lunedì 4 gennaio 2010

Luigi Tosti e il Consiglio Superiore della Magistratura: o la Costituzione della Repubblica o la monarchia assoluta del crocifisso.

Immagine prelevata dal blog di Luigi Tosti. In effetti il Consiglio Superiore della Magistratura è chiamato a decidere se vuole ripristinare questo tipo di processo, cosa che, del resto, io ho già subito. Solo che un conto è che il CSM insabbi le mie rivendicazioni di giustizia legittimando la tortura e un conto è che legittimi con una decisione, che ha forza di sentenza, questo tipo di processi in antitesi alla Costituzione della Repubblica.

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Riporto dal blog di Luigi Tosti l’annuncio della riunione del CSM per discutere delle posizioni di Luigi Tosti dopo l’assoluzione da parte della Corte di Cassazione.
Il CSM non è messo molto bene in questo momento, visti gli attacchi del cattolico integralista Silvio Berlusconi e viste le ripetute prese di posizioni del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Attorno alla discussione in merito alla posizione di Luigi Tosti si gioca tutto il prestigio del CSM.
Il vicepresidente del CSM è un cattolico. Un cattolico già aggredito da Silvio Berlusconi che ha nell’appoggio dei cattolici la sua forza di aggressione nei confronti delle Istituzioni. Vista la latitanza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, appare evidente che o le istituzioni iniziano a difendere il loro ruolo nella società civile o il processo di fascistizzazione della società è destinato ad accelerare.
Fermare le aggressioni alle Istituzioni significa porre dei paletti a chi usa ruoli Istituzionali per aggredire le norme Costituzionali.
Quale pagina scriverà il CSM?
Riporto dal blog di Luigi Tosti:

Avviso tutti gli amici che mi hanno sostenuto nella battaglia per la rimozione dei crocifissi dalle aule dei tribunali italiani che il prossimo 22 gennaio 2010 sarà celebrato, dinanzi al Consiglio Superiore della Magistratura, Piazza Indipendenza n. 4, ROMA, il procedimento disciplinare che è stato aperto, circa 5 anni fa, a mio carico per essermi io rifiutato di tenere le udienze sotto l'incombenza dei crocifissi. Un procedimento, questo, per il quale ha subito due condane penali ad un anno di reclusione (poi annullate dalla Cassazione) e sto subendo, da 4 anni, la sospensione dallo stipendio e dalle funzioni. Mi difenderò da solo e l'udienza sarà pubblica (anche se l'aula non è particolarmente capiente). La presenza di televisioni sarebbe oltremodo gradita, non avendo io alcunché da nascondere o di cui vergognarmi: credo, però, che l'Avv. Nicola Mancino negherà le autorizzazioni per impedire che venga ripreso questo processo, degno della migliore Santa Inquisizione della Chiesa cattolica. In ogni caso, rappresento che presterò il consenso preventivo a quanti vogliano chiedere di riprendere il processo e divulgarlo. In caso di condanna e di conseguente rimozione dalla magistratura, adirò la Corte Europea dei diritti dell'Uomo: in caso di assoluzione e di reintegrazione in servizio, seguiterò a rifiutarmi di tenere le udienze sino a che il Ministro di Giustizia (oggi Angelino Alfano) non avrà rimosso l'ultimo crocifisso dall'ultima aula di giustizia della Colonia Pontifica, cioè dell'Italia. Presagisco (ed anzi spero) che i membri del CSM, per non offendere i desiderata di Papa Benedetto XVI ed anche per non correre il rischio di essere linciati e di essere bollati come "ubriaconi" (com'è avvenuto per i giudici della CEDU), opteranno per la prima soluzione.E' gradita la massima diffusione di questa notizia.


Buon Sol Invictus a tutti.


Luigi Tosti

Tratto dal blog:
http://tostiluigi.blogspot.com/2009/12/il-22-gennaio-2009.html


Vorrei ricordare che al momento della discussione della sentenza della corte d’Appello che condannava Luigi Tosti, la Corte di Cassazione accolse la richiesta di rimuovere eventuali crocifissi dall’aula. La stessa Corte di Cassazione dichiarò che le rivendicazioni di Luigi Tosti erano fondate e invitava gli organi preposti a prenderle in considerazione.
La questione reale che verrà discussa dal Consiglio Superiore della Magistratura è SOLO questa: o i magistrati, nell’applicazione della legge, avranno la Costituzione della Repubblica come riferimento, oppure avranno come riferimento la dottrina della monarchia assoluta rappresentata dal crocifisso nelle aule.
O i magistrati sono legittimati a torturare gli imputati affermando: io sono il padrone per volontà di dio, oppure i magistrati si dovranno attenere alle leggi quale manifestazione pratica dei principi Costituzionali.
O i magistrati applicheranno gli articoli della Costituzione, oppure, come pretende il Gesù di Nazareth, potranno scannare chi non si mette in ginocchio davanti a loro.
Se il Consiglio Superiore della Magistratura agirà secondo il crocifisso, anziché secondo la Costituzione, legittimeranno le aggressioni di Silvio Berlusconi alla magistratura italiana al fine di assicurarsi l’impunità per i delitti commessi.
Se i magistrati del Consiglio Superiore della Magistratura riterranno che il dio padrone dei cristiani sia al di sopra e al di fuori della Costituzione, chi impedirà a Silvio Berlusconi, un altro dio padrone al di sopra e al di fuori della Costituzione, di distruggere le Istituzioni per garantirsi l’impunità?
O i magistrati riaffermeranno (nonostante i delitti che hanno commesso nei miei confronti) che la Costituzione è il faro dell’Italia, oppure affermeranno che un delirante, che doveva venire in quella generazione con grande potenza sulle nubi alla destra del padrone suo padre mentre le stelle cadevano sulla terra e che i magistrati della sua epoca lo avrebbero visto, è al di sopra e al di fuori della legge.
Dopo, chi fermerà Silvio Berlusconi?

04 gennaio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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