mercoledì 7 ottobre 2009

La sentenza della Corte Costituzionale sul Lodo Alfano e l'eversione dell'ordine Costituzionale.


D’accordo, c’erano dubbi?
Il Lodo Alfano è illegittimo!
E Alfano?
Perché non si dimette?
Ha spinto il parlamento della Repubblica Italiana ad un atto di eversione dell’ordine democratico. Ha preteso che un cittadino non fosse uguale agli altri cittadini. Ha preteso di imporre un principio monarchico ai cittadini italiani. Ha tentato di trasformare i cittadini dello stato in un popolo di sudditi sottomesso al re!
Perché Alfano non si dimette?
E perché il Parlamento della Repubblica non si dimette?
Ha approvato un provvedimento qualificabile come un atto di terrorismo sottraendo il delinquente Berlusconi ai tribunali!

E Giorgio Napolitano; che interessi aveva?
Non sapeva che negare il principio di uguaglianza nella società civile è un atto di eversione dell’ordine Costituzionale?
Lo ha firmato. Come se i cittadini fossero delle merde e non i detentori dei diritti manifestati dalla Costituzione della Repubblica. I cittadini gli hanno concesso l’onore di essere il Presidente della Repubblica, ma non per i suoi interessi personali! Non per fargli avere uno stipendio, ma perché fosse attento affinché la Costituzione non fosse violentata e ingiuriata. Affinché fosse attento ai diritti dei cittadini e non a quelli di un qualche padrone.
Scriveva Il Sole 24 ore il 21 maggio 2009 quando il consigliere di Napolitano giustificava le azioni illegali di Napolitano nel firmare il Lodo Alfano:

Il consigliere di Napolitano scrive che «già il 2 luglio 2008, autorizzando la presentazione alle Camere del disegno di legge del governo in materia, una nota del Quirinale riferì che "punto di riferimento per la decisione del Capo dello Stato é stata la sentenza n. 24 del 2004 con cui la Corte Costituzionale dichiarò l'illegittimità costituzionale dell'articolo 1 della legge 140/2003 che prevedeva la sospensione dei processi che investissero le alte cariche dello Stato"».
Tratto da:
Sbagliato!
La Costituzione non è un bussolotto con cui si gioca nei vicoli di Napoli! E’ un progetto sacro che determina i comportamenti nella società civile. Indubbiamente la Corte Costituzionale nel cancellare un provvedimento incostituzionale è attenta a non danneggiare la società civile o lo Stato, ma confondere questa ATTENZIONE, questa GENTILEZZA FORMALE, come l’assoluto giuridico del dio padrone, non offende solo la Corte Costituzionale, ma tutta l’Italia! La decisione ella Corte Costituzionale, in merito al Lodo Schifani, era fatta premettendo che nessuno avrebbe reiterato un simile provvedimento incostituzionale. La reiterazione è di una gravità estrema; un atto di arroganza violento contro la Costituzione della Repubblica.
QUESTO ERA TENUTO A SAPERE GIORGIO NAPOLITANO!

Dichiarava Angelino Alfano prima della sentenza:

Alfano: "Siamo in fiduciosa e serena attesa"
Il ministro della Giustizia Angelino Alfano, al termine di un incontro a Parigi con l'omologa francese Michelle Alliot-Marie, ha risposto alle domande dei giornalisti: "Siamo in fiduciosa e serenaattesa. I giudici sono in camera di consiglio. E mentre i giudici sono in camera di consiglio il ministro della giustizia non parla". Interrogato su quale sensazione provasse a sentire il suo cognome pronunciato così frequentemente negli ultimi giorni, il ministro ha risposto: "E' l'abitudine di abbinare un cognome a una legge ma la legge è tale perchè è votata dal parlamento.E non è di una persona".
Alfano: "Nella legge applicati tutti i precedenti"
Il Lodo Alfano "è una legge nella quale noi abbiamo confidato, ritenendo di avere applicato tutti i precetti della precedente sentenza della Consulta". Il ministro della giustizia Angelino Alfano, ha risposto così riguardo al giudizio della Consulta. "Ma non entro nel merito del lavoro che la Consulta sta svolgendo", ha aggiunto.
Affermava La Russa, uno che con le sue azioni ha sempre manifestato disprezzo per la Costituzione e ora, anziché conoscerla, preferisce immaginarla:

La Russa: "Sono ottimista"
Il ministro della Difesa Ignazio La Russa ha dichiarato: "Sul verdetto sono ottimista, è impossibile che la Corte smentisca se stessa, si tratterebbe di una decisione politica più che giuridica"

Scrive il Times:

L'editoriale del Times
Dopo le dichiarazioni di ieri dei legali del premier - "la legge è uguale per tutti, ma non la sua applicazione" - un editoriale del quotidiano britannico Times parla di "esempio di "doppio pensiero", riferendosi a George Orwell. Il quotidiano fa notare anche che "le accuse di corruzione che Berlusconi dovrà affrontare se l'immunità venisse revocata sono conseguenza delle sue azioni"
Il livello di conoscenza della Costituzione di questi politici è tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/10/dirette/sezioni/politica/alfano-lodo/lodo-alfano-7ott/index.html


Cosa hanno detto i legali di Silvio Berlusconi:

L’avvocato Nicolò Ghedini:

Poi è stato il turno dei legali di Berlusconi (oltre a Pecorella anche Niccolò Ghedini e Piero Longo). «La legge è uguale per tutti ma non sempre lo è la sua applicazione» ha detto Niccolò Ghedini in un passaggio del suo intervento, durato 15 minuti. L'avvocato del presidente del Consiglio, che è anche parlamentare, ha sottolineato che con il Lodo «è stato realizzato con una legge ordinaria, un edificio costituzionalmente resistente». «Con le modifiche apportate alla legge elettorale - ha aggiunto Pecorella -, il presidente del Consiglio non può più essere considerato uguale agli altri parlamentari, ossia non è più 'primus inter pares', ma deve essere considerato 'primus super pares'». Pecorella ha aggiunto che bisogna prendere atto del fatto che «con la legislazione di oggi sulle elezioni delle cariche politiche, la posizione del presidente del Consiglio si è venuta staccando da quella che era stata disegnata dalle tradizioni liberali».

L’avvocato Pietro Longo:


E' stato poi Piero Longo a spiegare perché a parere del collegio difensivo il Lodo Alfano non è un'immunità. L'attuale legge, infatti, secondo il legale ha «come caratteristiche la temporaneità, la non reiterabilità, la rinunciabilità, la sospensione della prescrizione, la garanzia per le prove non rinviabili, la tutela delle parti civili». In particolare, la sospensione della prescrizione «esorcizza l'ipotesi falsificante secondo cui con la sospensione del processo si avrebbe lo stesso risultato di un immunità». Così non è, a detta dell'avvocato Longo. Anche perchè - ha evidenziato - la sospensione del processo è prevista nel codice penale nel caso di legittimo impedimento dell'imputato. Il Lodo, dunque, «non è legato alla mera carica o alla funzione ma all'espletamento di una complessa attività da parte di un'alta carica». Difatti - ha aggiunto Longo - «nel difficile sistema geopolitico in cui viviamo», con i numerosi appuntamenti internazionali nell'agenda del premier, sarebbe per lui «impossibile» svolgere contemporaneamente il suo incarico e tutelare il diritto di difesa come imputato. Il rischio sarebbe quello di «dover trascurare gli impegni connessi alla carica costituzionale», tanto più se i processi sono «aggravati da centinaia o migliaia di atti e documenti».

L’avvocato Gaetano Pecorella:

L'avvocato del premier, Gaetano Pecorella, dice di aspettarsi «che la Corte decida con grande serenità tenendo conto solo degli aspetti giuridici e dimenticando le questioni politiche». A chi gli fa notare che la discussione avviene proprio all'indomani delle polemiche scoppiate sulla sentenza sul Lodo Mondadori, Pecorella risponde: «Il Lodo Mondadori non c'entra nulla, abbiamo fiducia in questi giudici, perché pensiamo che non si lasceranno influenzare da altre questioni». Sul verdetto della Consulta, e sui tempi di attesa di questo, il legale del premier non si sbilancia: «Meglio non fare mai previsioni - afferma - io sono fiducioso. Certo, se c'è un giudice che chiede più tempo per approfondire la questione, di solito il presidente lo concede, e potrebbe esserci un rinvio, ma io credo che la Corte deciderà nei prossimi giorni». Pecorella, poi, ricorda come il Lodo Alfano sia «una legge anche frutto delle indicazioni che diede la Corte nel 2004», quando bocciò il Lodo Schifani. «Ci auguriamo che i giudici apprezzino e condividano ciò». La legge che prevede l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato dai procedimenti penali, conclude, «non è una anomalia europea, in quasi tutti i Paesi d'Europa esiste uno strumento simile».
Interventi degli avvocati tratti da:
http://www.corriere.it/politica/09_ottobre_06/consulta-lodo-alfano-prima-seduta_7b07b1fa-b257-11de-9355-00144f02aabc.shtml

Gli interventi degli avvocati sono tutti degli insulti alla Costituzione della Repubblica. Sono tutti, sia che lo siano per intima convinzione o per mestiere, attentati alla Costituzione finalizzati ad imporre la Monarchia Assoluta.
SONO DEI CRIMINI!
Crimini che non verranno perseguiti in quest’ambito, ma quei crimini, commessi in presenza della Corte Costituzionale che ha dovuto decidere la costituzionalità del Lodo Alfano, premettono un altro genere di crimini. Sia quello commesso approvando il Lodo Alfano che quello commesso approvando leggi in assoluta contraddizione con quello che è il dettato Costituzionale. Sia il favorire di atti amministrativi incostituzionali (per esempio i fondi che le regioni sottraggono alla scuola pubblica per finanziare la scuola privata).
Rileva il Times:

LONDRA - "Gli avvocati di Berlusconi usano una difesa da 'Fattoria degli animali' per chiedere che il premier sia messo al di sopra della legge". E' questo il titolo del Times di Londra sulla seduta della Corte Costituzionale che esamina la legalità della legge sull'immunità giudiziaria per il presidente del Consiglio italiano. Il quotidiano londinese allude ai commenti di leader dell'opposizione che hanno paragonato al messaggio del romanzo di George Orwell, La fattoria degli animali, il ragionamento dell'avvocato Niccolò Ghedini, uno dei difensori di Berlusconi, il quale ha notato che il primo ministro va considerato "primus super partes", ovvero al di sopra degli altri. Il paragone con Orwell era già stato fatto ieri dal capogruppo dell'Idv alla Camera, Massimo Donadi. Il romanzo, uno dei capolavori dello scrittore britannico, è una spietata metafora del totalitarismo, in una società che predica che gli animali sono tutti uguali, ma qualcuno di loro è in realtà al di sopra di tutti gli altri. "Un interessante esempio di duplicità del pensiero", lo definisce un commento di Richard Owen, sempre sul Times, notando che per il "cadaverico" avvocato Ghedini, un conto è la legge e un altro conto è "l'applicazione della legge". L'editoriale rammenta che si tratta dello stesso avvocato che definì Berlusconi come "l'utilizzatore finale", dunque non passibile di conseguenze legali, a proposito della sua notte a letto con la escort Patrizia D'Addario; e l'articolo ricorda anche che, subito dopo questo commento, un progetto di legge per punire i clienti delle prostitute fu quietamente rinviato. Il giornale osserva anche che nessuno ha trovato da ridire sul fatto che l'avvocato Ghedini, oltre a difendere Berlusconi davanti alla Corte Costituzionale, è un deputato del partito di Berlusconi e ha un ruolo nel preparare le leggi passate dal suo governo: "Un ovvio conflitto di interessi". Il Times ricorda poi che due dei giudici della Corte cenarono con Berlusconi e con il ministro della Giustizia Alfano, autore della legge sull'immunità, nel maggio scorso, suscitando le critiche dell'opposizione per un apparente tentativo di influenzare la Corte. L'articolo nota quindi che solo uno dei giudici è una donna, Maria Rita Saulle, 73 anni, e si chiede se essa "condivide il disgusto suscitato dagli scandali di sesso di Berlusconi".

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-30/times-giustizia-premier/times-giustizia-premier.html?ref=rephpnews


L’attività di Berlusconi appare come un’attività criminale. Ogni provvedimento legislativo è preso all’interno di una logica nazional-socialista, più vicina all’assolutismo di Ratzinger che non a quello della Costituzione della Repubblica. Altre leggi andranno alla Corte Costituzionale: quella sui respingimenti, sul reato di clandestinità, sui siti per il nucleare, ecc. leggi illegali che hanno a fondamento l’ideologia fascista e clericale che conduce direttamente alla struttura monarchica dello stato “primus super partes", non è forse il re, il padrone, colui che si sottrae alle leggi?
La Corte Costituzionale ha detto chiaramente uscendo dall’atto di gentilezza che aveva compiuto per il lodo Schifani: per il Lodo Alfano deve essere fatta una legge Costituzionale in quanto introdurre l’ineguaglianza nel sistema sociale implica una modificazione della Costituzione.

07 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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