giovedì 10 giugno 2010

La Corte Costituzionale e il reato di clandestinità.


Si tratta solo di indiscrezioni secondo cui la Corte di Cassazione ha annullato l’aggravante di clandestinità per i reati e, con essa, altre ipotesi di reato che devono essere, sembra, ridimensionate.
Se le notizie riportate dall’ANSA saranno confermate, ancora una volta assistiamo all’attività di eversione dell’ordine Costituzionale fatto dal Governo Berlusconi il quale può essere equiparato ad una banda eversiva criminale che ha avuto l’appoggio del Parlamento nella commissione di un reato contro la Costituzione della Repubblica.
Gli italiani non hanno il senso della gravità dei reati commessi attraverso l’uso arbitrario e illegittimo delle Istituzioni. Quando si dice che il Parlamento è sovrano, la sovranità è intesa all’interno delle norme Costituzionali. Quando il Parlamento viola le norme Costituzionali è sì compito della Corte Costituzionale riparare al danno, ma il delitto è stato commesso dal Parlamento.
Non ci si rende conto quanto terrorismo venga commesso in questo paese. Che poi la figlia di Tobagi, la figlia di Rossa o il figlio di Alessandrini e quant’altri vadano in giro a farneticare dei loro padri (dei cui omicidi, comunque, loro, hanno avuto giustizia dalla magistratura) sfruttando il vantaggio di aver fatto torturare chi ha chiesto giustizia e rispetto della Costituzione in questo paese, non è solo una presa in giro, ma un’offesa ai cittadini che non possono replicare per paura delle torture della polizia e della manipolazione dei processi ad opera dei magistrati.
Cosa possono dire gli immigrati di un’aggravante che, da quanto sembra è illegale e, dunque, un atto di terrorismo imposto loro?
In questo paese non esiste il rispetto della Costituzione, c’è solo il tentativo di legittimare lo stupro nei confronti dei cittadini che non si possono difendere. Quando abbiamo fermato i colpi di stato all’inizio degli anni ’70, le questioni del contendere erano di un certo tipo, oggi l’eversione Istituzionale prosegue su altri modelli. Finché la Corte Costituzionale riuscirà a mettere delle toppe il paese riuscirà a sopravvivere, ma a mano a mano che la Corte Costituzionale perderà la spinta morale della riaffermazione della Costituzione sugli interessi di parte, il paese si avvia al declino.
Riporto la notizia di oggi da fonte ANSA:


Immigrazione: Consulta boccia aggravante clandestinità
Indiscrezioni sul pronunciamento. Considerata invece legittima la clandestinità come reato


ROMA - La Corte Costituzionale - secondo quanto appreso dall'ANSA - avrebbe deciso l'illegittimità dell'aggravante di clandestinità (pene aumentate di un terzo se a compiere un reato è un immigrato presente illegalmente in Italia) prevista dal primo 'pacchetto sicurezza' del governo, diventato legge nel luglio 2008. Dalla stessa Corte, tuttavia, sarebbe venuto un sostanziale via libera alla legittimità del reato di clandestinità (punito con l'ammenda da 5mila a 10mila euro) introdotto dal secondo 'pacchetto sicurezza', nel luglio 2009. La decisione - si è appreso da fonti qualificate - sarebbe stata adottata a maggioranza nella camera di consiglio della Corte tra ieri e stamane.
Le motivazioni delle due decisioni si conosceranno quando i giudici relatori, Gaetano Silvestri e Giuseppe Frigo, le avranno messe nero su bianco. Al momento, tuttavia, si sa che l'aggravante di clandestinità (art. 61, numero 11 bis, del codice penale introdotto dalla legge 125 del 24 luglio 2008) sarebbe stata bocciata per violazione degli articoli 3 e 25 della Costituzione. In primo luogo, dunque, per irragionevolezza perché - sarebbe stato questo il ragionamento dei giudici della Consulta - in base al principio del 'ne bis in idem' l'aggravamento della pena andrebbe a collidere con il reato di clandestinità introdotto nel 2009 dal 'pacchetto sicurezza'. Inoltre, l'aumento di pena violerebbe il principio costituzionale del "fatto materiale" quale presupposto della responsabilità penale, nel senso che l'aumento di pena sarebbe collegato esclusivamente allo 'status' del reo (il trovarsi irregolarmente in Italia) e non alla maggiore gravità del reato, né alla maggiore pericolosità dell'autore (é il caso dei recidivi o dei latitanti). I giudici costituzionali avrebbero invece dato il via libera al reato di clandestinità (art.10 bis del testo unico dell'immigrazione del 1998 introdotto dalla legge 94 del 15 luglio 2009), dichiarando infondate diverse questioni di legittimità sollevate dal Tribunale di Pesaro e da numerosi giudici di pace (Orvieto, Lecco, Torino, Cuneo, Vigevano e Gubbio). In ambienti della Consulta viene fatto notare che sarà in ogni caso necessario attendere le motivazioni della decisione, che in questo caso sarà scritta dal giudice Frigo. Dalla Corte, infatti, potrebbe venire l'indicazione che spetta al giudice di pace valutare, caso per caso, la grave entità del fatto, così da escludere eventuali giustificati motivi per cui l'immigrato si sia trattenuto illegalmente in Italia.
Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/06/10/visualizza_new.html_1820876039.html


E’ un paese che sta andando verso una deriva morale senza precedenti.
Chi ancora sta difendendo la Costituzione è isolato. Le regole morali Costituzionali reggono per il coraggio di singoli individui che spesso non solo non vengono compresi, ma aggrediti nelle loro scelte anche da chi stanno proteggendo.
Quando verranno pubblicate le motivazioni, le metterò in blog.

10 giugno 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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30175 – Marghera Venezia
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