sabato 30 aprile 2011

Rendere illegale e punire come reato di terrorismo il brokeraggio bancario e finanziario



I casi di broker legati alle banche e alle finanziarie che rapinano i loro clienti dei loro risparmi continuano ad assurgere agli onori della cronaca. Si tratta di atti di terrorismo che vengono messi in atto mediante l’appoggio delle banche e che hanno il solo fine di distruggere, mediante azioni illegali, il capitale accumulato dai cittadini qualunque sia il loro ceto sociale o la loro collocazione nel mondo del lavoro. Un’aggressione indiscriminata che come l’atto del bombarolo terrorista colpisce indiscriminatamente le sue vittime suscitando terrore e paura, così il broker finanziario colpisce indiscriminatamente quei cittadini che si trovano nella sua sfera di influenza suscitando panico e disperazione. Il fatto che la magistratura non abbia mai considerato questi crimini come atti di terrorismo finanziario e non li abbia mai perseguiti con l’aggravante di terrorismo considerando impunibile il criminale in croce che pretende di identificarsi col dio padrone, e pertanto in diritto di delinquere, non ha fatto altro che diffondere questo tipo di reato che gode di una condanna talmente irrisoria da risultare conveniente nell’assicurare a sé e ad altri ingiusto profitto. Le truffe dei broker sono talmente tante da diventare una vera e propria emergenza sociale. Parmalat, Alitalia, Cirio, sono solo casi eclatanti, ma decine di broker hanno dissipato capitali e risparmi in un vero e proprio assolto terroristico ai risparmi della società civile. Atti di terrorismo che colpiscono indiscriminatamente chi, per caso, si trova nella loro sfera d’azione criminale. Possiamo parlare del disastro messo in atto da questi terroristi mediante la diffusione dei titoli spazzatura che le banche, ancora oggi, tentano di piazzare rifilandoli a ignari risparmiatori senza che ci sia un adeguato intervento delle banche centrali: tutti agiscono in un medesimo disegno criminoso mirante a rapinare e distruggere la società civile. Al centro di queste operazioni ci sono i terroristi per eccellenza, lo IOR del Vaticano, che ha fatto della rapina sistematica ai cittadini italiani un vero e proprio sport di caccia al fesso di turno. Se lo Stato Italiano non finanziasse il Vaticano, sarebbe in pareggio. Un’attività volta al delinquere che non viene perseguita o punita se non dopo molti anni e con pene irrisorie tali da favorire un ulteriore delinquere. E’ uno dei casi in cui l’attività del terrorista è premiante nell’equilibrio fra delitto, danno sociale e pena “eventualmente” inflitta.
Questo è uno dei casi in Veneto:


Treviso. Truffa ai risparmiatori per oltre2 milioni: arrestato promotore finanziario
Busso in carcere in Svizzera: si era inventato una banca e sipresentava con falsa laurea. I clienti rischiano sanzioni fiscali
Giovedì 10 Febbraio 2011
TREVISO - Un numero ancora imprecisato di risparmiatori delle province di Treviso e Venezia sarebbero stati raggirati, negli ultimi mesi, da un promotore finanziario che avrebbe loro proposto investimenti con una rendita superiore al 10 per cento ma che, in realtà, avrebbe trattenuto le somme ricevute. L'indagine, per la quale risulta indagato Vitaliano Busso, 53 anni, residente a Mogliano Veneto (Treviso), è stata avviata grazie alla segnalazione di una famiglia di Vittorio Veneto a favore della quale l'uomo era già stato incaricato di gestire dei depositi loro intestati in una banca di Lugano (Svizzera). In particolare, i trevigiani avrebbero chiesto delucidazioni su una somma vicina ai 250 mila euro, affidata di recente al consulente. I coniugi parlarono con un dirigente di una banca locale, il cui logo era stato affiancato a quello di una banca svizzera inesistente nella carta intestata utilizzata da Busso per la documentazione delle transazioni. La segnalazione di presunte irregolarità all'istituto (vero) svizzero avrebbe determinato l'arresto immediato dell'uomo da parte delle autorità elvetiche. La polizia municipale di Treviso, a cui si devono le prime indagini, ha perquisito su richiesta del pubblico ministero Valeria Sanzari l'abitazione e l'ufficio di Treviso di Busso (il cui diploma di laurea è risultato falso), recuperando, secondo quanto si apprende, una contabilità regolare di operazioni lecite ed una seconda, parallela, di transazioni fantasma di cui sarebbero vittime i risparmiatori. La somma del denaro ricevuto in modo truffaldino sarebbe vicina ai 2,3 milioni di euro. Nei prossimi giorni gli investigatori cercheranno di raccogliere ulteriori segnalazioni di risparmiatori ad oggi ancora ignari del raggiro e, in particolare, di verificare se questi fossero o meno consapevoli dell'impiego del loro denaro in conti correnti di un paese estero, circostanza che potrebbe portare la magistratura a muovere anche nei loro confronti contestazioni almeno di natura fiscale.

Tratto da:



Sono i delinquenti terroristi che piacciono tanto ad Alemanno e Gentilini che per costruire disagio sociale massacra i ROM e i poveri rendendoli invisibili mediante la distruzione sistematica dei loro ricoveri e nello stesso tempo favorisce la rapina sistematica dei cittadini mediante un terrorismo distruttivo delle banche e delle finanziarie: le avete mai viste le ruspe entrare nella Banca d’Italia o nelle banche che rapinano i cittadini? Però Alemanno e Gentilini, per favorire gli atti di terrorismo dei broker e delle banche, distruggono i ricoveri dei rom e dei poveri: loro rubano un portafoglio, i broker milioni di euro:


"Negò i soldi anche ai malati gravi"
il broker "pentito" accusa Lande
"Il Madoff dei Parioli è un neofascista di Ordine Nuovo"

di FEDERICA ANGELI e FRANCESCO VIVIANO

(30 aprile 2011)

ROMA - Investitori "raccomandati" e clienti di serie B che, seppur malati, in pericolo di vita e bisognosi di soldi per potersi curare, non hanno riavuto indietro i loro risparmi. È quanto emerge dall'interrogatorio di Carlo Faberi, l'ultimo indagato nell'inchiesta sulla truffa dei Parioli, il quale rivela anche che Gianfranco Lande appartiene all'organizzazione neofascista "Ordine Nuovo" e che, minacciato dai Piromalli, nascose i figli all'estero perché gli esponenti del clan 'ndranghetista minacciarono di ucciderli. Sono le ultime novità dell'indagine sulla colossale stangata da 170 milioni di euro a vip, calciatori e politici della Roma bene. Un trattamento differente, dunque, quello che il Madoff dei Parioli riservava ai suoi truffati, a seconda della posizione sociale e del peso dell'investimento. A rivelarla è il broker della società Egp, Faberi, responsabile, secondo il pm Luca Tescaroli, di aver seguito le operazioni di scudo fiscale dei clienti di Lande & co. «C'erano persone che avevano veramente bisogno di denaro, io mi sono anche prodigato per farglielo riavere - ha spiegato l'operatore finanziario durante l'interrogatorio - ce n'era uno in particolare che aveva una cirrosi e aveva necessità di soldi per la dialisi. Ha ricevuto solo 5.000 euro», a fronte di un investimento di 60mila. C'è stato invece chi, non appena ne ha fatto richiesta, è stato risarcito seduta stante. Si tratta di un ingegnere «che aveva una grossa influenza su Lande ed è stato l'unico a riavere i soldi quando li ha chiesti». E c'è anche una cliente che «ha ricevuto un'attenzione maggiore rispetto ad altri» e che, guarda caso, aveva consegnato a Lande & co., un milione e mezzo di euro. Spunta poi un altro dettaglio sulla mente della truffa. Quando il pm chiede all'indagato se Lande, come risulta da alcune intercettazioni, appartenesse a qualche massoneria, Faberi così ha risposto. «Non so, ma non mi meraviglierei. Una volta, d'estate, lo vidi senza cravatta e sotto aveva il simbolo dell'ascia bipenne di "Ordine Nuovo". Sono sicuro che si trattasse di un'ascia a bipenne, perché conosco tale simbolo». Sul fronte delle indagini la procura ha chiesto ausilio alla polizia postale e delle comunicazioni per verificare comunicazioni telematiche e telefoniche tra Lande e i fratelli Piromalli, oltre a verifiche sui rapporti tra la gang dei Parioli e destinatari presenti alle Bahamas, in Lussemburgo, Svizzera, Libano, Malta e Regno Unito. Sui rapporti con la 'ndrangheta, è ancora Faberi a svelare un particolare. Dopo l'estorsione, i Piromalli armati di pistole, si presentarono da Lande con le foto dei figli. «So che nei giorni successivi i figli di Raffaella e Andrea Raspi e di Gianfranco Lande sono stati portati in altro luogo».

Tratto da:



Se anziché essere stato un terrorista di Ordine Nuovo, con tutte le complicità Istituzionali che tale organizzazione ha avuto, fosse stato, non so, un Renato Curcio delle Brigate Rosse, tutta questa gente avrebbe dato i loro risparmi affinché li investisse? E’ una questione di collocazione mentale nella società in cui viviamo che fa si che colui che si dedica ad arraffare denaro o pone la sua azione al sevizio dell’aggressione ai più deboli (ad imitazione del dio dei cristiani e del criminale in croce) dia più garanzie ai ricchi e ai benestanti che non chi mette gratuitamente la propria azione al servizio di una società civile aggredita da Istituzioni di rapina. In un regime, come quello attuale in Italia retto dalla Costituzione della Repubblica, se da un lato la Costituzione promuove quei cittadini che “Ogni cittadino ha il dovere secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale e spirituale della società...” dall’altro lato, la chiesa cattolica costringe a sottomettere i cittadini, fin dalla primissima infanzia, all’idea che “l’autorità deriva da dio...”. Questa educazione priva i cittadini della possibilità di soggettivare, far proprio, fagocitare, i principi Costituzionali costringendoli a pensare al padrone e a colui che aggredisce i cittadini poveri e fragili come a colui che compie un atto di “giustizia divina”. All’interno della contrapposizione fra l’indicazione morale della Costituzione e la coercizione morale della chiesa cattolica, l’individuo della società italiana trova più assonanze psichiche col terrorista di Ordine Nuovo che non col Curcio delle Brigate Rosse. In questa contrapposizione fra caratteri psichici il cittadino italiano non si accorge che chi fa guerra ai poveri o a coloro che chiedono giustizia, fa guerra pure a lui. Lui è la preda da rapinare; il povero di spirito da trasformare in povero economico. E’ in quest’ottica psichica-educazionale quei cittadini non avrebbero mai dato i loro soldi a Renato Curcio da investire ma li hanno dati al Madoff dei Parioli. Il Madoff dei Parioli li rassicurava in quanto, quando loro lo “annusavano” riconoscevano lo stesso odore dell’educazione assolutista e delirante che loro stessi avevano subito. Non si immaginavano che il Mardoff dei Parioli pensava a loro come a dei Rom i cui campi (rappresentati dai loro risparmi e dai loro soldi) andavano distrutti con una bella ruspa economica. Questo meccanismo di terrorismo, poco riconosciuto dai magistrati in quanto molti di essi sono invischiati in investimenti economici, è estremamente diffuso e agisce, quando non promosso, in sintonia con le banche che, attraverso finanziarie e prestanome, spesso praticano l’usura finalizzata ad impadronirsi di aziende di illusi falliti che si pensavano nelle grazie del dio onnipotente.


Come nel recente caso del promotore finanziario di Bergamo:


Promotore finanziario sparito«Azione di tutela collettiva»

13 aprile 2011


Scende in campo il Movimento consumatori di Bergamo a tutela dei risparmiatori coinvolti nella vicenda di Luigi Fontanella, il promotore finanziario di Banca Mediolanum che sarebbe sparito con i risparmi dei suoi clienti, per un ammontare di alcuni milioni di euro. L'associazione con sede in città ha deciso di avviare un'azione di tutela collettiva, dopo che ai suoi sportelli si sono rivolte alcune persone che nel corso degli anni avevano affidato i propri risparmi all'operatore finanziario, ora irreperibile. In particolare, il Movimento consumatori si farà carico di rappresentare i risparmiatori nei confronti di Banca Mediolanum, per tutelarne gli interessi e i diritti. Il servizio comprende la consulenza legale gratuita. Dall'associazione sottolineano che «l'azione legale rimane l'ultima ratio – spiega Enea Guarinoni –. Preferiamo ove possibile agire per via stragiudiziale, con azioni di tutela dei nostri rappresentati nei confronti della controparte, in questo caso Mediolanum». La prima mossa sarà dunque quella di inviare alla banca una lettera chiedendo un incontro. Chi fosse interessato può rivolgersi direttamente al Movimento consumatori, in via Quarenghi 34, a Bergamo, anche telefonicamente (035.239565) o via mail (bergamo@movimentoconsumatori.it). Lo sportello è aperto dalle 8,30 alle 12 e dalle 15,30 alle 19. Se possibile, è bene presentarsi portando i rendiconti degli investimenti o i dossier dei titoli. L'intento, spiega Guarinoni, è anche di prendere contatti («per unire le forze») con un'altra associazione, Adusbef Lombardia, specializzata nella difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari, che a sua volta si è già attivata per aiutare i risparmiatori coinvolti nella vicenda.

Tatto da:



Quello che commettono i broker è un reato di terrorismo.
Far capire ai magistrati che non si spara solo con una pistola e che si gambizza anche sottraendo in modo fraudolento i risparmi è un processo di comprensione sociale piuttosto complicato che trova il maggior ostacolo nell’educazione cattolica subita dal magistrato e fissata mediante l’imposizione del crocifisso nelle aule di giustizia.

Io stesso ebbi modo di constatare come il Pubblico Ministero, cattolico integralista, Ferrari simpatizzava, sia pur a livello di simpatia personale, col brigatista rosso che aveva assassinato tre persone e sequestrata una di esse perché era un cattolico che ha frequentato la stessa scuola, mentre era feroce con chi si era opposto a tali reati perché offuscava il suo piacere nel suo delirio patologico. La sentenza della Tyssen di Torino ha modificato l’idea della magistratura nei confronti di almeno una tipologia di incidenti sul lavoro, ma non dobbiamo dimenticare che questo è avvenuto dopo oltre 50 anni da questa Costituzione: e tutte le decine di migliaia di casi simili precedenti ignorati dai magistrati? E’ possibile auspicare un diverso atteggiamento della magistratura nei confronti degli ammazzati sui posti di lavoro? O ci sarà ancora un Carlo Mastelloni, una Ugolini Rita, un Michele Dalla Costa, un Pietro Calogero, un Palombarini, un Ferrari o un Felice Casson, che si riterranno in diritto di torturare chi vedendo la propria Costituzione in pericolo pretende il rispetto sui luoghi di lavoro? Se viene decisa la condanna alla galera per l’extracomunitario che non lascia il paese dopo l’ordine di espulsione, la galera ha ben poco effetto deterrente. In fondo, spesso, che cos’ha realmente da perdere quell’extracomunitario? Ma se decidi una condanna a trent’anni di reclusione per il terrorista che come promoter finanziario ha sparato nei risparmi dei cittadini o del direttore di banca che ha applicato tassi d’usura, l’effetto deterrente è assicurato. Si tratta di sapere se in questo paese le leggi sono regolate dalla Costituzione della Repubblica o se, al contrario, sono regolate dal delirio di onnipotenza del dio padrone dei cristiani in un’ottica di monarchia assoluta che vede i cittadini solo come schiavi obbedienti.


Il discorso relativo ai commercialisti, lo farò un’altra volta. Sono decine e decine i commercialisti che in un modo o o nell’altro truffano i loro clienti e le Istituzioni....

30 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

giovedì 7 aprile 2011

Corte di Cassazione, sentenza n. 13494. Legittimo pubblicare liste di presunti evasori fiscali.


Mi sa che fra un po’ Toto Reina farà causa ai giornalisti per aver pubblicato il suo nome in merito alla mafia. Le denunce, per chi ha soldi, non costano nulla e c’è sempre qualche PM più “REALISTA del RE” che si ritaglia le leggi a propria immagine e somiglianza. Un conto è interpretare la legge e un altro conto è la volontà di persecuzione che salta norme giuridiche o fa rientrare in norme giuridiche azioni coerenti con la Costituzione nella società civile. Quasi che evadere le tasse fosse un diritto Costituzionale e pubblicarne i nomi sia un atto di “lesa maestà”. Se da un lato non esiste una “minaccia legale” nel senso di ricorrere alla magistratura nel caso che si pensi di aver subito un torto, d’altro canto chi ha soldi può fare mille denunce senza essere tenuto a pagare per i problemi che la sua denuncia procura al denunciato qualora il PM, complice e contiguo per interessi o per moralità o semplicemente per contiguità intellettuale, decide di procedere dando seguito alla denuncia. Di questi casi ce ne sono a migliaia in giro per l’Italia e io stesso ne sono testimone. Alla fine la Cassazione ha dato ragione alla giornalista, ma, intanto, chi paga l’avvocato che ha difeso la giornalista se il denunciante non si è costituito parte civile? Riporto l’informazione relativa alla sentenza n. 13494 della Corte di Cassazione:

Cassazione: pubblicabili i nomi degli evasori 06/04/2011

Roma. Non commette il reato di «pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale» il giornalista che rende noti i nomi di presunti evasori fiscali contenuti in una lista messa a punto dall’Agenzia delle Entrate. Lo sottolinea la Cassazione - nella sentenza 13494 depositata oggi - spiegando che «i documenti di origine extraprocessuale acquisiti ad un procedimento, non compiuti dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria, non sono coperti da segreto; per essi non vige dunque il divieto di pubblicazione». Con questa motivazione, la Suprema Corte ha annullato l’ammenda di 100 euro comminata dal Tribunale di Roma, nel gennaio 2010, a Nicoletta Tamberlich, giornalista dell’agenzia Ansa. La redattrice era stata condannata per aver «inserito nel sito internet della citata agenzia giornalistica, il 27 e 28 marzo 2008, i nomi, le qualità, le possidenze di cittadini italiani presso la banca Lgt del Liechtenstein». Si trattava di una lista di presunti evasori fiscali che avevano occultato all’estero, fino al 2002, circa un miliardo e 340 milioni di euro e sui quali si aprirono indagini da parte di diverse procure. Evidenziando che la giornalista «non ha commesso il reato a lei addebitato», la Cassazione rileva che «la lista resa pubblica è stata sì acquisita al procedimento, ma non costituisce in sè atto o documento compiuto dal pm o dalla pg; è pacifico, invero, che l’organo amministrativo Agenzia delle Entrate non riveste qualifica di polizia giudiziaria». La lista in questione, inoltre, «contenente nomi e qualifiche, nonchè disponibilità su conti esteri, in sè neppure integra notizia di reato in senso proprio, rappresentando solo un, sia pur corposo, spunto investigativo per reati tutti da verificare».

Tratto da:


C’è indubbiamente la necessità di riformare la magistratura, ma non certo come vuole Berlusconi. La sinistra dovrebbe prendere atto che la magistratura necessita di correttivi specialmente quando si tratta di cittadini senza denaro o, comunque, non i miliardari alla Berlusconi. Fintanto che la sinistra non prenderà atto di questa esigenza sociale Silvio Berlusconi avrà sempre il vantaggio di parlare della magistratura come ne parlano gli italiani che si vedono derisi ed ingiuriati dai magistrati. E’ uno dei motivi per i quali l’Italia dei Valori non ha futuro. Nega i bisogni degli italiani pensando che i cittadini, torturati dai magistrati, non hanno diritto di rivendicare giustizia e finisce per deridere i cittadini e i loro bisogni. Alle elezioni non vota solo Silvio Berlusconi, ma decine di migliaia di italiani che vivono la magistratura come un nemico davanti alla quale sono disarmati perché qualcuno preferisce costringerli in ginocchio a supplicare un padrone recitando un “padre nostro” piuttosto che rendere i cittadini edotti sul codice penale, il codice di procedura penale, il codice civile, il codice di procedura civile, ecc.


07 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784