sabato 18 dicembre 2010

1200 euro di stipendio per attentare alla Costituzione, macellare i cittadini: i poliziotti sono pagati troppo per la loro inefficienza e immoralità


Le affermazioni di un poliziotto corrotto che disprezza i cittadini e che sputa sulla Costituzione della Repubblica: è con questa gentaglia pagata ben 1200 euro al mese che si violentano le Istituzioni.
Leggo indignato un articolo del Corriere della Sera in cui un poliziotto, che viene indicato col nome Gianluca Salvatori detto Luca Drago, giustifica il macello di persone inermi.
Legittimare la tortura in violazione dell’articolo 23 comma 3 della Costituzione della Repubblica è un atto eversivo. Un atto di terrorismo che andrebbe perseguito a norma di legge.
Questi delinquenti, pagati ben 1200 euro al mese, addestrati a picchiare (perché solo quello sanno fare, del resto sono persone immorali) hanno contribuito a costruire la miseria nel paese contribuendo a costruire migliaia di licenziamenti, tentano di rivendicare un loro diritto a macellare le persone indifese. Si mettono in dodici a massacrare una persona a terra indifesa e chiedono comprensione per il diritto di macellare le persone. E’ una vergogna!
Commento l’articolo di Rinaldo Frignani con cui si legittima la tortura in questo paese.
Già il titolo dell’articolo è un insulto.
Dice questo poliziotto:


«Avevano picconi e accetteNoi i bersagli per 1.200 euro»
Il poliziotto: mi chiamano Drago, se arrestassero mio figlio lo picchierei

Se le persone avevano accette e picconi: era tuo dovere arrestarle.
Se non l’hai fatto, sei venuto meno al tuo dovere e dovresti essere cacciato dalla Polizia per vigliaccheria. In subordine, siccome molti poliziotti avevano telecamere e macchine fotografiche, queste persone avrebbero dovuto essere fotografate, individuate e arrestate in un secondo momento. Il fatto che dopo quattro giorni questo non è avvenuto, significa che hai mentito ingiuriando i cittadini nell’ottica di legittimare i comportamenti criminali che ha tenuto la Polizia di Stato. Esattamente come quel poliziotto che dopo aver macellato i ragazzi alla scuola Diaz di Genova mostrava alle telecamere uno strappo che, asseriva, gli era stato fatto da una coltellata. Ora sappiamo che ha mentito!
Quand’è che la smettete di mentire e ingiuriare i cittadini?
Avete macellato persone indifese, a terra, che non aggredivano nessuno. E lo avete fatto solo per sadismo, per divertimento, perché il quel modo la vostra vigliaccheria vi faceva sentire onnipotenti, come quel criminale in croce davanti al quale costringete i bambini con la violenza perché non rivendichino i loro diritti alla giustizia davanti alla vostra violenza.
Io non ho dubbi che con tuo figlio l’unico rapporto che avresti sarebbe quello di picchiarlo: quando un individuo pensa alle persone come create ad immagine di un dio padrone, e si sente tanto un padrone col manganello in mano, con suo figlio può avere solo un rapporto di manganello. Quello che questo poliziotto fa è un insulto all’articolo 30 comma 1 della Costituzione della Repubblica: SI VERGOGNI!
Continua l’articolista:



ROMA - «Dio non voglia che questi, un giorno, raggiungano il loro scopo: uccidere uno di noi. Come gli ultrà hanno fatto con Raciti. Perché allora non so proprio come andrebbe a finire. I politici, gli onorevoli come li chiamo io, devono capire che bisogna cambiare strada. Subito». «Drago» è una montagna. Lo è nell'aspetto, ma anche dentro. Due lauree brevi, una famiglia da mantenere. Gianluca Salvatori («Ma se non dite Luca Drago nessuno mi riconosce», ci tiene a sottolineare) ha 43 anni, è un assistente capo della polizia. E un punto di riferimento per gli agenti del Reparto mobile di Roma. Un celerino, insomma. Di quelli che martedì scorso si sono ritrovati a fronteggiare centinaia di teppisti scatenati.

E già scopriamo la mentalità da delinquente di questo poliziotto: il suo padrone dio (non la Costituzione della Repubblica, ma il macellaio di Sodoma e Gomorra, cioè l’assassino, quello che ordina di macellare i sacerdoti di Baal; e questo già dice molto sulla mentalità del poliziotto) non voglia che “questi” raggiungano lo scopo di ammazzarli!
Da cosa lo deduce?
Dalla giustificazione con cui vuole legittimare i suoi atti di terrorismo. Raciti? Quando un individuo che fa il lavoro di poliziotto scambia lo stadio con le università, va cacciato dalla polizia!
Attribuire ad altri delle intenzioni per giustificare il proprio desiderio di macellarli, è un atto criminale e questo poliziotto andrebbe cacciato perché la sua attività si inquadra negli atti di terrorismo eversivo. Atti che giustificano gli omicidi che i poliziotti, di vario tipo, fanno macellando i cittadini nei vari posti di polizia con i massacri che si inquadrano in atti di terrorismo eversivo: Cucchi e Aldrovandi, tanto per fare due nomi in cronaca recente.
Quando i poliziotti si mettono in dodici a macellare una persona a terra sono dei terroristi assassini e andrebbero cacciati dalla Polizia. Definire i manifestanti “teppisti scatenati” quando le reazioni sono avvenute proprio perché era illegale la presenza dei poliziotti armati in piazza, significa disprezzo e odio per le Istituzioni. Si è assistito ai poliziotti scatenati contro delle persone inermi, non viceversa. Come al G8 di Genova l’accertamento dei fatti ha dimostrato che i poliziotti sono dei criminali, non i manifestanti macellati alla Diaz o in caserma. Quando poliziotti, come Spaccarotella, si divertono a fare il tiro a segno sulle persone, meritano solo disprezzo!
Continua l'articolo del Corriere della Sera:

«Da soli, in 25, abbiamo respinto 5 mila energumeni armati di "male e peggio", picconi, accette: ma quando ci daranno qualcosa di meglio di uno scudo e un manganello? Dove sono gli idranti e i "capsulum" (un potente lancia-peperoncino)?», chiede «Drago», che a piazza del Popolo ha preso colpi al petto e a una spalla, ed è finito in ospedale.

Sta mentendo: se c’erano picconi e accette in mano a cinquemila persone ci sarebbe stato l’assalto al Parlamento, altro che palazzo d’Inverno.
E’ molto più probabile che fossero venticinque armati di manganello contro ragazzini indifesi: ho conosciuto troppo la vigliaccheria e il desiderio di uccidere dei poliziotti di Stato per credere a queste baggianate. Non siamo negli anni ’70, di cui questo personaggio sfrutta l’immaginario, e non esiste nessuno che abbia coordinato i manifestati se non poliziotti in borghese o persone arruolate dalla Polizia di Stato proprio per creare disordini. Non esistono i Bleak Blok se non quelli organizzati dalla Polizia di Stato. La deduzione è semplice. Con i mezzi investigativi odierni verrebbero immediatamente individuati e arrestati: se, come io sono convinto, sono complici della polizia di Stato o di servizi segreti come ha affermato Cossiga e come l’esperienza di Bertoli e altre hanno dimostrato, allora, anche con i migliori mezzi investigativi non si trovano. L’unica immagine che abbiamo è quella di un ragazzo con una pala ed erano migliaia le telecamere, le macchine fotografiche, i telefonini che riprendevano. Comprese quelle della Polizia: questo poliziotto non venga ad ingiuriare i cittadini.

Un Poliziotto è al servizio dei cittadini e della Costituzione; non è al servizio del suo desiderio di onnipotenza, tortura ed omicidio e non si può permettere di giustificare i suoi atti di terrorismo.
Continua l'articolo del Corriere della Sera:


Luca è un giellista (dal Gl40, piccolo fucile usato per sparare lacrimogeni) e guida i blindati. È anche impegnato nei sindacati, come segretario provinciale della Consap. Ma la sua casa è la caserma di Ponte Galeria. Sulla carta oltre 500 uomini, «ma alla fine siamo 250. Un gruppo unito, legato da affetto fraterno, una squadra più simile a una famiglia». Con una vita in prima linea. «Per 1.200 euro al mese, più 13 di indennità nei giorni di ordine pubblico - svela l'agente -. Quanto guadagniamo all'ora nemmeno ve lo dico perché è ridicolo. I nostri colleghi spagnoli prendono quasi il triplo, gli altri anche di più. Ce la battiamo solo con i greci, ma lì è un'altra storia».

E’ uno stipendio di lusso.
Troppo!
Troppo rispetto a tutti coloro che questi celerini hanno affamato impedendogli di avere un lavoro, criminalizzandoli, pestandoli e alterando i processi con testimonianze false e pressioni ingiustificate sui giudici per ottenere la loro impunità.
E’ uno stipendio che nemmeno si sogna l’operaio che viene buttato giù dalle impalcature o quello che ci lascia le mani nelle presse e che viene picchiato dai celerini quando rivendica quelli che sono i suoi diritti. I suoi diritti nella sua società che i celerini dovrebbero difendere anziché aggredire.
Hanno picchiato in nome del diritto di Silvio Berlusconi di saccheggiare la società civile; aggrediscono gli studenti come se fossero quelli allo Stadio e non sono in grado di individuare i provocatori nella manifestazione (salvo averli mandati loro, come quello che colpisce un manifestante con un casco e che fa il saluto romano vicino ai poliziotti).
E’ una vergogna.
Continua l'articolo del Corriere della Sera:



Quasi tutti i giorni con casco, scudo e mimetica imbottita. Nelle manifestazioni e allo stadio. Gli insulti nemmeno li sente più: «Di quelli non mi preoccupo - aggiunge il poliziotto - non mi offendo, anzi non ci offendiamo, noi del Reparto: li guardi in faccia, questi ragazzini, anche loro con i caschi e gli scudi. A qualcuno gliel'ho anche detto: "Ma lo capisci che con un arresto ti rovino il futuro?" C'è chi ti sta a sentire, chi ti ringrazia, come uno di Pisa che ho incontrato in ospedale. Ma tanti se ne fregano. E magari un giorno te li ritrovi a fare politica».

Ricordo che l’uso di persone armate in manifestazione pubblica è un atto di violenza un attentato alla sicurezza.
I poliziotti non sono là per evitare preventivamente la violenza, ma sono là per fare la violenza ai cittadini: ricattarli, intimidirli e provocarli al fine di giustificare il macellarli.
E’ proprio grazie a queste persone che la Polizia è vissuta come un nemico della società civile.
Quando un cittadini ha necessità di giustizia viene deriso dai poliziotti che colgono l’occasione per macellarlo mettendosi in dodici contro una persona indifesa. Certo che il razzista della Lega Nord ti ringrazia quando prendi il piccolo spacciatore e lo massacri di botte: ma hai scelto di essere un nemico della società civile. Hai scelto di stimolare il crimine perché chi protesta per la legittimità Costituzionale tu lo macelli.


Continua l'articolo del Corriere della Sera:


«Drago» c'era anche a largo Goldoni, durante l'aggressione al finanziere. Con i suoi («Compagni, camerati, colleghi? Come li devo chiamare per non essere etichettato?») è fra coloro che sono corsi in aiuto del militare. «C'erano tutte le condizioni perché usasse la pistola che volevano portargli via - spiega l'assistente capo - ma lui non l'ha fatto. Immaginate cosa sarebbe successo se un manifestante fosse riuscito a prenderla? Nell'ordine pubblico non si può sbagliare, non è come fare le indagini, dove c'è il tempo di fare correzioni. Da noi no. Quello che si prevede non è mai quello che accade. E in piazza non siamo solo poliziotti: siamo i supplenti di un governo, come anche ha detto il capo della polizia, di destra o di sinistra che sia, che invece non ci tutela come dovrebbe. I politici promettono aiuti che non arrivano mai e noi sacrifichiamo le nostre vite, privato compreso».
Essere un celerino vuol dire anche questo: «Certo, crediamo in quello che facciamo, per me è una vocazione. Martedì, come le altre volte, siamo stati i difensori di Roma contro un'orda di barbari. Ma anche noi abbiamo il diritto di tornare a casa tutti interi. Abbiamo madri, mogli e figli che ci aspettano. Proprio come i teppisti che fermiamo. Invece ci lapidano e ci ordinano di stare fermi, immobili. A subire di tutto. Non dico che le "teste calde" che ci sono fra noi facciano bene a sfogarsi. È chiaro che sbagliano, ma dopo 12 ore di questa storia...».

Le immagini non dicono ciò che afferma questo poliziotto: le immagini dicono che questo poliziotto è un bugiardo.
Che il finanziere avesse timore che gli portassero via la pistola, ne sono convinto. Un timore legittimo, ma che ci fosse la volontà di alcuni attorno al finanziere di portargli via la pistola, non ne sono convinto. E’ sufficiente guardare l’istantanea del ragazzo col manganello e le manette fermo ad un paio di metri dal finanziere. Se ci fosse stata una volontà violenta contro le persone, avrebbe colto l’occasione per restituire qualche manganellata, invece sembra che non l’abbia fatto (ha fatto altre cose, forse, ma non questa).

La Polizia di Stato ha messo a ferro e fuoco Roma.
Era dove non doveva essere e ha aggredito manifestanti inermi provocando delle reazioni.
La Polizia di Stato è scesa armata contro la Costituzione della Repubblica in un comportamento ascrivibile alla volontà di un Colpo di Stato.

Questo Poliziotto che insulta i cittadini che vengono aggrediti da licenziamenti e da distruzione del tessuto sociale (e che lui, invece è garantito con ben 1200 euro al mese uno stipendio che la gente ormai nemmeno se lo sogna. Nemmeno le 1000 persone che nella Provincia di Treviso da gennaio non avranno nemmeno gli ammortizzatori sociali e nemmeno io che anche per colpa di poliziotti picchiatori e criminali non trovo lavoro) dovrebbe essere rispettoso delle norme Costituzioni anziché veicolare il suo fanatismo in forme di odio sociale come quella di definire i cittadini “un’orda di barbari” quando lui e la Polizia di Stato sono stati i veri devastatori di Roma aggredendo i manifestanti in modo illegale: loro erano armati, non i manifestanti. I manifestanti si sono limitati a difendersi con quello che trovavano.


Continua il Corriere della Sera:


Alcuni fra i 53 feriti delle forze dell'ordine vogliono costituirsi parte civile contro chi li ha fatti finire in ospedale negli scontri a via del Corso e piazza del Popolo. Finora per tutti loro l'unica soddisfazione di una giornata drammatica è stato l'sms di ringraziamento inviato dal questore Francesco Tagliente. «Un onore, un conforto, non era mai successo prima», spiega «Drago», che però protesta: «Se un agente sbaglia paga tre volte rispetto a un cittadino normale, ma i danni fatti da questi teppisti a chi li chiediamo? Ai genitori? Tanto nemmeno loro capiscono: sempre martedì, in commissariato, ne ho incontrati alcuni - racconta l'agente -. Volevano notizie dei figli fermati. Per loro era come se fosse stato normale. "Dobbiamo aspettare che ste' m.... decidono se carcerarlo oppure no", diceva uno. Ma che scherziamo? Se succedesse a mio figlio il primo a picchiarlo sarei io». L'ultimo affronto poi è arrivato con la scarcerazione dei 22 arrestati di martedì. E su questo «Drago» chiude il discorso: «Ormai si sentono legittimati a fare tutto. Legittimati dalla giustizia che li mette fuori dopo tutto quel casino. E a ripresentarsi in piazza la settimana prossima. Ma ci saremo anche noi, come sempre».

Per costituirsi parte civile contro un aggressore, è necessario individuare l’aggressore: vuole costituirsi parte civile contro chi hai macellato indifeso a terra?
Chi è la merda? Da un cittadino escono le parole di bocca; il Poliziotto macella le persone a manganellate! Fate voi le proporzioni: il poliziotto, anziché essere rispettoso della Costituzione, si identifica con l’onnipotenza del criminale in croce.
Chi ha macellato delle persone si sente in diritto di fare tutto quello che vuole che tanto una banda di torturatori condannati sono ancora in servizio attivo (come quelli di Genova), I cittadini hanno il diritto di manifestare senza che la banda armata di poliziotti li vadano a macellare dopo averli provocati; quand’è che i poliziotti smetteranno con la violenza criminale?
Le Istituzioni, per la nostra Costituzione, non sono le “padrone dei cittadini”, ma sono al servizio dei cittadini, mentre la Polizia di Stato ha attentato alle Istituzioni sia con i provocatori infiltrati (alla Cossiga) che con affermazioni demenziali e illegittime di questo poliziotto.
La Polizia di Stato ha fermato 22 disarmati e ha lasciato andare quelli che, secondo questo poliziotto, erano armati di asce e di picconi!
Come al G8 di Genova dove i poliziotti hanno macellato persone disarmate perché, secondo loro: «Ormai si sentono legittimati a fare tutto. Legittimati dalla giustizia che li mette fuori dopo tutto quel casino. E a ripresentarsi in piazza la settimana prossima. Ma ci saremo anche noi, come sempre».

Quel governo che vi ha mandati a macellare manifestanti indifesi e vi paga uno stipendio di ben 1200 euro è lo stesso governo che per impedire che voi veniate giudicati per delitto non ha trasformato in legge l’articolo 13 comma 4 della Costituzione della Repubblica. E questo è un attentato terroristico alla Repubblica Italiana.

Le affermazioni criminali e ingiuriose di questo poliziotto mi ricordano la mia vicenda quando fui macellato di botte per due giorni anche da dodici poliziotti contemporaneamente nella caserma di polizia e poi i magistrati di Venezia manomisero i processi per garantire l’impunità dei poliziotti. Volevano anche denunciarmi perché chiedevo giustizia (garantirono impunità ai terroristi della Polizia di Stato) se non fosse stato per due poliziotti, estranei al macello, che denunciarono che venivo torturato: Ambrosini e Trifilò!
Quando mi torturarono firmai quello che volevano, poi ci pensò il criminale Michele Dalla Costa o Carlo Mastelloni o Ferrari, o Rita Ugolini (tutti magistrati che utilizzavano le torture, come Pietro Calogero, Palombarini, Casson) a far sparire quanto mi era stato estorto e mi tennero sotto minacce di tortura e morte per dieci anni affinché non potessi difendermi ai processi. I poliziotti, come questo intervistato, torturano e ai cittadini non è concesso difendersi.. Assistere oggi a dei magistrati che verificano i fatti e non prendono le dichiarazioni dei poliziotti come “oro colato”, è comunque motivo di conforto.
A Trifilò e Ambrosini gliel’hanno fatta pagare nello stile vigliacco della Polizia di Stato (quella che protegge i poliziotti torturatori e aggredisce i poliziotti che credono nella giustizia) quando ingiuria e diffama i cittadini per assicurarsi un lauto stipendio di ben 1200 euro al mese.

Tutti noi vorremmo una Polizia di Stato legata al dettato Costituzionale. Una Polizia che arresti chi commette reati senza commettere reati a sua volta. Vorremmo dei poliziotti al servizio dei cittadini e non dei macellai o dei giustizieri che giustificano il diritto di macellare. Che cosa succederà nelle caserme ora che il disagio sociale aumenta. Ora che la piccola criminalità, voluta anche dalla Polizia di Stato, aumenterà per il disastro economico?
Verrà giustificata ancora la tortura e il massacro?
E ci saranno giornalisti che continueranno a giustificare la tortura e il massacro della Polizia di Stato?
Io non oppongo botte a botte, ma principi Costituzionali alle botte e alla violenza ingiustificata della Polizia di Stato: ed è per odio contro la Costituzione della Repubblica che la Polizia di Stato macella i cittadini!

Detto questo, non ringrazio la Polizia di Stato quando fa correttamente e coerentemente il proprio lavoro all’interno delle norme Costituzionali, ma ringrazio i cittadini che fanno il lavoro di poliziotti quando affiancano i cittadini per migliorare la società e il futuro dei loro figli. Ringrazio i cittadini che fanno il lavoro di poliziotto o quello del magistrato quando non usano le Istituzioni come “arma di distruzione di massa”, ma riaffermazioni del diritto e della legalità. E’ allora che li riconosco come cittadini: sia quando di mestiere fanno i magistrati, i poliziotti, i carabinieri o i finanzieri. Cittadini in diritto di chiedere e rivendicare migliori condizioni di vita.
Come posso non guardare con disprezzo i poliziotti che si presentano alla preghiera del venerdì dei musulmani a fare azione di “controllo” come “contrasto del terrorismo” per coprire, in realtà, l’esercizio di provocazione e di odio religioso nei loro confronti?
O come posso non trattare con disprezzo il poliziotto che dice al cittadino: “Guarda come parli!”. Come se lui fosse il padrone (e poi continua col manganello).
I danni provocati alla città di Roma vanno messi in conto alla Polizia di Stato: la loro presenza in piazza era Costituzionalmente illegale.


L’articolo che ho commentato è di:

Rinaldo Frignani

Pubblicato il:
18 dicembre 2010

Tratto da:

http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_18/poliziotto-parla-drago_d984109a-0a6f-11e0-b99d-00144f02aabc.shtml


Ricordo che l’istituzione dei celerini fu fatta illegalmente. Voluti da Scelba per favorire un colpo di Stato contro la Costituzione della Repubblica.
L’Italia è sempre stata sotto il terrore di un colpo di Stato per istituzioni corrotte e vigliacche, dalla strage di Portelle delle Ginestre alla mafia di Berlusconi che sta mettendo in pericolo la Costituzione della Repubblica e sta distruggendo il benessere della società civile: sta togliendo agli italiani i 1200 euro al mese per sopravvivere.
E poi sia chiaro che non sono solo 1200 euro al mese, ma sono 1200 euro al mese con vitto e alloggio, cosa che non ha il cittadino senza tetto che questi stessi Poliziotti aggrediscono quando si sdraia su una panchina (Vedi la protesta della Procura della Repubblica di Verona ad opera del Procuratore Schinaia). Hanno più di quanto un senzatetto si può permettere.
Trovo vergognoso che la CGIL abbia appoggiato i sindacati di polizia che hanno sempre giustificato le torture nei confronti dei cittadini.

Fatalità oggi escono le motivazioni della sentenza di Genova contro la Polizia di Stato con cui si certificano le attività di terrorismo di individui che di mestiere fanno i poliziotti:

De Gennaro depistò le indagini per coprire l'insuccesso del servizio d'ordine
Pubblicata la motivazione della sentenza della Corte d'Appello: «Delitto contro l'attività giudiziaria»
IL G8 di genova
De Gennaro depistò le indagini per coprire l'insuccesso del servizio d'ordine
Pubblicata la motivazione della sentenza della Corte d'Appello: «Delitto contro l'attività giudiziaria»
MILANO - L'ex Capo della polizia - e attuale direttore dell'Asi, l'organismo che coordina i servizi segreti dell'Aisi e dell'Aise - Gianni De Gennaro, durante il G8 di Genova «aveva con evidenza l'interesse a non fare trapelare un suo diretto coinvolgimento nella vicenda Diaz». Lo scrivono nella motivazione della sentenza i giudici della Corte d'Appello di Genova (Maria Rosaria D'Angelo e Raffaele Di Napoli) che lo scorso 17 giugno condannarono De Gennaro ad un anno e 4 mesi di reclusione con pena sospesa e non menzione sulla fedina penale. Insieme a lui fu condannato anche l'ex capo della Digos di Genova all'epoca del G8 Spartaco Mortola, che ebbe 14 mesi. Secondo i giudici genovesi, De Gennaro dovette alterare «l'accertamento dei fatti, delle loro modalità e delle responsabilità politiche e penali, dei fatti posti in essere durante quell'operazione», ovvero durante l'irruzione alla scuola Diaz del 20 luglio 2001. I giudici sottolineano come l'intero servizio di ordine pubblico si rivelò un «insuccesso»: morì Carlo Giuliani, nella scuola Diaz non furono trovati i black bloc. Erano dunque necessari depistaggi. De Gennaro avrebbe freddamente ordinato all'ex questore di Genova Francesco Colucci di ritrattare le sue dichiarazioni al processo Diaz, così da scagionare completamente l'allora capo della polizia. E questo, secondo la Corte d'Appello di Genova, fu un «delitto contro l'attività giudiziaria».
ABUSO - I depistaggi emersero per puro caso: intercettando funzionari e artificieri, i giudici si sono imbattuti nelle telefonate di preparazione della testimonianza del questore Colucci. Da quelle telefonate emerse che «il capo avrebbe ordinato a Colucci di rivedere le precedenti dichiarazioni sulla presenza sul campo del portavoce del capo della Polizia Sgalla per aiutare i colleghi imputati nel processo per l'irruzione nella scuola Diaz». Questa strategia sarebbe stata messa a punto in una riunione privata tra Colucci e De Gennaro a Roma, un faccia a faccia che l'ex questore di Genova avrebbe evitato di menzionare al processo, «ulteriore conferma», si legge nelle motivazioni, «della consapevolezza e volontà dell'imputato De Gennaro della portata istigatrice e di suggerimento di una versione dei fatti al teste Colucci contrastante dalle precedenti dichiarazioni e con la realtà».
CARRIERE - «Bisogna che aggiusti un pò il tiro» è la frase che Colucci riferì all'ex capo della Digos Mortola dopo il colloquio con De Gennaro. Secondo i giudici d'appello, dunque, «la richiesta espressa ed esplicita di ritrattare» conteneva una minaccia: ripercussioni sulla carriera di Colucci «che proprio in quel periodo era in fase di valutazione per la progressione di carriera». De Gennaro, dunque, per il giudice «abusò anche della funzione pubblica esercitata e connessa al suo ruolo di Direttore generale del dipartimento della Pubblica Sicurezza».
Tratto da:
http://www.corriere.it/cronache/10_dicembre_18/sentenza-G8-genova_bc3ee53a-0aa3-11e0-b99d-00144f02aabc.shtml

E’ possibile pagare ben 1200 euro al mese per chi fa affermazioni criminali come il celerino Gianluca Salvatori detto Luca Drago?
E’ un insulto per tutti i cittadini che hanno perso il loro posto di lavoro.
O si è per il diritto Costituzionale, o si è per il terrorismo messo in atto da individui che si nascondono dietro ad una divisa.
Poi, sulla Guardia di Finanza escono notizie come queste:

Finanziere ruba e litiga: arrestato
Scoperto al Carrefour, è accusato di tentata rapina e lesioni


MARCON. Ha preso dei saponi e una rivista e ha infilato l'uscita senza pagare. La mossa non è sfuggita al servizio di vigilanza del Carrefour e F.C., 36 anni, finanziere, è stato bloccato in attesa dell'arrivo dei carabinieri. Quando ha capito la mal parata l'uomo ha tentato di scappare. Ne è nata una colluttazione, alla fine della quale è stato arrestato. Il fatto è successo lunedì sera al Carrefour. Un comportamento apparentemente inspiegabile quello tenuto dal militare delle Fiamme Gialle. Il finanziere, infatti, finora avrebbe sempre tenuto un comportamento esemplare e starebbe studiando per aspirare a un miglioramento della propria posizione lavorativa. Magari potrebbe essere proprio lo stress accumulato per il lavoro e lo studio ad avergli fatto perdere la lucidità per capire quali conseguenze avrebbe potuto avere il suo gesto. Un comportamento tanto meno comprensibile considerata anche l'esiguità della merce sottratta. I reati di cui era stato accusato in un primo momento, però, sono pesanti: rapina e lesioni aggravate ai danni di un carabiniere intervenuto per bloccarlo. Ieri mattina il finanziere, difeso dagli avvocati Giuseppe Antoniazzi e Monica Severin del foro di Treviso, si è presentato in tribunale a Mestre. Le pesanti accuse, nel corso dell'udienza per direttissima di ieri mattina, sono state derubricate in tentata rapina e lesioni non aggravate. L'uomo ora si trova agli arresti domiciliari. L'udienza è stata rinviata al 4 febbraio.

Tratto da:
http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2010/12/22/news/finanziere-ruba-e-litiga-arrestato-3015029

Da contrapporre all’episodio della donna che è stata denunciata per aver rubato qualcosa da mangiare per loro e la figlia di nove mesi al supermercato Panorama di Treviso. Lei disoccupata col compagno da poco licenziato.
Torno a ripetere: 1200 euro al mese per persone come queste sono troppe.

Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

18 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

3 commenti:

  1. Quì parlano di voi quelli da 1200 euro al mese.
    Per la verità sono 2400 euro al mese ed oltre.

    http://www.ficiesse.it/f_messaggi.php?id_topic=11167&#fine

    RispondiElimina
  2. riguardo il finanziere che ha rubato al carrefour ce ne sarebbero di cose da dire....

    RispondiElimina
  3. Ma perche drago fa' ancora queste interviste che tristezza

    RispondiElimina