giovedì 11 novembre 2010

La violenza ai bambini, le complicità delle Istituzioni e il terrorismo sul territorio per garantire l'impunità.




Nei tribunali si misurano responsabilità scoperte e pene. Ma l'orrore dei campi di concentramento gestiti secondo i dettami dei cattolici si riversano nella società producendo individui insicuri che per una loro ricerca di sicurezza continuano a danneggiare la società stessa.

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Continuano gli orrori sulla violenza all’infanzia. Quella violenza che è possibile solo perché magistrati corrotti non mettono in atto procedure e controlli preventivi negli asili nido gestiti dai cattolici. Volete scommettere che tutte e tre le denunciate erano cattoliche?
Purtroppo la violenza sull’infanzia è una costante in questo paese. Come la violenza nelle comunità di recupero per tossici o nei campi di concentramento per l’espulsione degli extracomunitari o nelle galere. Là dove il solito cattolico ritiene che il detenuto, qualsiasi sia la forma di detenzione, sia privo di diritti civili e sociali.
In questo caso la denuncia è partita dagli inservienti.
Chissà se anche in questo caso il giornele Il Gazzettino, come fece il 21 agosto 2004 pur di giustificare la violenza ai bambini è pronta a riscrivere:

“Forse qualche schiaffo, forse qualche strattone o qualche reprimenda, in un sottile confine fra lecito e illecito nel sempre difficile compito di educare. Quel che si dice un caso di Jus corrigendi.”


Come se la violenza ai bambini avesse una qualche legittimità. Come se lo Jus Corrigendi fosse legittimo. Ma in quel caso non ci furono inservienti che filmarono ed è logico pensare che il vescovo di Belluno possa aver commissionato l’articolo al giornale Il Gazzettino per impedire che l’asilo fosse disertato da genitori in allarme. Genitori pronti a far proprie smentite e minimizzazioni degli aguzzini e sacrificare i loro figli alla violenza pur di avere un qualche vantaggio sociale. Genitori che manifestano stupore davanti alla violenza ai minori che, invece, è la normalità in questo paese. Ogni tanto si scopre e la prima cosa che fanno i genitori è difendere gli aguzzini, come al Cip Ciop di Pistoia dove i carabinieri furono costretti a far vedere ai genitori che cosa subivano i loro figli. A Feltre, come a Pistoia, come oggi a Pinerolo.
Riporto l’articolo di oggi:

Denunciate 3 maestre incastrate dai filmati girati dagli inservienti
LUISA GIAIMO
PINEROLO
Bambini tenuti al buio, chiusi in una stanza per punizione, obbligati a mangiare il cibo vomitato. A guardarlo da fuori sembra un castello, il “Paese delle meraviglie” in via Alliaudi, l’asilo nido di Pinerolo messo sotto sequestro oggi pomeriggio dai carabinieri coordinati dal sostituto procuratore Ciro Santoriello. Dentro quel castello incantato, però, succedeva di tutto: botte, insulti, maltrattamenti. Francesca Panfili, Elisa Griotti e Stefania Di Maria, le tre maestre proprietarie del nido, sono state denunciate a piede libero per maltrattamenti, ma non sono state arrestate perché per la Procura non esiste il pericolo di inquinamento delle prove né di reiterazione del reato. Le incastrerebbero le immagini registrate dai carabinieri del reparto operativo. Fotogrammi ora al vaglio della magistratura. L’indagine era partita a febbraio dopo la denuncia di quattro inservienti che, pare, avrebbero girato anche del materiale video sulle umiliazioni a cui le tre donne avrebbero sottoposto i bambini, tutti tra gli 8 mesi e i 3 anni. A Pinerolo la notizia s’è sparsa in fretta, e le mamme si sono precipitate sul posto, stupite: «Non è possibile, non può essere vero. Qui tutto ha sempre funzionato perfettamente».
Tratto da:
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/374688/


C’è da chiedersi perché i carabinieri di Belluno quella volta non misero in atto indagini con telecamere dentro all’asilo del Sanguinazzi: impossibilità o complicità con gli aguzzini? Partendo dalla mia esperienza personale propendo per la complicità!
Comunque, il nido “Paese delle Meraviglie” in Internet si presenta in questo modo:

L'asilo nido Nel Paese delle Meraviglie è un giardino d'infanzia per bambini dai 6 ai 36 mesi. E' un ambiente studiato per stimolare la socializzazione tra bambini, utilizzando attività ludiche specifiche per ogni fascia di età, in un clima sereno, curato e spazioso, tutto a misura di bambino. Lo staff educativo, altamente specializzato, aiuta i bimbi ad affinare la capacità di autonomia e di gestione del mondo che li circonda. La nostra struttura è un luogo nel quale il bambino impara a valorizzare le proprie caratteristiche personali, a potenziare le proprie capacità affettive e cognitive e a comunicare con gli altri rispettandoli. L'asilo dispone di cucina interna fresca. Offre supporto psico-pediatrico gratuito e assistenza qualificata per bambini portatori di handicap. Inoltre, organizza feste di compleanno. E' anche centro estivo per bambini non iscritti.

Tratto dal sito:
http://www.paginegialle.it/asilonelpaesedellemeraviglie


E intanto la violenza continua grazie a giornalisti che pensano che la violenza ai bambini sia legittima.
Allora il giornale Il Gazzettino scrisse un articolo che minimizzava la violenza sui bambini, ma di quell’articolo nessuno si è assunto la responsabilità di negare la realtà di sofferenza che i bambini vivevano. Una responsabilità che non consiste solo nella simpatia per le suore aguzzine, ma PER TUTTI I CRIMINI COMMESSI NEI CONFRONTI DELL’INFANZIA DA QUANDO QUEL CRIMINALE IN CROCE HA VERSATO IL SUO ODIO SULLA SOCIETA’ CIVILE! Come disse Pietro Calogero, Carlo Mastelloni, Palombarini, Michele Dalla Costa, Ugolini Rita, Ferrari, Pisani, Fojadelli, Casson, ecc. ecc.
L’odio che seminò allora il giornale Il Gazzettino col suo articolo che negava la realtà inducendo al sospetto che i bambini avessero mentito, complice, è stato sbugiardato dalla sentenza della Corte d’Appello di Venezia dimostrando un uso del giornalismo per far violenza ai minori (al di là del ruolo che ricopre nella banda come disse Carlo Mastelloni, Pietro Calogero, Michele Dalla Costa, Ugolini Rita e quiant’altri).
Riporto dall'articolo:

Sberle e punture di matite ai bambini: condannate due suore di un asilo bellunese
La Corte d'Appello ribalta la precedente assoluzione: le religiose dell'istituto Sanguinazzi di Feltre abusarono dei mezzi di correzione maltrattando i piccoli

di Cristian Arboit

FELTRE. La Corte d’Appello di Venezia ribalta la sentenza di primo grado con la quale erano state assolte le suore dell’asilo Sanguinazzi di Feltre, in provincia di Belluno. Due consorelle sono state infatti condannate per abuso dei mezzi di correzione. Una vicenda giudiziaria durata tre anni e mezzo, finita in primo grado con una sentenza di assoluzione e una città spaccata in due, divisa equamente tra “innocentisti” e “ colpevolisti”. Ora la Corte d’Appello di Venezia rovescia il provvedimento di primo grado emesso dal tribunale di Belluno e che aveva di fatto schiarito i cieli sopra l’asilo, già alle prese con difficoltà finanziarie. Due delle cinque suore accusate all’inizio della vicenda di maltrattamenti nei confronti dei bambini della struttura sono state condannate per abuso dei mezzi di correzione a sei mesi di reclusione con sospensione condizionale della pena e a tremila euro di risarcimento per ciascuna delle cinque parti civili. Troppi scapaccioni sono volati all’interno dell’asilo. Troppe mani che a quanto pare non sono rimaste al loro posto nei confronti dei piccoli ospiti. Secondo i giudizi veneziani, qualcosa al Sanguinazzi è successo e l’accusa dei genitori non era del tutto infondata. Il giudice del secondo grado ha rivisto in particolare le due posizioni più delicate, quella di suor Fidenzia (Ivone Camilot, 68 anni) e suor Umberta (Maria Finotti, 69 anni), indicate dai bambini e dai rispettivi familiari come le più manesche del gruppo. Non a caso, le loro stesse colleghe avevano ammesso in aula a Belluno di aver spesso usato l’espressione “Ti mando da suor Fidenzia” rivolgendosi ai bambini che non obbedivano. Una sorta di minaccia utilizzata verso gli ospiti più vivaci per convincerli a stare buoni. Sempre a suor Fidenzia si contestava di aver strappato una ciocca di capelli a una bambina, episodio di cui una super-testimone non si era però ricordata in aula. A entrambe si contestavano schiaffi e punture sulle mani con l’uso di matite.

Il tribunale di Belluno nel dicembre del 2007 aveva sostenuto come mancasse la continuità di tali atti, e quindi si potesse configurare l’assenza di maltrattamenti strettamente intesi. In altri casi poi mancava la querela dei genitori, fatto che ha influito non poco nel risultato del procedimento di fronte al giudice di Belluno. Di diverso avviso il tribunale di Venezia che le ha condannate per un reato meno grave, ovvero l’abuso di mezzi di correzione, reato per il quale è prevista una pena fino ai sei mesi. Sono state invece assolte suor Yolanda (Yolanda Caerlag, di origini filippine), suor Clotilde (Rosa Barile) e suor Gemma (Maria Alumbro), per le quali lo stesso pubblico ministero di Belluno, Roberta Gallego, aveva chiesto l’assoluzione. I difensori delle due suore ora sono pronti a ricorrere in Cassazione contro questo ribaltamento della sentenza

Tratto da:
http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/02/03/news/sberle-e-punture-di-matite-ai-bambini-condannate-due-suore-di-un-asilo-bellunese-1848071

Non so che cosa deciderà la Corte di Cassazione, ma a me la verità giudiziaria interessa relativamente. Io so che gli asili, i nidi, le galere, i centri di accoglienza, i centri per intossicati, i centri di espulsione, ecc. sono dei lager in cui mancano controlli della magistratura e quando la magistratura interviene, troppo spesso manifesta atteggiamenti di complicità con i torturatori (vedi il Tribunale si sorveglianza di Venezia che favorì atti illegali per effettuare sequestri di persona segnalati al Consiglio Superiore della Magistratura che ha preferito pulircisi il culo) o vedi l’Istituto per Sordomuti Provolo di Verona.
Troppi aguzzini hanno troppi appoggi Istituzionali (come i vescovi e i loro complici politici) per accettare le loro giustificazioni senza prove adeguate: l’istituzione, a differenza del cittadino, deve provare la sua innocenza quando è accusata di crimini da parte dei cittadini!
Di fronte ai cittadini l’Istituzione è sempre colpevole. Poi, può subentrare l’autorità giudiziaria, ma questo è un’altra cosa.

11 novembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

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