giovedì 24 dicembre 2009

Da "Berlusconi, non dire cazzate!" alle linguacce per le cazzate dette da Silvio Berlusconi: Corte di Cassazione e diritto sociale


Si tratta di una serie di sentenze con le quali la Corte di Cassazione separa il giudizio delle persone su azioni o affermazioni di un loro “pari grado” o nei confronti di “un superiore sociale”, da quei giudizi, che, invece, sono legati allo svilimento o all’offesa alle persone.
Nella società ci sono due ordini di resistenze ai valori Costituzionali ed entrambi hanno la loro origine nel cattolicesimo. La prima è la confusione dell’uso dei vocaboli. Non si è ancora compreso che alcuni vocaboli che, astrattamente, potrebbero suonare come delle offese sono in realtà sintesi contingente di critica o di reazione ad azioni o ad affermazioni avvertite come offensive. La seconda è l’incapacità di comprendere come l’individuo socialmente più forte, come il direttore di un ufficio, deve mantenere un atteggiamento rispettoso nei confronti del dipendente e che il dipendente, quando reagisce con impropri ad ordini del direttore, anche se scortese o maleducato, ha il diritto di reagire a ordini che o a direttive che ritiene offensive o lesive. Il direttore non può fare altrettanto, perché non subisce ordini dal sottoposto: è l’atteggiamento del cittadino in contrapposizione a quello di suddito. La Corte di Cassazione sta cercando di modificare i comportamenti degli italiani affinché siano più vicini alla morale Costituzionale e si allontanino dalla morale cattolica che, invece, al contrario, impone sottomissione e deferenza illegittima.
Riporto l’articolo dal Corriere del Veneto:



la sentenza
«Dici cazzate». E finiscono a processo

Ma per la Cassazione non c'è reato

L'espressione non fu usata «per indicarne la pochezza come persona»: assolto in terzo grado un 31enne di Dolo, denunciato da un avvocato dopo una lite per il posto auto

ROMA - È «volgare e irrispettoso» ma dire a qualcuno che quello che dice sono «cazzate» non costituisce reato. Lo sottolinea la Cassazione - con la sentenza 49423 - sdoganando dall’area del penalmente rilevante un’altra espressione entrata ormai a far parte del lessico corrente. In particolare, la Suprema Corte ha confermato l’assoluzione dal reato di ingiuria di Davide S., un giovane veneto di 31 anni che, durante un alterco con un vicino di casa - Giancarlo M. - contrario al divieto di parcheggiare l’auto nel cortile appena decisa dall’assemblea condominiale, aveva detto a suo padre, presente al bisticcio, «papà, andiamo via, abbiamo cose più importanti da fare che ascoltare le sue cazzate» con riferimento alle lamentele del condomino.
Giancarlo M., avvocato, si era risentito per l’uso del vocabolo e aveva denunciato Davide S. accusandolo anche di aver danneggiato la sua auto posteggiata abusivamente nel cortile. In primo grado, il Tribunale di Dolo aveva condannato Davide S. sia per danneggiamento di vettura che per ingiurie ritenendo che l’espressione in questione fosse offensiva dell’altrui reputazione. La Corte di Appello di Venezia, invece, il due novembre 2005, lo scagionò del tutto. Contro l’assoluzione il vicino offeso ha protestato in Cassazione chiedendo anche il risarcimento dei danni morali. Ma la Suprema Corte gli ha risposto che «è certamente volgare ma non direttamente finalizzata ad offendere una frase rivolta ad altra persona con la quale si indicano come "cazzate" le lamentele formulate da chi chiedeva spiegazioni per fatti illeciti che attribuiva all’autore della frase in oggetto».
Con quel termine Davide S. voleva solo «descrivere le rimostranze altrui come prive di consistenza e immeritevoli di essere ascoltate oltre; non era riferita a chi formulava le rimostranze per indicarne la pochezza come persona». Ora Giancarlo M. dovrà rassegnarsi e pagare le spese processuali del ricorso al Palazzaccio.
23 dicembre 2009
Tratto da:
http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2009/23-dicembre-2009/dici-cazzate-finiscono-processo-ma-la-cassazione-non-c-reato-1602200454440.shtml


Lo stesso discorso la Corte di Cassazione lo ha fatto anche con la sentenza relativa alle “linguacce”. La sentenza della Corte di Cassazione è la n. 48306/2009.
La Corte di Cassazione non censura le linguacce, afferma che anche con i gesti del corpo si possono offendere le persone. Se fai una linguaccia a delle affermazioni ambigue o improprie fatte da un’altra persona, non vieni censurato, perché non lo fai a lui, ma a lui che ha fatto quelle azioni. Che ha fatto quelle affermazioni.
Noi abbiamo una stampa che fa a gara per diffondere notizie ambigue e anziché aiutare i cittadini a comprendere la differenza fra il reagire ad affermazioni e ad azioni intese come offese e, invece, reagire nell’aggredire la persona, l’ambiguità della stampa è finalizzata a impedire ai cittadini di fruire dei loro diritti.
Mentre la Corte di Cassazione agisce per riaffermare i principi Costituzionali nella morale e nelle relazioni fra gli uomini, la stampa e molta magistratura periferica, agisce per riaffermare il diritto della chiesa cattolica di riaffermare la propria morale in antitesi alla morale Costituzionale.

24 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

domenica 20 dicembre 2009

Silvio Berlusconi incita all'odio contro le Isituzioni Sacre dell'Italia per ricostruire lo stato fascista e distruggere la Costituzione Italiana.


Ancora Berlusconi e la sua logica criminale.
Se si dice che Berlusconi frequenta minorenni, è perché lo ha fatto ingiuriando, con il suo odio, la stampa che chiedeva spiegazioni!
Se si dice di Berlusconi che è un corruttore di testimoni: è perché lo ha fatto, nel modo più infame e criminale ed è vergognoso che non sia ancora in galera. Il fatto di non essere in galera suscita l’indignazione del paese e la rabbia di persone che hanno una maggiore sensibilità. E’ il delinquere di Silvio Berlusconi e le complicità che a quel delinquere fornisce il razzista Maroni che indigna il paese e non la stampa che denuncia le attività criminali di Silvio Berlusconi.
Se si scrive che Silvio Berlusconi è un mafioso è perché Silvio Berlusconi ha offeso i magistrati non rispondendo alle loro domande sui suoi affari che, alla luce dei crimini di dell’Utri e dello stalliere Mangano (definito da Dell’Utri un eroe) appaiono affari di mafia: a quelle domande il Sig. Silvio Berlusconi era tenuto a rispondere e non ad ingiuriare con il suo odio i cittadini e le istituzioni di questo paese.
Se si dice che Silvio Berlusconi è uno stragista o che comunque può aver avuto un ruolo possibile in quelle stragi è perché ci sono degli elementi che inducono al sospetto. Come induce al sospetto l’aggressione di odio che Silvio Berlusconi ha fatto nei confronti della Costituzione approvando quella porcheria del Lodo Alfano che è stata un’offesa all’Italia e alla Costituzione della Repubblica.
Riporto le farneticazioni criminali di Silvio Berlusconi che suonano come un atto di guerra e di odio alla società italiana:



In un passaggio dell'intervento telefonico Berlusconi ha detto: «Credo che a tutti sia chiaro che se di un presidente del Consiglio si dice che è corruttore di minorenni, un corruttore di testimoni, uno che uccide la libertà di stampa, che è un mafioso o addirittura uno stragista, un tiranno, è chiaro che in qualche mente labile, e purtroppo ce ne sono in giro parecchie, possa sorgere il convincimento che essere tirannicidi e diventarlo vuol dire essere degli eroi nazionali e fare il bene della propria patria e dei propri concittadini e quindi acquisire un merito e una gloria importante». Il Cavaliere ha sottolineato che da quanto avvenuto si deve trarre l'insegnamento di «rispettare» gli avversari politici senza considerarli «nemici».

Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/12/berlusconi-manifestazione-verona-solidarieta-tessera-pdl.shtml?uuid=7efec906-ed71-11de-98a1-9db4d6fc530d&DocRulesView=Libero


In un paese normale l’odio di Silvio Berlusconi sarebbe fermato dal comportamento civile, invece abbiamo un criminale che dopo aver fatto crimini feroci in questo paese accusa chi chiede giustizia. E’ l’ennesimo insulto che gli italiani subiscono da questo delinquente che per non farsi processare ha indotto l’intero parlamento a violare la Costituzione della Repubblica inducendo il Capo di Stato a firmare una legge palesemente incostituzionale.
I provvedimenti che Silvio Berlusconi e i suoi parlamentari stanno prendendo appartenono alla ben nota ideologia nazista ed hanno lo stesso valore di un attentato terroristico nei confronti delle Istituzioni Democratiche. Istituzioni che sono sacre e che Berluisconi, per farsi gli affari propri e rapinare i cittadini Italiani, vuole offendere e manipolare a proprio uso.
Berlusconi se l’è fatta con la minorenne Noemi: mica gli italiani!
E’ Berlusconi che ha avuto rapporti con lo spacciatore di cocaina Tarantini: mica gli italiani!
In un paese normale Berlusconi si sarebbe già dimesso e invece continua con il suo feroce odio e il suo disprezzo per i cittadini italiani.
O pensa il Sig. Silvio Berlusconi che incitare all'odio contro Eluana Englaro affermando che con 17 anni di coma poteva avere figli; non è stato un suo criminale incitamento all'odio contro tutti gli italiani? Per Silvio Berlusconi, uomo vuoto e senza morale, le parole non hanno valore; alle orecchie di italiani, che hanno il senso dell'Etica Costituzionale, suonano come ingiurie e offese.
Appare evidente che con questa logica, appena espressa, Berlusconi dà la certezza, se non materiale, ma certamente ideale, di essersi fatto lanciare la statuetta per truffare gli italiani e garantirsi l’impunità all’aggressione alle istituzioni che sta facendo.
Un politico normale, quando farneticava che la crisi economica era solo psicologica, si sarebbe dimesso. Invece Berlusconi ha fatto un milione di disoccupati sbattendosene le palle delle difficoltà del paese e facendosi i cazzi propri (letteralmente) con le prostitute.
Berlusconi ha fatto perdere la faccia agli italiani. Ha sputtanato l'Italia all'estero. Ha fatto perdere di dignità alle istituzioni del paese e continua a deridere gli italiani che questa crisi mette in difficoltà. Silvio Berlusconi è un criminale che usa i soldi per non farsi processare e ricattare i cittadini usando, guarda caso, i magistrati contro chi non ha le sue stesse disponibilità finanziarie.
A Berlusconi andrebbero chiesto di pagare i danni che ha arrecato a questo paese. Un paese che aveva dignità trasformato in un paese di veline e barzellettieri per gli interessi di un miliardario fallito sul piano umano e sul piano morale.
Chi gli ha lanciato la statuetta ha commesso un reato; ma Silvio Berlusconi è il mandante, attraverso il suo odio, di quel lancio. Se così non fosse Silvio Berlusconi accuserebbe il suo aggressore, non accuserebbe la Costituzione della Repubblica (perché di questo si tratta) di avergli lanciato la statuetta.
Non è andata bene la campagna di tesseramento per il Popolo delle Libertà. Un grande fallimento.
Il partito, Popolo delle Libertà è in svendita. Al fallimento.
Un fallimento tale per cui Berlusconi sta tentando di svendere il partito come si fa con un’azienda decotta.

Berlusconi: una tessera sotto l'albero. E intanto il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi suggerisce come regalo di Natale ai lettori del Giornale una tessera del Pdl. [...] Suggerendo poi a "tutti gli italiani che amano la libertà",un'idea-regalo particolare: "A voi e a tutti i vostri amici regalate una tessera del Pdl". Il premier ha sottolineato il significato politico dell'iniziativa: "Ci darete più forza per continuare a resistere e a lavorare per il bene di tutti".
(21 dicembre 2009)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/politica/berlusconi-varie-3/auguri-natale/auguri-natale.html


Come un piazzista privo di idee politiche e di progetti politici, che non siano i suoi loschi affari, piazza le tessere del partito Popolo delle Libertà dimostrando come piazzare le tessere del partito Popolo delle Libertà sia esattamente come piazzare pentole, bicchieri, materassi o altri prodotti in vendita sulle reti mediaset. Una volta costituiva scandalo politico far commercio di tessere di un partito politico; ma il Popolo delle Libertà può mettere in atto ogni libertà contro la decenza politica e sociale pur di disarticolare le Isituzioni dell'Italia.
E’ il fallimento del partito di Silvio Berlusconi. Un partito azienda che non sa fare politica, ma sa solo seminare odio contro gli italiani che chiedono al partito “politico” popolo delle Libertà, quali progetti politici ha a parte gli affari privati di Silvio Berlusconi e della sua cerchia di affaristi (come Sacconi e i suoi interessi sui vaccini contro l’influenza).
Senza la statuetta in faccia, Silvio Berlusconi avrebbe avuto parecchia difficoltà a far parlare del suo partito che ormai si presenta solo attraverso portavoce “inginocchiati davanti al padrone”, come hanno imparato nelle parrocchie. Individui che si comportano come “cani che abbaiano” contro gli partiti più attenti alla crisi economica e agli interessi del paese. Una volta, per iscriversi ad un partito, era necessario condividere la linea politica; discutere le idee del partito nella società. Con Silvio Berlusconi la politica è ridotta alla vagina e alle tette delle veline, alla quantità di pentole che si vende e alla quantità di odio che si può spargere fra gli italiani.


20 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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mercoledì 16 dicembre 2009

Il reato di immigrazione clandestina va al giudizio di costituzionalità alla Corte Costituzionale.


Il reato di clandestinità viene portato all’attenzione della Corte Costituzionale.
Sospendendo il processo a 21 persone accusate di immigrazione clandestina, il giudice Giuseppe Alioto ha inviato gli atti alla Corte Costituzionale chiedendogli di pronunciarsi sul reato di immigrazione clandestina introdotto dal governo.
Secondo il giudice Alioto esistono dei limiti all’interno dei quali il parlamento può legiferare: questi limiti sono imposti della costituzione. Limiti che vengono individuati nell’articolo 3 (il principio di uguaglianza fra tutti i soggetti di diritto) e gli articoli 25 e 27, ma soprattutto nella violazione degli obblighi internazionali.
Il giudice Alioto sottolinea un altro fatto importante: IL PARLAMENTO E’ SOVRANO NELL’AMBITO DELA COSTITUZIONE. Non in violazione della stessa.



Stop al reato di immigrazione clandestina

il giudice di pace accoglie eccezione pm
di Fabio Russello



AGRIGENTO - Il reato di immigrazione clandestina, introdotto nel decreto sicurezza del Governo, potrebbe essere incostituzionale. Il giudice di pace di Agrigento, Giuseppe Alioto, ha infatti accolto - emettendo nell'udienza di stamattina un'apposita ordinanza - l'eccezione di incostituzionalità del reato di immigrazione clandestina sollevata dalla Procura della Repubblica di Agrigento. Si tratta, secondo la Procura, del primo caso in Italia. Secondo il giudice l'eccezione «non è manifestamente infondata» ed ha dunque deciso di sospendere il processo che vedeva imputate del reato di immigrazione clandestina 21 persone sbarcate nell'agosto scorso nell'isola dei Conigli a Lampedusa, disponendo la trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale per la valutazione di costituzionalità. L'ordinanza del giudice di pace come vuole la prassi è stata trasmessa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e alle presidenze del Senato e della Camera dei deputati.La Procura di Agrigento, con un'eccezione firmata dal procuratore della Repubblica aggiunto Ignazio Fonzo aveva sollevato la questione di legittimità costituzionale nel settembre scorso per la violazione degli articoli 3, 25 e 27 della Costituzione, ritenendo che la norma introdotta violasse i principi di materialità ed offensività del diritto penale nonché di quelli di proporzionalità e ragionevolezza della legge penale, ma anche la violazione del 117 della Costituzione perché la norma violerebbe gli obblighi internazionali assunti dall'Italia in materia di trattamento dei migranti.Il giudice ha rilavato «come il principio di necessaria offensività del diritto penale costituisca un limite alla discrezionalità del legislatore: non è consentito che per finalità di mera deterrenza siano introdotte sanzioni che non si ricollegano a fatti colpevoli ma, piuttosto, a modi di essere ovvero ad una mera disobbedienza priva di disvalore, anche potenziale, per un determinato bene giuridico che si deve proteggere. In definitiva, l'ingresso o la presenza illegale del singolo straniero non paiono rappresentare, di per sé, fatti lesivi di beni meritevoli di tutela penale, ma sono l'espressione di una condizione individuale, la condizione di migrante».
(15 dicembre 2009)

Tratto da:
http://palermo.repubblica.it/dettaglio/Reato-dimmigrazione-stop-dal-giudice-di-pace/1805086

Ora si dovrà aspettare circa un anno perché ci sia la pronuncia della Corte Costituzionale.
In questi anni abbiamo assistito ad un deterioramento della capacità culturale dei legislatori: un trionfo della soggettività e dell’ignoranza delle norme Democratiche. Un continuo rifugiarsi nell’ideologia fascista che hanno appreso negli oratori. Un continuo offendere i cittadini ai quali mettono le mani in tasca per derubarli dei loro diritti. Mancano di cultura sociale: voglio il potere, si sentono tanti piccoli padroni, e non tollerano i limiti che alla loro azione impone la Costituzione. E’ uno dei motivi per i quali il governo Berlusconi ha aggredito la scuola pubblica favorendo la scuola privata; ha aggredito la ricerca per allontanare chi era più intelligente di lui (il 90% dei cittadini italiani); ha aggredito le università per distruggere la cultura e trasformarle in aziende.
Più le persone sono ignoranti, più l’ideologia nazista ha spazio per trionfare ed imporsi nella società. Più la società basa sé stessa su soluzioni sociali criminali, come l’uso della galera per i poveri e i tappeti rossi per i ricchi (lo scudo fiscale); tanto più difficile sarà, in un prossimo futuro, recuperare i disastri sociali compiuti. Si saranno seminate altre tentazioni di ricorrere ulteriormente alla galera per far fronte ai disastri sociali.

16 dicembre 2009
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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martedì 15 dicembre 2009

Corte Europea per i Diriti dell'Uomo: condannata l'Italia, come per l'imposizione del crocifisso, così per Izzo


Si tratta di quei delitti che vengono sempre visti con comprensione e con un occhio di riguardo: in fondo, violentare qualcuno, è un atto che imita il dio dei cristiani. E’ la vittima che, secondo i cristiani, va esecrata. Se l’è voluta; se l’è cercata! E così magistrati, educati cristianamente, vedono con comprensione i delitti di violenza sessuale e tutti quei delitti che privano i cittadini della disponibilità del proprio corpo o dei propri diritti Costituzionali. Difficilmente i cittadini hanno una coscienza Costituzionale tale da considerare Berlusconi un delinquente che ha invidia e odio per i cittadini tanto da derubarli della LORO Costituzione e delle LORO istituzioni.
In fondo, secondo la logica di Berlusconi, i cittadini vogliono che gli si rubi la Costituzione; vogliono essere violentati; e chi viene violentato deve essere trattato con disprezzo per impedirgli di rivendicare giustizia.
E’ la logica presente nella semilibertà concessa ad Izzo, in fondo le ragazze del Circeo se la sono voluta: potevano mettersi in ginocchio davanti al dio padrone, anziché frequentare questi aguzzini; potevano cercare altri aguzzini.
E’ la logica, perversa e illegale, che conduce molti magistrati quando non mettono al centro delle loro decisioni la Carta Costituzionale ma l’educazione al delirio di onnipotenza che hanno ricevuto dalla chiesa cattolica.
E ancora una volta è la Corte Europea per i Diritti dell’Uomo che, come nel caso della censura del crocifisso che i cattolici impongono mediante la violenza ai ragazzi, deve intervenire per censurare questo tipo di violazioni messe in atto dalla Stato Italiano.
Difendere il diritto alla disponibilità del proprio corpo e all’integrità della propria psiche, è un diritto che viene negato dalla chiesa cattolica e dalla politica italiana che concede alla chiesa cattolica il diritto di stuprare i bambini in cambio di un pugno di voti.
Riporto la notizia dal sito La Repubblica:

Previsto un risarcimento per la famiglia Maiorano. "Violato il diritto alla vita delle due vittime"I giudici precisano: "Non è una critica al sistema di reinserimento dei detenuti"
La Corte di Strasburgo condanna l'Italia"Izzo non doveva avere la semilibertà"
Il legale che ha presentato il ricorso: "Siamo soddisfatti. E' la giusta conclusione di una vicenda dolorosissima"


STRASBURGO - La Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato all'unanimità l'Italia per aver dato la semilibertà al mostro del Circeo, Angelo Izzo. Concedendogliela nel 2004, sottolinea la Corte di Strasburgo, le autorità italiane "hanno violato il diritto alla vita di Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano", uccise da Izzo 28 aprile 2005 mentre godeva di questo beneficio. La Corte ha anche stabilito che le autorità italiane dovranno risarcire i familiari delle vittime con 45mila euro per danni morali. Izzo, già condannato all'ergastolo nel 1975 per il massacro del Circeo, è stato nuovamente condannato al carcere a vita nel gennaio del 2007, per aver ucciso la compagna Maria Carmela Linciano e sua figlia Valentina, di soli 14 anni. All'epoca del delitto, il 28 aprile 2005, l'uomo era detenuto in regime di semilibertà nel carcere di Campobasso. I familiari delle due vittime avevano presentato ricorso nel luglio del 2006 contro lo status concesso a Izzo. La tesi era che le autorità italiane, concedendogli la semilibertà, avevano violato il diritto alla vita delle due donne, sancito dall'articolo 2 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo. Oggi i giudici di Strasburgo hanno dato loro ragione, confermando la "violazione del diritto alla vita". "L'articolo 2 della Convenzione - hanno ricordato - obbliga lo Stato non solo ad astenersi dal provocare la morte in modo volontario e irregolare, ma anche a prendere le misure necessarie alla protezione delle persone poste sotto la sua giurisdizione". La Corte europea ha sottolineato che la sentenza "non rappresenta una critica al sistema di reinserimento dei detenuti", ma piuttosto una condanna al modo in cui questo è stato applicato al caso di Izzo. La decisione della Corte, resa pubblica oggi, diventerà definitiva tra tre mesi, se il governo italiano e i ricorrenti non chiederanno e otterranno un rinvio davanti alla Grande Camera di Strasburgo, ricorrendo all'ultimo grado di giudizio.
Soddisfazione è stata espressa dall'avvocato della famiglia Mariorano, Stefano Chiritti, che aveva presentato il ricorso. "A nome dei familiari delle due donne uccise - ha detto - esprimo massima soddisfazione sul piano professionale e umano per la giusta conclusione di una vicenda dolorosissima, che ora ha trovato definitivo sigillo anche in sede europea".
(15 dicembre 2009)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/2009/12/sezioni/cronaca/izzo-europa/izzo-europa/izzo-europa.html?ref=rephp


Si tratta della mentalità criminale che considera delinquenti in diritto di delinquere. Una mentalità fatta propria da Silvio Berlusconi, Maroni, Alfano, che fanno del loro odio sociale e dell’invidia che hanno per le persone che sanno usare in maniera nobile e virtuosa le Istituzioni democratiche, un modo per violentare la società civile.
Ci sono sempre criminali con la divisa della Polizia di Stato pronti a massacrare i manifestanti; come ci sono sempre magistrati corrotti, guarda caso quasi sempre della parte politica di Silvio Berlusconi, pronti ad inventarsi i reati per perseguitare i diritti Costituzionali di cui i cittadini dovrebbero fruire.
Arriveranno sempre nuove sentenze dalla Corte Europea per i diritti dell’Uomo. La giustizia che Silvio Berlusconi, Alfano e Maroni, con il loro odio sociale e la loro invidia per i cittadini, aggrediscono e offendono costringe sempre più cittadini a rivolgersi ai tribunali internazionali per avere un minimo di giustizia.

15 dicembre 2009
Claudio Simeoni
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