giovedì 17 settembre 2009

Sentenza n. 8560/09 del TAR del Lazio e le attività criminali di Sacconi e dei Parlamentari Italiani. Le implicazioni nella legalità democratica.

L’ordinanza del TAR del Lazio, comunque la si voglia interpretare, dice chiaramente che il Sig. Sacconi è un terrorista che ha usato le proprie funzioni Istituzionali in aperta offesa e violazione del dettato Costituzionale.
Mentre in un regime nazista o fascista il ministro detta le regole Istituzionali, in un regime Democratico la violazione delle norme Costituzionali qualifica il ministro come un terrorista. E’ vero che non usa gli aerei per abbattere le torri gemelle, ma usa le sue prerogative, imposte con la violenza delle armi di Polizia di Stato, Carabinieri e quant’altro, per sparare nella volontà dei cittadini che pretendono il rispetto della Costituzione. L’ordinanza del ministro attiva le armi della Polizia di Stato che quando sono rivolte contro i diritti Costituzionali diventano armi di terrorismo colpendo, indiscriminatamente i cittadini nella società civile. Sparare sui cittadini per impedire loro di fruire dell’articolo 13 della Costituzione, è un atto di terrorismo eversivo che chiama i cittadini a ripristinare il diritto Costituzionale violato; in questo caso da Sacconi!
L’atto di terrorismo è tanto più grave quando quell’atto viene avallato dal Parlamento della Repubblica che, in quel momento, diventa un’associazione per delinquere.
Le persone non sono educate alla DEMOCRAZIA. Si preferisce metterle in ginocchio davanti ad un crocifisso; costrette a far dipendere le loro scelte dalla volontà di un padrone.

Però la sentenza del TAR del Lazio N. 8560/09 chiarisce gli aspetti di incostituzionalità dell’azione criminale di Sacconi.
Riporto l’intero articolo del giornale La Repubblica come trovato in internet perché chiarisce molto bene la violenza con cui Sacconi ha aggredito le persone che, incapaci di difendersi, hanno manifestato il diritto di curarsi a modo loro.
Una volontà che Sacconi ha violentato e un ramo del Parlamento ha avallato giustificandone la violenza.


La sentenza del Tribunale Amministrativo afferma che "a nessuno può essere imposta l'alimentazione forzata se esprime la volontà di interrompere terapie giudicate inutili
E il TAR del Lazio sconfessala legge sul testamento biologico
(17 settembre 2009)

ROMA - A nessuno possono essere imposte alimentazione e idratazione forzata, nè cosciente nè incosciente, e anche in caso di stato vegetativo un cittadino può esprimere ex post la propria volontà di interrompere terapie giudicate inutili, comprese proprio alimentazione e idratazione. Il Tar del Lazio - accogliendo un ricorso del Movimento difesa dei Cittadini all'ordinanza Sacconi emanata lo scorso anno, nei giorni del caso Eluana - boccia di fatto la legge sul testamento biologico già approvata alla Camera e al vaglio del Senato, dove si precisa invece che alimentazione e idratazione artificiali sono atti imprescindibili che il malato in stato vegetativo non può rifiutare tramite una dichiarazione anticipata di trattamento. La sentenza. "I pazienti in stato vegetativo permanente - si legge nella sentenza - che non sono in grado di esprimere la propria volontà sulle cure loro praticate o da praticare e non devono in ogni caso essere discriminati rispetto agli altri pazienti in grado di esprimere il proprio consenso, possono, nel caso in cui loro volontà sia stata ricostruita, evitare la pratica di determinate cure mediche nei loro confronti". E ancora: il paziente "vanta una pretesa costituzionalmente qualificata di essere curato nei termini in cui egli stesso desideri, spettando solo a lui decidere a quale terapia sottoporsi". Il TAR, nella sentenza n. 8560/09, ha evidenziato che si tratta di questioni che coinvogono il "diritto di rango costituzionale quale è quello della libertà personale che l'art. 13 (della Costituzione, ndr) qualifica come inviolabile". Ha poi ricordato che è entrata in vigore la convenzione internazionale sui diritti delle persone con disabilità che impone che venga loro garantito il consenso informato. Infine, il Tribunale Amministrativo ha sottolineato come il rilievo costituzionale dei diritti coinvolti esclude che gli stessi possano essere compressi dall'esercizio del potere dell'autorità pubblica. La conseguenza è l'esclusione della giurisdizione del giudice amministrativo spettando, in caso di violazione dei principi richiamati dal TAR, al giudice ordinario garantire il pieno rispetto dei diritti della dignità e della libertà della persona. Le reazioni. "Si tratta di una decisione estremamente importante - commenta l'avvocato Gianluigi Pellegrino che ha curato il ricorso per il Movimento Difesa del Cittadino - Il TAR infatti è giunto a individuare la giurisdizione del giudice ordinario proprio dopo aver sottolineato il carattere costituzionale e incomprimibile del diritto di scelta che ogni individuo ha con riferimento a qualsivoglia pratica e intervento che debba avvenire sul suo corpo". "Con riferimento alle persone che non sono in grado di esprimere la propria volontà, come i pazienti in Stato Vegetativo Permanente, - ha detto ancora l'avvocato Pellegrino - gli stessi non devono essere discriminati". "Questo vuol dire che quando la volontà dei pazienti in SPE, espressa con strumenti come il testamento biologico o, in assenza, ricostruita con gli strumenti che il diritto civile appresta (come avvenuto nel caso Englaro), tale volontà deve essere rispettata così avviene per la volontà espressa da tutte le altre persone". "Si tratta, in altri termini - aggiunge il legale - di applicare un vero principio di uguaglianza in favore dei disabili che altrimenti verrebbero privati di una facoltà che viene pacificamente riconosciuta a tutte le altre persone. Risulta, quindi, evidente come il testamento biologico debba essere semplicemente uno strumento per rendere più facilmente conoscibile la volontà del paziente che in quel momento non può esprimersi, giammai uno strumento per limitare l'espressione di quella volontà". "In tal caso - ha detto ancora il legale del Movimento difesa del cittadino - i principi che abbiamo illustrato in ricorso ne evidenziano la sicura incostituzionalità". Secondo l'avvocato Pellegrino, insomma, il Tar sentenzia che "la volontà del paziente prevale su tutto, sia che la esprima a voce sia che sia espressa per iscritto o in altre forme. Una sentenza molto autorevole che credo mini alla base la legge attuale sul testamento biologico, che è incostituzionale e che verrebbe certamente portata davanti alla Suprema Corte se fosse varata così com'è ora".
(17 settembre 2009)

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/politica/testamento-biologico-2/biotestamento-tar/biotestamento-tar.html?rss


Ultimamente qualcuno farnetica affermando che “il parlamento è sovrano”. La farneticazione non è sulla sovranità del Parlamento della Repubblica, ma sulla pretesa di insindacabilità delle decisioni del Parlamento. Come se fosse un diritto del Parlamento fare delle leggi contro le norme Costituzionali. Ci si dimentica che il Parlamento è sovrano nell’ambito della Costituzione e l’articolo 54 impegna i Parlamentari al rispetto delle regole imposte dalla Costituzione della Repubblica. Quando quel rispetto viene meno i Parlamentari si trasformano in delinquenti.

17 settembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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