mercoledì 29 dicembre 2010

Bombe alle ambasciate: Calabresi cerca Pinelli e Valpreda!


Lo squallido gioco delle bombe: il Calabresi di turno depista le indagini sui responsabili, ricercati i Pinelli e i Valpreda!

Davanti al fallimento dell’attività di governo, a Maroni, Berlusconi, Frattini e Bossi, non resta altro che il gioco degli attentati e delle bombe.
Lo hanno fatto loro?
Dovrà essere accertato dalle indagini.
Innanzi tutto il discorso sulla “fantomatica” Federazione Anarchica Informale e sui Black Block.

Non esistono né l’uno e né l’altro.
La mia impressione è che la Polizia di Stato (chiamatela “deviata”, o settori dei Servizi Segreti, non mi importa a meno che non vogliate considerare deviati i Poliziotti che pagati ben 1200 euro sono andati a picchiare i pastori Sardi privandoli dello status di cittadini), fallite le provocazioni contro l’opposizione sociale, stia mettendo bombe e stia mettendo in atto aggressioni gratuite pur di garantire a Silvio Berlusconi di rapinare la società civile.

Ci sono due precedenti dai quali è necessario partire per ragionare sulla situazione odierna. Un militante del Popolo delle Libertà ha tirato in faccia a Silvio Berlusconi una riproduzione del duomo di Milano. Grazie alla faccia spaccata che Silvio Berlusconi ha sventolato in piazza e alla propaganda con cui ha accusato gli avversari politici, è risalito nei sondaggi che lo vedevano in picchiata.

Il secondo episodio è la messa in scena del finto attentato a Belpietro. Una messa in scena che, al di là di ogni risultanza di indagine giudiziaria, Belpietro ha sfruttato nella propaganda televisiva per legittimare delle violente campagne diffamatorie che lo vedono in prima fila con Feltri: sia il quotidiano Libero che il quotidiano Il Giornale, sono stati più volte querelati per azioni che appaiono disgustose e finalizzate alla destabilizzazione delle Istituzioni.

Poi vennero le manifestazioni degli studenti e alcune manifestazioni di operai e di licenziati, mentre fallisce il tentativo del Popolo delle Libertà di rispondere alle proteste di piazza. Lo stesso governo viene messo in difficoltà il Parlamento e solo l’acquisto, come fossero dei giocatori di calcio, di parlamentari salva il governo dalla sfiducia.

Per questo la Polizia di Stato rispolvera i Black Block, quelli che ha messo in campo a Genova, per provocare gli studenti e poter mettere in atto una reazione di macelleria.
Che in giro per l’Europa esistino gruppi di anarchici o contestatori che si possano vestire da Black Block, è fuori discussione; che questi gruppi esistino in Italia (al di fuori del controllo della polizia di Stato che arruola questo o quel delinquente di turno per i suoi scopi) è falso e l’affermazione del contrario costituisce un atto di eversione dell’ordine democratico. Andrebbe come minimo dimostrato e non dato per scontato da un ministro come Maroni.

Il discorso relativo alla Federazione Anarchica Informale, è ancora più ridicolo!
Se io tentassi di farmi passare per un “militante” delle organizzazioni di destra non mi comporterei come si comporta un militante delle organizzazioni di destra perché le mie idee aprioristiche non sono forgiate nella militanza di destra. Mi comporterei come uno, nato e cresciuto in gruppi della sinistra che vorrebbe farsi passare per uno di destra. In altre parole, il mio comportamento sarebbe legato a come io penso quelli di destra; alla forma con cui si presentano e alle cose, che io considero di destra, su cui ho messo la mi attenzione.
La stessa cosa è quando, qualcuno di destra vuol farsi passare per uno di sinistra.
La stessa cosa è quando la Polizia di Stato o sue emanazioni tentano di emulare le varie tradizioni di sinistra.
La sigla FAI legata alle bombe, nasce da questo fraintendimento fatto proprio dalla Polizia di Stato.

La sigla FAI sta per Federazione Anarchica Italiana. L’associazione Anarchica più storica di questo paese che ha pubblicato Umanità Nova per decenni ( e forse lo pubblica ancor oggi). Attribuire bombe alla FAI è come attribuire il concetto di uguaglianza Costituzionale a Hitler o a Ratzinger. Cioè, un non sense ideologico.
La Polizia di Stato se né accorta tardi dell’errore e così ha ripiegato dando alla I il significato di “informale” per seminare l’idea di un’organizzazione non strutturata che, pur riconducendola all’ideologia anarchica, mette le bombe.

Gli anarchici che mettono le bombe, non sono mai esistiti. Nel senso che non sono mai esistiti anarchici che mettono bombe colpendo obbiettivi indiscriminati. Tutti gli obbiettivi, che nel corso della storia sono stati colpiti da vari gruppi anarchici, erano all’interno di progetti ideologici anarchici che, a loro volta, erano all’interno di progetti di rivolta sociale. Senza i progetti di rivolta sociale non possono esistere progetti anarchici né di ogni altro gruppo legato alla “sinistra”. Oggi come oggi non esistono nemmeno gli anarchici in quanto l’ideologia anarchica, salvo un vago senso di “inorganicità comportamentale” è completamente sconosciuta a coloro che si dichiarano anarchici.

Berlusconi ha bisogno di bombe anarchiche per gestire il controllo sociale che gli sta sfuggendo.
Gli andrebbe meglio se quelle bombe fossero firmate Brigate Rosse, ma sono trent’anni che questi si sono sciolti e salvo qualcuno che doveva sopravvivere all’inizio degli anni ’90 e qualche disperato emulatore che ha tanta nostalgia, oggi come oggi non esistono più. Basta ricordarci della vicenda “dell’organizzazione di Udine” tanto amata dai giornalisti che ha finito per rivelarsi una bufala.
Così quando gli studenti, esercitando il loro diritto Costituzionale, non hanno voluto dire alla DIGOS qual’era il percorso della manifestazione, hanno impedito alla DIGOS di usare i suoi provocatori come nella manifestazione precedente costringendo la Polizia di Stato a ripristinare le bombe.
Si scopre una bomba nella metropolitana che non scoppia e appaiono alcune bombe, del resto innocue salvo che per lievi ferite, alle ambasciate.

La tecnica dell’attentato terrorista, già usata a Piazza Fontana dalla Polizia di Stato e alla Stazione di Bologna e le provocazioni alla Cossiga per destabilizzare le Istituzioni, vengono ripristinate. Ma non bisogna far troppo danno perché altrimenti la Polizia di Stato deve indagare davvero: non siamo più a quando i poliziotti di Venezia hanno collaborato, direttamente o indirettamente, a mettere la bomba al Gazzettino di Venezia per incolpare gli autonomi.

Dal momento che io sono convinto che Calabresi fosse responsabile della strage di Piazza Fontana e che ha contribuito a “depistare” le indagini proprio per coprire chi stava organizzando un colpo di stato con la complicità della stessa Procura della Repubblica di Milano di allora, appare evidente che quando la storia si ripete ha più l’aspetto di farsa che non della tragedia che questo paese ha vissuto.
Ora si inventa anche un possibile attentato a Fini per chiamare in causa Silvio Berlusconi come mandante.
Va da sé che i giornali che hanno fatto questa illazione (sulla quale indagherà la magistratura, anche se le cose ci lasciano perplessi vista la vicenda di Valpreda, Pinelli e il genocidio messo in atto da Cossiga e complici) sono i giornali legati a Silvio Berlusconi la cui attività sembra più legata a fini di disarticolazione Istituzionale che non all’informazione (vedi la vicenda di Montecarlo e Fini).

La bomba esplosa a Gemonio: quattro petardi sotto capodanno?
E’ l’ennesima presa in giro di Maroni. Bossi dice che non ci sono i numeri per governare? Due petardi e un volantino, guarda caso, anarchico e subito anche l’Italia dei Valori è pronta a solidarizzare come un tempo lo stesso Partito Comunista non aveva nulla da ridire sul sequestro Pinelli e sul sequestro Valpreda solidarizzando con chi ha messo le bombe a Piazza Fontana per indurre ad un colpo di Stato.
E’ la farsa: “Vedete, noi vogliamo il federalismo e “loro” ci mettono le bombe!” e nessuno gli fa una risata in faccia mentre la Lega sta mettendo in pericolo le Istituzioni.
Riporto:

VARESE - Sono esplosi due ordigni artigianali, probabilmente due bombe carta, questa notte alle 3 davanti alla porta della sede della Lega Nord in via Marsala 1 a Gemonio (Varese), paese dove risiede Umberto Bossi. La casa del leader del Carroccio dista solo 100 metri dal luogo dell'attentato. A quell'ora, Umberto Bossi era rientrato a casa di ritorno dalla 'Berghem Frecc', tradizionale festa della Lega Nord di Villa D'Ogna, nel Bergamasco, dove aveva tenuto un comizio e si era trattenuto fino a tardi per le selezioni di Miss Padania.

MARONI - «Noi della Lega siamo abituati da sempre ad attacchi di questo tipo, fatti da intolleranti che agiscono vigliaccamente e nell'anomitato - ha commentato il ministro dell'Interno Roberto Maroni interpellato dall'agenzia AdnKronos -. È accaduto altre volte in passato che sedi del nostro partito siano state oggetto di violenza, ma non ci siamo mai fatti intimidire e la stesso accadrá questa volta. Naturalmente sono episodi da non sottovalutare. Non posso dire nulla ovviamente sulle attività investigative -conclude Maroni- che sono in corso e seguono piste precise».

LA RIVENDICAZIONE - L'onda d'urto degli ordigni, realizzati con polvere nera compressa, ha provocato danni al portone, mandato in frantumi i vetri delle finestre e distrutto parte degli arredi interni ma non ha provocato feriti. Sul muro è apparsa una scritta con vernice spray «Antifa secondo atto» che rivendica l’azione di membri dell’area anarchica vicino ai centri sociali, spiegano gli investigatori. «Dagli involucri rimasti a terra - spiega la polizia - sembra si tratti di petardi, non di ordigni», messi comunque "a scopo intimidatorio", che hanno infranto i vetri di due vetrine. Sono in corso gli esami dei filmati delle telecamere per utili indizi. Sul posto stanotte sono intervenuti i carabinieri. Indaga anche la Digos di Varese.

Tratto da:
http://www.corriere.it/politica/10_dicembre_29/gemonio-attentato-lega_4591051c-1327-11e0-8894-00144f02aabc.shtml


Augurandosi che i responsabili siano fermati, vorrei far notare come in questo periodo sia facile procurarsi della polvere nera contenuta negli ordigni pirotecnici usati per il capodanno.
Ora, anche l’Italia dei Valori è pronta per distruggere l’Italia appoggiando il federalismo bossiano: appropriarsi delle strutture della società civile per fare degli affari.
Cosa dobbiamo aspettarci?
Che Silvio Berlusconi con la mafia, e la Polizia di Stato metta in atto tutta una serie di azioni eversive per mantenere il controllo di una poltrona che gli garantisce l’impunità.
Altre bombe?
Non lo so, ma sicuramente tante azioni di eversione dell’ordine Costituzionale.
Azioni che i cittadini subiranno con rabbia spesso non sapendo a chi attribuire le responsabilità: come per Piazza Fontana, La stazione di Bologna, Piazza della Loggia e molti altri....
Chissà se il Calabresi di turno ha già aperto la finestra. Chissà se i giornalisti del Corriere della Sera titoleranno i loro articoli del tipo: “Pinelli smascherato si suicida...” e poi pubblicheranno il disegnino a supporto della loro tesi.
Chissà...


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29 dicembre 2010
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
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