lunedì 29 marzo 2010

"A me non interessa quale ruolo hai nella banda": per imitazione del cristo Gesù, ogni cristiano, in quanto cristiano, è responsabile di pedofilia.


Esistono vari modi per forgiare la propria conoscenza e nessuno di questi segue le modalità messe in atto dalla magistratura per emettere le sue sentenze.
I vari modi si possono riassumere in due direzioni nelle quali l’individuo incanala la propria percezione: vivere e partecipare al mondo in cui vive, oppure, ignorare il mondo in cui vive. Ovviamente non esiste una divisione netta fra le due canalizzazioni per cui, possiamo dire, che l’individuo canalizza la propria percezione in base ai propri desideri che sono manipolati nella sua prima infanzia al punto che possiamo dire che “percepisce ciò che vuole percepire” oppure “vede ciò che vuole vedere”. In base a questo, l’individuo forma le sue idee sul mondo.
La magistratura dovrebbe avere il compito, seguendo le sue modalità, di rispondere alle domande dei cittadini discriminando fra una percezione che ha un riscontro oggettivo e un percezione del mondo (che poi mette in atto delle azioni nel mondo) che, invece, non ha un riscontro oggettivo.

Facciamo un esempio: se io ho la sensazione che nel mondo in cui vivo qualcuno sta tentando un colpo di stato e metto in atto delle azioni, è compito della magistratura verificare se effettivamente c’era un colpo di stato in quel momento. Le mie azioni, anche se hanno connotazioni delittuose, sono legittime qualora la Costituzione della Repubblica sia in pericolo.
Lo stesso vale per la pedofilia dei preti cattolici.
I preti cattolici sono pedofili, per scelta, religione e ideologia.
PAPA: CARD. KASPER, CON LUI ATTACCATI TUTTI I CATTOLICI
'In questi giorni, non solo il Papa ma tutta la Chiesa, e cosi' ogni fedele, cioe' ognuno di noi, e' frontalmente attaccato e denunciato da alcuni influenti mass media in un modo che oltrepassa ogni lealta' e anche ogni verita', lo sentiamo di nuovo'. Lo denuncia il card. Walter Kasper, presidente del dicastero per l'ecumenismo. 'Perche' la Via Crucis non e' finita con la crocifissione con la risurrezione di Pasqua, la Chiesa - afferma - ha bisogno di una umile pulizia interna da sporcizie inaccettabili e noi tutti ne abbiamo bisogno, ognuno nel suo modo. Pero', se ci convertiamo e ci purifichiamo, la Chiesa alla fine uscira' dalla crisi attuale rinnovata, piu' splendida e bella' .

Tratto da:
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/PAPA-CARD-KASPER-CON-LUI-ATTACCATI-TUTTI-I-CATTOLICI/news-dettaglio/3764651

Questa dichiarazione di Kasper è un atto di riaffermazione del suo diritto a stuprare i bambini. Dice Kasper: “Dopo che ci hanno scoperto, noi supereremo le richieste di giustizia che la società civile ci fa e poi, una volta superate potremmo continuare a stuprare i bambini rendendo la chiesa più splendida e più bella”.

Il compito della magistratura e della Polizia di Stato è quella di mettere al sicuro i cittadini dall’attività dei preti pedofili e di rassicurare i cittadini che i preti cattolici non violentano i bambini. Quando nel vivere si sa, come sapere del vivere, dell’attività di pedofilia e pederastia dei preti cattolici e la magistratura non interviene e la polizia di stato e i carabinieri non intervengono, la magistratura, la polizia di stato, i carabinieri sono complici di quelle violenze. Sia individualmente sia come corpo Istituzionale: sono responsabili di attentati di terrorismo nei confronti dei cittadini. La direzione politica del loro terrorismo era la disarticolazione della Costituzione della Repubblica. Mentre quelle violenze pedofile avvenivano, i carabinieri, la polizia di stato, i magistrati, torturavano le persone che chiedevano giustizia. Eppure sapevano e sanno tutt’ora che la chiesa cattolica ha una sola finalità: STUPRARE E VIOLENTARE I BAMBINI SU ORDINE E PER IMITAZIONE DEL PAZZO DI NAZARETH. Un pazzo pedofilo di Nazareth che viene imposto con la violenza ai bambini mediante l’esposizione del crocifisso.
E’ il dio padrone e Gesù che danno a Ratzinger la forza per violentare i bambini e per invocare l’impunità.
Per Ratzinger le richieste di giustizia sono solo un “chiacchiericcio” fastidioso di questi “insetti” che lui può violentare (lui è dio in terra stando alla teologia della chiesa cattolica) quando gli pare.


Il Papa: «Dio ci dà coraggio contro il chiacchiericcio»
Di Andrea Tornielli

Roma L’uomo «può sprofondare nella palude della menzogna e della disonestà», ma Gesù conduce verso il coraggio «che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti».Benedetto XVI inizia i riti della Settimana Santa celebrando in piazza San Pietro la messa della Domenica delle Palme. Non fa riferimenti diretti agli scandali degli abusi sui minori e alle polemiche che campeggiano sui giornali di tutto il mondo, anche se le sue parole si possono ben applicare ai casi di questi giorni. Ratzinger spiega come l’uomo, lasciandosi afferrare da Cristo, possa elevarsi verso ciò che è puro. «L’uomo – ha detto il Papa – può scegliere una via comoda e scansare ogni fatica. Può anche scendere verso il basso, il volgare. Può sprofondare nella palude della menzogna e della disonestà». Gesù però «cammina avanti a noi, e va verso l’alto. Egli ci conduce verso ciò che è grande, puro, ci conduce verso l’aria salubre delle altezze: verso la vita secondo verità; verso il coraggio che non si lascia intimidire dal chiacchiericcio delle opinioni dominanti; verso la pazienza che sopporta e sostiene l’altro».Ratzinger ha spiegato che è fondamentale per l’uomo capire di non potercela fare da solo e accettare di lasciarsi «integrare» nella cordata di Cristo: «Fa parte di essa questo atto di umiltà – ha aggiunto – l’entrare nel “noi” della Chiesa; l’aggrapparsi alla cordata, la responsabilità della comunione – il non strappare la corda con la caparbietà e la saccenteria. Di questo essere nell’insieme della cordata fa parte anche il non comportarsi da padroni della Parola di Dio, il non correre dietro un’idea sbagliata di emancipazione».

Tratto da:
http://www.ilgiornale.it/interni/il_papa_dio_ci_coraggio_contro_chiacchiericcio/29-03-2010/articolo-id=433307-page=0-comments=1


E’ facile per Di Noto minacciare e ricattare i cittadini che chiedono giustizia usando gente complice come Maroni, il cui scopo è salvaguardare il diritto all’impunità di Ratzinger, di Bagnasco, di Bertone, Scola, come ieri era quella di Ruini, Tonini, Wojtyla, Biffi. Più difficile è quando il bisogno di giustizia è manifestato dagli organi di stampa statunitensi o tedeschi.
La chiesa cattolica è un’organizzazione che il solo scopo di stuprare i bambini e di sottrarli dai diritti imposti dal dettato Costituzionale. Sottrarli alla democrazia per costringerli nell’odio della monarchia assoluta in cui il prete cattolico può praticare la violenza pedofila.
Riporto le affermazioni demenziali e delinquenziali di Di Noto il cui scopo è proteggere il diritto della chiesa cattolica di stuprare i bambini mantenendo l’impunità.
Di Noto si è spacciato per anni come cacciatore di pedofili al solo fine di nascondere le cause che inducono alla pedofilia che sono l’imposizione di Gesù e del criminale suo padre a bambini indifesi mediante adulti psicologicamente disturbati che si identificano in un povero demente che millanta di aver creato il mondo. Questa è la reale causa della pedofilia che Di Noto nasconde con l’aiuto di Istituzioni complici nello stupro di minori. Ricordo le aggressioni e le minacce messe in atto da Di Noto prima, durante e subito dopo la trasmissione televisiva di Anno Zero.
La chiesa cattolica deve condannare Gesù il pedofilo e le Istituzioni devono togliere il crocifisso e rispettare, finalmente, la Costituzione della Repubblica; ogni altra soluzione è una presa in giro.
La chiesa cattolica è un’organizzazione finalizzata alla pratica della pedofilia. La chiesa cattolica costruisce la miseria sociale per imporre la pedofilia. La chiesa cattolica distrugge la scuola pubblica solo per fare pedofilia. La chiesa cattolica distrugge la sanità solo per avere il potere e fare pedofilia. La chiesa cattolica celebra la pasqua cristiana solo per fare pedofilia. La chiesa cattolica celebra il natale cristiano solo per fare pedofilia. L’organizzazione della chiesa cattolica è funzionale, in ogni sua parte, per garantire alla chiesa cattolica la pratica della pedofilia e l’impunità della stessa
Riporto dal sole 24 ore:


Don Di Noto: «La Chiesa non è una multinazionale della pedofilia»
di Nicoletta Cottone


In prima linea da vent'anni contro la pedofilia e la pedopornografia, don Fortunato Di Noto è il prete di Avola fondatore dell'associazione Meter, che ha denunciato tante drammatiche storie di bambini abusati, aiutando le forze dell'ordine nazionali e internazionali ad assicurare alla giustizia i colpevoli, segnalando anche 200mila siti pedopornografici in tutto il mondo. A lui il Sole24ore.com ha chiesto un giudizio sul nuovo attacco dalla stampa di oltreoceano al Papa e alla Chiesa sul fronte dei preti pedofili.

C'è un rischio di strumentalizzazioni e psicosi? Più che rischio, l'attacco è platea le e sistematico. La Chiesa sta facendo passi importanti per purificarsi e assumersi le proprie responsabilità. In quanto combattente contro la pedofilia rispedisco la palla al mittente: perché gli americani, che sono tanto puritani nel fare attacchi al Papa, non danno risposte sulle migliaia di siti pedopornografici del loro Paese? Perché non ratificano la convenzione del fanciullo firmata nell'89 proprio a New York? L'America è seconda solo alla Russia nella detenzione, spaccio e divulgazione di materiale pedopornografico, tanto che lì abbiamo fatto oscurare oltre 100 comunità di pedofili. La Chiesa non è una multinazionale della pedofilia: nessuno dice che alcuni vescovi non abbiano saputo gestire il problema, ma la Chiesa oggi ha voltato pagina. Disgraziati quei preti che hanno fatto del male ai bambini: che paghino in prima persona, perché è un reato personale, non collettivo.

Ma la Chiesa è accusata di silenzi che hanno compromesso le indagini .. La comunità cristiana, i fedeli, stanno soffrendo per il silenzio di quei vescovi che non hanno saputo fare da padri ai loro figli. Come accade per un padre di famiglia, che in caso di abusi perde la patria potestà, è giusto che i vescovi che hanno sbagliato si dimettano. Le teste stanno cadendo una dopo l'altra. Chi ha sbagliato paghi. Ma se resteremo nel silenzio noi, grideranno le vittime. E se non saranno ascoltate, griderà Dio.

L'idea della diocesi di Bolzano, che invitava a denunciare gli abusi dei preti sul suo sito, é stata accolta dal gelo. Che ne pensa? È giusto che sia stata accolta con gelo, perché è uno sbaglio fare un sito solo per smascherare preti pedofili. Bolzano sull'onda del problema ha fatto una operazione sbagliata dal punto di vista comunicativo. La Chiesa nella sua azione pastorale non deve occuparsi solo dei preti pedofili, ma di tutti gli abusi sessuali e della violazione dei diritti dell'infanzia. Ogni diocesi deve dire: «Siamo dalla parte dei bambini». La Cei ha deciso di creare una task force sul tema pedofilia, con l'incarico di studiare un fenomeno così complesso. È d'accordo? Credo di sì. Vale la pena capire un fenomeno nella sua vastità, gravità e trasversalità.

Lei è in campo da anni contro la pedofilia. Che deve fare un uomo di chiesa quando riceve una segnalazione di abuso da parte di un sacerdote? C'è il dovere di proteggere i bambini e di attivarsi per qualsiasi abuso, non solo compiuto da preti, ma anche in famiglia, dove si consumano nel silenzio la maggior parte degli abusi. È necessario attivare centri seri che sappiano gestire il problema. Se, poi, è coinvolto un sacerdote, la prima cosa da fare è dirlo al vescovo e, se ci sono fatti gravi, all'autorità giudiziaria. Perché un prete è anche un cittadino, con responsabilità maggiori, in quanto ministro di Dio.

I responsabili degli abusi devono autodenunciarsi? Se hanno il coraggio sì. Ma se non lo fanno loro, lo faranno le vittime o altre persone. È un cerchio a incastro. Non è più come trent'anni fa: oggi chi compie abusi prima o poi verrà scoperto. Oggi i bambini abusati o maltrattati parlano anche tramite disegni, temi e comportamenti.La sua battaglia che risultati ha raggiunto? Se vent'anni fa ero solo, oggi nella lotta alla pedofilia c'è una grande compagnia. Sono contento che si parli del problema e si agisca per debellarlo. Fino all'89 nessuno parlava di pedofilia. Oggi, invece, si mette al centro la difesa dei bambini.
Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2010/03/chiesa-cattolica-preti-pedofili-dondinoto-intervista.shtml?uuid=81bc946a-38db-11df-bea1-3d453e291b8a&DocRulesView=Libero

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L’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo e cretino. L’uomo diviene adattandosi alla violenza educazionale che incontra quando è feto e nelle primissima infanzia. La chiesa cattolica IMPONE con la violenza nei bambini la veicolazione sessuale nelle pratiche di possesso emotivo che si traducono nelle pratiche di pedofilia e pederastia. E’ la chiesa cattolica, e il cristianesimo in generale, con la su ideologia del possesso esaltando l’irresponsabilità di quel delinquente criminale che è il cristo Gesù o il macellaio di Sodoma e Gomorra che impongono la veicolazione delle pulsioni libidiche dell’infanzia nelle pratiche di pedofilia.
Ed è la complicità di Istituzioni Nazionali composte da individui vigliacchi, corrotti e criminali, che consentono alla chiesa cattolica di praticare la violenza sui minori garantendo l’impunità per gli atti di terrorismo e di distruzione della vita delle persone.

Bolzano, aiuto parroco laico arrestato per pedofilia

Il giovane, che svolge attività in una parrocchia vicino a Bressanone, avrebbe molestato quattro chierichetti che hanno raccontato gli episodi ai genitori
BOLZANO. Un giovane laico altoatesino, che svolge attività in parrocchia in un paese nei dintorni di Bressanone, è stato arrestato per pedofilia. Secondo le prime informazioni, le vittime sarebbero quattro ragazzi che facevano i chierichetti in parrocchia e che avrebbero riferito delle molestie subite ai genitori.Il giovane, un ventottenne responsabile dei chierichetti di Varna, un paesino di 4 mila abitanti in valle Isarco, è stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su minori e di produzione e detenzione di materiale pedopornografico.Operava anche in altre associazioni giovanili del paese. L'inchiesta del commissariato di Bressanone, coordinata dal pm bolzanino Donatella Marchesini, è stata avviata lo scorso dicembre dopo la denuncia di una madre, alla quale si sono poi aggiunte quelle di altre tre mamme.I fatti, contestati all'uomo, sono avvenuti tra il 2006 al 2009 e riguardano per il momento quattro ragazzini, tra 11 e 14 anni. L'arrestato si occupava delle attività giovanili anche all'interno delle sezioni locali del club alpino sudtirolese Alpenverein, dei vigili del fuoco volontari e della Caritas.Sul computer, sequestrato nell'abitazione dell'uomo, sono state rinvenute numerose foto e un filmato con esplicito contenuto pedopornografico. I file erano stati cancellati, quando l'uomo da voci di paese era venuto a conoscenza della denuncia a suo carico, ma sono stati ripristinati da periti informatici della procura di Bolzano.Le immagini sono state fatte in varie occasioni, così anche durante i soggiorni estivi e le gite dei chierichetti. Il parroco di Varna, informato alcune settimane fa dalla procura sull'inchiesta in corso, ha immediatamente sospeso l'uomo da ogni attività.Il magistrato non esclude che il numero delle vittime possa salire, anche perché non tutti i bambini ritratti sulle foto e nel filmato sono stati identificati. Il pm ha perciò rivolto un appello alle famiglie coinvolte di segnalare eventuali abusi al commissariato di Bressanone oppure alla procura di Bolzano. Da alcuni giorni il problema della pedofilia nella chiesa altoatesina è tornato d'attualità, dopo che sull'onda degli scandali internazionali il vescovo di Bolzano Karl Golser ha invitato i fedeli a segnalare casi di molestie e abusi sessuali sul sito della Curia.In pochi giorni sono arrivate decine di e-mail, riferite a episodi accaduti nel passato in alcuni istituti religiosi, tanto che lo stesso vescovo ha ufficialmente chiesto scusa alle vittime degli abusi.Ora questo nuovo episodio, i cui contorni sono tutti da chiarire.
(29 marzo 2010)

Tratto da:
http://altoadige.gelocal.it/dettaglio/bolzano-aiuto-parroco-arrestato-per-pedofilia/1897719

La chiesa cattolica, di cui Di Noto è parte, è responsabile, di violenze sui minori per mandato del suo cristo Gesù, ma le Istituzioni, come i Magistrati, i Carabinieri e la Polizia di Stato sono i complici che hanno favorito e permesso le violenze sui minori. Erano impegnati in azioni inutili e irrilevanti mentre il futuro sociale era in pericolo. Erano impegnati in sciocchezze, mentre la Costituzione della Repubblica veniva aggredita da Di Noto e dai suoi complici cattolici.
Riporto una notizia che, anche se ha suscitato scalpore, a Verona era notoria: lo sapevano tutti, ma magistrati, carabinieri e polizia di stato derideva i bambini violentati come se non avessero avuto nessun diritto. Come se si vivesse ancora in epoca fascista o se il criminale cattolico Bosco avesse una sorta di diritto di stuprare di minori.
Tutti sapevano cosa avveniva al Provolo e negli Istituti di Verona e le Istituzioni trovavano normale che ciò accadesse:


Provolo, racconto choc delle vittime in tv
PEDOFILIA. La trasmissione televisiva «Mi manda Raitre» ha mandato in onda le testimonianze di tre ex allievi dell’istituto religioso per bambini sordomuti


Al rappresentante della Curia veronese, monsignor Bruno Fasani, durante una pausa della trasmissione si rifiutano di stringere la mano. «Prima vogliamo giustizia per la sofferenza di tutta una vita» dicono Gianni Bisoli, Dario Laiti e Alessandro Vantini che a «Mi manda Raitre» raccontano il loro calvario di bambini sordi all'istituto Don Antonio Provolo. Sottoposti, affermano, ad ogni tipo di abuso sessuale da parte di religiosi e "fratelli". Vittime innocenti violentate nel corpo e nello spirito. I fatti narrati si collocano tra gli anni '50 e gli anni '70. Per la prima volta tre persone che hanno denunciato le violenze hanno accettato di comparire apertamente, con i loro volti e, perdipiù, davanti a milioni di telespettatori per ribadire il loro atto d'accusa contro chi avrebbe dovuto avere cura di loro. Gianni Bisoli, nativo di Sirmione, racconta di essere sordo dall'età di otto anni. «Sono entrato al Provolo l'anno successivo». L'uomo, che ha 61 anni, fa i nomi di una quindicina fra preti e fratelli. «Fino a quando, a 15 anni, uscii da quell'inferno venni costretto a rapporti di ogni tipo, rapporti orali, masturbazioni». Afferma di essere stato oggetto di attenzioni perverse anche da parte di un alto prelato. «Mi ha sodomizzato e costretto a giochi sessuali». All'istituto Provolo Dario Laiti, ora magazziniere in pensione, è rimasto sei anni. «Sono entrato a 7 anni e ne sono uscito che ne avevo 13, sono stato ripetutamente sodomizzato sia nell'istituto che nella colonia estiva di Villa Cervi a San Zeno di Montagna, tutto ciò mi ha provocato gravi problemi psicologici e relazionali». In studio c'è anche il giornalista dell'Espresso Paolo Tessadri autore di un'inchiesta sui fatti del Provolo. Vengono mandate in onda anche le dichiarazioni di un ex assistente che confessa di aver abusato di una quindicina di bambini. «Era normale, lo facevano tutti, solo uno fu espulso perché troppo cattivo e violento con gli alunni. In pochi ci siamo salvati dalla pedofilia e i responsabili sapevano».Alessandro Vantini, 60 anni, sposato, ex magazziniere è rimasto al Provolo dai sei fino ai 10 anni. Anche il suo racconto è crudo: «Sono stato violentato da due preti che sono ancora in vita e da fratelli laici, perfino fra le mura della chiesa di Santa Maria del Pianto all'interno dell'istituto». Anch'egli, come chi l'ha preceduto fa i nomi dei suoi aguzzini. Con loro ci sono l'avvocato Marco Lodi Rizzini e il portavoce dell'associazione Giorgio Dalla Bernardina. «Non abbiamo nulla contro la Chiesa, sappiamo distinguere tra fede e comportamento etico», chiarisce Rizzini. «E prima di far esplodere il caso abbiamo ripetutamente contattato la Curia». Il conduttore Andrea Vianello manda in onda il filmato della conferenza stampa in cui il vescovo Giuseppe Zenti parlava di «atto di vendetta» dell'associazione sordomuti. «In un primo tempo», afferma monsignor Fasani, «ci sono stati fraintendimenti, dovuti a questioni patrimoniali e logistiche che si trascinavano da tempo e la cosa è sfuggita di mano a tutti, ma avete ragione a chiedere giustizia e da parte nostra c'è volontà di dialogo e per noi non esiste prescrizione».Sul fronte giudiziario, il Gip di Verona dovrà pronunciarsi il 9 giugno sull'opposizione all'archiviazione presentata dall'associazione degli ex allievi dell'istituto nei confronti del vescovo Zenti, denunciato dopo che in un primo tempo aveva respinto le accuse attribuendole a mire economiche sui beni della congregazione.
Tratto da:
http://www.larena.it/stories/Home/139148_provolo_racconto_choc_delle_vittime_in_tv/

I magistrati che hanno permesso questa violenza, non sono mai stati perseguiti.
I carabinieri che hanno permesso questa violenza non sono mai stati perseguiti.
La Polizia di Stato che ha consentito questa violenza non è mai stata perseguita.
E centinaia di migliaia di altri bambini sono stati violentati per il sollazzo di sindaci complici, di Istituzioni terroriste e di Presidenti della Repubblica corrotti e vigliacchi!
Tutti sanno che la chiesa cattolica è un’organizzazione che fa della violenza sui minori la sua SOLA ragione d’esistenza. Tutte le Istituzioni ne traggono profitto trasformando feroci assassini in “cittadini benemeriti”, come quel terrorista Carraro che si vuole santificare.
Di Noto ha usato le Istituzioni per allontanare l’attenzione dalla sua attività di violentatore di minori che sottraeva, ma gli atti di terrorismo non si cancellano e sono il marchio d’infamia per ogni Istituzione.
E’ la Costituzione della Repubblica che dovrebbe guidare le azioni delle Istituzioni, non il crocifisso che individui corrotti usano per attentare alla Costituzione della Repubblica nascondendosi dietro l’onore che concede loro il ruolo istituzionale.

29 marzo 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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