martedì 2 marzo 2010

Corte di Cassazione: "Ti faccio vedere i sorci verdi".


Ancora una volta la Corte di Cassazione deve intervenire per mettere ordine nel modo di pensare di cervelli in cui farnetica il dio onnipotente cristiano e non sanno distinguere fra offesa alla persona e offesa ad un malcelato delirio di onnipotenza.
In questa causa si doveva discutere se la frase “Ti faccio vedere i sorci verdi” fosse stata usata per insultare o se fosse stata usata per esprimere una volontà soggettiva in relazione ad una condizione di contrapposizione fra diversi modi o interessi.
Se la frase l’avesse detta il poliziotto al barbone o all’extracomunitario, sarebbe stata censurata come una minaccia. Se l’avesse detta il barbone al poliziotto non sarebbe stata una minaccia.
Per contro, come ha rilevato la Corte di Cassazione, se la frase è usata per sottolineare la determinazione di una delle due parti in uno scontro fra pari (economicamente, gerarchicamente) rileva soltanto una situazione di determinazione soggettiva in quanto non contiene nessuna allusione a mezzi illegali o a minacce.
Riporto l’articolo del Sole 24 ore:


«Ti faccio vedere i sorci verdi» si può dire, non è reato
di Patrizia Maciocchi

01 marzo 2010


«Sei disonesta, ti faccio vedere i sorci verdi» si può dire senza commettere reato. La Corte di Cassazione, continua la "scrittura" del manuale di bon ton inserendo ed escludendo le frasi che si possono dire e quelle proibite.Con la sentenza n. 8006 gli ermellini hanno sdoganato l'espressione «sei disonesta ti faccio vedere i sorci verdi», censurata invece dal procuratore generale, che aveva fatto ricorso contro l'assoluzione del giudice di pace di Nuoro perché, a suo avviso, l'espressione usata conteneva sia un'ingiuria, sia una minaccia. Decisamente più di manica larga il collegio di piazza Cavour che considera l'epiteto «disonesta», pronunciato nel corso di una lite sorta per motivi di interesse, non lesivo dell'onore e del decoro ma il semplice risultato di una «plausibile animosità e di un legittimo sfogo mirato a contrastare le avverse ragioni». Bocciata anche la lettura minacciosa della frase riferita ai sorci verdi: un'espressione che deriva da un disegno con tre topolini riprodotto sulla fusoliera dei trimotori "Savoia-Marchetti" emblema ai tempi del fascismo delle coraggiose e fortunate imprese degli aviatori della 205° squadriglia aeronautica famosa per la trasvolata Roma-Rio de Janeiro. La frase era intesa, interpreta la Suprema Corte, a manifestare l'intento di usare tutti i mezzi possibili per affermare il proprio diritto a riavere indietro un appartamento oggetto del contendere.
Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/03/cassazione-disonesta-ti-faccio-vedere-i-sorci-verdi.shtml?uuid=8159641c-254e-11df-be8f-497f6189caad&DocRulesView=Libero
A differenza del modo con cui i giornali riportano la questione, sempre finalizzata ad ingannare i cittadini, la questione non sta nella frase in sé stessa, ma nell’insieme in cui la frase viene pronunciata e a chi è diretta. Il cristiano, il monoteista, si sente sempre un dio padrone. Come dio padrone si sente sempre minacciato e ritiene che chi ha pronunciato quella frase abbia commesso il “reato di lesa maestà”.
Sarà dura riuscire a definire il comportamento delle persone civili finché ci saranno giornalisti che interpreteranno le sentenze della Corte di Cassazione dal punto di vista del delirio di onnipotenza che hanno appreso nella loro infanzia.
02 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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