domenica 6 settembre 2009

Decreto sicurezza, reato di clandestinità, la Costituzione della Repubblica e i crimini commessi dai parlamentari


Che la legge che introduce il reato di clandestinità del 15 luglio scorso (legge n. 94) sia incostituzionale, era l’impressione di molti. Ora c’è anche la convinzione del giudice del Tribunale di Pesaro, Vincenzo Andreucci, che ha sollevato la questione di legittimità alla Corte Costituzionale.
Il 31 agosto, il giudice Andreucci, ha fatto richiesta di illegittimità presso la Corte Costituzionale per la violazione di quattro articoli della Costituzione.
In altre parole, secondo il giudice Andreucci, il Parlamento della Repubblica italiana se ne è altamente “sbattuto” della Costituzione della Repubblica. Al Parlamento della Repubblica Italiana la Costituzione della Repubblica ha fatto un tale schifo da approvare una legge che contrastava con gli articoli 2, 3, 10 e 27 della Costituzione della Repubblica.
Per dirla in altre parole: il Parlamento della Repubblica ha fatto un vero e proprio colpo di stato legittimandolo con una legge incostituzionale!

Il giudice Vincenzo Andreucci si trova a dover dibattere il caso di Diouf Ibrahima, un venticinquenne del Senegal. Il 18 giugno, il Prefetto di Pesaro ne ordinava l’espulsione proprio in base alla legge che introduce il reato di clandestinità. Diouf non se ne va e viene riarrestato. Al giudice viene chiesto di confermare la legittimità dell’arresto, ma il Tribunale di Pesaro sospende il dibattimento e soleva la questione di illegittimità Costituzionale.

Afferma il giudice (prendo da un articolo su Il Messaggero) di Corrado Giustiniani del 05 settembre 2009:

Secondo il giudice il reato di trattenersi in Italia in violazione della legge 94, non sussiste. Se le forze dell’ordine non hanno potuto accompagnarlo alla frontiera perché non aveva i documenti per l’espatrio, come poteva ottenere lui l’imbarco, cinque giorni dopo? Dunque Diouf aveva un “giustificato motivo” per non ottemperare all’ordine del questore.Nella sua ordinanza il giudice Andreucci definisce poi “priva di effetti concreti per la maggior parte degli immigrati non regolari” la prevista ammenda da 5 mila a 10 mila euro, che quasi nessuno sarebbe in grado di pagare, e che contrasta dunque con il principio di ragionevolezza. La vera sanzione è l’espulsione, peraltro già prevista dall’ordinamento. Ma in queste norme vi è una “perversa razionalità”, quella di rendere la vita impossibile all’immigrato irregolare, “di fare terra bruciata attorno a lui” e di “minare radicalmente la possibilità stessa della solidarietà nei suoi confronti”.In conclusione, l’articolo 10 bis della legge 94, nella parte in cui prevede il soggiorno illegale nel territorio nazionale contrasterebbe con i seguenti principi della Costituzione: quello già citato di ragionevolezza che deve presiedere in ogni suo aspetto la legislazione in materia penale. Il principio di eguaglianza (articolo 3 della Costituzione) e di personalità della responsabilità penale (art.27) perché, con le sue sanzioni indiscriminate per gli stranieri che soggiornano illegalmente, “il reato presuppone arbitrariamente riguardo a tutti una condizione di pericolosità sociale” mentre la responsabilità penale “deve essere accertata in concreto e con riferimento alle singole persone”.Violato il principio di solidarietà (articoli 2 e 3, primo e secondo comma della Costituzione) perché il nuovo reato provocherebbe “un radicale mutamento nello spirito e negli atteggiamenti dei cittadini, degli stranieri regolari e della società nel suo complesso, nei confronti di persone in condizione di povertà, obiettive difficoltà di vita, bisognose di solidarietà e di accoglienza”. Tutto il contrario di quella società “aperta e solidale” voluta dai costituenti.Infine, il reato di soggiorno clandestino contrasterebbe con l’articolo 10 della Costituzione, perché non rispetta “i principi affermati in materia di immigrazione nel diritto internazionale” e violerebbe gli articoli 3 e 27 “per l’omessa previsione della mancanza di giustificato motivo come elemento costitutivo del reato o quantomeno come esimente codificata”.

Va da sé che la questione sarà trattata dalla Corte Costituzionale. La sentenza della Corte Costituzionale uscirà fra un anno e mezzo. Nel frattempo, la legge non è sospesa e molte vessazioni verranno inflitte a delle persone. Vessazioni che, se la Corte di Cassazione dovrà confermare l’illegittimità della legge, diventeranno atti di terrorismo che il Parlamento della Repubblica ha messo in atto. Delle azioni illegittime con finalità di eversione dell’ordine democratico.
Siamo all’interno di una concezione secondo cui “il parlamento è sovrano” al di là e al di fuori della Costituzione!
Come se al Parlamento fosse concesso, non si sa da quale norma, il diritto di mettere in atto atti di terrorismo che, tanto poi, eventualmente, la Corte Costituzionale, rimuoverà. Solo che nel frattempo, quei deputati non vengono chiamati a rispondere dei loro atti di terrorismo nei confronti di quei cittadini che, nel frattempo, hanno subito dei danni in violazione delle più elementari norme Costituzionali.
Anzi, magari qualche deputato denuncia pure i cittadini che si sono indignati e infuriati per i crimini che subiscono per la loro attività e, magari, c’è qualche magistrato che nel suo delirio di onnipotenza scambia, il diritto sacro all’indignazione del cittadino per delle “offese” al padrone o al deputato di turno.
Quando Maroni, mi sembra un paio di giorni fa a Treviso afferma in un’assemblea che il sindaco Gentilini è l’ispiratore del decreto sicurezza: è da aver paura per il terrore che viene seminato!

Il ministro degli interni, ha affermato, in sostanza che i principi ispiratori del Decreto sicurezza sono questi:

settembre 2008: «Voglio la rivoluzione contro i clandestini, voglio la rivoluzione contro i campi dei nomadi e degli zingari. Io ne ho distrutti due a Treviso. E adesso non ce n’è più neanche uno. Se Maroni ha detto tolleranza zero, io voglio la tolleranza doppio zero. Voglio la rivoluzione contro quelli che vogliono aprire le moschee e i centri islamici. Qui comprese le gerarchie ecclesiastiche, che dicono: lasciamoli pregare. No, vanno a pregare nei deserti! Aprirò una fabbrica di tappeti per darglieli, ma che vadano a pregare nel deserto. Islamici, che tornino nei loro paesi. Io voglio la rivoluzione contro chi vorrebbe dare il voto agli extracomunitari. Non voglio vedere neri, marroni o grigi che insegnano ai nostri bambini. Cosa insegneranno, la civiltà del deserto? Il voto spetta solo a noi».

Questo ha ispirato il Decreto Sicurezza!
E’ come nella Germania nazista: il prossimo passo sono i campi di sterminio!

Un parlamentare è tenuto a conoscere sia la Costituzione che le implicazione delle sue azioni: e dovrebbe pagare ogni volta che viola la Costituzione!
Il terrorismo di alcune leggi è vomitevole. Chi tollererebbe un automobilista che uccidendo qualcuno perché ha saltato lo stop si giustificasse dicendo: “Io non sapevo che mi dovevo fermare!”. Eppure, specie con questo governo, accettiamo che i Parlamentari attentino alle Istituzioni e fingano di non conoscere la Costituzione e le implicazioni delle loro azioni.
Ci penserà la Corte Costituzionale, ma intanto, gli atti di terrorismo proliferano nella società civile spesso mascherati da provvedimenti amministrativi che si sostituiscono alle leggi dello Stato.
06 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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