giovedì 4 giugno 2009

L'azienda non può sostituire i lavoratori in sciopero con i dirigenti e i quadri: trasforma i lavorati in schiavi violando il diritto di sciopero


La sentenza riguarda i rapporti di lavoro. Lo sciopero non è una “vacanza”, ma l’espressione di una protesta per delle ingiustizie o delle sofferenze che i dipendenti hanno. Quando i dipendenti entrano in sciopero, significa che l’azienda non ha discusso; non ha preso in esame le richieste e i problemi; non ha mediato fra le sue esigenze e quelle dei dipendenti.
Così, quando i dipendenti scendono in sciopero l’azienda non può, dice la Corte di Cassazione, utilizzare personale dirigente, quadri e impiegati di alto livello per sostituire i lavoratori di mansioni inferiori che protestano per le loro condizioni di vita. La Corte di Cassazione dice che l’azienda non può offendere i dipendenti dicendo, in sostanza: “Io le cose le faccio lo stesso e voi siete solo zavorra!”.
Si tratta di un comportamento antisindacale. Che cosa significa? Significa che si tratta di un comportamento che riprende la logica schiavista. Quella logica secondo cui il dipendente non è una persona con delle esigenze, ma è un soggetto di obbedienza. I giudici della Corte di Cassazione, sezione lavoro, nella sentenza n. 12811 hanno detto che è legittimo lo spostamento “nelle mansioni degli scioperanti di lavoratori della stessa qualifica, o addirittura di lavoratori con qualifica inferiore.”. Questo non comporta una lesione dei diritti di chi protesta e sciopera. Ciò che comporta la lesione del diritto di sciopero è : “il caso in cui i lavoratori chiamati a sostituire i dipendenti in sciopero, o chiamati a svolgere attività diverse ma che neutralizzino gli effetti dello sciopero, siano di qualifica superiore e vengano quindi impiegati in mansioni inferiori”
La Corte di Cassazione sottolinea l’importanza del patto fra azienda e lavoratore e la sacralità del rispetto di tale patto da parte dell’azienda. Una cosa che suona come beffarda in una situazione sociale in cui il rispetto delle persone è negato dalle Istituzioni che quel rispetto dovrebbero garantire. Pur tuttavia, alla Corte di Cassazione non resta altro che ribadire il principio secondo cui le persone non sono schiave. In questo momento, ascoltando Annozero di oggi 04 giugno 2009 ti accorgi come lo schiavismo si riproponga nella società italiana sotto una diversa forma di controllo militare delle persone.
Dice la Corte di Cassazione “sancendo che il lavoratore deve essere adibito alle mansioni per le quali è stato assunto o a quelle corrispondenti alla categoria superiore che abbia successivamente acquisito ovvero a mansioni equivalenti alle ultime effettivamente svolte”. Diventa illegittimo per la Corte di Cassazione “il comportamento del datore di lavoro che fa ricadere su altri lavoratori, non scioperanti o addetti a settori non interessati allo sciopero, le conseguenze negative di uno sciopero mediante il compimento di atti illegittimi, lede l’interesse collettivo del sindacato, tutelato dalla legge in modo distinto ed autonomo da quello dei singoli”.
Infine, la Corte di Cassazione afferma che l’azienda ha danneggiato la società e le sue regole violando: “ la capacità di difendere i diritti dei lavoratori mediante la coalizione solidale, perché fa derivare dallo sciopero conseguenze illegittime per altri dipendenti, dividendo gli interessi dei lavoratori e ponendoli in contrasto tra loro e con le organizzazioni sindacali”.
E’ un altro colpo al delirio di onnipotenza del dio padrone che, deridendo le persone in sciopero per rivendicare i propri diritti, si ritiene al di fuori delle regole sociali.
04 giugno 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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