mercoledì 20 ottobre 2010

Munitevi di cinepresa, registratore, telefonini e registrate per difendervi dalle prevaricazioni: sentenza n. 37197 Corte di Cassazione.


Munitevi di registratore, telefonino, telecamera o macchina fotografica.
Sembra sia questo l’unico modo per essere creduti quando si ricevono abusi e violenze da parte di chi occupa ruoli Istituzionali o qualche forma di potere sociale.
L’ignoranza delle più elementari situazioni nelle quali le persone nella vita civile si trovano a vivere da parte dei magistrati è pari solo ad un menefreghismo criminale che vede molti magistrati accodarsi agli aguzzini in pieno disprezzo delle norme sociali.
E’ il caso di questo Gip che davanti a testimonianze visive ha dichiarato il non luogo a procedere che, al di là delle motivazioni che ha adottato per giustificare il suo provvedimento, ha il solo scopo di legittimare le molestie.
Ancora una volta la Corte di Cassazione è intervenuta per correggere una stortura. Intanto questa molestata ha dovuto pagarsi un avvocato e impegnare il suo tempo rincorrendo una giustizia negata.
Riporto l’informazione dal Sole 24 ore:


In caso di molestie sul lavoro sono prove anche i video non autorizzati
di Patrizia Maciocchi


Utilizzabili nel corso del processo i video girati da una dipendente sul luogo di lavoro per provare le molestie subite dal capo. La Corte di cassazione con la sentenza 37197 ribalta la decisione del Gip di Trani che aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti di un professionista denunciato da un'impiegata costretta a subire le sue avances sotto la minaccia del licenziamento. Vessazioni e atti sessuali che la donna, in accordo con la polizia, aveva filmato.
Gli ermellini precisano che le sole comunicazioni verbali non possono essere utilizzate perché, al pari delle intercettazioni, hanno bisogno di un' autorizzazione, mentre le immagini "non comunicative" sono utili se girate in posti che non soggetti a protezioni particolari, dunque pubblici o aperti al pubblico. Proprio in base alla considerazione che il via libera non riguarda i luoghi riconducibili al concetto di domicilio - coperti da una tutela costituzionale - il Gip aveva escluso la possibilità di produrre i filmati in udienza perché ripresi in uno studio privato.
Un argomento che gli ermellini superano, affermando che l'abituale ambiente di lavoro costituisce il domicilio del dipendente per il periodo di tempo limitato alla sua giornata lavorativa. Con la ripresa visiva sottolinea la Suprema corte «sia pure eseguita furtivamente, la parte lesa non ha violato con interferenze indebite la intangibilità del domicilio né la necessaria riservatezza su attività che si devono mantenere nell'ambito privato essendo, si ripete, nel suo domicilio e riprendendo illeciti che la riguardavano». Sì dunque alla video ripresa, purché ovviamente finisca nelle aule giudiziarie e non su Youtube o su Facebook.
Tratto da:
http://www.ilsole24ore.com/art/norme-e-tributi/2010-10-19/possibile-provare-video-molestie-170612.shtml?uuid=AYY4bqbC

Anche quando andate in manifestazione o avete rapporti con pubblici ufficiali, fotografate, riprendete, registrate. E’ uno dei modi per difendersi dalle angherie, dalle vessazioni, dalle intimidazioni e dai ricatti che si subiscono ogni giorno. Se ne avete i mezzi: DENUNCIATE!


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

20 ottobre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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