martedì 1 marzo 2011

Sentenza 7073/2011. La Corte di Cassazione contro l'ideologia del dio padrone dei cristiani


Ancora una volta la Corte di Cassazione sentenzia contro il delirio di onnipotenza del dio padrone cristiano legittimando il diritto all’indignazione dei cittadini per le ingiustizie o i torti, veri o presunti, subiti. E’ possibile che sia necessario l’intervento SEMPRE della Corte Costituzionale?
I cittadini si indignano e qualche magistrato li condanna per l’indignazione: si tratta sempre di un atto di terrorismo messo in atto da quel magistrato. Le leggi vanno rispettate, non solo quelle che fanno comodo.
Così nella sentenza n. 7073 del 23 febbraio 2011 la Corte di Cassazione dichiarando non punibile un lavoratore, già condannato dal giudice di Pace, dichiarano che il Giudice di Pace

"avrebbe dovuto valutare: a) se la condotta delle persone diffamate integrasse un fatto ingiusto e quindi gli estremi della provocazione, b) se la condotta del ricorrente potesse essere considerata una reazione a tale fatto ingiusto, c) se ricorresse il requisito della immediatezza, tenendo presente che (...) non è necessario che la reazione venga attuata nello stesso momento in cui si sia ricevuta l'offesa, essendo sufficiente che essa abbia luogo finché duri lo stato d'ira suscitato dal fatto provocatorio, a nulla rilevando che sia trascorso del tempo, ove il ritardo nella reazione sia dipeso unicamente dalla natura e dalle esigenze proprie degli strumenti adoperati per ritorcere l'offesa".

In sostanza la Corte di Cassazione, nella sentenza 7073 del 23 febbraio 2011 riafferma il diritto allo stato d’ira cosa negata sia dall’ideologia del dio padrone dei cristiani che dalla giurisprudenza che deriva dall’assolutismo del dio padrone dei cristiani.
Purtroppo troppo spesso i magistrati si identificano con il criminale in croce che il ministero di Grazia e Giustizia, al fine di ingiuriare la Costituzione della Repubblica, impone nei tribunali in sostituzione alle norme Costituzionali.
Il diritto all’indignazione è un diritto sacro nella nostra Costituzione anche se, coloro che provocano le indignazioni, si identificano sempre col dio padrone cristiano e ritengono che le persone non siano portatrici di diritti Costituzionali, ma si debbano mettere in ginocchio davanti a loro.

Cosa provocava l’indignazione del lavoratore che ha offeso con frasi scritte su volantini l’azienda che è ricorsa al giudice per la calunnia?
Si tratta di una persona, un lavoratore che è stato licenziato perché ha subito una denuncia calunniosa in cui lo si accusava di molestie sessuali. Al momento del licenziamento l’azienda gli aveva promesso un lavoro alternativo. Solo che l’azienda non ha mantenuto fede alla promessa fatta e ciò ha suscitato l’ira del lavoratore che la espletava in volantini con frasi astrattamente ingiuriose nei confronti di un’azienda che si era fatta dio padrone e riteneva di non dover rispettare la parola data.

Le persone non sono bestiame in ginocchio davanti al dio padrone cristiano. Sono dei soggetti di diritto Costituzionale. Diritti che devono sempre essere rispettati specialmente quando il soggetto che pretende il rispetto dei diritti è socialmente più debole e psicologicamente più fragile.


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01 marzo 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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