martedì 28 aprile 2009

Separazione Stato e religioni; le religioni monoteiste aggrediscono la Corte Costituzionale Macedone che ribadisce il principio

Continuano le peripezie dei popoli per liberarsi dal cristianesimo e dal monoteismo.
La Corte Costituzionale di Macedonia ha cancellato una legge il cui scopo era quello di fornire posti di lavoro clientelari alle religioni monoteiste in disprezzo del principio laico della Costituzione Macedone.
Come tutte le sentenze delle Corti Costituzionali nel mondo, si applicano immediatamente.
Le Corti Costituzionali hanno la funzione di controllo delle leggi. Il loro compito è controllare che le leggi siano obbedienti alle disposizioni della Costituzione.
Il principio di separazione dello Stato dalle religioni è un principio fondamentale nella Costituzione Macedone, ma, come spesso accade, specie in Italia, vengono fatte delle norme per aggirare il principio di laicità e fornire ai monoteisti delle armi per disarticolare la società civile.
E’ il caso del provvedimento fatto dal partito al governo, il VMRO (Organizzazione rivoluzionaria interna macedone) capeggiata da Nikola Gruevsky che ha tentato di imporre, sia pur in modo facoltativo, l’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche. In questo modo forniva posti di lavoro ai monoteisti pagati con le tasse dei cittadini macedoni.
La legge era chiaramente incostituzionale e il partito d’opposizione liberal-democratico si è rivolto alla Corte Costituzionale che ha cancellato la legge e l’insegnamento religioso nelle scuole pubbliche.

Come sempre avviene in questi casi i monoteisti hanno rispetto solo per il loro dio, anche se è un assassino, e sono pronti ad offendere ed insultare gli organi Istituzionali quando questi rispettano la Costituzione. Come se la Costituzione di un paese dovesse essere sottomessa ad un dio assassino e non dovesse essere rispettosa dei cittadini preservandone i diritti: anche e specialmente contro il dio assassino dei monoteisti. Sono seguite manifestazioni di persone che speravano che con la violazione della Costituzione potessero avere posti di lavoro e manipolare mentalmente i ragazzi sottomettendoli al loro dio anziché attrezzarli per renderli cittadini consapevoli.

Recentemente la Corte Costituzionale Macedone ha annullato una legge sull’aumento demografico (di mussoliniana memoria) e questo ha indispettito il partito al governo.
Le decisioni di una Corte Costituzionale non devono essere ossequienti a gruppi di cittadini, ma solo al dettato Costituzionale. Altrimenti si perde il senso di una Costituzione all’interno della società civile. Hanno protestato gli insegnati di religione con i fedeli, ma queste proteste sono delle offese per la Corte Costituzionale in quanto a loro non è stato vietato di insegnare la loro religione, ma è stato imposto che l’insegnamento religioso sia a carico loro e non dello Stato.

L’unico diplomatico che si è espresso, Ervan Fuere, si è dimostrato rammaricato per l’atteggiamento offensivo dell’Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone di Nikola Gruevsky per aver tanto duramente attaccato la Corte Costituzionale: se si attacca la Corte Costituzionale, si attacca la nazione.
Unanime è il giudizio di illegalità e di oltraggio fatto dalle comunità religiose nei confronti della Corte Costituzionale.
Gli attacchi alla Corte Costituzionale sono un atto vergognoso fatto dalle organizzazioni religiose monoteiste e dal partito al governo.

La Corte Costituzionale, in un comunicato, ha dichiarato che l’abolizione dell’insegnamento religioso nelle scuole è l’applicazione del principio di separazione fra stato e religione. Ciò non toglie, afferma la Corte Costituzionale, che le comunità religiose possano costruire proprie scuole religiose.

28 aprile 2009
Claudio Simeoni

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