giovedì 15 settembre 2011

L'inchiesta della Procura di Monza su Penati appare come quella di Carlo Nordio nel 1994 contro il PCI: quando la storia si ripete. Tragedia e farsa.



L’inchiesta di Monza su Penati, ogni giorno che passa, appare sempre più una bufala messa in piedi per fini elettorali. Quando i PM annunciano alla stampa l’avvio di indagini su ipotesi fantasiose senza un supporto probatorio, ma illazionistico, non fanno un servizio alla giustizia; alimentano la propaganda per fini elettorali di Silvio Berlusconi.
Non è compito di un blog affermare se Penati è colpevole o innocente, ma è proprio del blog valutare gli elementi di prova che i PM hanno presentato e che fino ad oggi equivalgono a zero. Né si possono considerare elementi di prova personaggi del partito avverso che affermano di aver dato soldi senza dimostrare di averlo fatto. Non si possono considerare prove delle scritture private e personali dell’accusatore se non ci sono riscontri oggettivi come assegni, conti correnti o quant’altro. Il fatto stesso che i PM continuano a comunicare alla stampa nuovi e diversi filoni d’inchiesta, appare una confessione di intenzioni di incastrare Penati a tutti i costi e non un’indagine su delle ipotesi di reato suffragato da elementi probatori.
L’ultima fantasia dei PM di Monza (dove Berlusconi voleva farsi processare. Ricordate P2, P3, P4 ecc. e i sospetti si legittimano) consiste nell’ipotizzare che eventuali fondi neri fossero serviti a Consorte per la scalata alla BNL. Solo che il processo alla scalata della BNL è stato fatto. Le condanne comminate e i fatti accertati (Giovanni Consorte è stato condannato a 3 anni di reclusione e a un milione di multa. Condannato anche il senatore del Pdl, Luigi Grillo a 2 anni e 8 mesi. L’ex ad di Bpi, Giampiero Fiorani è stato condannato a un anno e 8 mesi di reclusione in continuazione con i 3 anni e 3 mesi di carcere che aveva patteggiato nel marzo del 2008. Assolto invece l’ex capo della Vigilanza di Bankitalia Francesco Frasca). Le illazioni (che i PM chiamano eufemisticamente “ipotesi di reato”) sono tanto più sospette quando il GUP di Milano ordina di rinviare a giudizio Silvio Berlusconi per aver usato illegalmente un’intercettazione per “sputtanare” Pietro Fassino e assicurarsi un vantaggio alle elezioni. Tanto gli elettori del Partito Democratico sono talmente stupidi da non saper distinguere accuse con elementi di prova da accuse infondate o, peggio, architettate per distruggere i loro candidati.
Per questo mentre il criminale Silvio Berlusconi con un’intercettazione illegale (e questa si è illegale in quanto sottratta ai magistrati stessi) si assicura un ingiusto profitto, i PM di Monza sembrano reggergli il “moccolo” diffondendo notizie su ipotesi di reato nei confronti di Penati che appaiono vere e proprie prese per i fondelli della pubblica opinione e che ricordano la truffa messa in piedi da Carlo Nordio nel 1994 che per favorire la propaganda elettorale di Silvio Berlusconi inquisì il PCI inondando di illazioni e ipotesi i giornali per screditarlo politicamente.
L’operazione Nordio, che appartiene ad una Procura della Repubblica di torturatori a cui il Consiglio Superiore della Magistratura ha garantito l’impunità, ha alterato i risultati elettorali per favorire personaggi coinvolti nella P2 e mafiosi.
Riporto l’articolo sulla richiesta del GUP per il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi (solo con questi mezzi è stato in grado di vincere le elezioni):


L'INCHIESTA
"Nastro su Unipol-Bnl un regalo elettorale
anche Berlusconi va processato"
Il gip di Milano ordina alla procura di chiedere il rinvio a giudizio del premier per concorso in rivelazione di segreto d'ufficio. La vicenda riguarda l'intercettazione fra Giovanni Consorte e Piero Fassino ai tempi delle scalate bancarie. Chiesta l'iscrizione nel registro degli indagati per Maurizio Belpietro
(15 settembre 2011)
MILANO - Il giudice per le indagini preliminari di Milano, Stefania Donadeo, ha respinto la richiesta di archiviazione della procura di Milano, sollecitando invece il pm a formulare la richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, accusato di concorso in rivelazione di segreto d'ufficio per la vicenda della fuga di notizie sull'intercettazione tra Giovanni Consorte e Piero Fassino 1 ai tempi della tentata scalata di Unipol alla Bnl. I pubblici ministeri, stando a quanto si è saputo, potrebbero formulare la richiesta di processo per il presidente del Consiglio già domani.

Secondo la valutazione del gip, il nastro con la conversazione rubata fu un "regalo ricevuto" da Silvio Berlusconi "stante l'approssimarsi delle elezioni politiche". La pubblicazione dell'intercettazione su Il Giornale, infatti, scrive la Donadeo nell'ordinanza con cui ha ordinato l'imputazione coatta per il premier., "avrebbe leso, così come è stato, l'immagine di Piero Fassino".

Inoltre il gip evidenzia come la reazione di Berlusconi quando gli viene offerta l'intercettazione illegale "non è di disapprovazione, bensì di compiacimento e di riconoscenza". Infatti, si sottolinea ancora nell'ordinanza, "unico interessato alla pubblicazione della notizia riguardante un avversario politico era proprio il destinatario del regalo, Silvio Berlusconi, stante l'approssimarsi delle elezioni politiche".

Il gip ha anche disposto l'iscrizione nel registro degli indagati di Maurizio Belpietro, direttore di Libero, che all'epoca della fuga di notizie sull'intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte era direttore de Il Giornale. Nell'ambito della stessa vicenda lo stesso giudice ha già rinviato a giudizio con rito ordinario il fratello del premier 2, Paolo Berlusconi, ed ha definito con riti abbreviati e patteggiamenti la posizione di altri tre imputati. Le carte relative alla posizione del leader del Pdl tornano ora in Procura dove il magistrato dovrà formulare una richiesta di rinvio a giudizio che sarà valutata successivamente da un gup.
Tratto da:

http://www.repubblica.it/politica/2011/09/15/news/unipol-bnl_gip_ordina_processo_premier-21691133/?ref=HRER1-1

Che Tabacci abbia avuto sentore di gruppi pseudo-mafiosi che si aggiravano in zona appalti al Comune di Milano, non c’è dubbio. Lo stesso accusatore di Penati, Di Caterina, non ha prodotto nessuna prova.

Il PD e i soldi della Serravalle: sevivano per l'affare UNIPOL?
Tangentopoli rossa. Tabacci denuncia: "Triangolazione di denaro per la scalata Bnl". Un macigno per Penati
di Laura Marinaro
Andrea Scaglia
14/09/2011
Questa non è notizia di cronaca giudiziaria, e però diventa importante proprio alla luce dell’inchiesta della Procura di Monza su Penati e le mazzette e la cessione nel 2005 di azioni “Milano Serravalle” dal gruppo Gavio alla Provincia di Milano, allora guidata dallo stesso Penati. Perché lunedì sera, alla trasmissione di Gad Lerner su La7, Bruno Tabacci - attualmente assessore a Milano e deputato rutelliano - ha in sostanza ribadito una convinzione per la verità espressa anche anni fa. Quando apertamente sosteneva che «parte della plusvalenza di 179 milioni incassata da Gavio dopo aver venduto alla Provincia quelle azioni è stata utilizzata per appoggiare la scalata dell’Unipol alla Bnl». Significa oltre 40 milioni di euro (40,9, per la precisione): tanto spese Gavio per acquisire lo 0,5 per cento della Banca Nazionale del Lavoro e metterlo a disposizione della Unipol di Consorte - allora del tutto organico a quelli che si chiamavano Ds - impegnato nella conquista (fallita) dell’istituto.

E dunque, a L’infedele Tabacci è tornato sull’argomento. Parlando di «sistema di potere» che andava emergendo. Collegando le due scalate bancarie di quell’estate 2005 - quella di Unipol a Bnl e l’altra della Popolare di Lodi verso Antonveneta. E sulla prima: «Quando tra la primavera e l’estate del 2005 si consolida questa operazione della “Milano Serravalle”, accade un fatto secondo me del tutto sproporzionato, perché non c’era alla base una ragione di politica industriale o di trasporto. Anzi, viene rotto un patto di sindacato fra Comune e Provincia di Milano». Un fatto del tutto sproporzionato - a cominciare dal prezzo che la Provincia pagò - che ancora attende d’essere esaurientemente spiegato.
Com’è noto, i magistrati ora ipotizzano che l’operazione Serravalle nascondesse delle tangenti - per questo hanno indagato il manager del gruppo Gavio, Bruno Binasco. E stanno esaminando le carte sequestrate negli uffici di Tortona - bilanci, consulenze e quant’altro. Ma per eventualmente allargare le indagini alla scalata Unipol - eventualità ancora improbabile - di certo attendono la sentenza del processo relativo alla scalata, attesa per ottobre. In particolare: c’è da capire se l’acquisto da parte di Gavio delle azioni Bnl sia avvenuto dopo quel 29 luglio 2005, data dell’operazione Serravalle, e allora anche giudiziariamente potrebbe - potrebbe - essere ipotizzato un nesso. Se invece l’intervento di Gavio nella faccenda Unipol-Bnl fosse precedente, diventerebbe difficile collegare direttamente i fondi incassati dalla Provincia di Penati a quelli versati in aiuto di Consorte.

Tratto da:
http://libero-news.it/news/821267/Il-Pd-e-i-soldi-della-Serravalle-servivano-per-l-affare-Unipol.html

A mio avviso si tratta del “sistema Nordio”, l’amico di Previti, come uso del ruolo in magistratura per aggredire i partiti politici. Quella pratica che Berlusconi denuncia contro di lui, ma che in realtà è lui che usa contro gli avversari politici.
Solo tre articoli per ricordare il sistema Nordio e come furono fatti fessi gli elettori della sinistra che, bevendosi le gagate ipotizzate da Nordio sulla corruzione della sinistra, si sono assicurati 20 anni di regime berlusconiano e la distruzione della società civile.
Non c’erano prove e le ipotesi di reato stavano solo nella testa malata di Nordio. Con le sue illazioni ha lanciato una campagna stampa di vero e proprio terrore sociale contro la sinistra.
Riporto questi tre articoli dall’archivio de La Repubblica:


la Repubblica - Giovedì, 3 febbraio 1994 - pagina 2g c
MANI PULITE Inchiesta del pm NordioSEQUESTRO DI DOCUMENTI A BOTTEGHE OSCURE
VENEZIA -

La guardia di Finanza alle Botteghe Oscure e nelle sedi delle federazioni del Pds di tutto il Veneto. L' ha mandata il pubblico ministero di Venezia Carlo Nordio, che da un anno indaga sui presunti finanziamenti illeciti alla Quercia da parte di cooperative rosse e altre imprese. Questa volta le "Fiamme Gialle" hanno esibito un decreto di sequestro di documentazione fiscale che riguarda varie associazioni culturali legate al partito. I reati ipotizzati sono la violazione delle leggi fiscali, in particolare i reati di omissione della dichiarazione dei redditi e quello di fatturazione fasulla, e la violazione delle norme sul finanziamento pubblico ai partiti. Questo nuovo filone dell' inchiesta è nato dopo le perquisizioni disposte nel luglio scorso in alcune sedi del Pds: allora i finanzieri si portarono via le carte che riguardavano tutti i rapporti del partito con società di capitale nell' ipotesi che queste ultime, come era accaduto a Rovigo per la società editrice La Nuova Rovigo, favorissero in qualche modo illecitamente la Quercia. Tra quei documenti il giudice veneziano ha scoperto che in tutte le federazioni italiane, oltre un centinaio, esisterebbero associazioni culturali che incamerano almeno 36 milioni l' anno (moltiplicati per le federazioni si arriva a 4 miliardi), soldi inviati dai due gruppi parlamentari del partito. Il denaro, secondo una direttiva interna a livello nazionale, proviene da quei 3 milioni al mese aggiuntivi che ogni deputato e ogni senatore incassano per pagare il proprio segretario, meglio noto come portaborse. Per giustificare questo flusso di denaro le associazioni ammetterebbero fatture pagate dai vari parlamentari per le loro consulenze. Gli inquirenti veneziani in un caso (a Belluno) avrebbero scoperto che in realtà nessun servizio culturale sarebbe stato fornito. Con i sequestri nelle varie sedi della Quercia il pubblico ministero Nordio vuole appurare se anche nelle federazioni delle altre città accade come a Belluno. Alle Botteghe Oscure le Fiamme Gialle si sono presentate martedì, chiedendo la consegna di tutte le fatture inviate dalle associazioni culturali, ma prima l' ex tesoriere Marcello Stefanini, quindi il suo successore, Teofilo Ruffa, hanno consigliato i finanzieri di chiedere la documentazione fiscale ai gruppi di Montecitorio e Palazzo Madama.

E ancora:

la Repubblica - Giovedì, 24 febbraio 1994 - pagina 12Grilli a Napolitano ' Indagine su tutti'PORTABORSE VENETI, INTERROGATI I DEPUTATI DEL PDS
VENEZIA -


"Chiederò al presidente della Camera Giorgio Napolitano di avviare un' indagine sull' uso dei rimborsi spese nei confronti di tutti i gruppi parlamentari". Lo ha annunciato ieri il deputato pidiessino Renato Grilli dopo essere stato interrogato dal pm di Venezia Carlo Nordio come indagato nell' inchiesta sulle presunte irregolarità del Pds veneto nell' uso dei rimborsi spese per i parlamentari. Insieme a Grilli sono stati interrogati anche l' ex deputato Guido Alborghetti e gli ex segretari delle federazioni pds di Vicenza e Padova Nicola Muraro e Anna Milvia Boselli, ex deputata. Al termine del colloquio con il magistrato, tutti e quattro gli esponenti del Pds hanno riferito di aver dimostrato la regolarità del proprio operato. Secondo gli inquirenti, il gruppo parlamentare del Pds avrebbe finanziato illegalmente le federazioni provinciali tramite servizi fittizi fatturati da associazioni culturali che poi avrebbero "girato" i soldi alle federazioni stesse. Un' ipotesi che Grilli e Alborghetti hanno definito "infondata", ricordando che i rimborsi spese sono previsti da un regolamento interno della Camera nell' ambito della sua autonomia organizzativa e finanziaria e che i parlamentari del Pds hanno ottenuto servizi effettivi dalle associazioni, scelte come alternativa al cosiddetto "portaborse". Un sistema - ha detto Grilli - "invidiato da molti gruppi parlamentari".
E ancora:


la Repubblica - Martedì, 13 dicembre 1994 - pagina 11g c
MANI PULITE Oggi vertice tra Nordio e Mantelli sulla posizione dell' ex segretarioCOOP ROSSE OCCHETTO FORSE INDAGATO A VENEZIA
VENEZIA -

Il pm Carlo Nordio ha sequestrato i conti correnti intestati alle federazioni venete del Pds mentre la guardia di Finanza sta controllando da dove provengono i versamenti di centinaia di milioni sottoscritti da alcune società legate alla Quercia. E nel pomeriggio di oggi il magistrato veneziano s' incontrerà a Roma con il collega della capitale Gianfranco Mantelli per chiarire se Achille Occhetto sia davvero finito sul registro degli indagati per la vicenda dei contributi Coop. Nordio, infatti, desiderava interrogare l' ex segretario del partito per chieder conto della lettera inviatagli da un dirigente in cui si parlava di clima mafioso e ricattatorio all' interno dell' associazione veneta delle cooperative agricole. Inizialmente il giudice lagunare aveva tutta l' intenzione di sentire l' uomo politico in veste di testimone, ma se ora a Roma è tra gli indagati in un' inchiesta parallela e dello stesso tenore la situazione è mutata. Se così fosse Nordio non potrebbe più interrogarlo come persona informata sui fatti, bensì in qualità di indagato in un processo connesso o, altrimenti, decidere di sentirlo come indiziato anche per le questioni venete. Un incontro importante, quindi, quello romano. Appena alcuni giorni prima del vertice che si terrà probabilmente a fine settimana a Ravenna anche con i magistrati di quella città, di Milano e di Torino. Sempre oggi, però in mattinata, Nordio interrogherà negli uffici di piazza San Marco l' indiziato principale della sua indagine: Alberto Fontana, il padovano fondatore di una ventina di cooperative rosse nel Veneto poi messe in liquidazione e indagato per associazione a delinquere finalizzata alla bancarotta e alla truffa. E' probabile che la maggior parte delle domande riguardino una misteriosa società che Fontana ha fondato negli Stati Uniti, nello Stato del Delaware, con 1 miliardo e mezzo di lire nel 1993, cioè dopo la sua lunga esperienza nella Lega.

Con le illazioni Berlusconi ha fatto propaganda politica. Ve lo ricordate il “caso” telecom-serbia?
E anche oggi la sinistra è pronta a bersi ogni cagata che non sia supportata da elementi di prova pur di assicurare l’impunità a Silvio Berlusconi.
Ricordare, perché chi dimentica ricommette gli stessi errori.
Ha ragione Silvio Berlusconi a dire che l’Italia è un paese di merda, solo che è lui che lo ha ridotto così.
Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

15 settembre 2011
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
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