mercoledì 29 dicembre 2010

Bombe alle ambasciate: Calabresi cerca Pinelli e Valpreda!


Lo squallido gioco delle bombe: il Calabresi di turno depista le indagini sui responsabili, ricercati i Pinelli e i Valpreda!

Davanti al fallimento dell’attività di governo, a Maroni, Berlusconi, Frattini e Bossi, non resta altro che il gioco degli attentati e delle bombe.
Lo hanno fatto loro?
Dovrà essere accertato dalle indagini.
Innanzi tutto il discorso sulla “fantomatica” Federazione Anarchica Informale e sui Black Block.

Non esistono né l’uno e né l’altro.
La mia impressione è che la Polizia di Stato (chiamatela “deviata”, o settori dei Servizi Segreti, non mi importa a meno che non vogliate considerare deviati i Poliziotti che pagati ben 1200 euro sono andati a picchiare i pastori Sardi privandoli dello status di cittadini), fallite le provocazioni contro l’opposizione sociale, stia mettendo bombe e stia mettendo in atto aggressioni gratuite pur di garantire a Silvio Berlusconi di rapinare la società civile.

Ci sono due precedenti dai quali è necessario partire per ragionare sulla situazione odierna. Un militante del Popolo delle Libertà ha tirato in faccia a Silvio Berlusconi una riproduzione del duomo di Milano. Grazie alla faccia spaccata che Silvio Berlusconi ha sventolato in piazza e alla propaganda con cui ha accusato gli avversari politici, è risalito nei sondaggi che lo vedevano in picchiata.

Il secondo episodio è la messa in scena del finto attentato a Belpietro. Una messa in scena che, al di là di ogni risultanza di indagine giudiziaria, Belpietro ha sfruttato nella propaganda televisiva per legittimare delle violente campagne diffamatorie che lo vedono in prima fila con Feltri: sia il quotidiano Libero che il quotidiano Il Giornale, sono stati più volte querelati per azioni che appaiono disgustose e finalizzate alla destabilizzazione delle Istituzioni.

Poi vennero le manifestazioni degli studenti e alcune manifestazioni di operai e di licenziati, mentre fallisce il tentativo del Popolo delle Libertà di rispondere alle proteste di piazza. Lo stesso governo viene messo in difficoltà il Parlamento e solo l’acquisto, come fossero dei giocatori di calcio, di parlamentari salva il governo dalla sfiducia.

Per questo la Polizia di Stato rispolvera i Black Block, quelli che ha messo in campo a Genova, per provocare gli studenti e poter mettere in atto una reazione di macelleria.
Che in giro per l’Europa esistino gruppi di anarchici o contestatori che si possano vestire da Black Block, è fuori discussione; che questi gruppi esistino in Italia (al di fuori del controllo della polizia di Stato che arruola questo o quel delinquente di turno per i suoi scopi) è falso e l’affermazione del contrario costituisce un atto di eversione dell’ordine democratico. Andrebbe come minimo dimostrato e non dato per scontato da un ministro come Maroni.

Il discorso relativo alla Federazione Anarchica Informale, è ancora più ridicolo!
Se io tentassi di farmi passare per un “militante” delle organizzazioni di destra non mi comporterei come si comporta un militante delle organizzazioni di destra perché le mie idee aprioristiche non sono forgiate nella militanza di destra. Mi comporterei come uno, nato e cresciuto in gruppi della sinistra che vorrebbe farsi passare per uno di destra. In altre parole, il mio comportamento sarebbe legato a come io penso quelli di destra; alla forma con cui si presentano e alle cose, che io considero di destra, su cui ho messo la mi attenzione.
La stessa cosa è quando, qualcuno di destra vuol farsi passare per uno di sinistra.
La stessa cosa è quando la Polizia di Stato o sue emanazioni tentano di emulare le varie tradizioni di sinistra.
La sigla FAI legata alle bombe, nasce da questo fraintendimento fatto proprio dalla Polizia di Stato.

La sigla FAI sta per Federazione Anarchica Italiana. L’associazione Anarchica più storica di questo paese che ha pubblicato Umanità Nova per decenni ( e forse lo pubblica ancor oggi). Attribuire bombe alla FAI è come attribuire il concetto di uguaglianza Costituzionale a Hitler o a Ratzinger. Cioè, un non sense ideologico.
La Polizia di Stato se né accorta tardi dell’errore e così ha ripiegato dando alla I il significato di “informale” per seminare l’idea di un’organizzazione non strutturata che, pur riconducendola all’ideologia anarchica, mette le bombe.

Gli anarchici che mettono le bombe, non sono mai esistiti. Nel senso che non sono mai esistiti anarchici che mettono bombe colpendo obbiettivi indiscriminati. Tutti gli obbiettivi, che nel corso della storia sono stati colpiti da vari gruppi anarchici, erano all’interno di progetti ideologici anarchici che, a loro volta, erano all’interno di progetti di rivolta sociale. Senza i progetti di rivolta sociale non possono esistere progetti anarchici né di ogni altro gruppo legato alla “sinistra”. Oggi come oggi non esistono nemmeno gli anarchici in quanto l’ideologia anarchica, salvo un vago senso di “inorganicità comportamentale” è completamente sconosciuta a coloro che si dichiarano anarchici.

Berlusconi ha bisogno di bombe anarchiche per gestire il controllo sociale che gli sta sfuggendo.
Gli andrebbe meglio se quelle bombe fossero firmate Brigate Rosse, ma sono trent’anni che questi si sono sciolti e salvo qualcuno che doveva sopravvivere all’inizio degli anni ’90 e qualche disperato emulatore che ha tanta nostalgia, oggi come oggi non esistono più. Basta ricordarci della vicenda “dell’organizzazione di Udine” tanto amata dai giornalisti che ha finito per rivelarsi una bufala.
Così quando gli studenti, esercitando il loro diritto Costituzionale, non hanno voluto dire alla DIGOS qual’era il percorso della manifestazione, hanno impedito alla DIGOS di usare i suoi provocatori come nella manifestazione precedente costringendo la Polizia di Stato a ripristinare le bombe.
Si scopre una bomba nella metropolitana che non scoppia e appaiono alcune bombe, del resto innocue salvo che per lievi ferite, alle ambasciate.

La tecnica dell’attentato terrorista, già usata a Piazza Fontana dalla Polizia di Stato e alla Stazione di Bologna e le provocazioni alla Cossiga per destabilizzare le Istituzioni, vengono ripristinate. Ma non bisogna far troppo danno perché altrimenti la Polizia di Stato deve indagare davvero: non siamo più a quando i poliziotti di Venezia hanno collaborato, direttamente o indirettamente, a mettere la bomba al Gazzettino di Venezia per incolpare gli autonomi.

Dal momento che io sono convinto che Calabresi fosse responsabile della strage di Piazza Fontana e che ha contribuito a “depistare” le indagini proprio per coprire chi stava organizzando un colpo di stato con la complicità della stessa Procura della Repubblica di Milano di allora, appare evidente che quando la storia si ripete ha più l’aspetto di farsa che non della tragedia che questo paese ha vissuto.
Ora si inventa anche un possibile attentato a Fini per chiamare in causa Silvio Berlusconi come mandante.
Va da sé che i giornali che hanno fatto questa illazione (sulla quale indagherà la magistratura, anche se le cose ci lasciano perplessi vista la vicenda di Valpreda, Pinelli e il genocidio messo in atto da Cossiga e complici) sono i giornali legati a Silvio Berlusconi la cui attività sembra più legata a fini di disarticolazione Istituzionale che non all’informazione (vedi la vicenda di Montecarlo e Fini).

La bomba esplosa a Gemonio: quattro petardi sotto capodanno?
E’ l’ennesima presa in giro di Maroni. Bossi dice che non ci sono i numeri per governare? Due petardi e un volantino, guarda caso, anarchico e subito anche l’Italia dei Valori è pronta a solidarizzare come un tempo lo stesso Partito Comunista non aveva nulla da ridire sul sequestro Pinelli e sul sequestro Valpreda solidarizzando con chi ha messo le bombe a Piazza Fontana per indurre ad un colpo di Stato.
E’ la farsa: “Vedete, noi vogliamo il federalismo e “loro” ci mettono le bombe!” e nessuno gli fa una risata in faccia mentre la Lega sta mettendo in pericolo le Istituzioni.
Riporto:

VARESE - Sono esplosi due ordigni artigianali, probabilmente due bombe carta, questa notte alle 3 davanti alla porta della sede della Lega Nord in via Marsala 1 a Gemonio (Varese), paese dove risiede Umberto Bossi. La casa del leader del Carroccio dista solo 100 metri dal luogo dell'attentato. A quell'ora, Umberto Bossi era rientrato a casa di ritorno dalla 'Berghem Frecc', tradizionale festa della Lega Nord di Villa D'Ogna, nel Bergamasco, dove aveva tenuto un comizio e si era trattenuto fino a tardi per le selezioni di Miss Padania.

MARONI - «Noi della Lega siamo abituati da sempre ad attacchi di questo tipo, fatti da intolleranti che agiscono vigliaccamente e nell'anomitato - ha commentato il ministro dell'Interno Roberto Maroni interpellato dall'agenzia AdnKronos -. È accaduto altre volte in passato che sedi del nostro partito siano state oggetto di violenza, ma non ci siamo mai fatti intimidire e la stesso accadrá questa volta. Naturalmente sono episodi da non sottovalutare. Non posso dire nulla ovviamente sulle attività investigative -conclude Maroni- che sono in corso e seguono piste precise».

LA RIVENDICAZIONE - L'onda d'urto degli ordigni, realizzati con polvere nera compressa, ha provocato danni al portone, mandato in frantumi i vetri delle finestre e distrutto parte degli arredi interni ma non ha provocato feriti. Sul muro è apparsa una scritta con vernice spray «Antifa secondo atto» che rivendica l’azione di membri dell’area anarchica vicino ai centri sociali, spiegano gli investigatori. «Dagli involucri rimasti a terra - spiega la polizia - sembra si tratti di petardi, non di ordigni», messi comunque "a scopo intimidatorio", che hanno infranto i vetri di due vetrine. Sono in corso gli esami dei filmati delle telecamere per utili indizi. Sul posto stanotte sono intervenuti i carabinieri. Indaga anche la Digos di Varese.

Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_29/gemonio-attentato-lega_4591051c-1327-11e0-8894-00144f02aabc.shtml


Augurandosi che i responsabili siano fermati, vorrei far notare come in questo periodo sia facile procurarsi della polvere nera contenuta negli ordigni pirotecnici usati per il capodanno.
Ora, anche l’Italia dei Valori è pronta per distruggere l’Italia appoggiando il federalismo bossiano: appropriarsi delle strutture della società civile per fare degli affari.
Cosa dobbiamo aspettarci?
Che Silvio Berlusconi con la mafia, e la Polizia di Stato metta in atto tutta una serie di azioni eversive per mantenere il controllo di una poltrona che gli garantisce l’impunità.
Altre bombe?
Non lo so, ma sicuramente tante azioni di eversione dell’ordine Costituzionale.
Azioni che i cittadini subiranno con rabbia spesso non sapendo a chi attribuire le responsabilità: come per Piazza Fontana, La stazione di Bologna, Piazza della Loggia e molti altri....
Chissà se il Calabresi di turno ha già aperto la finestra. Chissà se i giornalisti del Corriere della Sera titoleranno i loro articoli del tipo: “Pinelli smascherato si suicida...” e poi pubblicheranno il disegnino a supporto della loro tesi.
Chissà...


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

29 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

sabato 18 dicembre 2010

1200 euro di stipendio per attentare alla Costituzione, macellare i cittadini: i poliziotti sono pagati troppo per la loro inefficienza e immoralità


Le affermazioni di un poliziotto corrotto che disprezza i cittadini e che sputa sulla Costituzione della Repubblica: è con questa gentaglia pagata ben 1200 euro al mese che si violentano le Istituzioni.
Leggo indignato un articolo del Corriere della Sera in cui un poliziotto, che viene indicato col nome Gianluca Salvatori detto Luca Drago, giustifica il macello di persone inermi.
Legittimare la tortura in violazione dell’articolo 23 comma 3 della Costituzione della Repubblica è un atto eversivo. Un atto di terrorismo che andrebbe perseguito a norma di legge.
Questi delinquenti, pagati ben 1200 euro al mese, addestrati a picchiare (perché solo quello sanno fare, del resto sono persone immorali) hanno contribuito a costruire la miseria nel paese contribuendo a costruire migliaia di licenziamenti, tentano di rivendicare un loro diritto a macellare le persone indifese. Si mettono in dodici a massacrare una persona a terra indifesa e chiedono comprensione per il diritto di macellare le persone. E’ una vergogna!
Commento l’articolo di Rinaldo Frignani con cui si legittima la tortura in questo paese.
Già il titolo dell’articolo è un insulto.
Dice questo poliziotto:


«Avevano picconi e accetteNoi i bersagli per 1.200 euro»
Il poliziotto: mi chiamano Drago, se arrestassero mio figlio lo picchierei

Se le persone avevano accette e picconi: era tuo dovere arrestarle.
Se non l’hai fatto, sei venuto meno al tuo dovere e dovresti essere cacciato dalla Polizia per vigliaccheria. In subordine, siccome molti poliziotti avevano telecamere e macchine fotografiche, queste persone avrebbero dovuto essere fotografate, individuate e arrestate in un secondo momento. Il fatto che dopo quattro giorni questo non è avvenuto, significa che hai mentito ingiuriando i cittadini nell’ottica di legittimare i comportamenti criminali che ha tenuto la Polizia di Stato. Esattamente come quel poliziotto che dopo aver macellato i ragazzi alla scuola Diaz di Genova mostrava alle telecamere uno strappo che, asseriva, gli era stato fatto da una coltellata. Ora sappiamo che ha mentito!
Quand’è che la smettete di mentire e ingiuriare i cittadini?
Avete macellato persone indifese, a terra, che non aggredivano nessuno. E lo avete fatto solo per sadismo, per divertimento, perché il quel modo la vostra vigliaccheria vi faceva sentire onnipotenti, come quel criminale in croce davanti al quale costringete i bambini con la violenza perché non rivendichino i loro diritti alla giustizia davanti alla vostra violenza.
Io non ho dubbi che con tuo figlio l’unico rapporto che avresti sarebbe quello di picchiarlo: quando un individuo pensa alle persone come create ad immagine di un dio padrone, e si sente tanto un padrone col manganello in mano, con suo figlio può avere solo un rapporto di manganello. Quello che questo poliziotto fa è un insulto all’articolo 30 comma 1 della Costituzione della Repubblica: SI VERGOGNI!
Continua l’articolista:



ROMA - «Dio non voglia che questi, un giorno, raggiungano il loro scopo: uccidere uno di noi. Come gli ultrà hanno fatto con Raciti. Perché allora non so proprio come andrebbe a finire. I politici, gli onorevoli come li chiamo io, devono capire che bisogna cambiare strada. Subito». «Drago» è una montagna. Lo è nell'aspetto, ma anche dentro. Due lauree brevi, una famiglia da mantenere. Gianluca Salvatori («Ma se non dite Luca Drago nessuno mi riconosce», ci tiene a sottolineare) ha 43 anni, è un assistente capo della polizia. E un punto di riferimento per gli agenti del Reparto mobile di Roma. Un celerino, insomma. Di quelli che martedì scorso si sono ritrovati a fronteggiare centinaia di teppisti scatenati.

E già scopriamo la mentalità da delinquente di questo poliziotto: il suo padrone dio (non la Costituzione della Repubblica, ma il macellaio di Sodoma e Gomorra, cioè l’assassino, quello che ordina di macellare i sacerdoti di Baal; e questo già dice molto sulla mentalità del poliziotto) non voglia che “questi” raggiungano lo scopo di ammazzarli!
Da cosa lo deduce?
Dalla giustificazione con cui vuole legittimare i suoi atti di terrorismo. Raciti? Quando un individuo che fa il lavoro di poliziotto scambia lo stadio con le università, va cacciato dalla polizia!
Attribuire ad altri delle intenzioni per giustificare il proprio desiderio di macellarli, è un atto criminale e questo poliziotto andrebbe cacciato perché la sua attività si inquadra negli atti di terrorismo eversivo. Atti che giustificano gli omicidi che i poliziotti, di vario tipo, fanno macellando i cittadini nei vari posti di polizia con i massacri che si inquadrano in atti di terrorismo eversivo: Cucchi e Aldrovandi, tanto per fare due nomi in cronaca recente.
Quando i poliziotti si mettono in dodici a macellare una persona a terra sono dei terroristi assassini e andrebbero cacciati dalla Polizia. Definire i manifestanti “teppisti scatenati” quando le reazioni sono avvenute proprio perché era illegale la presenza dei poliziotti armati in piazza, significa disprezzo e odio per le Istituzioni. Si è assistito ai poliziotti scatenati contro delle persone inermi, non viceversa. Come al G8 di Genova l’accertamento dei fatti ha dimostrato che i poliziotti sono dei criminali, non i manifestanti macellati alla Diaz o in caserma. Quando poliziotti, come Spaccarotella, si divertono a fare il tiro a segno sulle persone, meritano solo disprezzo!
Continua l'articolo del Corriere della Sera:

«Da soli, in 25, abbiamo respinto 5 mila energumeni armati di "male e peggio", picconi, accette: ma quando ci daranno qualcosa di meglio di uno scudo e un manganello? Dove sono gli idranti e i "capsulum" (un potente lancia-peperoncino)?», chiede «Drago», che a piazza del Popolo ha preso colpi al petto e a una spalla, ed è finito in ospedale.

Sta mentendo: se c’erano picconi e accette in mano a cinquemila persone ci sarebbe stato l’assalto al Parlamento, altro che palazzo d’Inverno.
E’ molto più probabile che fossero venticinque armati di manganello contro ragazzini indifesi: ho conosciuto troppo la vigliaccheria e il desiderio di uccidere dei poliziotti di Stato per credere a queste baggianate. Non siamo negli anni ’70, di cui questo personaggio sfrutta l’immaginario, e non esiste nessuno che abbia coordinato i manifestati se non poliziotti in borghese o persone arruolate dalla Polizia di Stato proprio per creare disordini. Non esistono i Bleak Blok se non quelli organizzati dalla Polizia di Stato. La deduzione è semplice. Con i mezzi investigativi odierni verrebbero immediatamente individuati e arrestati: se, come io sono convinto, sono complici della polizia di Stato o di servizi segreti come ha affermato Cossiga e come l’esperienza di Bertoli e altre hanno dimostrato, allora, anche con i migliori mezzi investigativi non si trovano. L’unica immagine che abbiamo è quella di un ragazzo con una pala ed erano migliaia le telecamere, le macchine fotografiche, i telefonini che riprendevano. Comprese quelle della Polizia: questo poliziotto non venga ad ingiuriare i cittadini.

Un Poliziotto è al servizio dei cittadini e della Costituzione; non è al servizio del suo desiderio di onnipotenza, tortura ed omicidio e non si può permettere di giustificare i suoi atti di terrorismo.
Continua l'articolo del Corriere della Sera:


Luca è un giellista (dal Gl40, piccolo fucile usato per sparare lacrimogeni) e guida i blindati. È anche impegnato nei sindacati, come segretario provinciale della Consap. Ma la sua casa è la caserma di Ponte Galeria. Sulla carta oltre 500 uomini, «ma alla fine siamo 250. Un gruppo unito, legato da affetto fraterno, una squadra più simile a una famiglia». Con una vita in prima linea. «Per 1.200 euro al mese, più 13 di indennità nei giorni di ordine pubblico - svela l'agente -. Quanto guadagniamo all'ora nemmeno ve lo dico perché è ridicolo. I nostri colleghi spagnoli prendono quasi il triplo, gli altri anche di più. Ce la battiamo solo con i greci, ma lì è un'altra storia».

E’ uno stipendio di lusso.
Troppo!
Troppo rispetto a tutti coloro che questi celerini hanno affamato impedendogli di avere un lavoro, criminalizzandoli, pestandoli e alterando i processi con testimonianze false e pressioni ingiustificate sui giudici per ottenere la loro impunità.
E’ uno stipendio che nemmeno si sogna l’operaio che viene buttato giù dalle impalcature o quello che ci lascia le mani nelle presse e che viene picchiato dai celerini quando rivendica quelli che sono i suoi diritti. I suoi diritti nella sua società che i celerini dovrebbero difendere anziché aggredire.
Hanno picchiato in nome del diritto di Silvio Berlusconi di saccheggiare la società civile; aggrediscono gli studenti come se fossero quelli allo Stadio e non sono in grado di individuare i provocatori nella manifestazione (salvo averli mandati loro, come quello che colpisce un manifestante con un casco e che fa il saluto romano vicino ai poliziotti).
E’ una vergogna.
Continua l'articolo del Corriere della Sera:



Quasi tutti i giorni con casco, scudo e mimetica imbottita. Nelle manifestazioni e allo stadio. Gli insulti nemmeno li sente più: «Di quelli non mi preoccupo - aggiunge il poliziotto - non mi offendo, anzi non ci offendiamo, noi del Reparto: li guardi in faccia, questi ragazzini, anche loro con i caschi e gli scudi. A qualcuno gliel'ho anche detto: "Ma lo capisci che con un arresto ti rovino il futuro?" C'è chi ti sta a sentire, chi ti ringrazia, come uno di Pisa che ho incontrato in ospedale. Ma tanti se ne fregano. E magari un giorno te li ritrovi a fare politica».

Ricordo che l’uso di persone armate in manifestazione pubblica è un atto di violenza un attentato alla sicurezza.
I poliziotti non sono là per evitare preventivamente la violenza, ma sono là per fare la violenza ai cittadini: ricattarli, intimidirli e provocarli al fine di giustificare il macellarli.
E’ proprio grazie a queste persone che la Polizia è vissuta come un nemico della società civile.
Quando un cittadini ha necessità di giustizia viene deriso dai poliziotti che colgono l’occasione per macellarlo mettendosi in dodici contro una persona indifesa. Certo che il razzista della Lega Nord ti ringrazia quando prendi il piccolo spacciatore e lo massacri di botte: ma hai scelto di essere un nemico della società civile. Hai scelto di stimolare il crimine perché chi protesta per la legittimità Costituzionale tu lo macelli.


Continua l'articolo del Corriere della Sera:


«Drago» c'era anche a largo Goldoni, durante l'aggressione al finanziere. Con i suoi («Compagni, camerati, colleghi? Come li devo chiamare per non essere etichettato?») è fra coloro che sono corsi in aiuto del militare. «C'erano tutte le condizioni perché usasse la pistola che volevano portargli via - spiega l'assistente capo - ma lui non l'ha fatto. Immaginate cosa sarebbe successo se un manifestante fosse riuscito a prenderla? Nell'ordine pubblico non si può sbagliare, non è come fare le indagini, dove c'è il tempo di fare correzioni. Da noi no. Quello che si prevede non è mai quello che accade. E in piazza non siamo solo poliziotti: siamo i supplenti di un governo, come anche ha detto il capo della polizia, di destra o di sinistra che sia, che invece non ci tutela come dovrebbe. I politici promettono aiuti che non arrivano mai e noi sacrifichiamo le nostre vite, privato compreso».
Essere un celerino vuol dire anche questo: «Certo, crediamo in quello che facciamo, per me è una vocazione. Martedì, come le altre volte, siamo stati i difensori di Roma contro un'orda di barbari. Ma anche noi abbiamo il diritto di tornare a casa tutti interi. Abbiamo madri, mogli e figli che ci aspettano. Proprio come i teppisti che fermiamo. Invece ci lapidano e ci ordinano di stare fermi, immobili. A subire di tutto. Non dico che le "teste calde" che ci sono fra noi facciano bene a sfogarsi. È chiaro che sbagliano, ma dopo 12 ore di questa storia...».

Le immagini non dicono ciò che afferma questo poliziotto: le immagini dicono che questo poliziotto è un bugiardo.
Che il finanziere avesse timore che gli portassero via la pistola, ne sono convinto. Un timore legittimo, ma che ci fosse la volontà di alcuni attorno al finanziere di portargli via la pistola, non ne sono convinto. E’ sufficiente guardare l’istantanea del ragazzo col manganello e le manette fermo ad un paio di metri dal finanziere. Se ci fosse stata una volontà violenta contro le persone, avrebbe colto l’occasione per restituire qualche manganellata, invece sembra che non l’abbia fatto (ha fatto altre cose, forse, ma non questa).

La Polizia di Stato ha messo a ferro e fuoco Roma.
Era dove non doveva essere e ha aggredito manifestanti inermi provocando delle reazioni.
La Polizia di Stato è scesa armata contro la Costituzione della Repubblica in un comportamento ascrivibile alla volontà di un Colpo di Stato.

Questo Poliziotto che insulta i cittadini che vengono aggrediti da licenziamenti e da distruzione del tessuto sociale (e che lui, invece è garantito con ben 1200 euro al mese uno stipendio che la gente ormai nemmeno se lo sogna. Nemmeno le 1000 persone che nella Provincia di Treviso da gennaio non avranno nemmeno gli ammortizzatori sociali e nemmeno io che anche per colpa di poliziotti picchiatori e criminali non trovo lavoro) dovrebbe essere rispettoso delle norme Costituzioni anziché veicolare il suo fanatismo in forme di odio sociale come quella di definire i cittadini “un’orda di barbari” quando lui e la Polizia di Stato sono stati i veri devastatori di Roma aggredendo i manifestanti in modo illegale: loro erano armati, non i manifestanti. I manifestanti si sono limitati a difendersi con quello che trovavano.


Continua il Corriere della Sera:


Alcuni fra i 53 feriti delle forze dell'ordine vogliono costituirsi parte civile contro chi li ha fatti finire in ospedale negli scontri a via del Corso e piazza del Popolo. Finora per tutti loro l'unica soddisfazione di una giornata drammatica è stato l'sms di ringraziamento inviato dal questore Francesco Tagliente. «Un onore, un conforto, non era mai successo prima», spiega «Drago», che però protesta: «Se un agente sbaglia paga tre volte rispetto a un cittadino normale, ma i danni fatti da questi teppisti a chi li chiediamo? Ai genitori? Tanto nemmeno loro capiscono: sempre martedì, in commissariato, ne ho incontrati alcuni - racconta l'agente -. Volevano notizie dei figli fermati. Per loro era come se fosse stato normale. "Dobbiamo aspettare che ste' m.... decidono se carcerarlo oppure no", diceva uno. Ma che scherziamo? Se succedesse a mio figlio il primo a picchiarlo sarei io». L'ultimo affronto poi è arrivato con la scarcerazione dei 22 arrestati di martedì. E su questo «Drago» chiude il discorso: «Ormai si sentono legittimati a fare tutto. Legittimati dalla giustizia che li mette fuori dopo tutto quel casino. E a ripresentarsi in piazza la settimana prossima. Ma ci saremo anche noi, come sempre».

Per costituirsi parte civile contro un aggressore, è necessario individuare l’aggressore: vuole costituirsi parte civile contro chi hai macellato indifeso a terra?
Chi è la merda? Da un cittadino escono le parole di bocca; il Poliziotto macella le persone a manganellate! Fate voi le proporzioni: il poliziotto, anziché essere rispettoso della Costituzione, si identifica con l’onnipotenza del criminale in croce.
Chi ha macellato delle persone si sente in diritto di fare tutto quello che vuole che tanto una banda di torturatori condannati sono ancora in servizio attivo (come quelli di Genova), I cittadini hanno il diritto di manifestare senza che la banda armata di poliziotti li vadano a macellare dopo averli provocati; quand’è che i poliziotti smetteranno con la violenza criminale?
Le Istituzioni, per la nostra Costituzione, non sono le “padrone dei cittadini”, ma sono al servizio dei cittadini, mentre la Polizia di Stato ha attentato alle Istituzioni sia con i provocatori infiltrati (alla Cossiga) che con affermazioni demenziali e illegittime di questo poliziotto.
La Polizia di Stato ha fermato 22 disarmati e ha lasciato andare quelli che, secondo questo poliziotto, erano armati di asce e di picconi!
Come al G8 di Genova dove i poliziotti hanno macellato persone disarmate perché, secondo loro: «Ormai si sentono legittimati a fare tutto. Legittimati dalla giustizia che li mette fuori dopo tutto quel casino. E a ripresentarsi in piazza la settimana prossima. Ma ci saremo anche noi, come sempre».

Quel governo che vi ha mandati a macellare manifestanti indifesi e vi paga uno stipendio di ben 1200 euro è lo stesso governo che per impedire che voi veniate giudicati per delitto non ha trasformato in legge l’articolo 13 comma 4 della Costituzione della Repubblica. E questo è un attentato terroristico alla Repubblica Italiana.

Le affermazioni criminali e ingiuriose di questo poliziotto mi ricordano la mia vicenda quando fui macellato di botte per due giorni anche da dodici poliziotti contemporaneamente nella caserma di polizia e poi i magistrati di Venezia manomisero i processi per garantire l’impunità dei poliziotti. Volevano anche denunciarmi perché chiedevo giustizia (garantirono impunità ai terroristi della Polizia di Stato) se non fosse stato per due poliziotti, estranei al macello, che denunciarono che venivo torturato: Ambrosini e Trifilò!
Quando mi torturarono firmai quello che volevano, poi ci pensò il criminale Michele Dalla Costa o Carlo Mastelloni o Ferrari, o Rita Ugolini (tutti magistrati che utilizzavano le torture, come Pietro Calogero, Palombarini, Casson) a far sparire quanto mi era stato estorto e mi tennero sotto minacce di tortura e morte per dieci anni affinché non potessi difendermi ai processi. I poliziotti, come questo intervistato, torturano e ai cittadini non è concesso difendersi.. Assistere oggi a dei magistrati che verificano i fatti e non prendono le dichiarazioni dei poliziotti come “oro colato”, è comunque motivo di conforto.
A Trifilò e Ambrosini gliel’hanno fatta pagare nello stile vigliacco della Polizia di Stato (quella che protegge i poliziotti torturatori e aggredisce i poliziotti che credono nella giustizia) quando ingiuria e diffama i cittadini per assicurarsi un lauto stipendio di ben 1200 euro al mese.

Tutti noi vorremmo una Polizia di Stato legata al dettato Costituzionale. Una Polizia che arresti chi commette reati senza commettere reati a sua volta. Vorremmo dei poliziotti al servizio dei cittadini e non dei macellai o dei giustizieri che giustificano il diritto di macellare. Che cosa succederà nelle caserme ora che il disagio sociale aumenta. Ora che la piccola criminalità, voluta anche dalla Polizia di Stato, aumenterà per il disastro economico?
Verrà giustificata ancora la tortura e il massacro?
E ci saranno giornalisti che continueranno a giustificare la tortura e il massacro della Polizia di Stato?
Io non oppongo botte a botte, ma principi Costituzionali alle botte e alla violenza ingiustificata della Polizia di Stato: ed è per odio contro la Costituzione della Repubblica che la Polizia di Stato macella i cittadini!

Detto questo, non ringrazio la Polizia di Stato quando fa correttamente e coerentemente il proprio lavoro all’interno delle norme Costituzionali, ma ringrazio i cittadini che fanno il lavoro di poliziotti quando affiancano i cittadini per migliorare la società e il futuro dei loro figli. Ringrazio i cittadini che fanno il lavoro di poliziotto o quello del magistrato quando non usano le Istituzioni come “arma di distruzione di massa”, ma riaffermazioni del diritto e della legalità. E’ allora che li riconosco come cittadini: sia quando di mestiere fanno i magistrati, i poliziotti, i carabinieri o i finanzieri. Cittadini in diritto di chiedere e rivendicare migliori condizioni di vita.
Come posso non guardare con disprezzo i poliziotti che si presentano alla preghiera del venerdì dei musulmani a fare azione di “controllo” come “contrasto del terrorismo” per coprire, in realtà, l’esercizio di provocazione e di odio religioso nei loro confronti?
O come posso non trattare con disprezzo il poliziotto che dice al cittadino: “Guarda come parli!”. Come se lui fosse il padrone (e poi continua col manganello).
I danni provocati alla città di Roma vanno messi in conto alla Polizia di Stato: la loro presenza in piazza era Costituzionalmente illegale.


L’articolo che ho commentato è di:

Rinaldo Frignani

Pubblicato il:
18 dicembre 2010

Tratto da:

http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_18/poliziotto-parla-drago_d984109a-0a6f-11e0-b99d-00144f02aabc.shtml


Ricordo che l’istituzione dei celerini fu fatta illegalmente. Voluti da Scelba per favorire un colpo di Stato contro la Costituzione della Repubblica.
L’Italia è sempre stata sotto il terrore di un colpo di Stato per istituzioni corrotte e vigliacche, dalla strage di Portelle delle Ginestre alla mafia di Berlusconi che sta mettendo in pericolo la Costituzione della Repubblica e sta distruggendo il benessere della società civile: sta togliendo agli italiani i 1200 euro al mese per sopravvivere.
E poi sia chiaro che non sono solo 1200 euro al mese, ma sono 1200 euro al mese con vitto e alloggio, cosa che non ha il cittadino senza tetto che questi stessi Poliziotti aggrediscono quando si sdraia su una panchina (Vedi la protesta della Procura della Repubblica di Verona ad opera del Procuratore Schinaia). Hanno più di quanto un senzatetto si può permettere.
Trovo vergognoso che la CGIL abbia appoggiato i sindacati di polizia che hanno sempre giustificato le torture nei confronti dei cittadini.

Fatalità oggi escono le motivazioni della sentenza di Genova contro la Polizia di Stato con cui si certificano le attività di terrorismo di individui che di mestiere fanno i poliziotti:

De Gennaro depistò le indagini per coprire l'insuccesso del servizio d'ordine
Pubblicata la motivazione della sentenza della Corte d'Appello: «Delitto contro l'attività giudiziaria»
IL G8 di genova
De Gennaro depistò le indagini per coprire l'insuccesso del servizio d'ordine
Pubblicata la motivazione della sentenza della Corte d'Appello: «Delitto contro l'attività giudiziaria»
MILANO - L'ex Capo della polizia - e attuale direttore dell'Asi, l'organismo che coordina i servizi segreti dell'Aisi e dell'Aise - Gianni De Gennaro, durante il G8 di Genova «aveva con evidenza l'interesse a non fare trapelare un suo diretto coinvolgimento nella vicenda Diaz». Lo scrivono nella motivazione della sentenza i giudici della Corte d'Appello di Genova (Maria Rosaria D'Angelo e Raffaele Di Napoli) che lo scorso 17 giugno condannarono De Gennaro ad un anno e 4 mesi di reclusione con pena sospesa e non menzione sulla fedina penale. Insieme a lui fu condannato anche l'ex capo della Digos di Genova all'epoca del G8 Spartaco Mortola, che ebbe 14 mesi. Secondo i giudici genovesi, De Gennaro dovette alterare «l'accertamento dei fatti, delle loro modalità e delle responsabilità politiche e penali, dei fatti posti in essere durante quell'operazione», ovvero durante l'irruzione alla scuola Diaz del 20 luglio 2001. I giudici sottolineano come l'intero servizio di ordine pubblico si rivelò un «insuccesso»: morì Carlo Giuliani, nella scuola Diaz non furono trovati i black bloc. Erano dunque necessari depistaggi. De Gennaro avrebbe freddamente ordinato all'ex questore di Genova Francesco Colucci di ritrattare le sue dichiarazioni al processo Diaz, così da scagionare completamente l'allora capo della polizia. E questo, secondo la Corte d'Appello di Genova, fu un «delitto contro l'attività giudiziaria».
ABUSO - I depistaggi emersero per puro caso: intercettando funzionari e artificieri, i giudici si sono imbattuti nelle telefonate di preparazione della testimonianza del questore Colucci. Da quelle telefonate emerse che «il capo avrebbe ordinato a Colucci di rivedere le precedenti dichiarazioni sulla presenza sul campo del portavoce del capo della Polizia Sgalla per aiutare i colleghi imputati nel processo per l'irruzione nella scuola Diaz». Questa strategia sarebbe stata messa a punto in una riunione privata tra Colucci e De Gennaro a Roma, un faccia a faccia che l'ex questore di Genova avrebbe evitato di menzionare al processo, «ulteriore conferma», si legge nelle motivazioni, «della consapevolezza e volontà dell'imputato De Gennaro della portata istigatrice e di suggerimento di una versione dei fatti al teste Colucci contrastante dalle precedenti dichiarazioni e con la realtà».
CARRIERE - «Bisogna che aggiusti un pò il tiro» è la frase che Colucci riferì all'ex capo della Digos Mortola dopo il colloquio con De Gennaro. Secondo i giudici d'appello, dunque, «la richiesta espressa ed esplicita di ritrattare» conteneva una minaccia: ripercussioni sulla carriera di Colucci «che proprio in quel periodo era in fase di valutazione per la progressione di carriera». De Gennaro, dunque, per il giudice «abusò anche della funzione pubblica esercitata e connessa al suo ruolo di Direttore generale del dipartimento della Pubblica Sicurezza».
Tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_18/sentenza-G8-genova_bc3ee53a-0aa3-11e0-b99d-00144f02aabc.shtml

E’ possibile pagare ben 1200 euro al mese per chi fa affermazioni criminali come il celerino Gianluca Salvatori detto Luca Drago?
E’ un insulto per tutti i cittadini che hanno perso il loro posto di lavoro.
O si è per il diritto Costituzionale, o si è per il terrorismo messo in atto da individui che si nascondono dietro ad una divisa.
Poi, sulla Guardia di Finanza escono notizie come queste:

Finanziere ruba e litiga: arrestato
Scoperto al Carrefour, è accusato di tentata rapina e lesioni


MARCON. Ha preso dei saponi e una rivista e ha infilato l'uscita senza pagare. La mossa non è sfuggita al servizio di vigilanza del Carrefour e F.C., 36 anni, finanziere, è stato bloccato in attesa dell'arrivo dei carabinieri. Quando ha capito la mal parata l'uomo ha tentato di scappare. Ne è nata una colluttazione, alla fine della quale è stato arrestato. Il fatto è successo lunedì sera al Carrefour. Un comportamento apparentemente inspiegabile quello tenuto dal militare delle Fiamme Gialle. Il finanziere, infatti, finora avrebbe sempre tenuto un comportamento esemplare e starebbe studiando per aspirare a un miglioramento della propria posizione lavorativa. Magari potrebbe essere proprio lo stress accumulato per il lavoro e lo studio ad avergli fatto perdere la lucidità per capire quali conseguenze avrebbe potuto avere il suo gesto. Un comportamento tanto meno comprensibile considerata anche l'esiguità della merce sottratta. I reati di cui era stato accusato in un primo momento, però, sono pesanti: rapina e lesioni aggravate ai danni di un carabiniere intervenuto per bloccarlo. Ieri mattina il finanziere, difeso dagli avvocati Giuseppe Antoniazzi e Monica Severin del foro di Treviso, si è presentato in tribunale a Mestre. Le pesanti accuse, nel corso dell'udienza per direttissima di ieri mattina, sono state derubricate in tentata rapina e lesioni non aggravate. L'uomo ora si trova agli arresti domiciliari. L'udienza è stata rinviata al 4 febbraio.

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2010/12/22/news/finanziere-ruba-e-litiga-arrestato-3015029

Da contrapporre all’episodio della donna che è stata denunciata per aver rubato qualcosa da mangiare per loro e la figlia di nove mesi al supermercato Panorama di Treviso. Lei disoccupata col compagno da poco licenziato.
Torno a ripetere: 1200 euro al mese per persone come queste sono troppe.

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18 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

venerdì 17 dicembre 2010

Corte Costituzionale e legge sull'immigrazione: abrogata un'altra norma criminale e inumana voluta da Silvio Berlusconi. Sentenza 359 del 2010


Ancora una censura alla legge sul “Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla sicurezza dello straniero”. Una sentenza della Corte Costituzionale che censura l’inumana ferocia di Silvio Berlusconi e di un governo che inserisce norme nazi-fasciste nell’ordinamento giuridico italiano.
Norme incostituzionali che hanno lo scopo di trasformare i cittadini in bestiame in ginocchio davanti ad un padrone senza diritti da rivendicare.
Se la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della norma inumana e criminale di Silvio Berlusconi ha un carattere di mera disquisizione giuridica, i suoi effetti erano, in realtà, quello di impedire alle persone di rivendicare il proprio essere persone davanti ad un padrone che agiva in arbitrio assoluto: come i poliziotti che hanno macellato i dimostranti per strada e che hanno avuto il plauso di Roberto Maroni (quello che li mordeva).
Il carattere criminale delle norme imposte da Silvio Berlusconi emerge in tutta la sua ferocia e anche se la Corte Costituzionale non agisce come vorremmo, con la censura totale di ciò che è estraneo alla Costituzione, tuttavia mette in evidenza aspetti criminali introdotti nel nostro sistema giuridico.
La ferocia di Silvio Berlusconi è contro i poveri.
A Silvio Berlusconi i poveri fanno schifo, come ai leghisti. Per reagire a questo “schifo soggettivo”, Silvio Berlusconi, vuole introdurre norme aberranti nel sistema giuridico italiano: a quando i campi di sterminio?
Fra l’imposizione del crocifisso ai bambini e i campi di sterminio il passo è breve: quando si negano i principi Costituzionali non si sa dove si va a finire e non è detto che ci si fermi un po’ prima.
Riporto in toto la sentenza della Corte Costituzionale affinché sia chiaro che non è nel diritto di Silvio Berlusconi, né del Parlamento della Repubblica Italiana, vessare e perseguire le persone povere anche se i poveri, ai miliardari fanno schifo.



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17 dicembre 2010
Claudio Simeoni
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SENTENZA N. 359
ANNO 2010
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
LA CORTE COSTITUZIONALE



composta dai signori: Presidente: Ugo DE SIERVO; Giudici : Paolo MADDALENA, Alfio FINOCCHIARO, Alfonso QUARANTA, Franco GALLO, Luigi MAZZELLA, Gaetano SILVESTRI, Sabino CASSESE, Maria Rita SAULLE, Giuseppe TESAURO, Paolo Maria NAPOLITANO, Giuseppe FRIGO, Alessandro CRISCUOLO, Paolo GROSSI,
ha pronunciato la seguente


SENTENZA


nel giudizio di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 5-quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall’art. 1, comma 22, lettera m), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), promosso dal Tribunale di Voghera con ordinanza dell’8 gennaio 2010, iscritta al n. 107 del registro ordinanze 2010 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 16, prima serie speciale, dell’anno 2010.
Visto l’atto di intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
udito nella camera di consiglio del 1° dicembre 2010 il Giudice relatore Gaetano Silvestri.

Ritenuto in fatto
1. – Il Tribunale di Voghera in composizione monocratica, con ordinanza dell’8 gennaio 2010, ha sollevato – in riferimento agli artt. 2, 3, primo comma, 25, secondo comma, e 27 della Costituzione – questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 5-quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall’art. 1, comma 22, lettera m), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui non esclude, quando ricorra un «giustificato motivo», la punibilità dello straniero che, già destinatario di un provvedimento di espulsione e di un ordine di allontanamento a norma dei precedenti commi 5-ter e 5-bis, continui a permanere nel territorio dello Stato.
Il rimettente procede nei confronti di una cittadina straniera destinataria, per la quarta volta, di una intimazione del questore a lasciare il territorio nazionale, dopo che aveva omesso di ottemperare ai tre precedenti provvedimenti, riportando tre distinte condanne per il delitto di cui all’art. 14, comma 5-ter, del d.lgs. n. 286 del 1998. L’interessata è stata reperita e tratta in arresto il 3 gennaio 2010, dopo la scadenza del nuovo termine assegnatole, mentre soggiornava nel sottoscala di uno stabile abbandonato, privo di ogni servizio essenziale e di riscaldamento, pur essendo la temperatura dell’ambiente di molto inferiore allo zero.
Proprio le condizioni di estrema indigenza dell’interessata, secondo il Tribunale, le avrebbero impedito di lasciare il territorio nazionale con i propri mezzi, dando vita ad un «giustificato motivo» nell’accezione che l’espressione avrebbe assunto, anche a seguito del lavoro interpretativo della giurisprudenza, in rapporto alla fattispecie di inottemperanza prevista al comma 5-ter del citato art. 14. Sennonché – osserva il rimettente – la condotta dell’imputata è ormai qualificabile secondo il testo novellato del comma 5-quater, che sanziona appunto l’inottemperanza dello straniero raggiunto da un decreto di espulsione emesso a norma del precedente comma 5-ter. E la nuova previsione non subordina la punibilità della condotta alla carenza di un «giustificato motivo» per l’inadempimento.
1.1. – In via preliminare, il giudice a quo rileva che la disciplina del fenomeno migratorio spetta ovviamente al legislatore, la cui discrezionalità, tuttavia, non legittima norme in diretto contrasto con i precetti costituzionali.
Sarebbe questo il caso della disposizione censurata, che, anzitutto, violerebbe l’art. 3 Cost., per la difformità di trattamento introdotta rispetto al fatto di inottemperanza sanzionato dal comma 5-ter dell’art. 14 del d.lgs. n. 286 del 1998, punito solo quando sia commesso «senza giustificato motivo».
La giurisprudenza costituzionale avrebbe chiarito come la previsione di non punibilità valga ad evitare il sanzionamento dell’omissione di adempimenti sostanzialmente inesigibili, anche in forza di una condizione di assoluta impossidenza (è citata la sentenza n. 5 del 2004). D’altra parte, secondo il rimettente, la mancanza della «clausola di salvezza» non sarebbe giustificabile in base alla specifica esigenza che, con la riforma della norma censurata, il legislatore avrebbe inteso assicurare.
L’intervento riformatore del 2009 sarebbe dovuto, in particolare, ad una situazione di concreta paralisi dei meccanismi espulsivi, determinata dal raccordo tra i commi 5-ter e 5-quater dell’art. 14, nel testo antecedente alla novella. La prima disposizione stabiliva che, nei confronti dello straniero inottemperante all’ordine di allontanamento, si procedesse «in ogni caso […] all’adozione di un nuovo provvedimento di espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica». L’ipotesi che lo stesso straniero venisse successivamente «trovato» nel territorio nazionale sembrava atteggiarsi, di conseguenza, a fattispecie sanzionatoria di un indebito reingresso dell’interessato (comma 5-quater).
Una parte della giurisprudenza, in tale contesto, aveva escluso la rilevanza penale dell’inottemperanza al nuovo ordine di allontanamento impartito dopo il decreto di espulsione ex art. 14, comma 5-ter, considerando il ricorso all’intimazione del questore illegittimo in forza della norma che impone, «in ogni caso», l’accompagnamento per mezzo della forza pubblica fino alla frontiera dello Stato (è citata la sentenza della Corte di cassazione n. 17878 del 2004).
È vero – prosegue il rimettente – che secondo una parte ulteriore della giurisprudenza la prescritta adozione di un nuovo provvedimento espulsivo comportava una sorta di azzeramento della procedura, e dunque la possibilità di eseguire il nuovo decreto anche mediante intimazione, con l’effetto di interrompere la permanenza del primo reato di inottemperanza, e di determinare la responsabilità dello straniero per un nuovo ed autonomo reato dello stesso genere (è citata la sentenza della Corte di cassazione n. 2022 – recte: n. 24148 – del 2004). La soluzione, tuttavia, sarebbe stata incompatibile con la ratio della speciale disciplina dettata per il «recidivo», ed anche con le indicazioni letterali e sistematiche desumibili dai commi 5-ter, 5-quater e 5-quinquies dello stesso art. 14.
L’affermazione dell’indirizzo contrario alla configurabilità del reato di indebito trattenimento dopo una «reiterata» intimazione del questore – sempre a parere del Tribunale – avrebbe determinato una «paralisi del sistema». Con la novella del 2009, quindi, il legislatore avrebbe inteso reintrodurre la possibilità di eseguire il provvedimento espulsivo mediante intimazione, nel contempo regolando nel senso dell’autonoma rilevanza penale l’eventuale inottemperanza dello straniero all’ordine di lasciare, con i propri mezzi, il territorio dello Stato.
Il rimettente assume che la soluzione del quesito circa l’omessa valorizzazione del «giustificato motivo» non sarebbe pregiudicata dall’ordinanza della Corte costituzionale n. 41 del 2009, dichiarativa della infondatezza di analoga questione proposta con riguardo al testo allora vigente del comma 5-quater dell’art. 14. La decisione della Corte era stata motivata in base alla disomogeneità della fattispecie rispetto a quella regolata dal comma 5-ter: in quel contesto normativo, infatti, la norma censurata sanzionava condotte «commissive» di reingresso nel territorio dello Stato dopo l’espulsione, mentre quella evocata in comparazione riguardava, e riguarda, l’omissione degli adempimenti necessari ad interrompere la permanenza illegale. Una analogia strutturale tra le condotte – osserva il rimettente – che non fa invece difetto per la nuova figura di reato delineata al comma 5-quater, la quale a sua volta consiste nella mancata attivazione dello straniero al fine di interrompere la propria situazione di soggiorno irregolare.
1.2. – La disposizione censurata – secondo il Tribunale – si troverebbe in contrasto anche con il secondo comma dell’art. 25 e con l’art. 27 della Costituzione, in quanto lesiva dei principi di offensività e di personalità della responsabilità penale.
Il nuovo «sistema» darebbe vita ad una catena potenzialmente indefinita di provvedimenti espulsivi e di comportamenti omissivi, con il cumulo di condanne sempre più rilevanti, in quanto segnate dall’aggravante della recidiva. Ciò si considera, dal rimettente, in specifica connessione con l’irrilevanza dei «giustificati motivi» che ben possono ostare, in concreto, all’osservanza del nuovo ordine di allontanamento. Nei casi in questione, infatti, sarebbero punite condotte prive di significato effettivo in punto di pericolosità sociale (è citata la sentenza della Corte costituzionale n. 78 del 2007) e difficilmente riconducibili ad una condotta volontaria e consapevole dello straniero migrante.
1.3. – Ulteriore profilo di illegittimità della norma censurata sussisterebbe, a parere del Tribunale, in rapporto all’art. 2 Cost., avuto riguardo al principio di solidarietà (è citata la sentenza della Corte costituzionale n. 519 del 1995, dichiarativa della illegittimità parziale dell’art. 670 del codice penale, in materia di mendicità). In sostanza, nell’assetto denunciato, la nuova incriminazione colpirebbe la «condizione sociale dell’essere cittadino straniero migrante».
1.4. In punto di rilevanza della questione, il rimettente pone in specifica evidenza il fatto che, per altre tre volte, l’imputata non ha dato ottemperanza ad intimazioni del questore ed è stata per tre volte condannata. Le condizioni di indigenza dell’interessata sono tanto estreme, secondo il Tribunale, da giustificare la sua perdurante inerzia e da imporre la sua assoluzione, nell’eventualità dell’accoglimento della questione sollevata.
2. – Il Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato, è intervenuto nel giudizio mediante atto depositato in data 11 maggio 2010, chiedendo che la questione sollevata sia dichiarata infondata.
2.1. – La difesa dello Stato ricorda come più volte la Corte costituzionale abbia riconosciuto che spetta alla discrezionalità legislativa la regolazione complessiva del fenomeno migratorio e la valutazione di gravità delle pertinenti condotte criminose (sono citate la sentenza n. 22 del 2007 e l’ordinanza n. 41 del 2009).
Sarebbe inoltre giustificato il maggior rigore che caratterizza la fattispecie del comma 5-quater rispetto a quella del comma 5-ter. Quest’ultima, infatti, sanziona il primo fatto di inottemperanza all’ordine di allontanamento, mentre la previsione oggetto di censura concerne la reiterazione del comportamento omissivo (o l’attivazione per un indebito rientro). La norma censurata, secondo l’Avvocatura generale, concerne quindi «una sorta di progressione criminosa», che esprime la maggior determinazione dell’interessato e giustifica la più spiccata severità del suo trattamento. E del resto, si aggiunge, nei casi di effettiva inesigibilità della condotta la responsabilità andrebbe comunque valutata sul piano della colpevolezza e, «in primis», mediante la verifica di sussistenza del dolo punibile.
La giurisprudenza costituzionale, per altro verso, avrebbe già posto in evidenza il rilievo dell’interesse statuale al controllo dei flussi migratori, chiarendo come le ragioni della solidarietà non possano essere affermate al di fuori di un corretto bilanciamento con tale interesse (sono citate le sentenze n. 353 del 1997, n. 5 e n. 80 del 2004, nonché l’ordinanza n. 146 del 2002).
2.2. – Secondo l’Avvocatura generale – che compie un ampio excursus a proposito del principio di offensività e della sua rilevanza sul piano costituzionale – l’incriminazione operata con la norma oggetto di censura vale a garantire l’interesse dello Stato ad un presidio delle proprie frontiere. Tale interesse, si ammette, non comporta necessariamente la rilevanza penale di ogni violazione delle norme sull’immigrazione, ed infatti l’inosservanza del primo ordine di allontanamento, quando connessa ad un giustificato motivo, non comporta la punizione dell’interessato. La sanzione penale è disposta per i soli casi di reiterazione della condotta omissiva, ai quali si connetterebbe, tra l’altro, un particolare ed intenso allarme sociale.
Sul piano soggettivo, sarebbe inconferente il richiamo alla sentenza della Corte costituzionale n. 78 del 2007, la quale aveva solo escluso che la mancanza di un titolo di legittimazione al soggiorno sul territorio nazionale esprimesse una pericolosità tale da precludere, per gli stranieri, l’accesso ai benefici penitenziari.
Non sarebbe comprensibile, infine, la censura espressa dal rimettente a proposito del principio di personalità della responsabilità penale, posto che la norma interessata riguarda un comportamento cosciente e volontario, e che le eventuali circostanze di esclusione della colpevolezza produrrebbero effetto, comunque, secondo le regole generali.
2.3. – La difesa dello Stato ribadisce, da ultimo, che le ragioni della solidarietà sociale (art. 2 Cost.) devono essere bilanciate con la necessità di governo dei flussi migratori (sono citate, al proposito, le sentenze della Corte costituzionale n. 146 del 2002, n. 5 e n. 80 del 2004).

Considerato in diritto
1. – Il Tribunale di Voghera in composizione monocratica, con ordinanza dell’8 gennaio 2010, ha sollevato – in riferimento agli artt. 2, 3, primo comma, 25, secondo comma, e 27 della Costituzione – questione di legittimità costituzionale dell’art. 14, comma 5-quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall’art. 1, comma 22, lettera m), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui non esclude, quando ricorra un «giustificato motivo», la punibilità dello straniero che, già destinatario di un provvedimento di espulsione e di un ordine di allontanamento a norma dei precedenti commi 5-ter e 5-bis, continui a permanere nel territorio dello Stato.
La norma censurata contrasterebbe anzitutto con il principio di solidarietà, di cui all’art. 2 Cost., perché la relativa previsione incriminatrice, nell’attuale configurazione, colpirebbe la «condizione sociale dell’essere cittadino straniero migrante».
Il riformato comma 5-quater dell’art. 14 del d.lgs. n. 286 del 1998 violerebbe anche l’art. 3 Cost., per l’ingiustificata difformità di trattamento introdotta rispetto alla previsione di cui al precedente comma 5-ter, ove la punibilità dell’inottemperanza all’ordine di allontanamento è esclusa quando ricorra un «giustificato motivo».
È prospettato infine un contrasto della norma censurata con gli artt. 25, secondo comma, e 27 Cost., in quanto il sanzionamento di fatti commessi in presenza di un «giustificato motivo» contrasterebbe con il principio di offensività e con il principio di personalità della responsabilità penale.
2. – La questione è fondata.
2.1. – La disposizione censurata prevede che lo straniero destinatario di un ordine di allontanamento emesso in applicazione dell’ultima parte del precedente comma 5-ter – cioè in esecuzione del decreto di espulsione adottato dopo l’inottemperanza ad un precedente ordine di allontanamento – sia punito con la reclusione da uno a cinque anni. Rispetto al citato comma 5-ter, che sanziona l’ipotesi di inosservanza del primo ordine di allontanamento, la norma in oggetto, introdotta dalla legge n. 94 del 2009, presenta due elementi di differenziazione. Da una parte la pena è aumentata nel suo valore massimo (cinque anni di reclusione, in confronto ai quattro previsti dal comma precedente), dall’altra non è riprodotta l’espressione «senza giustificato motivo», presente invece nella norma incriminatrice contenuta nello stesso comma 5-ter.
2.2. – Questa Corte ha inquadrato la clausola del «giustificato motivo» tra quelle «destinate in linea di massima a fungere da “valvola di sicurezza” del meccanismo repressivo, evitando che la sanzione penale scatti allorché – anche al di fuori della presenza di vere e proprie cause di giustificazione – l’osservanza del precetto appaia concretamente “inesigibile” in ragione, a seconda dei casi, di situazioni ostative a carattere soggettivo od oggettivo». Tale clausola, pertanto, nella ricorrenza di diverse eventualità di fatto (estrema indigenza, indisponibilità di un vettore o di altro mezzo di trasporto idoneo, difficoltà nell’ottenimento dei titoli di viaggio, etc.), «esclude la configurabilità del reato» (sentenza n. 5 del 2004).
3. – Occorre chiedersi – per decidere la questione sollevata dal giudice rimettente – se, nell’ipotesi di inottemperanza all’ordine di allontanamento emesso dopo un analogo provvedimento, a sua volta non osservato, si profili una situazione sostanzialmente diversa, tale da giustificare un differente trattamento dello straniero colpito da provvedimento di espulsione.
3.1. – Una prima, necessaria osservazione riguarda la struttura della condotta incriminata. Si deve rilevare che essa, nelle due ipotesi previste dai commi 5-ter e 5-quater dell’art. 14 del d.lgs. n. 286 del 1998, è sostanzialmente identica, giacché consiste, allo stesso modo, nella permanenza nel territorio dello Stato da parte dello straniero al quale sia stato impartito dal questore l’ordine di allontanarsi. Il fatto che l’omissione cui si riferisce la norma censurata faccia seguito ad altra omissione dello stesso genere non incide sul nucleo essenziale della descrizione legislativa della condotta illecita, che resta uguale nella prima e nella seconda ipotesi. Nel contempo, le ragioni, di natura sociale e umanitaria, che sostengono la scelta del legislatore di prevedere la «clausola di salvezza» prima ricordata, si attagliano al caso in cui lo straniero continui a permanere nel territorio nazionale, dopo un ulteriore ordine di allontanamento.
Come questa Corte ha già rilevato, il legislatore ha ritenuto di assegnare rilievo a difficoltà che comunemente accompagnano la necessità per lo straniero di dare esecuzione in tempi ristretti ad un ordine che sostituisce la forma ordinaria di esecuzione forzata del decreto espulsivo. Tali difficoltà non si atteggiano diversamente nei casi regolati dalle due fattispecie poste a raffronto.
3.2. – È manifestamente irragionevole che una situazione ritenuta dalla legge idonea ad escludere la punibilità dell’omissione, in occasione del primo inadempimento, perda validità se permane nel tempo, senza responsabilità del soggetto destinatario dell’ordine di allontanamento, o che il verificarsi di una nuova situazione ostativa, in sé e per sé idonea ad integrare l’ipotesi di un «giustificato motivo», sol perché intervenuta in un secondo momento, non abbia rilevanza ai fini del suo riconoscimento come elemento negativo del fatto di reato. Il punto centrale della disciplina, nella prospettiva in cui si colloca lo stesso legislatore, è la possibilità, in concreto, di giudicare esigibile l’osservanza dell’ordine di allontanamento.
3.3. – Questa Corte ha negato che «l’inserimento nella formula descrittiva dell’illecito della clausola “senza giustificato motivo” sia indispensabile al fine di assicurare la conformità al principio di colpevolezza di ogni reato in materia di immigrazione» (sentenza n. 250 del 2010). Tale precisazione impone di valutare con particolare attenzione le fattispecie che si pongono a confronto.
Nel caso oggetto del presente giudizio si deve osservare che, una volta inserita tale clausola in riferimento ad una data condotta, la circostanza che il «giustificato motivo» sia riscontrabile in plurime occasioni o venga in evidenza per la prima volta in seguito ad un successivo ordine, non muta la sua attitudine, a parità di condizioni, ad escludere la rilevanza penale del comportamento dell’inosservante. Se una particolare situazione è tale da giustificare il mancato allontanamento entro cinque giorni, non si vede perché la considerazione giuridica della stessa debba mutare radicalmente per il semplice fatto che la situazione permanga, si ripresenti o insorga in occasione di un successivo ordine di allontanamento.
Inibire al giudice di valutare se le ragioni addotte dall’interessato possano rientrare nella previsione legislativa, significa ritenere il comportamento assolutamente ingiustificabile ex lege, per il semplice fatto che la situazione ostativa venga allegata a seguito di un successivo ordine di allontanamento, con la conseguenza di far ridondare sulla stessa configurabilità del reato valutazioni che – secondo la discrezionalità del legislatore – possono semmai incidere sulla maggiore o minore severità della pena.
La sequenza di provvedimenti descritta nell’ultima parte del comma 5-ter non esprime necessariamente la «progressione criminosa» cui si è riferita l’Avvocatura dello Stato nell’atto di intervento. Essa, comunque, non renderebbe meno valide le ragioni che possono giustificare l’inottemperanza all’ordine di allontanamento, proprio in forza della loro reale consistenza, verificabile da parte del giudice. Tale consistenza non può essere esclusa o attenuata, anche se l’ordinamento consideri meritevole di una sanzione più severa chi ponga in essere più volte lo stesso comportamento omissivo. Sarebbe erroneo sovrapporre il piano della valutazione della gravità del reato a quello della giustificabilità della condotta.
4. – Si potrebbe escludere la violazione del principio di eguaglianza, di cui al primo comma dell’art. 3 Cost., evocato dal giudice rimettente, solo se il tertium comparationis si presentasse come eterogeneo rispetto alla norma oggetto del dubbio di legittimità costituzionale e si potesse quindi affermare che non irragionevolmente il legislatore abbia disciplinato in modo diverso situazioni diverse.
Questa Corte ha applicato tale fondamentale criterio – costante nella sua giurisprudenza – nella materia de qua, anzitutto con riferimento al reato di indebito reingresso dello straniero effettivamente espulso dal territorio nazionale (come sanzionato dal comma 5-quater dell’art. 14 del d.lgs. n. 286 del 1998, nel testo antecedente alla legge n. 94 del 2009). Tale fattispecie non può essere assimilata a quella dell’indebito trattenimento, poiché nella prima ipotesi si tratta di un comportamento commissivo, che implica un’attività volta a ripristinare una permanenza di fatto interrotta dall’avvenuta espulsione, mentre nella seconda viene in rilievo una condotta meramente omissiva. Di conseguenza, è stata ritenuta non manifestamente irragionevole l’assenza della clausola «senza giustificato motivo» nella previsione del reato di illecito reingresso, per l’evidente eterogeneità di quest’ultimo rispetto alla previsione dell’indebito trattenimento (ordinanza n. 41 del 2009).
Analogamente, la Corte ha escluso che il principio di uguaglianza imponesse l’inserimento della clausola in questione nella fattispecie di cui all’art. 10-bis dello stesso Testo unico in materia di immigrazione, anche nella parte in cui sanziona la violazione del dovere di lasciare il territorio nazionale in assenza di un valido titolo di soggiorno. Manca in quella fattispecie la dipendenza dell’obbligo da un ordine mirato ed individualizzato dell’Autorità, la cui inosservanza entro il termine indicato comporta un «netto “salto di qualità” nella risposta punitiva» (sentenza n. 250 del 2010).
4.1. – Nel caso oggetto del presente giudizio, invece, l’unico elemento di differenziazione tra le due ipotesi consiste nella reiterazione dell’ordine di allontanamento rimasto inosservato da parte dello straniero, che lascia intatte tutte le motivazioni che hanno indotto il legislatore ad attenuare, in presenza di date situazioni, il rigore della norma penale che punisce la trasgressione dell’ordine medesimo.
Un estremo stato di indigenza, che abbia di fatto impedito l’osservanza dell’ordine del questore nello stretto termine di cinque giorni, non diventa superabile o irrilevante perché permanente nel tempo o perché insorto o riconosciuto in una occasione successiva.
Il rimedio ordinario previsto dalla legge per la presenza illegale nel territorio dello Stato del destinatario di un provvedimento di espulsione – occorre ricordarlo – è l’esecuzione coattiva del provvedimento stesso. In assenza di tale misura amministrativa, l’affidamento dell’esecuzione allo stesso soggetto destinatario del provvedimento incontra i limiti e le difficoltà dovuti alle possibilità pratiche dei singoli soggetti, che il comma 5-ter dell’art. 14 del d.lgs. n. 286 del 1998 ha preso in considerazione, in un ragionevole bilanciamento tra l’interesse pubblico all’osservanza dei provvedimenti dell’autorità, in tema di controllo dell’immigrazione illegale, e l’insopprimibile tutela della persona umana. Tale tutela non può essere esclusa o attenuata in situazioni identiche, ancorché successive, senza incorrere nella violazione dell’art. 3, primo comma, Cost.
5. – Sono assorbite le ulteriori censure di illegittimità costituzionale proposte dal giudice rimettente.

per questi motivi


LA CORTE COSTITUZIONALE

dichiara l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 5-quater, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero), come modificato dall’art. 1, comma 22, lettera m), della legge 15 luglio 2009, n. 94 (Disposizioni in materia di sicurezza pubblica), nella parte in cui non dispone che l’inottemperanza all’ordine di allontanamento, secondo quanto già previsto per la condotta di cui al precedente comma 5-ter, sia punita nel solo caso che abbia luogo «senza giustificato motivo».
Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 13 dicembre 2010.
F.to:
Ugo DE SIERVO, Presidente
Gaetano SILVESTRI, Redattore
Gabriella MELATTI, Cancelliere
Depositata in Cancelleria il 17 dicembre 2010.
Il Cancelliere
F.to: MELATTI

giovedì 2 dicembre 2010

WikiLeaks. Rapporto segreto dell'ambasciatore John R. Beyrle sulla mafia di Mosca: Puttin e Berlusconi sono relazioni mafiose? Molto, molto probabile!


L'autore del rapporto segreto, John Beyrle ambasciatore USA in Russia, che deve far riflettere noi italiani su che cosa stiamo costruendo in Italia.
---
Io vorrei sapere se la vicenda di Cosentino e di Tarantini in Italia ha delle connessioni con la vicenda descritta dai rapporti segreti dell’ambasciata USA da Mosca.
Appaiono evidenti intrecci criminali.
Cosa del resto evidenziata anche dai giornalisti di Libero che hanno pubblicato il libro “Metastasi” di Nuzzi e Antonelli che parlano di azioni della mafia in relazione ad esponenti della Lega.
Anche se ho voluto mettere la traduzione di Google, questo testo è in grado di far capire i rapporti fra mafia e Stato a Mosca e i rapporti fra mafia e Stato in Italia permettendo di comprendere perché Silvio Berlusconi è tanto vicino a Puttin.
Ci è noto, anche se solo come spettatori esterni, che il Popolo delle Libertà è un partito fatto da gruppi mafiosi che perseguono l’obbiettivo del controllo Istituzionale. Operazioni come quella condotta nel Lazio contro Marrazzo, in Puglia contro Vendola e in Campania contro Bassolino, non hanno nulla di politico e di contrapposizione politica, ma hanno molto dell’aggressione e dell’attentato mafioso per screditare le persone.
Il rapporto è firmato da John Beyrle attuale ambasciatore degli USA nella Federazione Russa.
E’ importante sottolineare i meccanismi attraverso i quali avviene la corruzione e con i quali si distrugge lo Stato in quanto organo dei cittadini dove i cittadini, di fatto, sono ridotti a sudditi.
In questo contesto appare evidente come sia del tutto probabile che Silvio Berlusconi, partendo dai suoi metodi , che definisce eufemisticamente politici, trova un’assonanza col regime Russo e come sia molto probabile il discorso delle mazzette e delle tangenti che la Russia ha promesso o versato a Berlsuconi. Ai magistrati è demandata l’indagine d’accertamento, ma dato il quadro è del tutto logico e razionale che Berlusconi sia sul libro paga di qualcuno...
Il testo, preso dal sito di WiliLeaks all’indirizzo


http://cablegate.wikileaks.org/cable/2010/02/10MOSCOW317.htmlwikileaks.org/cable/2010/02/10MOSCOW317.html
Vi consiglio di dare un’occhiata a quei documenti, si riesce a capire come funziona la diplomazia e di quante lacrime e sangue grondano le mani che la Clinton sorridendo stringe per costruire odio nelle società civili.
Non sono più tanto propenso ad appoggiare Obama o la Clinton. In fondo, hanno seminato speranza e oggi si rivela che giocano con la disperazione! Però, c’è da dire, la rivelazione li può mettere in imbarazzo tanto che la Clinton elogia il puttaniere Berlusconi, ma se ci fossero stati i Repubblicani il liquame sarebbe stato uguale, se non peggio e per di più avrebbero, senza imbarazzo, rivendicato il loro diritto a spargere liquame. Quando Berlusconi trasformerà (se già non lo ha fatto) l’Italia come Mosca?


La traduzione del documento è stata fatta con Google, ma sotto c’è il testo originale in inglese.

Documento del 12 febbraio 2010

Sezione segreta 01 del 03 MOSCA 000.317 SIPDIS EO 12.958: decl: 2020/02/11 TAGS: PGOV Prel Phum PINR ECON KDEM KCOR RS
OGGETTO: IL DILEMMA LUZKHOV classificate per: l'Ambasciatore John R. Beyrle. Motivo: 1.4 (b), (d).

 ¶1. (C) Riassunto: Il sindaco di Mosca Yuri Luzhkov rimane un membro leale della Russia Unita, con una reputazione per garantire che la città ha le risorse necessarie per funzionare bene. Domande sempre più sorgere per quanto riguarda Luzhkov connessioni con il mondo criminale e l'impatto di questi legami in materia di governance. Luzhkov rimane in una solida posizione a causa del suo valore come un liberatore consistente di voti per il partito di governo. Purtroppo, il mondo oscuro di pratiche commerciali corrotte sotto Luzhkov continua a Mosca, con i funzionari corrotti che richiedono tangenti da aziende di mettere in funzione in città. Fine Riepilogo. Descrizione:'s Dilemma Luzhkov Cremlino L'---------------------------------------

 ¶2. (C) Il sindaco di Mosca Yuri Luzhkov è l'incarnazione del dilemma politico per il Cremlino. Un fedele, membro fondatore di Russia Unita e un liberatore di voti di fiducia e di influenza per il partito al governo e il suo leader, il Primo Ministro Putin, Luzhkov connessioni al business community Mosca - il grande e legittima così come i marginali e corrotto - ha gli ha permesso di chiamare per il supporto quando ne ha bisogno, per fornire voti per Russia Unita, o di garantire che la città ha le risorse necessarie per funzionare bene. nazionale, la reputazione di Luzhkov come l'uomo che governa il ingovernabile, che pulisce le strade, mantiene il funzionamento della metropolitana e mantiene l'ordine in Europa il più grande metropoli di quasi 11 milioni di persone, guadagna lui una certa quantità di gioco da parte di dirigenti e di governo. Quello che ha supervisionato anche la Russia riconosce Uniti addetti era uno sporco, l'elezione di compromesso per la città di Mosca Duma nel mese di ottobre, e ancora ricevuto solo un buffetto sulla guancia da parte del presidente Medvedev.

 ¶3. (C) moscoviti sono sempre più in discussione le procedure operative standard del loro amministratore delegato, un uomo che, a partire dal 2007, non hanno più direttamente eletti. Luzhkov ha connessioni con il mondo criminale e l'impatto che questi legami hanno avuto sulla governance e lo sviluppo di Mosca sono sempre più oggetto di discussione pubblica. Anche se Luzhkov è riuscito a vincere ordinato danni tribunale dalla leader dell'opposizione Boris Nemtsov per la sua recente pubblicazione "Luzhkov: un resoconto", Nemtsov e il suo movimento di solidarietà alleati stati rincuorati dal fatto che il giudice non ha il risarcimento dei danni, sulla base della accuse di corruzione se stessi, ma piuttosto per un cavillo diffamazione.

 ¶4. (C) In pochi credono che Luzhkov abbandonare volontariamente il suo posto prima del 2012, quando la Moscow City Duma devono presentare una lista di candidati sindaco a Medvedev per la sua selezione. Russia Unita sarà probabilmente chiamata in politica macchina Luzhkov e il suo pubblico vero e proprio sostegno per offrire voti per loro nelle elezioni della Duma di Stato 2011, così come il 2012 concorso presidenziale. Senza apparente successore in linea, e senza ambizioni, oltre a restante sindaco Luzhkov si trova in una posizione solida. Le prove del suo coinvolgimento - o almeno associazione - con la corruzione rimane significativo. Questo cavo presenta quella parte di Luzhkov - quella che porta non solo sulla Luzhkov e la sua gestione della politica locale, ma su Putin e Medvedev come si muovono verso le elezioni del 2012. Sfondo su Criminal World's Mosca -------------------------------------

 ¶5. (C) diretta città di Mosca Il governo di collegamenti alla criminalità hanno indotto alcuni di chiamarlo "disfunzionale", e di affermare che il governo funziona più come una cleptocrazia di un governo. Gli elementi criminali godere di un "krysha" (un termine dal criminale / mondo della mafia che letteralmente significa "tetto" o di protezione) che attraversa la polizia, il Servizio di Sicurezza Federale (FSB), Ministero degli Affari Interni (MVD), e la Procura della , così come in tutta la burocrazia del governo della città di Mosca. Gli analisti individuare una struttura a tre livelli nel mondo criminale di Mosca. Luzhkov è al top. Il FSB, MVD, e le milizie sono al secondo livello. Infine, criminali comuni e gli ispettori corrotti sono al livello più basso. Si tratta di un sistema inefficiente, in cui gruppi criminali riempire un vuoto in alcune zone, perché la città non offre alcuni servizi.

 ¶6. (C) XXXXXXXXXXXX, ci ha detto che Mosca criminale dei gruppi etnici fare affari e dare dividendi. E 'la sede federale delle parti, non i gruppi criminali, che decidono che parteciperanno in politica. XXXXXXXXXXXX ha sostenuto che i partiti politici sono quelle con il peso politico, pertanto, hanno un qualche potere su questi gruppi criminali. MOSCA 00000317 002 di 003 gruppi di criminalità lavorare con burocrati comunali, ma a un livello basso. Ad esempio, gli armeni e georgiani erano precedentemente pesantemente coinvolti nel commercio di gioco prima che i funzionari città chiusa la facilità di gioco. Questi gruppi etnici necessaria protezione dalle azioni repressive di contrasto, per cui ha chiesto la collaborazione con i burocrati municipali. In tali scenari, i gruppi criminali pagato la polizia di Mosca per la protezione. Luzhkov Link a figure penale -----------------------------------

 ¶7. (S) XXXXXXXXXXXX XXXXXXXXXXXX, ci ha detto che la moglie di Luzhkov, Yelena Baturina, ha sicuramente legami con il mondo criminale, e in particolare per il criminale gruppo Solntsevo (ampiamente considerato dalle forze dell'ordine russo come uno dei potenti gruppi organizzati reato più in Russia). Secondo l'articolo Internet ", il gruppo di Mosca," Vladimir Evtushenko, il capo della società Sistema, è sposato con Natalya Evtushenko, la sorella Baturina. Sistema è stato creato con il governo della città di proprietà di parti di Mosca, e Sistema inizialmente incentrato sulla privatizzazione del capitale immobiliare e del gas. Presidente Sistema, Yevgeny Novitsky, controllata della banda criminale Solntsevo. Oggi, Sistema ha spin-off in varie aziende, che realizzano progetti che tipicamente includono 50 per cento di finanziamento da parte del governo della città di Mosca.

 ¶8. (S) Secondo XXXXXXXXXXXX, Luzhkov usato denaro sporco per sostenere la sua ascesa al potere ed è stato coinvolto con tangenti e offerte in merito ai contratti di costruzione lucrativi in tutta Mosca. XXXXXXXXXXXX ci ha detto che Luzhkov gli amici e collaboratori (tra cui, recentemente scomparso boss Vyacheslav Ivankov e presumibilmente corrotto Duma vice Giuseppe Kobzon) sono "banditi". Ci ha detto che sapeva questo, perché già avuto contatti in questi gruppi criminali, ma molti dei suoi contatti da allora sono stati uccisi. XXXXXXXXXXXX ha detto che il governo di Mosca ha legami con molti gruppi criminali diversi e prende regolarmente tangenti in denaro da parte delle imprese. Le persone sotto Luzhkov mantenere queste connessioni criminali. Recentemente, ultranazionalista LDPR dell'opposizione il leader del partito Vladimir Zhirinovskiy fortemente criticato Luzhkov e ha chiesto lui di dimettersi, affermando che il proprio governo Luzhkov è stata la "più criminale" nella storia russa. Questa denuncia notevole, portato in televisione ammiraglia di stato Channel One, è stato visto da molti come uno del Cremlino rimprovero indiretto di Luzhkov.

 ¶9. (S) XXXXXXXXXXXX ci hanno detto che tutti sanno che in Russia le leggi non funzionano. Il sistema di Mosca si basa sul fare soldi dei funzionari. I burocrati del governo, FSB, MVD, la polizia e gli uffici dei pubblici ministeri tutti accettare tangenti. XXXXXXXXXXXX ha dichiarato che tutto dipende dal Cremlino e pensava che Luzhkov, oltre a molti sindaci e governatori, pay off insider chiave del Cremlino. XXXXXXXXXXXX affermare che le opere verticale perché la gente sta pagando tangenti top tutta la strada al. Ci ha detto che la testimonianza dei funzionari spesso persone di entrare in Cremlino con grandi valigie e guardie del corpo, e ha ipotizzato che le valigie sono piene di soldi. I governatori di raccogliere denaro sulla base di tangenti, quasi simile ad un sistema fiscale, per tutta la loro regioni. XXXXXXXXXXXX descritto come ci siano strutture parallele nelle regioni in cui le persone sono in grado di pagare i loro capi. Per esempio, l'FSB, MVD, e la milizia hanno tutti distinti sistemi di raccolta di denaro. Inoltre, XXXXXXXXXXXX ci ha detto che i deputati hanno generalmente di acquistare i loro seggi in governo. Hanno bisogno di soldi per arrivare al top, ma una volta che ci sono, le loro posizioni diventare molto lucrativo opportunità di fare soldi. I burocrati di Mosca sono noti per fare ogni genere di affari illeciti per ottenere soldi extra.

 ¶10. (S) Secondo XXXXXXXXXXXX, Luzhkov sta seguendo gli ordini dal Cremlino di non andare dopo i gruppi criminali di Mosca. Ad esempio, XXXXXXXXXXXX ha sostenuto che era solo una bravata relazioni pubbliche da Putin di chiudere il gioco d'azzardo. In contrasto con XXXXXXXXXXXX ha detto di non vedere il senso in valigie di soldi entrare nel Cremlino dal momento che sarebbe più facile aprire un conto segreto a Cipro. Egli ipotizzò che i capi della polizia di Mosca hanno una cassa di guerra segreta di denaro. XXXXXXXXXXXX ha detto che questo denaro viene probabilmente utilizzato per risolvere i problemi che il Cremlino decide, come brogli alle elezioni. Vi si può accedere come una risorsa per quando gli ordini vengono dall'alto, per esempio, per tangenti o per pagare la gente quando è necessario. XXXXXXXXXXXX postulato che il Cremlino potrebbe dire a un governatore che si può governare un determinato territorio, ma in cambio lui deve fare quello che il Cremlino dice.

 ¶11. (C) Nonostante solida posizione di Luzhkov, alcuni dei nostri contatti credere che le crepe sono comparse nella sua armatura, a causa MOSCA 00.000.317 003 di 003, per la sua attività di corruzione. XXXXXXXXXXXX ci ha detto che Luzhkov ha molti nemici perché sua moglie è il business più redditizio offerte a Mosca e in molti pensano Luzhkov ha ricevuto molto denaro. Il figlio del capo della polizia interna, Vladimir Kolokotsev, ha detto che il numero XXXXXXXXXXXX Kolokotsev un lavoro è quello di ottenere Luzhkov entro un anno. Kolokotsev è stato accreditato con la rimozione di lunga data Governatore Yegor Stroyev da Orel. XXXXXXXXXXXX Luzhkov ha affermato che è "per la sua via d'uscita", anche se ha riconosciuto che il Cremlino non ha individuato un sostituto adeguato ancora. Questioni come la corruzione e la congestione del traffico sono, in una certa misura, ha eroso la popolarità Luzhkov. Putin, XXXXXXXXXXXX detto, probabilmente scegliere il meno atteso e la persona più tranquilla per sostituire Luzhkov. A Mosca, tutti hanno bisogno di "Krysha" ------------------------------------

 ¶12. (C) Secondo molti osservatori, il criminale senza legge clima in Russia rende difficile per le imprese a sopravvivere senza essere difeso da un qualche tipo di protezione. XXXXXXXXXXXX ha spiegato come tangenti di lavoro a Mosca: il proprietario di un bar paga il capo della polizia locale tramite contanti tramite un corriere. Ha bisogno di pagare una certa quantità negoziate su un certo profitto. I prezzi elevati dei beni a Mosca coprire tali costi nascosti. A volte le persone ricevano "protezione cattivo" nel senso che il "krysha" estorce una quantità eccessiva di denaro. Di conseguenza, non possono fare abbastanza di un utile per mantenere la loro attività. Se la gente tenta di rinunciare alla protezione, saranno immediatamente essere chiuse. Ad esempio, i funzionari dei servizi igienico-sanitari o vigili del fuoco apparirà in affari e inventare una violazione. Secondo XXXXXXXXXXXX, tutti hanno comprato in l'idea di protezione di Mosca, così è diventata una norma. In generale, i moscoviti hanno poca libertà di parlare contro le attività di corruzione e hanno paura dei loro leader.

 ¶13. (C) XXXXXXXXXXXX ha spiegato che i proprietari di affari di Mosca capire che è meglio per ottenere la protezione dalla MVD e FSB (piuttosto che gruppi di criminalità organizzata), poiché essi non solo sono più armi, le risorse e il potere di gruppi criminali, ma sono anche protetti dalla legge. Per questo motivo, la protezione da bande criminali non è più così alta della domanda. Polizia e MVD raccogliere denaro da piccole imprese, mentre il FSB raccoglie da grandi imprese. Secondo XXXXXXXXXXXX, l'FSB "krysha" è presumibilmente la migliore protezione. Egli ci ha detto che, mentre il MVD e FSB entrambi hanno stretti legami con Solntsevo, il FSB è il vero "krysha" per Solntsevo. Questo sistema non è un incentivo per le piccole imprese e nessuno è immune, anche i ricchi che pensano di essere protetti farsi arrestare. Secondo Transparency International per il 2009 indagine, i costi di corruzione la Russia 300 miliardi di dollari l'anno, o circa il 18 per cento del suo prodotto interno lordo. XXXXXXXXXXXX krysha sostenuto che il "sistema" ha portato ad una erosione della polizia di disciplina interna. Per esempio, gli agenti di polizia i giovani spendono i loro soldi acquisto di veicoli di lusso che un lavoratore normale non potrebbe mai permettersi. Commenta -------

 ¶14. (S) Nonostante gli dichiarato anti-corruzione campagna di Medvedev, il grado di corruzione a Mosca rimane pervasiva con il sindaco Luzhkov al vertice della piramide. Luzhkov sovrintende un sistema in cui risulta che quasi tutti ad ogni livello è coinvolto in qualche forma di corruzione o di comportamento criminale. Medvedev e Putin dilemma è decidere quando Luzhkov diventa una responsabilità più grande di attività. Mentre il sentimento pubblico contro Luzhkov è aumentata dopo gli "contaminato" elezioni nel mese di ottobre 2009, Russia leadership Uniti sa che è stato un sostenitore leale che può fornire sostegno degli elettori. Estromissione Luzhkov prima che sia pronto ad andare potrebbe creare notevoli difficoltà perché poteva link altri nel governo alla corruzione. Mentre la riforma Luzhkov attività discutibili potrebbe sembrare la cosa giusta da fare, per ora lo tiene in atto, in modo efficiente funzionamento della città, è la migliore opzione Russia Unita. In definitiva, il tandem sarà messo fuori Luzhkov al pascolo, come ha fatto con il collega termine lungo come leader regionale di Sverdlovsk Oblast governatore Edward Rossel e Tatarstan Presidente Mintimir Shaymiyev. Beyrle







S E C R E T SECTION 01 OF 03 MOSCOW 000317

SIPDIS

E.O. 12958: DECL: 02/11/2020
TAGS: PGOV PREL PHUM PINR ECON KDEM KCOR RS
SUBJECT: THE LUZKHOV DILEMMA

Classified By: Ambassador John R. Beyrle. Reason: 1.4 (b), (d).

¶1. (C) Summary: Moscow Mayor Yuriy Luzhkov remains a loyal
member of United Russia, with a reputation for ensuring that
the city has the resources it needs to function smoothly.
Questions increasingly arise regarding Luzhkov's connections
to the criminal world and the impact of these ties on
governance. Luzhkov remains in a solid position due to his
value as a consistent deliverer of votes for the ruling
party. Unfortunately, the shadowy world of corrupt business
practices under Luzhkov continues in Moscow, with corrupt
officials requiring bribes from businesses attempting to
operate in the city. End Summary.

Overview: The Kremlin's Luzhkov Dilemma
---------------------------------------

¶2. (C) Moscow Mayor Yuriy Luzhkov is the embodiment of
political dilemma for the Kremlin. A loyal, founding member
of United Russia and a trusted deliverer of votes and
influence for the ruling party and its leader, Prime Minister
Putin, Luzhkov's connections to Moscow's business community
-- the big and legitimate as well as the marginal and corrupt
-- has enabled him to call for support when he needs it, to
deliver votes for United Russia, or to ensure that the city
has the resources it needs to function smoothly. Luzhkov's
national reputation as the man who governs the ungovernable,
who cleans the streets, keeps the Metro running and maintains
order in Europe's largest metropolis of almost 11 million
people, earns him a certain amount of slack from government
and party leaders. He oversaw what even United Russia
insiders acknowledge was a dirty, compromised election for
the Moscow City Duma in October, and yet received only a slap
on the wrist from President Medvedev.

¶3. (C) Muscovites are increasingly questioning the standard
operating procedures of their chief executive, a man who, as
of 2007, they no longer directly elect. Luzhkov's
connections to the criminal world and the impact that these
ties have had on governance and development in Moscow are
increasingly a matter of public discussion. Although Luzhkov
was successful in winning court-ordered damages from
opposition leader Boris Nemtsov for his recent publication
"Luzhkov: An Accounting," Nemtsov and his Solidarity-movement
allies were heartened by the fact that the judge did not
award damages on the basis of the corruption accusations
themselves, but rather on a libel technicality.

¶4. (C) Few believe that Luzhkov will voluntarily relinquish
his post prior to 2012, when the Moscow City Duma must submit
a list of mayoral candidates to Medvedev for his selection.
United Russia will probably call on Luzhkov's political
machine and his genuine public support to deliver votes for
them in the 2011 State Duma elections, as well as the 2012
Presidential contest. With no apparent successor in line,
and with no ambitions beyond remaining mayor, Luzhkov is in a
solid position. The evidence of his involvement -- or at
least association -- with corruption remains significant.
This cable presents that side of Luzhkov -- one that bears
not only on Luzhkov and his handling of local politics, but
on Putin and Medvedev as they move toward the 2012 elections.

Background on Moscow's Criminal World
-------------------------------------

¶5. (C) The Moscow city government's direct links to
criminality have led some to call it "dysfunctional," and to
assert that the government operates more as a kleptocracy
than a government. Criminal elements enjoy a "krysha" (a
term from the criminal/mafia world literally meaning "roof"
or protection) that runs through the police, the Federal
Security Service (FSB), Ministry of Internal Affairs (MVD),
and the prosecutor's office, as well as throughout the Moscow
city government bureaucracy. Analysts identify a
three-tiered structure in Moscow's criminal world. Luzhkov
is at the top. The FSB, MVD, and militia are at the second
level. Finally, ordinary criminals and corrupt inspectors
are at the lowest level. This is an inefficient system in
which criminal groups fill a void in some areas because the
city is not providing some services.

¶6. (C) XXXXXXXXXXXX,
told us that Moscow's ethnic criminal groups do business and
give paybacks. It is the federal headquarters of the
parties, not the criminal groups, who decide who will
participate in politics. XXXXXXXXXXXX argued that the
political parties are the ones with the political clout;
therefore, they have some power over these criminal groups.

MOSCOW 00000317 002 OF 003

Crime groups work with municipal bureaucrats, but at a low
level. For example, the Armenians and Georgians were
formerly heavily involved in the gambling business before
city officials closed the gambling facilities. These ethnic
groups needed protection from law enforcement crackdowns, so
they sought cooperation with the municipal bureaucrats. In
such scenarios, crime groups paid the Moscow police for
protection.

Luzhkov's Links to Criminal Figures
-----------------------------------

¶7. (S) XXXXXXXXXXXX
XXXXXXXXXXXX, told us that Luzhkov's wife,
Yelena Baturina, definitely has links to the criminal world,
and particularly to the Solntsevo criminal group (widely
regarded by Russian law enforcement as one of the most
powerful organized crime groups in Russia). According to the
Internet article, "On the Moscow Group," Vladimir
Yevtushenko, the head of the company Sistema, is married to
Natalya Yevtushenko, Baturina's sister. Sistema was created
with Moscow city government-owned shares, and Sistema
initially focused on privatizing the capital's real estate
and gas. Sistema's president, Yevgeny Novitsky, controlled
the Solntsevo criminal gang. Today, Sistema has spun off
into various companies, which implement projects that
typically include 50 percent funding from the Moscow city
government.

¶8. (S) According to XXXXXXXXXXXX, Luzhkov used criminal money to
support his rise to power and has been involved with bribes
and deals regarding lucrative construction contracts
throughout Moscow. XXXXXXXXXXXX told us that Luzhkov's friends and
associates (including recently deceased crime boss Vyacheslav
Ivankov and reputedly corrupt Duma Deputy Joseph Kobzon) are
"bandits." He told us that he knew this because he formerly
had contacts in these criminal groups, but many of his
contacts have since been killed. XXXXXXXXXXXX said that the Moscow
government has links to many different criminal groups and it
regularly takes cash bribes from businesses. The people
under Luzhkov maintain these criminal connections. Recently,
ultranationalist LDPR opposition party leader Vladimir
Zhirinovskiy strongly criticized Luzhkov and called for him
to step down, claiming that Luzhkov's government was the
"most criminal" in Russian history. This remarkable
denunciation, carried on state TV flagship Channel One, was
widely seen as an indirect Kremlin rebuke of Luzhkov.

¶9. (S) XXXXXXXXXXXX told us everyone knows that Russia's laws do not
work. The Moscow system is based on officials making money.
The government bureaucrats, FSB, MVD, police, and
prosecutor's offices all accept bribes. XXXXXXXXXXXX stated that
everything depends on the Kremlin and he thought that
Luzhkov, as well as many mayors and governors, pay off key
insiders in the Kremlin. XXXXXXXXXXXX argued that the vertical
works because people are paying bribes all the way to the
top. He told us that people often witness officials going
into the Kremlin with large suitcases and bodyguards, and he
speculated that the suitcases are full of money. The
governors collect money based on bribes, almost resembling a
tax system, throughout their regions. XXXXXXXXXXXX described how
there are parallel structures in the regions in which people
are able to pay their leaders. For instance, the FSB, MVD,
and militia all have distinct money collection systems.
Further, XXXXXXXXXXXX told us that deputies generally have to buy
their seats in the government. They need money to get to the
top, but once they are there, their positions become quite
lucrative money making opportunities. Bureaucrats in Moscow
are notorious for doing all kinds of illegal business to get
extra money.

¶10. (S) According to XXXXXXXXXXXX, Luzhkov is following orders
from the Kremlin to not go after Moscow's criminal groups.
For example, XXXXXXXXXXXX argued that it was only a public
relations stunt from Putin to close gambling. In contrast to
XXXXXXXXXXXX said he did not see the sense in suitcases
of money going into the Kremlin since it would be easier to
open a secret account in Cyprus. He speculated that the
Moscow police heads have a secret war chest of money.
XXXXXXXXXXXX said that this money is likely used to solve
problems that the Kremlin decides, such as rigging elections.
It can be accessed as a resource for when orders come from
above, for example, for bribes or to pay off people when
necessary. XXXXXXXXXXXX postulated that the Kremlin might say
to a governor that he can rule a certain territory but in
exchange he must do what the Kremlin says.

¶11. (C) Notwithstanding Luzhkov's solid position, some of our
contacts believe that cracks have appeared in his armor, due

MOSCOW 00000317 003 OF 003

to his corrupt activities. XXXXXXXXXXXX told us that Luzhkov has
many enemies because his wife has the most lucrative business
deals in Moscow and many people think Luzhkov has received
too much money. The son of the head of the interior police,
Vladimir Kolokotsev, told XXXXXXXXXXXX that Kolokotsev's number one
job is to get Luzhkov out within a year. Kolokotsev was
credited with removing long-standing Governor Yegor Stroyev
from Orel. XXXXXXXXXXXX asserted that Luzhkov is "on his way
out," although he acknowledged that the Kremlin has not
identified a suitable replacement yet. Issues such as
corruption and traffic congestion have, to a certain degree,
eroded Luzhkov's popularity. Putin, XXXXXXXXXXXX said, will
likely pick the quietest and least expected person to replace
Luzhkov.

In Moscow, Everyone Needs a "Krysha"
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¶12. (C) According to many observers, the lawless criminal
climate in Russia makes it difficult for businesses to
survive without being defended by some type of protection.
XXXXXXXXXXXX explained how bribes work in Moscow: a cafe owner
pays the local police chief via cash through a courier. He
needs to pay a certain negotiated amount over a certain
profit. The high prices of goods in Moscow cover these
hidden costs. Sometimes people receive "bad protection" in
the sense that the "krysha" extorts an excessive amount of
money. As a result, they cannot make enough of a profit to
maintain their businesses. If people attempt to forego
protection, they will instantly be shut down. For example,
officials from the fire or sanitation service will appear at
the business and invent a violation. According to
XXXXXXXXXXXX, everyone has bought into the idea of protection
in Moscow, so it has become a norm. In general, Muscovites
have little freedom to speak out against corrupt activities
and are afraid of their leaders.

¶13. (C) XXXXXXXXXXXX explained that Moscow business owners
understand that it is best to get protection from the MVD and
FSB (rather than organized crime groups) since they not only
have more guns, resources, and power than criminal groups,
but they are also protected by the law. For this reason,
protection from criminal gangs is no longer so high in
demand. Police and MVD collect money from small businesses
while the FSB collects from big businesses. According to
XXXXXXXXXXXX, the FSB "krysha" is allegedly the best protection. He
told us that, while the MVD and FSB both have close links to
Solntsevo, the FSB is the real "krysha" for Solntsevo. This
system is not an incentive for smaller businesses and nobody
is immune; even rich people who think they are protected get
arrested. According to Transparency International's 2009
survey, bribery costs Russia USD 300 billion a year, or about
18 percent of its gross domestic product. XXXXXXXXXXXX argued
that the "krysha" system has led to an erosion of police
internal discipline. For instance, young police officers
spend their money buying luxury vehicles that a normal worker
could never afford.

Comment
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¶14. (S) Despite Medvedev's stated anti-corruption campaign,
the extent of corruption in Moscow remains pervasive with
Mayor Luzhkov at the top of the pyramid. Luzhkov oversees a
system in which it appears that almost everyone at every
level is involved in some form of corruption or criminal
behavior. Putin and Medvedev's dilemma is deciding when
Luzhkov becomes a bigger liability than asset. While public
sentiment against Luzhkov has grown since the "tainted"
elections in October 2009, United Russia's leadership knows
that he has been a loyal supporter who can deliver voter
support. Ousting Luzhkov before he is ready to go could
create major difficulties because he could link others in the
government to the corruption. While reforming Luzhkov's
questionable activities might seem like the right thing to
do, for now keeping him in place, efficiently running the
city, is United Russia's best option. Ultimately, the tandem
will put Luzhkov out to pasture, like it has done with fellow
long-term regional leaders like Sverdlovsk oblast governor
Edward Rossel and Tatarstan President Mintimir Shaymiyev.

Beyrle


Tratto da:
http://cablegate.wikileaks.org/cable/2010/02/10MOSCOW317.html




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02 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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