lunedì 1 marzo 2010

La Corte di Cassazione, il diritto di pisciare e l'attività criminale e terrorista dei sindaci che vietano la pipi. Cassazione sentenza 7679.


Comportamenti criminali ed illegali sono stati messi in atto sia dai comuni con ordinanze criminali, sia da comportamenti di agenti di polizia che hanno applicato norme illegali e criminali.
Mi riferisco alle varie ordinanze che vietano alla persone di orinare per strada.
Va da sé che orinare per strada è uno svilimento del decoro della città. Ma chi svilisce la città non è chi orina per strada, ma i sindaci che non costruiscono i vespasiani efficienti impedendo ai cittadini di soddisfare il loro impellente bisogno e usando vigili urbani e polizia per aggredire i cittadini bisognosi.
E’ come se il poliziotto aggredisse il cittadino che respira.
Per fare un esempio:


Il Comune vara l'ordinanza anti-clochard


Divieto di "bivaccare" in luoghi pubblici, di utilizzare impropriamente panchine e aiuole, di fare la pipì in luoghi aperti e di chiedere la carità. Questi i contenuti principali dell'ordinanza varata ieri dal sindaco Romoli. Una misura che va a inserirsi anche nell'ormai lunga storia della clochard che occupa i Giardini pubblici.Nell'ordinanza firmata da Romoli si vieta: "di bivaccare e/o disporre giacigli nelle strade, nelle piazze, nei parchi, nei giardini e nelle aree verdi in genere e/o in qualsiasi altro luogo pubblico o aperto al pubblico;di occupare la proprietà e/o il suolo pubblico con attrezzature e/o manufatti, anche precari di qualsiasi tipo e genere, in modo da alterare il decoro urbano o da arrecare pregiudizio...
alla fruibilità dei luoghi o al valore storico del contesto;di fare uso improprio delle panchine e calpestare le aiuole;di deturpare, lordare e/o imbrattare anche con scritte, graffiti, disegni, pitture, oppure affiggendo senza autorizzazione manifesti, disegni o adesivi i monumenti, gli edifici pubblici e privati, i muri di proprietà sia pubblica che privata, le panchine, i cartelli stradali, i pali dell’illuminazione o comunque gli elementi di arredo urbano; di soddisfare esigenze corporali in luoghi pubblici o aperti al pubblico;di praticare l’accattonaggio presso le intersezioni stradali, all’interno ed in prossimità dei mercati, in occasione dello svolgimento di fiere e riunioni in genere, nelle aree prospicienti la stazione ferroviaria, l’ospedale, le case di cura e riposo, davanti e in prossimità ai luoghi di culto e ai cimiteri, in prossimità degli esercizi commerciali, degli uffici pubblici e delle banche.La sanzione parte da un minimo di 100 euro per arrivare fino a 1.000.

Tratto da:
http://goriziaoggi.typepad.com/gorizia_oggi/2009/07/il-comune-vara-lordinanza-anticlochard.html?cid=6a00d8341c8b7053ef0120a4d1d1ec970b

Sempre di più si va verso uno stato galera in cui il Sindaco si trasforma in un rapinatore che priva i cittadini dei loro spazi pubblici. Trasforma la città in un campo di concentramento con i vigili urbani trasformati in una banda armata contro i cittadini o le persone più fragili.
Questo terrore tanto gradito da una parte della popolazione quando la situazione economica è florida, diventa intollerabile quando la situazione economica si fa acuta e toglie spazi di sopravvivenza alle persone. Queste azioni dei sindaci equivalgono a trasformare le città in campo di concentramento e sterminio.

Ed è sul bisogno di fare la pipi o di orinare, se preferite, che la Corte di cassazione ha sentenziato.
Quando scappa, scappa. E’ uno stimolo incontrollabile e nessuno ha il diritto di criminalizzare chi è costretto a farla.
I sindaci hanno eliminato i vespasiani e anziché costruire le condizioni igieniche utilizzabili da tutti, preferiscono ricorrere al terrore e alla rapina dei cittadini giustificandola: tu stai orinando.
La Corte di Cassazione delibera ritenendo legittimo e urgente fermarsi e sospendere la guida quando è necessario urinare.
Riporto la notizia:



Ti scappa la pipì? Vietato guidare
Sentenza Cassazione: cala attenzione


La corte di Cassazione ha emesso una nuova sentenza destinata a far discutere e sorridere se non fosse che un uomo ci ha pure perso la vita: mettersi al volante quando si ha lo stimolo della pipì è vietato. Il rischio è un calo dell'attenzione. A far occupare la Cassazione di questo caso è stato un incidente del 2006 a Roma dove un automobilista che si era fermato nella corsia di emergenza per far pipì ha fatto schiantare una moto ma è stato assolto.
Una moto di grossa cilindrata sulla quale viaggiava Gianluca S., viaggiando sulla corsia di emergenza, era andata a collidere contro una Renault ferma nella corsia delle emergenze perché il suo conducente Luciano D.V. aveva manifestato un impellente bisogno fisiologico. Il centauro aveva riportato lesioni mortali. Luciano D.V. è stato poi denunciato dai familiari del centauro morto, ma il gup del Tribunale di Roma, lo scorso gennaio, lo aveva assolto dall'accusa di omicidio colposo "perché il fatto non sussiste". Contro questa decisione la vedova del centauro, Adriana V., si è costituita parte civile in Cassazione e la linea difensiva è stata proprio quella di contestare il carattere di "atipicità" e "imprevedibilità" del bisogno fisiologico, la pipì, "tanto piu' in un soggetto adulto" da giustificare lo stop di un mezzo nella corsia di emergenza. La Quarta sezione penale - sentenza 7679 - ha bocciato il ricorso della vedova del motociclista e ha fatto una dettagliata disamina di come si debba catalogare la impellenza fisiologica. "Correttamente il gup - scrivono i supremi giudici - ha inquadrato il bisogno fisiologico nel concetto di malessere che giustifica la sosta sulla corsia di emergenza". Infatti, il termine "malessere -annotano ancora gli 'ermellini'- non può esaurirsi nella nozione di infermità incidente sulla capacità intellettiva e volitiva del soggetto o nell'ipotesi di caso fortuito, bensì nel lato concetto di disagio e finanche di incoercibile necessità fisica anche transitoria che non consente di proseguire la guida con il dovuto livello di attenzione".Ecco perché "in esso deve necessariamente ricomprendersi l'improvviso bisogno fisiologico (dipendente -sentono di dover precisare- o meno da malfunzionamento organico) che notoriamente esclude quella condizione di benessere fisico indispensabile per una guida corretta che non ponga in pericolo sia lo stesso conducente ed i terzi trasportati sia gli altri utenti della strada". La pubblica accusa di piazza Cavour rappresentata da Vito Monetti non era d'accordo con la tesi assolutoria dell'automobilista fermo in corsia di emergenza per fare pipì tanto che alla Cassazione aveva chiesto di annullare l'assoluzione accordata.

Tratto da:
http://www.tgcom.mediaset.it/cronaca/articoli/articolo475191.shtml


Appare del tutto evidente come le attività dei sindaci, giustificate dal “decoro” siano in realtà atti criminosi nei confronti dei cittadini. Sono i sindaci che costruendo infrastrutture adeguate devono rendere superfluo che una persona si fermi per strada ad orinare.
Usare i vigili urbani come una banda per terrorizzare i cittadini è un atto di terrorismo che spinge i cittadini all’illegalità e al terrore e qualifica i sindaci come dei terroristi alla stessa stregua dei terroristi nazisti.
I sindaci dovrebbero iniziare a rispettare le leggi e i vigili urbani, se fossero persone oneste e rispettose della legge, dovrebbero intervenire contro i sindaci che fanno delibere criminali.
28 febbraio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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