giovedì 7 aprile 2011

Corte di Cassazione, sentenza n. 13494. Legittimo pubblicare liste di presunti evasori fiscali.


Mi sa che fra un po’ Toto Reina farà causa ai giornalisti per aver pubblicato il suo nome in merito alla mafia. Le denunce, per chi ha soldi, non costano nulla e c’è sempre qualche PM più “REALISTA del RE” che si ritaglia le leggi a propria immagine e somiglianza. Un conto è interpretare la legge e un altro conto è la volontà di persecuzione che salta norme giuridiche o fa rientrare in norme giuridiche azioni coerenti con la Costituzione nella società civile. Quasi che evadere le tasse fosse un diritto Costituzionale e pubblicarne i nomi sia un atto di “lesa maestà”. Se da un lato non esiste una “minaccia legale” nel senso di ricorrere alla magistratura nel caso che si pensi di aver subito un torto, d’altro canto chi ha soldi può fare mille denunce senza essere tenuto a pagare per i problemi che la sua denuncia procura al denunciato qualora il PM, complice e contiguo per interessi o per moralità o semplicemente per contiguità intellettuale, decide di procedere dando seguito alla denuncia. Di questi casi ce ne sono a migliaia in giro per l’Italia e io stesso ne sono testimone. Alla fine la Cassazione ha dato ragione alla giornalista, ma, intanto, chi paga l’avvocato che ha difeso la giornalista se il denunciante non si è costituito parte civile? Riporto l’informazione relativa alla sentenza n. 13494 della Corte di Cassazione:

Cassazione: pubblicabili i nomi degli evasori 06/04/2011

Roma. Non commette il reato di «pubblicazione arbitraria di atti di un procedimento penale» il giornalista che rende noti i nomi di presunti evasori fiscali contenuti in una lista messa a punto dall’Agenzia delle Entrate. Lo sottolinea la Cassazione - nella sentenza 13494 depositata oggi - spiegando che «i documenti di origine extraprocessuale acquisiti ad un procedimento, non compiuti dal pubblico ministero o dalla polizia giudiziaria, non sono coperti da segreto; per essi non vige dunque il divieto di pubblicazione». Con questa motivazione, la Suprema Corte ha annullato l’ammenda di 100 euro comminata dal Tribunale di Roma, nel gennaio 2010, a Nicoletta Tamberlich, giornalista dell’agenzia Ansa. La redattrice era stata condannata per aver «inserito nel sito internet della citata agenzia giornalistica, il 27 e 28 marzo 2008, i nomi, le qualità, le possidenze di cittadini italiani presso la banca Lgt del Liechtenstein». Si trattava di una lista di presunti evasori fiscali che avevano occultato all’estero, fino al 2002, circa un miliardo e 340 milioni di euro e sui quali si aprirono indagini da parte di diverse procure. Evidenziando che la giornalista «non ha commesso il reato a lei addebitato», la Cassazione rileva che «la lista resa pubblica è stata sì acquisita al procedimento, ma non costituisce in sè atto o documento compiuto dal pm o dalla pg; è pacifico, invero, che l’organo amministrativo Agenzia delle Entrate non riveste qualifica di polizia giudiziaria». La lista in questione, inoltre, «contenente nomi e qualifiche, nonchè disponibilità su conti esteri, in sè neppure integra notizia di reato in senso proprio, rappresentando solo un, sia pur corposo, spunto investigativo per reati tutti da verificare».

Tratto da:


C’è indubbiamente la necessità di riformare la magistratura, ma non certo come vuole Berlusconi. La sinistra dovrebbe prendere atto che la magistratura necessita di correttivi specialmente quando si tratta di cittadini senza denaro o, comunque, non i miliardari alla Berlusconi. Fintanto che la sinistra non prenderà atto di questa esigenza sociale Silvio Berlusconi avrà sempre il vantaggio di parlare della magistratura come ne parlano gli italiani che si vedono derisi ed ingiuriati dai magistrati. E’ uno dei motivi per i quali l’Italia dei Valori non ha futuro. Nega i bisogni degli italiani pensando che i cittadini, torturati dai magistrati, non hanno diritto di rivendicare giustizia e finisce per deridere i cittadini e i loro bisogni. Alle elezioni non vota solo Silvio Berlusconi, ma decine di migliaia di italiani che vivono la magistratura come un nemico davanti alla quale sono disarmati perché qualcuno preferisce costringerli in ginocchio a supplicare un padrone recitando un “padre nostro” piuttosto che rendere i cittadini edotti sul codice penale, il codice di procedura penale, il codice civile, il codice di procedura civile, ecc.


07 aprile 2011

Claudio Simeoni

Meccanico

Apprendista Stregone

Guardiano dell’Anticristo

P.le Parmesan, 8

30175 – Marghera Venezia

Tel. 3277862784

Nessun commento:

Posta un commento