martedì 4 maggio 2010

Giulio Andreotti un criminale che è vissuto di impunità condannato per diffamazione: se muore ora potrò, in pace, guardare il suo cadavere galleggiare


Giulio Andreotti è un criminale. Una sentenza lo ha definito mafioso fino ad una “certa data”, ma prescritto.
Giulio Andretti è all’interno di tutte le trame eversive che in Italia hanno agito per destabilizzare il paese.
Anche le relazioni fra Giulio Andreotti e Carnevale non sono mai state chiare anche se, alla luce delle assoluzioni di Carnevale, appare difficile poter pensare che Andreotti pagasse i favori della mafia con favori di rinvio di sentenze ad opera di Carnevale.

Va da sé che le indagini su Andreotti, Moro, Fanfani, e quant’altri non furono mai avviate e quando lo furono, furono tardive. I magistrati hanno sempre rifiutato di rispondere degli atteggiamenti di Andreotti durante il sequestro moro ed hanno sempre omesso indagini sulle dichiarazioni di Moro fate alla Brigate Rosse. Alla luce dei fatti appare evidente che i magistrati hanno, di fatto, voluto coprire attività di colpo di stato messo in atto da Andreotti e di loschi traffici con le bande criminali del Sifar.

Intanto veniamo a sapere che Andreotti è un diffamatore e se oggi viene condannato in via definitiva per aver diffamato una persona, appare conseguente pensare che abbia passato tutta la vita a diffamare individui per assicurarsi ingiusti profitti.

Riporto l’articolo:


Andreotti condannato, diffamò il giudice Almerighi
di Patrizia Maciocchi



L'ex senatore a vita Giulio Andreotti diffamò il giudice Mario Almerighi. Questa la decisione della Corte di Cassazione che oggi ha confermato la condanna a carico del senatore a vita per avere, in alcune interviste comparse nel 1999, oltrepassato il «limite della continenza e il diritto di critica», nei confronti del giudice Almerighi. Parlando della testimonianza resa dal magistrato al processo di Palermo che vedeva imputato l'ex presidente del Consiglio per suoi presunti legami con la mafia, Andreotti lo aveva bollato come «pazzo» e «falso teste». In particolare Almerighi, nella sua deposizione aveva indicato il giudice Corrado Carnevale come l'interlocutore grazie al quale Andreotti riusciva a influenzare le decisioni della Corte di Cassazione. Il senatore a vita, che ha già risarcito Almerighi con 20 euro, dovrà versare ancora 2mila euro, mentre la pena, come stabilito dalla Corte d'Appello di Perugia nel 2007, è coperta dal condono. Franco Coppi, difensore di Giulio Andreotti, aveva chiesto l'assoluzione basando il punto centrale della sua arringa su quanto affermato dai giudici di secondo grado del capoluogo siciliano. «La Corte d'Appello di Palermo che pure non è stata tenera con Andreotti – ha detto Coppi - nel momento che lo ha prescritto per parte delle accuse di mafia, ha scritto che non solo le cose dichiarate da Almerighi sull'amicizia con il senatore a vita e Carnevale sono false ma che, addirittura, la testimonianza di Almerighi sarebbe stata influenzata dalle sue pregiudiziali sull'uomo politico e il giudice non sarebbe stato disinteressato al risultato del processo». Parole messe bianco su nero da un collegio giudicante che – secondo il legale – «dovrebbero pesare su Mario Almerighi come pietre». L'avvocato Coppi ha ricordato inoltre che lo stesso Andreotti nelle sue interviste aveva spiegato che il bersaglio della sua indignazione era stato il magistrato e non i pentiti, perché da questi ultimi non ci si poteva aspettare che calunnie mentre «un giudice che dice il falso commette la cosa più grave che possa accadere». La condanna per diffamazione arriva all'ex senatore in un momento in cui le sue condizioni di salute – come svelato dal suo stesso legale a margine dell'udienza – sono critiche.
4 maggio 2010

Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Norme%20e%20Tributi/2010/05/cassazione-andreotti-condannato-almerighi-giudice.shtml?uuid=0ae95c82-57a4-11df-b335-c4e158cb6808&DocRulesView=Libero


Andreotti è malato e sta morendo: gli auguro di morire pagando tutto il male e tutto l’odio che ha seminato contro la società civile. Sono cattivo? Provate voi ad essere torturati dalla polizia di Stato per aver aiutato questo paese a non essere attraversato dai colpi di Stato messi in atto da Andreotti e compagni che i magistrati non hanno voluto perseguire e poi vedete che cosa gli augurate.

Come dice Marc Augé:

“Il potere, qualunque sia la sua forza, non può niente contro colui che accetta di morire. Quanto a colui che esercita il potere ed eventualmente il diritto di vita e di morte, egli non può niente contro la propria morte; anch’essa sfugge al suo potere e lo mette in discussione più di qualsiasi altra cosa.”

Hai fatto ammazzare un sacco di gente con la collaborazione della magistratura che non ha indagato o lo ha fatto troppo tardi concedendoti la prescrizione per i delitti che hai commesso e se ora muori con lo stesso squallore con cui hai vissuto facendo del male alla società civile, ti assicuro che ciò mi rende felice: al di là di come sarà la mia morte.

04 maggio 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

2 commenti:

  1. Claudio buonasera, sono Vincenzo ed ho solo 59 anni, ma da oltre 30 ho messo da parte una bottiglia di vino piemontese da stappare all'annuncio della morte di andreotti (non merita l'iniziale maiuscola) ed il trovare un altro pazzo perseguitato dall'ingombro di tale personaggio fratello di belzebù, mi ha dato una grande gioia.
    Prometto che ti scriverò email dalla mia casella vizzzini@libero.it un caro abbraccio anche se magari siamo molto diversi, sicuramente siamo anche molto uguali: ambiamo ad essere cittadini in un Paese civile.

    RispondiElimina
  2. purtroppo ancora deve tirare le cuoia ma quando lo fara sara festa grande!

    RispondiElimina