lunedì 26 ottobre 2009

Silvio Berlusconi, il ricatto e l'estorsione. Chissà se in questo paese ci sarà mai giustizia!


A volte, quando devi tentare di capire il presente, ti soccorre l’esperienza.

Leggo dal giornale Il Messaggero:

ROMA (26 ottobre) - Un paio di giorni prima che scoppiasse il putiferio e quattro carabinieri finissero in manette, il premier Silvio Berlusconi ha telefonato al presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, per avvertirlo che c’era un video compromettente che lo riguardava. «Nei giorni scorsi è venuto da me Alfonso Signorini (direttore del settimanale Mondadori “Chi”) - ha detto il presidente del Consiglio al governatore - per farmi vedere un filmato che ti riguardava. Mi ha chiesto “che ne dobbiamo fare?” E io gli ho risposto che non se ne parlava lontanamente di pubblicare una simile cosa. Io penso che debba essere ritirato dal commercio e, se vuoi, ti do nome e indirizzo dell’agente che ce l’ha dato così, se ritieni, potrai farlo ritirare». Marrazzo incassa la chiamata e ringrazia. Palazzo Chigi sembra ignorare che il politico del Pd è sotto ricatto, che ha pagato per il silenzio, pensano forse che lui non sapesse dell’esistenza di questo filmato. E hanno voluto avvertirlo. Il presidente della Regione, però, invece di cercare i magistrati, pare scelga di contattare direttamente la “Photo Masi” di Milano, vorrebbe comprare lui stesso il video.

Tratto da:
http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=23209&sez=HOME_ROMA&npl=&desc_sez=

Ebbene, quali reati ha commesso Silvio Berlusconi?
Apparentemente sembra un “atto garbato”. Ha ricevuto un’informazione e l’ha girata a Marrazzo. In realtà si tratta di un doppio ricatto.

Iniziamo col considerare che la copia del video che ritraeva Marrazzo è stata sequestrata presso la redazione di Chi. Dopo che Chi aveva tutto il tempo di farsene delle copie e di scaricarsela in computer.
In secondo luogo, Berlusconi telefona a Marrazzo solo due o tre giorni prima che intervenisse la magistratura: cosa che fa ipotizzare che qualcuno avesse avvertito Silvio Berlusconi della cosa. E che, con la telefonata, abbia tentato di pararsi il culo.
Appare del tutto evidente come Silvio Berlusconi non fosse estraneo all’azione di ricatto: se fosse stato estraneo avrebbe consegnato il tutto ai carabinieri o alla magistratura. Invece, che cosa ha fatto? Ha consigliato a Marrazzo di acquistarsi la copia del filmino e di mettere a tacere la faccenda pagando il fotografo. E’ Berlusconi stesso a fornire il nome del fotografo che Marrazzo deve contattare. In pratica, Silvio Berlusconi fa da mediatore per l’azione estorsiva: con l’aggravante di essere il Presidente del Consiglio, un pubblico funzionario.
Fino a qui i fatti, ma qual era il vantaggio che Berlusconi si prefiggeva?
E qui entriamo nel campo delle ipotesi. Ed è qui che entra in campo l’esperienza o, se preferite, la fantapolitica.
Berlusconi, saputo che i Ros stavano procedendo per impedire la distruzione ipotetica del materiale, decide di fingersi compiacente con Marrazzo e lo invita a mettere la cosa a tacere pagando. Se Marrazzo avesse pagato, Berlusconi lo aveva in pugno! Ricattabile in ogni momento e a piacimento. Inoltre, chi avrebbe sospettato che lui avesse fatto da intermediario per l’estorsione mettendo in relazione il ricattato con chi gli avrebbe venduto il materiale per il ricatto?
Un pubblico funzionario che è a conoscenza di un reato è obbligato a comunicarlo alla magistratura! 361 c.p. Ma forse, Berlusconi, ne ha avuto notizia non nelle vesti di “pubblico funzionario”, ma nelle vesti di possibile “utilizzatore finale” del materiale ricattatorio. Un ricatto che veniva posto in essere non soltanto pubblicandolo, ma, soprattutto, costringendo il ricattato a pagare per avere il materiale del quale il suo avversario politico, Silvio Berlusconi, ne aveva copia e conoscenza.

Al di là dei vari accertamenti nei confronti dei carabinieri, il coinvolgimento del trans, il ruolo di Marrazzo e dell’auto blu, c’è da indagare sul ruolo di Berlusconi.
Qua e là trapela, nella stampa “qualcuno più in alto” dei carabinieri. Trapela la presenza di cocaina messa dai carabinieri per aggravare la posizione di Marrazzo. E la cocaina appare nel filmato? E Berlusconi che aveva visto il filmato, ne ha denunciato la presenza o era solo interessato a mettere Marrazzo nelle condizioni di essere ulteriormente ricattato?
Tutti questi aspetti dovranno essere chiariti dalla Procura di Roma, ma appare evidente, fin da ora, che Berlusconi ha avuto un ruolo attivo nell’azione estorsiva e ricattatoria nei confronti di Marrazzo. Se non altro incitandolo affinché pagasse. Sembra che il reiterato silenzio di Marrazzo avesse messo in difficoltà i suoi ricattatori.

La fantapolitica non la faccio io, ma è scritta nero su bianco nell’ordinanza del Gip. Riporto da La Repubblica:

"Al loro ritorno uno dei due gli chiedeva di consegnare loro molti soldi e di andarli a prendere, facendogli capire che altrimenti vi sarebbero state rappresaglie o comunque conseguenze negative, accettando poi che Marrazzo consegnasse loro tre assegni dell'importo uno di 10 mila euro e due di 5 mila euro ciascuno. I due prima di andare via lasciavano un numero di cellulare al quale Marrazzo doveva chiamarli per la consegna di altro denaro, facendosi dare da Marrazzo un numero telefonico per ricontattarlo". Nell'ordinanza si sottolinea poi che "esaminando il portafogli Marrazzo si accorgeva che dallo stesso mancava la somma di 2 mila euro e che non era presente quella di 3 mila euro appoggiata sul tavolino, circostanza della quale Natalì si mostrava contrariata". "Qualche giorno dopo - si legge ancora nel documento - al numero telefonico della Regione che Marrazzo aveva lasciato ai due giungeva una telefonata ricevuta dalla segretaria che gli riferiva che l'interlocutore che voleva parlargli si era qualificato come un carabiniere. Marrazzo aveva dato incarico al suo segretario di presentare per suo conto una denuncia di smarrimento degli assegni e da allora non era più stato contattato". Nell'ordinanza del giudice Spinaci ci si sofferma poi sulla posizione di Tagliente, Simeone e del maresciallo Nicola Testini, un altro dei quattro carabinieri finiti in carcere: "Nel corso di spontanee dichiarazioni - si legge nella motivazione - Tagliente, Simeone e Testini hanno affermato concordemente di avere ricevuto verso la fine del luglio del 2009 da un loro confidente e gravitante nel mondo dei transessuali, tale Gian Guarino Cafasso (deceduto nel settembre 2009) un filmato su cd nel quale era ripreso il presidente Marrazzo in compagnia di un transessuale in atteggiamenti ambigui e nel quale veniva ripresa anche della polvere bianca".

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/cronaca/marrazzo-spiato/ordinanza-gip/ordinanza-gip.html

Quando Marrazzo fa fare una enuncia dello smarrimento degli assegni, per farsi pagare, quei carabinieri, o chi di dovere, deve far entrare in gioco uno più in alto, altrimenti il ricatto è monco: c’è il filmino estorto, ma la vittima può sempre denunciare l’estorsione.
E qui entra in campo Berlusconi!
E ora, alla magistratura spettano gli accertamenti.

26 ottobre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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