenza della Corte sarà un punto di riferimento per il legislatore anche se un legislatore cristiano tenderà sempre a sputare sulla Corte Costituzionale ogni volta che la Corte riafferma la morale Costituzionale sulla morale cattolica.
La richiesta della Francia per costringere l’ONU a combattere la discriminazione degli omosessuali è stata una decisione importante. In tutte le richieste di diritti dei popoli c’è sempre il tentativo di assicurarsi appoggi politici e sociali. Come avviene per le giustificazioni “morali” che troppo spesso vengono date al razzismo e alla violazione dei diritti religiosi dei singoli individui contro le religioni.
La richiesta è sicuramente importante e vale la pena di seguirla anche se la Corte dovesse decidere fra un anno.
Riporto l’articolo:



Nozze gay, primo round ad una coppia veneziana:
caso alla Corte costituzionale
Il Comune non aveva concesso la pubblicazione dell’avviso di matrimonio.
Il Tribunale: decida la Consulta


di Gianpaolo Bonzio
VENEZIA (21 aprile) - Sarà direttamente la Corte costituzionale a decidere sulla richiesta di matrimonio tra una coppia di uomini. Il caso è stato portato alla luce dai Radicali dell’associazione "Certi diritti" che da tempo si battono per il riconoscimento delle unioni civili tra coppie dello stesso sesso.Si tratta di una svolta di un certo peso, visto che in precedenza molti Comuni bocciavano senza tanti problemi queste richieste di unioni. E invece in questo caso la vicenda ha seguito un percorso diverso.«Davanti alla bocciatura della richiesta di pubblicazione dell’unione tra due persone dello stesso sesso - spiega il segretario nazionale dell’associazione, Sergio Rovasio - i nostri legali hanno assistito la coppia promuovendo un ricorso al Tribunale, visto poi che in altre città europee non ci sono problemi. A questo punto il Tribunale di Venezia, per la prima volta, ha deciso di inviare tutta la documentazione direttamente alla Corte costituzionale».Per l’associazione "Certi diritti", che su questo argomento ha avviato una battaglia di "affermazione civile", la svolta potrebbe aprire nuovi scenari in vista del riconoscimento effettivo del matrimonio civile tra persone dello stesso sesso. Per quanto riguarda la coppia che ha formulato l’istanza di matrimonio va detto che si tratta di persone della provincia di Venezia che lavorano a Milano.Gli avvocati della rete Lenford ricordano che su questa battaglia sono impegnati diversi legali visto che il problema interessa numerose coppie. In questi mesi, inoltre, i professionisti hanno seguito diverse cause relative ai problemi che gli omosessuali hanno avuto in famiglia, nei posti di lavoro e anche a scuola. E secondo l’associazione "Certi diritti" nel nostro Paese è la prima volta che viene garantita una tutela a tutto campo.«Anche alla luce di questa decisione del Tribunale lagunare - aggiunge Rovasio - ci auguriamo che si arrivi presto ad una regolamentazione che sancisca, una volta per tutte, l’assoluta regolarità del matrimonio gay o di altre forme che diano garanzie alle unioni tra le coppie dello stesso sesso».L’avvocato difensore della coppia si dice ottimista e attende con molta fiducia il pronunciamento della Corte costituzionale.«Crediamo fermamente che escludere le coppie dello stesso sesso dalle tutele che discendono dal matrimonio, sia contrario alla nostra Costituzione - afferma Francesco Billotta, il legale della coppia - ma anche agli impegni che l'Italia ha assunto entrando nell'Unione europea. Qui, è bene precisarlo, non stiamo infatti parlando di coppia di fatto, ma di persone che si vogliono sposare, esattamente come qualsiasi coppia che intende essere riconosciuta quale portatrice di diritti e di doveri nei confronti dello Stato. Per i miei assistiti è una soddisfazione vedere che li si considera come una vera e propria famiglia».


Tratto da:
http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=55300&sez=NORDEST


Dopo l’azione militare e devastante con cui la chiesa cattolica ha impedito le norme sui Dico e sui Pacs, la società civile ha imboccato nuove strade per convivere senza matrimonio. I figli nati fuori dal matrimonio sono, oggi come oggi, una percentuale sempre maggiore. Le convivenze aumentano e la crisi economica favorisce il cambiamento dei costumi in senso Costituzionale.
Auguriamo un buon cammino anche a questa iniziativa.
Claudio Simeoni

Nessun commento:

Posta un commento