sabato 29 agosto 2009

Articolo 54 della Costituzione della Repubblica: Silvio Berlusconi, il terrorismo e il nodo Alfano.


Costituzione della Repubblica articolo 54 comma secondo:

“I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi previsti dalla legge.”

Il Sig. Silvio Berlusconi, eletto è diventato il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi non ha il diritto di aggredire le persone che controllano, nelle loro funzioni sociali come i giornalisti, il disonore e il fango che ha versato sulle Istituzioni rendendo il paese ridicolo davanti al mondo.

Ed è una vergogna che Berlusconi usi il suo giornale di famiglia, Il Giornale, per ricattare chi critica i suoi comportamenti.

Le domande che La Repubblica ha posto a Silvio Berlusconi, non sono solo legittime, ma non aver risposto alle stesse fa di Silvio Berlusconi un delinquente che usa le Istituzioni per i suoi interessi personali.
Anziché chiarire agli italiani le sue vicende personali, che ogni giorno che passa appaiono più aberranti, con l’appoggio di giornalisti che parlano di privacy come se esistesse una privacy che garantisce il delinquente: non si possono conoscere i delitti di Provenzano perché protetto dalla privacy?
I delitti di Berlusconi sono, costituzionalmente, ben più gravi in quanto commessi da una carica Istituzionale mentre è in carica Istituzionale e con l’uso della carica Istituzionale! In pratica, usa la sua carica Istituzionale per denigrare ed offendere il paese, delegittimarlo a livello internazionale e usa la carica Istituzionale per impedire di essere inquisito per i suoi delitti (nodo Alfano). Delitti che comprendono la denigrazione, le offese, che con il suo controllo dei media fa nei confronti delle persone.
Il direttore dell’Avvenire Boffo, non è il mio presidente del Consiglio. Ed è "mio" nella misura in cui si sottomette alla Costituzione, diventa il mio nemico quando attenta ai principi Costituzionali.
I comportamenti del direttore dell'Avvenire sono legati alla sua etica e alla sua morale: i comportamenti di Silvio Berlusconi con Noemi sono un attentato alle Istituzioni. Un attentato alla Costituzione che non ha nulla a che vedere con la privacy alla quale ogni comune cittadino ha diritto.
L’attacco di Feltri a Boffo è un chiaro avvertimento in stile mafioso. Non può essere interpretato in altro modo.

Riporto:

Il direttore cattolico entra nel merito della prima pagina del 'Giornale' che titola "il supermoralista condannato per molestie", riferendosi alla vicenda giudiziaria che lo ha coinvolto negli anni 2001 e il 2002 conclusasi, dopo la decisione del Tribunale di Terni di un rinvio a giudizio - riferisce Feltri - con un patteggiamento e il pagamento dell'ammenda da parte di Boffo. Una "sorpresa totale" per il direttore dei vescovi italiani che sull''Avvenire' on line scrive: "Evidentemente 'il Giornale' di Vittorio Feltri sa anche quello che io non so, e per avallarlo non si fa scrupoli di montare una vicenda inverosimile, capziosa, assurda. Diciamo le cose con il loro nome: e' un killeraggio giornalistico allo stato puro".

Un attacco mafioso che ha il solo scopo di allontanare l’attenzione dalle domande che La Repubblica ha posto a Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi, non rispondendo a quelle domande, dimostra di nascondere attività criminali ben maggiori. Quali? E’ la magistratura che dovrebbe rispondere indagando un uomo che usa televisioni, giornali e ricatti contro gli italiani.
Le domande di La Repubblica sono semplici:


Il rosario di incoerenze che si incardina sulla questione politica posta da farefuturo e dalla signora Lario (come Berlusconi seleziona le classi dirigenti) sollecita di rivolgere a Berlusconi dieci domande:


1. Quando e come Berlusconi ha conosciuto il padre di Noemi Letizia, Elio?


2. Nel corso di questa amicizia, che il premier dice «lunga», quante volte si sono incontrati e dove e in quale occasioni?


3. Ogni amicizia ha una sua ragione, che matura soprattutto nel tempo e in questo caso – come ammette anche Berlusconi – il tempo non è mancato. Come il capo del governo descriverebbe le ragioni della sua amicizia con Benedetto Letizia?


4. Naturalmente il presidente del Consiglio discute le candidature del suo partito con chi vuole e quando vuole. Ma è stato lo stesso Berlusconi a dire che non si è occupato direttamente della selezione dei candidati, perché farlo allora con Letizia, peraltro non iscritto né militante né dirigente del suo partito né cittadino particolarmente influente nella società meridionale?


5. Quando Berlusconi ha avuto modo di conoscere Noemi Letizia?


6. Quante volte Berlusconi ha avuto modo di incontrare Noemi e dove?


7. Berlusconi si occupa dell’istruzione, della vita e del futuro di Noemi. Sostiene finanziariamente la sua famiglia?


8. E’ vero, come sostiene Noemi, che Berlusconi ha promesso o le ha lasciato credere di poter favorire la sua carriera nello spettacolo o, in alternativa, l’accesso alla scena politica e questo «uso strumentale del corpo femminile», per il premier, non «impoverisce la qualità democratica di un paese» come gli rimproverano personalità e istituzioni culturali vicine al suo partito?


9. Veronica Lario ha detto che il marito «frequenta minorenni». Al di là di Noemi, ci sono altre minorenni che il premier incontra o «alleva», per usare senza ironia un’espressione della ragazza di Napoli?


10. Veronica Lario ha detto: «Ho cercato di aiutare mio marito, ho implorato coloro che gli stanno accanto di fare altrettanto, come si farebbe con una persona che non sta bene. E’ stato tutto inutile». Geriatri (come il professor Gianfranco Salvioli, dell’Università di Modena) ritengono che i comportamenti ossessivi nei confronti del sesso, censurati da Veronica Lario, potrebbero essere l’esito di «una degenerazione psicopatologica di tratti narcisistici della personalità». Quali sono le condizioni di salute del presidente del Consiglio?

Non rispondendo a quelle domande Silvio Berlusconi sta nascondendo cose ben più gravi.
Delitti dai quali chiede impunità mediante il nodo Alfano.
L’attività di Silvio Berlusconi e del suo governo, non solo ha gettato il paese nella crisi economica. Lo stesso Tremonti, al convegno di Comunione e Liberazione, nelle sue ridicole e offensive dichiarazioni, per le quali, chi, con Berlusconi ha negato da sempre la crisi portando il paese all’asfissia, oggi vuole far ricadere, forte di televisioni e giornali, la responsabilità del mancato allarme su altri. Berlusconi ha minato la Costituzione della Repubblica non solo con le leggi per proteggere i suoi interessi, ma aggredendo i fondamenti stessi del diritto Costituzionale.
Ora, con la querela fatta da Silvio Berlusconi contro la Repubblica, Silvio Berlusconi tenta di minare, con l’uso della magistratura (molti sono i magistrati compiacenti che stanno spingendo la democrazia italiana verso la dittatura nazista specialmente attraverso l’omissione di atti d’ufficio giustificata col “carico di lavoro” che li porta a scegliere a chi e come dare la precedenza nelle indagini e nei processi), altri fondamenti dello Stato Democratico.
Chiede di essere risarcito per un milione di euro per il delitto di “lesa maestà”!
Lui, piccolo dio padrone, si sente offeso perché La Repubblica e i giornali stranieri hanno dimostrato che lui è un puttaniere e mentre i cittadini di S. Donà vengono perseguiti dai carabinieri che vanno a cercare donne lungo le strade, questo piccolo dio padrone, incapace e incompetente nel suo ruolo di Presidente del Consiglio, che sta portando l’Italia al fallimento economico e sociale, pretende di processare chi chiede il rispetto della Costituzione!

L’attentato all’articolo 21 della Costituzione messo in atto da Silvio Berlusconi con la querela a puri fini intimidatori, è di una gravità pari ad un atto di terrorismo. Si può dire che poi la magistratura decide!
Non funziona così: il terrorista è colui che fa un’azione che poi la magistratura decide.
L’azione, fatta da un’Istituzione, che invoca la magistratura contro i cittadini, è SEMPRE UN ATTO DI TERRORISMO!
Questo perché la magistratura sparge terrore prima di emettere sentenza; questo perché il soggetto denunciato, deve subire un atto di violenza terroristica prima di veder riconosciuta la sua innocenza. Come il giornalista che disse “buffone, fatti processare”. Fu intimidito e terrorizzato dal Presidente Silvio Berlusconi, il dio padrone, che riteneva illegittimo farsi processare.
Poi fu assolto, ma nel frattempo ha subito un atto di terrorismo e di intimidazione. Difficilmente i magistrati che assolvono chi ha subito un atto di terrorismo condannano l’accusatore ad un adeguato risarcimento danni.

Feltri ha dimostrato qual è la linea difensiva di Silvio Berlusconi: il ricatto!
Ricatto messo in atto da Silvio Berlusconi attraverso i suoi giornali dai quali, Silvio Berlusconi si dissocia. E’ come se Silvio Berlusconi dicesse: “Non ponetemi le domande perché io, in fondo, sono buono nei vostri confronti!”.
Basterebbe questo per cacciare Silvio Berlusconi dalla Presidenza del Consiglio. Ma forse, già ci pensa Silvio Berlusconi che sta, e ne sono sempre più convinto, preparandosi la via di fuga dall’Italia verso la Libia!

29 agosto 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
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