martedì 25 gennaio 2011

Che i codardi, le Istituzioni, si facciano da sole le loro battaglie: gli italiani si ritirano. ARRANGIATEVI!

Non è vero quanto scrive La Repubblica a proposito dell’indifferenza degli italiani.
Gli italiani sono impotenti.
Giornali come La Repubblica e la “sinistra” cattolica, fanatica e integralista, hanno costruito una situazione sociale di odio e di distruzione al punto che nessuno può più esporre il proprio modo di pensare.
La questione Battisti è sintomatica: chi è stato torturato, chi ha visto i processi manomessi, viene vilipeso dalla stampa in virtù di una ragione di Stato il cui unico scopo è proteggere i golpisti e i terroristi che da Piazza Fontana a Bologna hanno insanguinato il paese in funzione di colpi di stato sistematici.
Per contro c’è un Saviano che suona le trombe contro la mafia, ma che non si fa scrupolo di inneggiare a torturatori e assassini che attentano ai principi Costituzionali.


Roberto Saviano è un modello di distruzione della società civile: ha un problema, quello delle mafie, e viene usato nell'informazione spacciando quel problema come IL PROBLEMA. Milioni di cittadini vengono perseguitati in mille modi "ma vuoi mettere il problema della mafia". Il tuo problema è merda, mentre quello di Saviano è un vero problema.


Berlusconi ha mignotte a tonnellate, ma quando i sindaci del Veneto con la Polizia Urbana aggredivano le donne che volevano sopravvivere lungo la strada privandole dei loro diritti Costituzionali: dove stavano i giornalisti? I giornalisti sono delle vere puttane!!!! Non sanno riaffermare i diritti Costituzionali per i diritti Costituzionali, ma solo se loro ne individuano una qualche forma di interesse.


Un Presidente della Repubblica che attribuisce a sé stesso i diritti Costituzionali, ma non si fa scrupolo ad aggredire i cittadini nella loro fruizione. Come per un pedofilo e pederasta di Ratzinger a cui il ministro degli interni Maroni garantisce l’impunità consegnandogli di fatto i bambini italiani affinché li possa violentare.
Visti da fuori l’Italia non si conoscono gli infiniti crimini che i singoli cittadini subiscono in questo paese. Crimini che i giornali non riportano perché hanno da sempre deriso i cittadini nei loro bisogni e nelle loro necessità: che ne è dei cittadini che protestavano sui tetti?
Tuto il peggio della distruzione sociale, in Italia si è INCANCRENITO!
Un cancro che continua col fascismo e una Democrazia Cristiana che è vissuta di stupro di bambini e di traffico di carne umana. Dove chi veniva trafficato veniva ingiuriato, bastonato e incarcerato con la complicità di stampa ed informazione.

Gli Italiani non vedono più qualche cosa per cui valga la pena combattere.
Chiamparino non ha esaltato l’abilità di Marchionne?
E lo scopo di Marchionne non era quello di chiudere la FIAT e fare 150.000 disoccupati?
Non era quello di aggredire la vita degli operai portandoli all’esasperazione?
Eppure la sinistra, fanatica cattolica, ha applaudito.
I magistrati non sono coloro che hanno torturato i cittadini? Eppure Saviano applaude come se la tortura ai cittadini fosse legittima.
L’Italia va verso lo sfascio perché le Istituzioni, anziché essere uno strumento di gestione della vita pubblica, si sono erte a dio padrone, a quel crocifisso, con cui minacciare di morte i cittadini se non si mettono in ginocchio.

Questo non è percepito al di fuori dell’Italia.

Come non è percepito al di fuori dell’Italia la decisione degli italiani di lasciar morire una società civile che a loro non appartiene più.
Per l’Italia non esistono prospettive per il futuro: dunque, per cosa combattere?

Fanatici integralisti cattolici come Fioroni, Gentiloni, Veltroni, hanno piegato le visioni laiche della società all’integralismo cattolico Wojtylano e ratzingeriano al fine di consentire al vaticano lo stupro di minori. Nel contempo, attraverso la Polizia di Stato, aggrediscono i cittadini per costringerli in ginocchio davanti al dio assassino dei cristiani e legittimare, con questo, le aggressioni alla società civile.

Per cosa combattere?
Non sono forse i magistrati che hanno protetto il razzismo della Lega?
Non sono forse i magistrati che hanno torturato i cittadini pretendendo l'impunità?
E Saviano applaude!
Gli italiani si ritirano dalla contesa pubblica al fine di permettere ai vari centri di potere, ai potentati che hanno violentato la democrazia, di scannarsi fra di loro.
Difficilmente dall'estero capiscono questo.


L'INCHIESTA
L'Italia vista da fuori, l'ora della polemica
"Popolo senza coraggio, niente cambierà"
Si conclude la nostra iniziativa sui racconti dall'estero. "Siete incapaci di giudicare la vostra condizione". E tra sogni di rivoluzioni pacifiche e rabbia per l'indifferenza percepita, non manca l'ottimismo

di TIZIANO TONIUTTI


ROMA - Senza coraggio o indifferenti? Scoraggiati o impauriti? A leggere le migliaia di mail giunte al nostro indirizzo vistadafuori@repubblica.it, gli italiani di oggi sono un popolo di Don Abbondio, smarriti in un contesto gattopardesco. Certo, è fin troppo facile fare i coraggiosi da fuori. Ma si può rispondere con altrettanta solerzia che per decidere di lasciare casa propria, di coraggio ce ne vuole, eccome.

E comunque, gli italiani che hanno scelto di andarsene non dicono queste cose a cuor leggero. Tra chi racconta di un paese incomprensibile e triste 1, e chi parla di una nazione che sarà presto in via di sviluppo 2, tra le mail dei nostri lettori sono tanti gli argomenti che danno dispiacere anche a chi sta lontano, anche a chi è partito da molto. E che vissuti da emigrati, possono fare più male della lontananza stessa.

"Vi manca il coraggio di cambiare". Luca scrive poche righe dalla Francia: "E' brutto da ammettere, ma non è Berlusconi che ha cambiato la società italiana: lui è lo specchio e il prodotto della stessa. Berlusconi ha capito come la nostra società stava cambiando,
e ha dato al popolo quello che il popolo voleva. E ora lo
rappresenta più che degnamente". Breve ma intenso, come Roberta da Amsterdam: "Siamo diventati una barzelletta non tanto per i comportamenti ridicoli del Premier, ma perché da fuori ci vedono come un popolo di smidollati che ha smesso di reagire da anni, che accetta tutto passivamente". Il mondo ci percepisce, quando ci percepisce, incapaci di prendere in mano il nostro destino. Tanto da rifugiarsi nell'inconscio. "Sogno una rivoluzione pacifica", scrive Mario da Bruxelles. "Sogno il telegiornale che racconta di nessun morto e di nessun ferito, della polizia che si unisce alle proteste. Di un colpo di stato senza vittime, dove il popolo – se mai ve ne fosse uno – dimostra la propria frustrazione, il proprio 'non ce la facciamo più'".

Ma Bruno da Londra ritorna alla realtà ammette a malincuore: "Quello che il 99.9% dei non-italiani ti chiede è "Ma come e' possibile che Berlusconi sia ancora al potere?"... Di solito per spiegare la butti sulla mancanza di una libera informazione e sull'assenza di opposizione politica, per non dover parlare male dei tuoi connazionali. Purtroppo la faccenda è piu' complessa e la responsabilita' e in buona parte anche degli italiani. Ma questo a uno straniero non lo dici".

Da Parigi, la mail di Tiziana ipotizza una mancanza di interesse dell'italiano ormai verso sé stesso e non solo verso la società, come se l'impunità percepita del potere fosse una scusa per non preoccuparsi della propria condizione. "E’ come se voi italiani d’Italia non riusciste più a guardarvi allo specchio da soli", dice la lettrice, "a giudicarvi per quello che siete e a mettere a confronto l’immagine attuale con quella ideale, sperando che ce ne sia una. Dove sono finite la coscienza morale e critica del popolo italiano?". Insomma il sistema-paese risente inevitabilmente del sistema-individuo. E la domanda con cui si chiude la mail è in realtà una risposta: "Non sarebbe stato più utile chiedere agli italiani che sono all’estero come vedono gli italiani che sono in Italia?".

Silvia dall'Olanda propone di utilizzare la ricorrenza dei 150 anni d'Italia come punto di ripartenza per gli italiani: "Direi che l'Italia e noi italiani tutti, dovremo andare oltre la commemorazione e chiederci non cosa sia l'Italia, ma chi siano gli italiani. Un popolo che per accettare quello che sta accettando deve aver messo il proprio senso della morale e del decoro sotto al tacco dello stivale". Roberto da Parigi non dimentica vecchi slogan: "Il "miracolo italiano", promesso nel '93 e oggi sotto i nostri occhi, consiste nel far accadere l'inimmaginabile. Un miracolo che nessuno dei cittadini stranieri con cui ho parlato ci invidia".

Cittadini o sudditi? Per Roberto dalla Spagna, è tutta una questione di definizioni. "La differenza sostanziale risiede nel fatto che "all’estero" - concedetemi la generalizzazione - i cittadini sono, appunto, cittadini coscienti di essere soggetti di diritti e doveri verso lo Stato. In Italia i cittadini sono o si comportano ancora come dei sudditi. É un grave problema di immaturitá civile, prima che democratica, dovuta a questioni storiche ampiamente conosciute". E ai motivi secolari, si aggiunge un presente che sembra reiterarli. Michela dal Regno Unito vede lo strapotere del potente di turno, nella mancanza di interesse generale: "Esprimo a gran voce la mia rabbia per un paese che non vuole svegliarsi e combattere per i valori civili che sono la base nella vita di una persona e di una nazione. Guardo il triste spettacolo Italia, con i suoi attori grotteschi, che ancora continuano a credere di essere al centro di una scena importante. Non sono Berlusconi e i suoi infiniti scandali che mi angosciano, ma l'indifferenza e la mancanza di coraggio degli Italiani, soprattutto di quelli che hanno il potere per fare sentire la propria voce, e non lo fanno". Un copione infinito e sempre uguale. E' questo il destino del Paese? Adalgisa da Montréal chiude con una nota positiva la sua mail: "Io penso di sì. Scusate l'ottimismo, ma penso che ci possa essere un Presidente Obama tra gli Italiani. D'altronde manco gli americani pensavano che ce ne fosse uno tra loro dopo 8 anni di Bush".

(24 gennaio 2011)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/politica/2011/01/24/news/il_bel_paese_visto_dagli_italiani_all_estero_popolo_senza_coraggio_non_cambier_nulla-11595369/?ref=HREC1-2


All’estero non c’è il polso su come si è incancrenita la società civile italiana.
Gli italiani non sono immaturi, sono torturati dalle Istituzioni!

La situazione sociale è in totale disfacimento.
La responsabilità è di quel terrorista Biagi che fu ammazzato da una delle ultime scorregge delle Brigate Rosse.
Ha aggredito l’articolo 1 della Costituzione della Repubblica con la complicità di Maroni, Berlusconi e la Lega. La responsabilità è di quel D’Alema che ha introdotto il precariato sociale come metodo per l’introduzione della schiavitù sociale.

ora la sinistra rincorre Vendola, ma non dimentichiamoci che Vendola è un cattolico integralista. Uno che ha il crocifisso e che, dunque, riproduce il principio del crocifisso secondo cui: o fai quello che voglio io o io ti ammazzo! E i cattolici, al di là delle diversità con cui veicolare quel principio, sono sempre d’accordo. Sia che si tratti di Berlusconi, Fini, Vendola, Bersani, D’Alema, Casini, Veltroni e quant’altri.
E’ giunto il momento che le battaglie se le combattano loro!
Gli italiani, per quello che potranno, cercheranno di sopravvivere.



Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

25 gennaio 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

1 commento:

  1. Post molto interessante, me lo rileggo meglio appena posso
    ciao

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