martedì 5 ottobre 2010

Corte di Cassazione sentenza N. 20528; la prostituzione non è illegale. Illegali sono i provvediemnti degli amministratori contro le donne.


La sentenza N. 20528 con cui la Corte di Cassazione ha dichiarato che le entrate da attività di prostituzione sono tassabili, ha dichiarato che l’attività di prostituzione è lecita.
Pertanto, con questa affermazione, la Corte di Cassazione ha dichiarato che tutte le delibere comunali, ispirate dal criminale in croce, pere aggredire le donne lungo le strade: SONO ILLECITE!
Perché la Polizia di Stato e i Carabinieri non hanno perseguito quegli amministratori comunali che hanno emesso quelle delibere?
E i Prefetti che ci stanno a fare? Solo per alimentare il terrorismo contro le persone più deboli?
E che, doveva dirlo la Corte di Cassazione che la prostituzione è lecita: e tutte le persone aggredite verbalmente da poliziotti vili e carabinieri arroganti o vigili urbani che si identificano con l’onnipotenza del dio padrone, chi paga per quelle offese? O si pensa che aggredire le prostitute sia meno grave di aggredire Aldo Moro o Walter Tobagi? Se così fosse significherebbe che le istituzioni hanno sputato sull’articolo tre della Costituzione al fine di assicurarsi un ingiusto profitto: hanno agito da criminali!
Per di più hanno creato un clima da caccia delle streghe, un clima persecutorio, contro donne che non erano in grado di difendersi: criminali cattolici che violentano i più deboli (vedi lo stupro dei bambini) per assicurarsi il profitto, sia materiale che morale.
Va da sé che a questo punto non sono nemmeno illeciti i servizi prestati alle donne che si prostituiscono e tutte quelle aggressioni agli appartamenti in cui le donne si prostituivano diventano illegali. Per la legge italiana sono oggettivamente illegali, ma sembra che non siano legali per chi preferisce mettersi in ginocchio davanti ad un criminale in croce che fu arrestato col bambino nudo.
Riporto l’articolo della sentenza:


Corte di Cassazione: tassabili i proventi della prostituzione


(Belfagor) Con la sentenza n° 20528 del 1° ottobre, invertendo una consolidata tendenza giurisprudenziale, la Suprema Corte di Cassazione ha stabilito che è legittimo il prelievo fiscale sui proventi dell’attività di prostituzione. Il ricorso era stato proposto dall’Agenzia delle Entrate: con detta sentenza la Corte ha ritenuto imponibili questi “redditi”, sia ai fini Irpef, che Irap e Iva.
Nel caso sottoposto all’attenzione dei Giudici di legittimità, si trattava dei guadagni di una ballerina che era solita aver anche rapporti amorosi a pagamento.
I Giudici hanno tenuto a precisare che “Pur essendo tale attività discutibile sul piano morale, non può essere certamente ritenuta illecita”.
Rifiutata la linea della difesa che pure aveva invocato una risposta ad interrogazione parlamentare datata 31 luglio 1990, del Ministero delle Finanze, secondo cui i proventi della prostituzione non sarebbero tassabili, osservando che “trattasi di una valutazione peraltro risalente nel tempo, che non vincola in nessun modo i giudici”.
La sentenza risulta coerente con la completa depenalizzazione dell’attività di prostituzione operata nel tempo dal legislatore.
Esempi di fiscalità relativa all’attività di prostituzione o persino di sfruttamento della stessa, sono presenti nella legislazione italiana del ventennio fascista, quando i casini ove si esercitava il meretricio, erano soggetti al pagamento di una tassa, prevista in tre scaglioni secondo la “Categoria” ovvero il decoro ed i servizi offerti dal postribolo
Tratto da:
http://www.italiainformazioni.com/giornale/cronaca/105114/corte-cassazione-tassabili-proventi-della-prostituzione.htm


Vi sono vari tipi di prostituzione, ma di solito si aggrediscono solo le donne più deboli e fragili. In Foto.


Anche Italia Oggi riporta la notizia:

Tasse sulle luccioleLa Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20528 del 1° ottobre e accogliendo il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, ha stabilito che sono imponibili IRPEF, I.R.A.P. e I.V.A. i redditi derivanti dall’esercizio della prostituzione (nella fattispecie, i guadagni di una ballerina che intratteneva rapporti amorosi dietro compenso).
Alberici Debora, Tasse sulle lucciole, in Italia Oggi, pag. 25


Durante il fascismo si tassava il postribolo perché, come nell'ideologia fascista, si riteneva che le donne fossero il bestiame del postribolo. La Corte di Cassazione, a differenza del fascismo, indica di tassare i proventi come quelli di ogni attività professionale o commerciale.

Lo sfruttamento della prostituzione è sempre un reato, ma a questo punto non possono essere considerati reati i servizi offerti alle prostitute. Inoltre, la competenza della repressione del reato di sfruttamento della prostituzione è di competenza della Polizia di Stato e non degli amministratori comunali che con la scusa dello sfruttamento della prostituzione in realtà costruiscono un clima di terrore e di vessazione contro persone indifese.
In sostanza, la Corte di Cassazione parla di tasse da pagare da una professione che è stata aggredita dai vigili urbani per far contento il sindaco leghista (o moralista) di turno. Ora, chi paga per le aggressioni dei vigili urbani?
Il ministro delle finanze che ha dato la risposta parlamentare il 31 luglio 1990 era un ministro delle finanze cattolico. Rispondeva al crocifisso e non alla Costituzione della Repubblica Italiana.
Quanto terrorismo sono costretti a subire i cittadini da Istituzioni i cui funzionari, vigliaccamente, sostituiscono il crocifisso alle norme Costituzionali: quando finirà questo terrorismo?
Ve lo ricordate il sindaco di Mogliano Veneto che vigliaccamente fece fare dei cartelli stradali contro le donne che esercitavano la professione lungo le strade?
Perché i magistrati non lo hanno inquisito per terrorismo?
Quanto sarà difficile far passare la norma Costituzionale secondo cui le persone sono le padrone del proprio corpo e ne possono fare quello che vogliono. Finché tale norma non sarà imposta nella società dalle Istituzioni ci saranno sempre immigrati che intenderanno il divieto alle persone ad usare come vogliono del loro corpo, come un diritto di proprietà dell’altro da ridurre all’obbedienza: l’ideologia sulla proprietà del corpo della chiesa cattolica è la stessa ideologia dei musulmani. Padri che picchiano i figli per i più disparati motivi, ma soprattutto perché i figli non si sottomettono, ci sono anche in Italia.

Se le pesone non sono padrone del loro corpo: sono schiave! Sia quando vengono costrette che quando vengono impedite. In foto.



Pakistano uccide moglie a Novi di Modena
Per litigio nozze figlia, giovane presa a sprangate

(ANSA) - NOVI (MODENA), 3 OTT - Una pakistana e' morta e la figlia e' stata gravemente ferita al termine di un litigio dal marito e dal figlio a Novi di Modena. Pare che il motivo fosse la ribellione della giovane, 20 anni, a un matrimonio combinato. La madre avrebbe preso le sue difese e sarebbe stata uccisa con una pietra, mentre la figlia sarebbe stata colpita a sprangate. La donna e' morta mentre la ventenne e' grave ma non verserebbe in pericolo di vita all'ospedale di Modena. Indagano i carabinieri.

Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2010/10/03/visualizza_new.html_1756573091.html

Il rispetto delle leggi e delle norme Costituzionali da parte delle Istituzioni è l’unica garanzia per costruire una convivenza civile. In caso contrario c’è terrorismo e incitamento al terrorismo.

05 ottobre 2010

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Claudio Simeoni
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