martedì 20 novembre 2012

Gesù, Alberto Barin e le prestazioni sessuali a san Vittore

Quando si riaffermeranno i principi Costituzionali?
Dice Gesù:

“I poveri li avete sempre con voi e potete fare loro del bene quando volete....” Marco 14, 7

Fintanto che i cristiani continueranno a pensare le persone come oggetti di possesso, si sentono in diritto di violentarle quando vogliono: bambini compresi.
Il prete si identifica con Gesù; è Gesù, il padrone delle persone in quanto figlio del dio padrone. Non è un soggetto che deve obbedire a dei doveri, è un padrone che come Gesù si pensa al di fuori e al di sopra delle leggi: come si permettono questi bambini, questi pezzenti, questi detenuti di denunciare lui, il loro padrone?
Don Alberto Barin aveva applicato correttamente il vangelo del Gesù con cui si identificava. Infatti, ai poveri derelitti nelle celle procurava sigarette, saponette, shampoo e spazzolini. Non pretendeva denaro dai poveri, ma solo prestazioni sessuali. I poveri, come i bambini, pagano in questo modo i preti cattolici.
Come dice Gesù, “I poveri li avete sempre con voi e li potete usare quando volete...”.
Povero Don Alberto Barin, non sapeva che la violenza sessuale è un reato?
Riporto la notizia da fonte ANSA:

Arrestato cappellano di San Vittore, violenza sessuale su sei detenuti
20 novembre, 2012 

MILANO - Don Alberto Barin, cappellano del carcere milanese di San Vittore, e' stato arrestato con l'accusa di violenza sessuale su sei detenuti e per concussione. In un comunicato il procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati spiega che ''nel pomeriggio odierno, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip presso il tribunale di Milano, ufficiali di polizia giudiziaria della IV sezione della Squadra Mobile e della Polizia Penitenziaria di Milano, hanno tratto in arresto don Alberto Barin, cappellano della Casa Circondariale di Milano, indagato per violenza sessuale in danno di sei detenuti e per concussione.

Don Alberto Barin e' accusato di violenza sessuale pluriaggravata e continuata e concussione per aver chiesto e ottenuto favori sessuali da sei detenuti stranieri nell'arco di cinque anni, tra il 2008 e lo scorso ottobre, in cambio di piccoli beni di necessità di cui avevano bisogno i detenuti, tra cui sigarette, saponette, shampoo e spazzolini. E' quanto emerge dall'inchiesta coordinata dai pm Daniela Cento e Lucia Minutella e dal procuratore aggiunto Pietro Forno con ordinanza firmata dal Gip Enrico Manzi.

Agli atti ci sono anche dei filmati che hanno registrato gli abusi sessuali che avrebbe commesso il religioso ai danni dei detenuti. Dopo aver ricevuto una denuncia da parte di un detenuto infatti inquirenti e investigatori sono riusciti a piazzare nell'ufficio del cappellano all'interno del carcere una videocamera e grazie a queste hanno documentato le violenze.


Tratto da:

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/11/20/Arrestato-cappellano-San-Vittore-violenza-sessuale-sei-detenuti_7828989.html

La violenza dei preti cattolici è quanto di più squallido e schifoso avvenga nella società. E’ una violenza che deruba la povertà della dignità. Deruba il bambino indifeso, il detenuto, il ricoverato negli ospedali, l’anziano nelle case di riposo, l’emarginato nei centri per tossicodipendenti. E’ un tipo di violenza proprio del cristianesimo che sfrutta un ruolo privilegiato che le Istituzioni gli concedono per far violenza a persone indifese e facilmente ricattabili.
E’ un tipo di violenza che dovrebbe essere trattata come un atto di terrorismo perché aggredisce la persona nella condizione sociale più indifesa.
E’ un tipo di reato che possono fare solo i cristiani che trasformano le persone in oggetti posseduti dal loro dio padrone e che, pertanto, si ritengono in diritto di possedere.
E’ una violenza contro la Costituzione della Repubblica perché priva il detenuto del diritto alla sicurezza nelle carceri minandone una dignità che andrebbe preservata in funzione di una sua riabilitazione nella società civile.

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20 novembre 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

martedì 2 ottobre 2012

Macelleria messicana Cassazione sentenza n. 38085: il disonore dello Stato Italiano.

Ci sono voluti undici anni perché atti di terrorismo eversivo venissero censurati dalla Corte di Cassazione.
Con la sentenza n. 38085 la Corte di Cassazione ha dimostrato come i vertici della Polizia di Stato fossero formati da delinquenti criminali che mettevano in atto azioni delittuose contro i cittadini partendo da un “diritto” Istituzionale che mirava a destabilizzare le Istituzioni Democratiche.
La Magistratura sapeva che i vertici della Polizia di Stato erano formati da torturatori e assassini abituati a manipolare i processi spesso con l’aiuto di Magistrati complici, come quel Felice Casson e quel Carlo Mastelloni che per i loro interessi personali hanno usato le torture di La Barbera. Quel La Barbera che ha partecipato alla macelleria messicana del G8 di Genova e, prima di allora risulta, per ora, coinvolto nella trattativa Stato-mafia. Oggi risulta decesso, ma le conseguenze dei suoi atti criminali, sono ancora in atto.
Questa mattanza, dice la Corte di Cassazione, ha screditato lo Stato: perché? Forse che le torture al terzo distretto di Polizia di Mestre nel 1982 non hanno forse screditato lo Stato e qualificato l’allora Presidente della Repubblica (se non erro) Sandro Pertini come “sanguinario torturatore”?
Da sempre la Polizia di Stato manipola prove e documenti, come ha fatto recentemente la Polizia Postale di Belluno elaborando, nei miei confronti, una calunnia gratuita al fine di tentare di far condannare chi si indignava per la violenza sui bambini dell’asilo che la Polizia avrebbe dovuto impedire se avesse fatto il suo dovere.
Manipolare i processi è attività costante della Polizia di Stato e, purtroppo, spesso i magistrati, anziché riportare la questione nella legittimità democratica, preferiscono assecondare le attività eversive della Polizia.
Ci vorrà molto tempo affinché i cittadini italiani possano avere una Polizia di Stato o dei Carabinieri all’altezza della Costituzione della Repubblica Italiana.
Intanto riporto la notizia sulla sentenza della Corte di Cassazione avuta dal Corriere della Sera:

G8 GENOVA
Diaz, la Cassazione: «La condotta della polizia ha screditato l'Italia in tutto il mondo»
Depositate le motivazioni della sentenza che ha decapitato gli ex vertici della polizia per le violenze durante il G8 di Genova

Sono parole dure quelle che si leggono nella motivazione della sentenza che il 5 luglio scorso ha confermato le condanne per gli ex vertici della polizia coinvolti nell'assalto alla scuola Diaz, dove alloggiavano i no-global e dichiarato prescritti i reati di lesioni gravi nei confronti di alcuni agenti imputati durante il G8 di Genova nel 2001. La condotta violenta della polizia nell'irruzione alla scuola Diaz ha «gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero». A sottolinearlo sono i giudici della quinta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con cui. La sentenza (n. 38085) è stata depositata ed è lunga 186 pagine. Le violenze della polizia e gli immotivati arresti di massa dei no-global inerti e innocenti, hanno «gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero».
LA MACELLERIA MESSICANA - Ma non solo. La Cassazione ha sottolineato che l'irruzione alla scuola Diaz di Genova fu «un puro esercizio di violenza» da parte della polizia, «di una gravità inusitata». E ancora:. «L'assoluta gravità - si legge nella sentenza numero 38085 - sta nel fatto che le violenze, generalizzate in tutti gli ambienti della scuola, si sono scatenate contro persone all'evidenza inermi, alcune dormienti, altre già in atteggiamento di sottomissione con le mani alzate e, spesso, con la loro posizione seduta in manifesta attesa di disposizioni, così da potersi dire che s'era trattato di violenza non giustificata e punitiva, vendicativa e diretta all'umiliazione e alla sofferenza fisica e mentale delle vittime». «Tutta l'operazione si è caratterizzata per il sistematico e ingiustificato uso della forza da parte di tutti gli operatori che hanno fatto irruzione nella scuola Diaz e la mancata indicazione, per via gerarchica (da Canterini a Fournier e da questi ai capi squadra, fino agli operatori), di ordini cui attenersi»
RISCATTO DI IMMAGINE - Secondo la Cassazione poi gli arresti sono stati condotti dalla polizia per riscattare la propria immagine «L'immagine della polizia doveva essere riscattata, essendo apparsa inerte di fronte ai gravissimi fatti di devastazione e saccheggio che avevano riguardato la città di Genova, e il riscatto sarebbe dovuto avvenire mediante l'effettuazione di arresti, ovviamente dove sussistenti i presupposti di legge». Questo, secondo la ricostruzione della Cassazione, il motivo per cui si decise l'irruzione alla scuola Diaz, avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001.

Tratto da:

http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_02/diaz-cassazione-italia-screditata-nel-mondo-intero_b9b17480-0c8c-11e2-a61b-cf706c012f27.shtml

E domani? Chi altro sarà torturato dalla Polizia di Stato? Perché non ci sono telecamere nei posti di polizia?
Perché i cittadini devono vivere nel terrore anziché vivere un dialogo con la PROPRIA polizia di Stato?
Siamo ad una concezione della Polizia fatta da manganellatori e macellai, come insegna quel crocifisso usato per ricattare i cittadini. Ci vorrà molto tempo affinché poliziotti come Trifilò e il cap. Ambrosini abbiamo quel posto d’onore che meritano per aver servito il loro paese nonostante poliziotti torturatori che non solo li hanno minacciati rendendo difficoltosa la loro carriera, ma sono giunti ad effettuare, nei confronti del Cap. Ambrosini, un attentato nel suo ufficio in caserma: naturalmente la Procura della Repubblica di Venezia non ha individuato i responsabili. Per contro, ha coperto e usato le torture messe in atto da chi veniva accusato dal Cap. Ambrosini e da Trifilò di “Condotta tale da screditare l’Italia in tutto il mondo”.

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02 ottobre 2012
Claudio Simeoni
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Sesso estremo sentenza Corte di Cassazione n. 37916 riafferma la Costituzione della Repubblica.

Ancora una volta, la Corte di Cassazione, in aperto contrasto con la chiesa cattolica e le direttive del criminale antidemocratico Paolo di Tarso che impone alle donne la sottomissione, ribadisce il principio Costituzionale “dell’essere cittadini” fruitori di cittadinanza giuridica. 
Mentre Paolo di Tarso, in odio alla società civile, afferma: 

“Voi, donne, siate soggette ai vostri mariti, com'è conveniente, nel Signore.” Paolo di Tarso lettera ai Colossesi 3, 18 

“Le donne siano soggette ai loro mariti come al Signore, perché il marito è capo della donna, come Cristo è capo della Chiesa, del cui corpo egli è il Salvatore. Come la Chiesa è soggetta a Cristo, così le donne stiano soggette in tutto ai loro mariti.” Paolo di Tarso lettera agli Efesini 5, 22 

La Corte di Cassazione ribadisce il concetto che il corpo appartiene alla persona e che nessuno ne può disporre se non col consenso della persona e per reciproco accordo o piacere. La ricerca del piacere è il fine della nostra esistenza nella società. Quando la ricerca del piacere si trasforma in sofferenza perché a qualcuno piace infliggere sofferenza intollerabile, allora, la Corte di Cassazione, con la sentenza 37916 condanna il seminatore di sofferenza sessuale. 
La sessualità è uno dei metri fondamentali di misura della libertà di una persona. Disporre del proprio corpo nei rapporti sessuali è indice di libertà come è indice di libertà sociale poter decidere come morire. La Corte di Cassazione deve intervenire con sentenza per rimuovere le idee preconcette che la violenza della chiesa acattolica, per sancire il proprio dominio sulla società italiana, ha imposto ai bambini fin dalla prima infanzia ottenendo adulti instabili e insicuri perché non consapevoli della norma sociale, dei mezzi e dei limiti entro i quali veicolare le loro pulsioni. 
Riporto l’informazione dall’AGI: 

Cassazione: sesso estremo, consenso iniziale non giustifica stupro 

(AGI) - Roma, 1 ott. - Va condannato per violenza sessuale chi impone pratiche sessuali estreme a un partner, il quale, mostrandosi consenziente all'inizio del rapporto, manifesta a un certo punto, di non voler andare oltre. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e mezzo di reclusione inflitta a un 35enne dalla Corte d'Appello di Ancona: l'uomo era finito sotto processo per violenza sessuale continuata commessa con violenze fisiche e minacce nei confronti di una ragazza, con la quale aveva una relazione "erotico-sentimentale". - L'imputato si era difeso sottolineando che, a suo parere, il racconto della ragazza non era pienamente attendibile: ella, infatti, era riuscita a descrivere puntualmente soltanto due episodi a carico dell'uomo, rimanendo molto vaga nella descrizione di altri fatti. L'imputato, poi, aveva rilevato che la donna si era sottoposta "volontariamente" a "pratiche erotiche particolari" e cio' era provato anche dai filmati - che l'imputato aveva minacciato di divulgare - che la ritraevano in atteggiamenti sessuali". I giudici del merito, pero', avevano condannato l'uomo sottolineando che "le violenze sessuali furono alternate a rapporti volontari durante lo svolgimento della relazione tra imputato e persona offesa e questa "alternanza" ha reso "piu' difficile alla vittima la rievocazione dei singoli e specifici episodi". - La Suprema Corte (terza sezione penale, sentenza numero 37916, depositata oggi) ha condiviso tale motivazione tenuto conto della "dimensione relazionale tra la persona offesa e l'imputato, i quali furono inizialmente legati da un rapporto erotico-sentimentale caratterizzato dalla relazione incube-succube, poi diventata relazione vittima-carnefice": purtroppo, aggiungono i giudici di Piazza Cavour, "e' ben possibile che nello svolgimento della patologia delle relazioni sentimentali tra uomo e donna, si verifichi la sussistenza di rapporti sessuali consensuali alternati a rapporti sessuali imposti". In relazione "a certe pratiche estreme - conclude la Cassazione - per escludere l'antigiuridicita' della condotta lesiva, non basta il consenso del partner espresso nel momento iniziale della condotta, per cui la scriminante non puo' essere invocata se l'avente diritto manifesta, esplicitamente o mediante comportamenti univoci, di non essere piu' consenziente al protrarsi dell'azione alla quale aveva inizialmente aderito, per un ripensamento o una non condivisione sulle modalita' di consumazione dell'amplesso". 
Tratto da: 


Dobbiamo continuamente ringraziare i giudici della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale che continuano ad emettere sentenze relative alla libertà dell’uomo contro i principi di odio e di violenza con cui la chiesa cattolica ha insanguinato la storia. Personaggi criminali come Gesù o Paolo di Tarso hanno trasformato gli uomini in bestiame di un gregge da portare al macello della vita. Bestiame senza diritti e posseduto dal dio padrone, di cui loro si ergono rappresentanti, che ha finito per distruggere le società civili. Fintanto che personaggi come Gesù o Paolo di Tarso non saranno condannati per attività criminale, l’educazione che la chiesa cattolica imporrà sui cittadini striderà sempre con le norme Costituzionali finendo per costruire cittadini instabili ed emarginati. 


02 ottobre 2012 
Claudio Simeoni 
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martedì 28 agosto 2012

la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo sentenzia contro il terrorismo cattolico e i politici italiani complici.

Ratzinger e il suo odio per la vita con politici  complici.

Una legge che è un atto di terrorismo nei confronti dei cittadini e che ha violato la Costituzione della Repubblica Italiana e dell’Unione Europea fortemente voluta dalle organizzazioni terroristiche della chiesa cattolica e dai parlamentari cattolici in violazione alle norme Costituzionali entro le quali sono tenuti a legiferare.
Non si tratta di “una semplice legge”, ma di un atto di terrorismo nei confronti delle persone, della loro vita privata e delle loro scelte.
La Corte Costituzionale Italiana era già intervenuta bocciando l’impianto della legge che tendeva a trasformare i cittadini in bestiame, com’è nell’ideologia religiosa della chiesa cattolica, come in questo caso:


Sentenza della Corte Costituzionale n.151/2009

La sentenza della Corte ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art.14 della legge 40/2004, comma 2 e comma 3. In particolare ha dichiarato illegittima la parte che prevede "un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre" (comma 2) e la parte che non prevede che il trasferimento degli embrioni debba essere effettuato senza pregiudizio della salute della donna (comma 3).

L’odio dei cattolici per la vita che li induce a costringere, medianti feroci pressioni psicologiche, le donne a non abortire, li ha indotti a sviluppare l’odio per le donne costrette a ricorrere alla fecondazione mediante un preimpianto di embrioni.
Contro l’odio della chiesa cattolica alimentato da politici terroristi e criminali, la Corte Europea per i diritti umani ha sentenziato in difesa delle donne e del loro diritto a vivere la loro vita come intendono viverla:


Corte Ue boccia legge 40 su procreazione
Censurato no a diagnosi preimpianto embrioni


(ANSA) - STRASBURGO, 28 AGO - La Corte europea dei diritti umani ha bocciato la legge 40 per quanto riguarda l'impossibilita' per una coppia fertile ma portatrice sana di fibrosi cistica di accedere alla diagnosi preimpianto degli embrioni. Secondo i giudici il sistema legislativo italiano in questa materia "è incoerente" in quanto un'altra legge permette di accedere a un aborto terapeutico in caso che il feto venga trovato affetto da fibrosi cistica. In assenza di ricorso la decisione diverra' definitiva entro 3 mesi.


Tratto da:
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2012/08/28/Corte-Ue-boccia-legge-40-procreazione_7387471.html


Il terrorismo della chiesa cattolica provoca immensa sofferenza nella società civile italiana e il Presidente della Repubblica che dovrebbe essere il garante della Costituzione non si fa scrupolo a manifestare la propria connivenza con Ratzinger e i crimini che la chiesa cattolica, per mandato della sua dottrina, ha fatto e intende fare. In questo modo il Presidente della Repubblica si rende complice di attività contro la Costituzione della Repubblica e contro i cittadini italiani.
E domani, quali altre sofferenze avrà provocato l’attività connivente con Ratzinger del Presidente della Repubblica?
Sì, lo so che la Costituzione dice che non è punibile per gli atti che commette nell’esercizio delle sue funzioni, ma esiste la condanna morale di chi, protetto da privilegi Costituzionali si reputa privo di doveri nei confronti dei cittadini assumendo atteggiamenti da loro padrone.
Oggi, comunque, la difesa dei diritti dei cittadini italiani non è venuta dal Presidente della Repubblica, ma dalla Corte Europea per i diritti dell’uomo.




28 agosto 2012
Claudio Simeoni
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martedì 15 maggio 2012

Davanzo, “l’utile idiota”! Luigi Bersani, il “trafficante di schiavi”!


Uno come Davanzo già da molto tempo ha perso il senso della realtà nella quale vive.
Esaltare l’attentato Adinolfi è come esaltare l’attentato di Nico Azzi. Perdere il senso della realtà porta Davanzo a sognare masse in movimento verso un’improbabile rivoluzione mentre, è più facile che le masse vadano in movimento verso la miseria sociale.
Non ha capito un cazz..o delle motivazioni che spinsero ad agire negli anni ’70, le torture della Polizia di Stato e l’impedimento violento con cui i magistrati hanno impedito alle persone di motivare le loro azioni. Hanno costruito un clima che viene alimentato dall’organizzazione criminale Ordine dei Giornalisti al fine di disarticolare la società civile. Dare dell’ideologo ad uno come Davanzo manifesta una volontà di annientare la società civile giustificando l’annientamento con “ideologi” che l’Ordine dei Giornalisti identifica con Davanzo.
Davanzo e Latino fanno le loro dichiarazioni: e hanno la possibilità di farlo.
Più parlano e più idiozie farneticanti dicono, più i magistrati hanno materiale per giustificare le condanne. Ritengo che il loro obbiettivo sia quello di guadagnarsi anni di galera e forse, in parte, ci sono riusciti.
Quando negli anni ’70 l’obiettivo era quello di fermare i colpi di Stato, allora i magistrati torturavano per impedire che gli imputati rivendicassero o giustificassero le loro azioni nella necessità di difendere la Costituzione della Repubblica Italiana.
Latino e Davanzo: la rivoluzione ve la fate da soli!
E non pensiate che chi manifesta in vostro favore sia d’accordo con la rivoluzione; semmai vede nell’azione dello Stato un eccesso.
Da soli affronterete la vostra galera alimentando le illusioni di qualche altro disperato. Quelle di Latino e Davanzo, alla fin fine, sono delle opinioni non diverse dai 300000 fucili bergamaschi con cui Bossi minacciava guerra allo Stato Italiano e che con tanta benevolenza sono stati trattati dai magistrati anche quando hanno occupato Piazza s. Marco.
Riporto dalla cronaca notando come, se non fosse in atto un tentativo da parte dello Stato di creare un clima di terrorismo, questo processo sarebbe passato sotto silenzio:


L'urlo del br Davanzo:
"E' l'ora, viva la rivoluzione"
E un altro cita Draghi e Monti
Ha risposto così alla domanda su cosa pensasse dell'attentato ad Adinolfi


L'IDEOLOGO D'AVANZO - Davanzo, ritenuto il presunto ideologo delle Nuove Br del Partito Comunista Politico-Militare, è uno dei dodici imputati nel processo milanese d’appello ‘bis’ (la Cassazione ha infatti recentemente annullato le condanne disponendo un nuovo appello) ed è stato condannato nel precedente giudizio di secondo grado a 11 anni e 4 mesi.
In una pausa dell’udienza, alcuni cronisti si sono avvicinati alla gabbia dove stanno seguendo l’udienza cinque dei sette imputati detenuti (tra cui Claudio Latino, condannato a 14 anni e 7 mesi) e hanno chiesto: "Cosa pensate di quello che sta accadendo nel Paese, del ferimento di Adinolfi?’’. Davanzo ha risposto: ‘’Viva la rivoluzione, questo è il momento buono per la rivoluzione".
"VIOLENZA NECESSARIA - “Noi non amiamo la violenza, non abbiamo il gusto della violenza, non ci piacerebbe utilizzarla ma è inevitabile, strategicamente e storicamente necessaria come ci insegna la lotta di classe”, ha poi dichiarato Claudio Latino durante le dichiarazioni spontanee fatte al termine dell’udienza.
“Il sistema borghese  è agli sgoccioli - sono le parole di Latino - Questo riecheggia in fatti e avvenimenti a livello mondiale in una crisi di cui non si intravede la fine, che ha aperto la porta alla miseria delle masse popolari. è stato dimostrato che il capitalismo non è eterno e che la sua fine non è cosi’ lontana”. Latino ha individuato la colpa della crisi anche nelle banche che “fanno pagare il costo alle masse popolari”, ma ha sostenuto che le radici di questo momento storico vadano ricercate negli anni ‘70.

Tratto da:

Ciò che inquieta in questo momento è la violenza terrorista manifestata da Luigi Bersani: lui che ha trafficato in “schiavi” vendendo i diritti dei cittadini (dalle pensioni al lavoro e quant’altro fino ad aiutare Ratzinger a violentare bambini costretti in ginocchio davanti ad un assassino che ordina di scannare chi non lo riconosce come un padrone). Bersani ha bisogno di inquinare la società civile per la grande perdita di voti che il suo partito ha in questo momento. Anche se è impegnato ad evocare per esorcizzare forme di “terrorismo” che gli farebbero comodo, oggi, a oltre 60 anni dalla Costituzione sta nascendo una generazione europea consapevole del significato della norma Costituzionale applicata all’unica Istituzione reale esistente: il cittadino!
I giochini fra partiti messi in atto da Bersani che, anziché rivolgersi ai cittadini, mette in atto strategie di “accordo fra padroni di voti” finendo per usare la crisi economica per distruggere il sistema di diritti dei cittadini, rappresenta, dal punto di vista del comportamento ideologico, un vero e proprio “traffico di schiavi”. Quando metti le mani nella scuola, nell’università, nella sanità, le pensioni, stai mettendo le mani sul mio patrimonio e quando lo fai senza chiedermi il permesso: MI STAI DERUBANDO!
Quando il poliziotto si trasforma davanti a me in Istituzione: MI STAI DERUBANDO!
Quando il magistrato antepone il crocifisso ai principi Costituzionali: MI STAI DERUBANDO!
Riporto le farneticazioni di Bersani:


Bersani: "Terrorismo,
attenti a parole e gesti"

 “Non possiamo permetterci un rigurgito di terrore e violenza. Bisogna alzare la guardia e bisogna che ci sia attenzione da parte di tutti, non solo delle forze dell’ordine ma anche dell’opinione pubblica, perché bisogna stare attenti alle parole che si dicono e ai gesti che si fanno. C’é gente che non deve poter avere acqua in cui nuotare”, è l'appello di Bersani, che questa mattina a Genova incontra i dipendenti dell’Ansaldo, dopo l’attentato nei confronti di Roberto Adinolfi, l’ad di Ansaldo Nucleare, gambizzato nel capoluogo ligure

Tratto da:

In realtà Luigi Bersani, Alfano, Casini, Fini, stanno portando il paese alla violenza istigando la Polizia di Stato a macellare i cittadini affinché non rivendichino di essere l’ISTITUZIONE!
C’è una nuova generazione di cittadini consapevoli che si sta presentando in Europa. Cittadini che possono votare per gruppi o partiti alternativi o per partiti che presentano chiaramente programmi assonanti alla Costituzione, ma che vivono con fastidio il terrorismo di essere privati dei loro diritti Costituzionali. Come quello messo in atto da Giorgio Napolitano il giorno in cui ha firmato il Lodo Alfano nel tentativo di introdurre un principio della monarchia assoluta nella Democrazia Costituzionale. Ha vomitato tutto il suo disprezzo sui cittadini che protestavano ed è rimasto “stupito” quando la Corte Costituzionale ha affermato che la sua azione era illegale. Intanto, aveva sparato nella testa dei cittadini privandoli dell’articolo 3 della Costituzione. Minare l’articolo 3 della Costituzione, è un atto da trafficante di schiavi: significa imporre il principio cattolico del “tutti sono uguali in ginocchio davanti a me!” in cui quel “davanti a me” è al di fuori e al di sopra delle leggi. Appunto, il monarca e il dio padrone cristiano.
Per imporre quest’odio e questa violenza, Luigi Bersani, Alfano, Casini, Fini, Schifani, Mario Monti, hanno bisogno di alimentare nella società un clima di terrore e di insicurezza.
Davvero, Luigi Bersani, dopo aver fatto la vigliaccata ai cittadini italiani di aver appoggiato un “governo filo-nazista”, che chiama tecnico, e col quale, fingendo di aggredire la gravità della situazione economica, ha aggredito i diritti Costituzionali dei cittadini pensa che i cittadini italiani, domani, gli daranno i voti che gli avrebbero dato se lui si fossi assunto la responsabilità di portare il paese fuori dalla crisi economica andando ad elezioni? Tu, Luigi Bersani,  domani non avrai il governo del paese: te lo sei giocato insultando i tuoi stessi elettori.



15 maggio 2012
Claudio Simeoni
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martedì 31 gennaio 2012

Corte di Cassazione: diffamatorio e mortificante indicare al linciaggio e al disprezzo chi chiede elemosina.



Ancora una volta deve intervenire la Corte di Cassazione per riaffermare un principi che dovrebbe essere alla base del diritto e del sentire comune. Diffamare o indicare al disprezzo delle persone, è sempre un’azione riprovevole, ma assume un particolare valore quando le persone aggredite sono povere, indifese, e vengono additate a disprezzo da parte di chi, attraverso quell’additare a disprezzo, lavora per danneggiare la società civile invocando “bande armate” che chiamano “ronde” con cui perseguirle.
Ciò che mi preoccupa e mi sconvolge in questa vicenda, è l’atteggiamento del Giudice per le Indagini Preliminari di Trento che non ha ravvisato l’intento di usare la donna per additare a disprezzo. Ha trovato del tutto normale quello che a me appare come un vero e proprio linciaggio.
Io sono convinto che sia necessario un grande coraggio per chiedere l’elemosina. Ritengo che sia più facile, dal punto di vista psicologico, puntare un coltello alla gola a persona indifese piuttosto che chiedere l’elemosina. Capisco che questa è una mia posizione soggettiva. Tuttavia, chiedere l’elemosina non è un reato, ma troppa gente continua a pensarne l’attività come veniva pensata nel medioevo. E nel tentare di trasformare in crimine ciò che crimine non è, si diffondono leggende metropolitane che hanno il solo sapere ideologico del razzismo e del nazismo.

No alle foto di mendicanti
"Diffamatorie e mortificanti"
La sentenza della Cassazione: "Nella coscienza comune, chi è costretto all'accattonaggio è collocato nell'ultimo gradino della scala sociale". Riconosciute le ragioni di una donna romena ritratta in un articolo di giornale

ROMA - Le foto che ritraggono i volti dei mendicanti non dovranno essere più pubblicate. E' quanto ha intimato la Cassazione, sottolineando che "non è possibile negare l'oggettiva valenza diffamatoria" della pubblicazione di uno scatto di chi chiede la carità: "La coscienza comune - spiega la Quinta sezione penale - pone questi soggetti in uno dei gradini più bassi della cosiddetta scala sociale ed è allora naturale che chi sia costretto dalla necessità a praticare la mendicità e venga additato come tale si sentirà mortificato e gravemente ferito nella sua onorabilità". E nei casi di denuncia del fenomeno è necessario "coprire i volti delle persone coinvolte in fenomeni sui quali grava un pesante giudizio negativo della collettività".
La decisione è arrivata dopo che la Suprema Corte ha analizzato la vicenda di una donna romena, Ciurar C., la quale ha sporto una querela per essere comparsa in una fotografia pubblicata a corredo di un articolo di un giornale di Trento nel quale venivano riportate le reazioni e i commenti dei cittadini, pure loro rappresentati fotograficamente, nell'ambito di una tavola rotonda sul "pacchetto sicurezza" e sull'istituzione delle ronde. A corredo del servizio, la foto della donna accompagnata dalla didascalia "una questuante all'opera nel centro storico di Trento".
Il gip di Trento, il 31 gennaio 2011, aveva dichiarato il non luogo a procedere "perché il fatto non sussiste" nei confronti del direttore e della giornalista, ritenendo l'articolo e le foto non diffamatori e improntati a scoraggiare "fenomeni quali la prostituzione, il vandalismo e l'accattonaggio diffuso".
La donna fotografata a mendicare ha fatto ricorso in Cassazione, facendo notare che era l'unica delle persone ritratte a rappresentare il problema che il pacchetto sicurezza avrebbe voluto affrontare e che, nel testo, si parlava di "accattonaggio diffuso legato ad organizzazioni criminali".
Con la sentenza 3721, il giudice di ultima istanza ha accolto la tesi difensiva e ha osservato che "la fotografia di Ciurar C., indicata come questuante all'opera posta a corredo dell'articolo non può essere considerata neutra, dal momento che il lettore è portato ad identificare la persona rappresentata con uno dei mali da combattere - l'accattonaggio diffuso - e l'ipotizzato collegamento con ambienti malavitosi - ed uno dei problemi da eliminare per garantire una pacifica vita cittadina".
La Cassazione fa notare che "quando per esigenze di cronaca si mostrano immagini di persone in qualche modo coinvolte in fenomeni sui quali grava un pesante giudizio negativo della collettività - al fine di evitare che si crei un preciso collegamento tra un fenomeno generale e una specifica e individuabile persona fisica ed evitare quindi la conseguente e inutile carica di disdoro personale - si usa sgranare o comunque coprire il volto della persona ritratta per renderla non identificabile".

(31 gennaio 2012)

Tratto da:
http://www.repubblica.it/cronaca/2012/01/31/news/no_alla_pubblicazione_foto_mendicanti_mortificano_chi_chiede_elemosina-29085957/?rss

Indubbiamente è raro che chi chiede l’elemosina si rivolga alla Corte di Cassazione per chiedere giustizia. Ma qualche volta capita e a questa persona dobbiamo essere grati perché ha saputo riaffermare un principio di civiltà contro il disprezzo per la società civile indicato dal criminale in croce.



Ci si dimentica sempre che, anche se dietro ad alcune di queste persone ci fosse un rachet come alcuni individui spregevoli affermano, i questuanti sono comunque le vittime dello sfruttamento e non i criminali che dovrebbero essere perseguiti dalla polizia e non dal linciaggio degli organi di informazione.
Come troppo spesso accade, noi come cittadini viviamo lo stridere fra legittimità Costituzionale e la repressione che viene messa in opera dalle Istituzioni che anziché operare ossequiose al dettato Costituzionale preferiscono i principi di quel criminale in croce che ordina di torturare e gettare nelle tenebre fra stridor di denti chi non si mette l’abito che lui vuole, quando vuole e per come lo vuole. In quest’ottica noi assistiamo a criminali che incitano all’odio e alla repressione di individui deboli e Istituzioni che, anziché garantire i diritti alle persone deboli preferiscono reprimere chi chiede giustizia: QUESTO SI CHIAMA TERRORISMO!


Entra nel circuito del pensiero religioso, sociale, economico ed etico della Religione Pagana!

31 gennaio 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Il governo Monti, la Costituzione della Repubblica e i partiti politici.

I partiti politici stanno agendo per ridurre l'Italia in uno stato monarchico genuflesso davanti al padrone Gesù e Ratzinger. Davvero si vuole che i cittadini si omportino come Silvio Berlusconi e dica "si buana"?

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Io capisco la difficoltà dei Partiti Politici Italiani ad affrontare il loro fare politica durante la presenza di un Governo come quello di Monti.
Fino ad ieri i Partiti Politici si relazionavano fra di loro all’interno delle pratiche relazionali mafiose: difendere interessi monetari di questo o di quel gruppo. Silvio Berlusconi, per difendere interessi specifici, ha fatto una vera e propria giustificazione, se non esaltazione, dell’evasione fiscale a livello sovversivo istituzionale. La Lega Nord, dopo aver sbandierato per anni il “federalismo” e il “federalismo fiscale” nell’ultimo periodo come anticamera di una secessione e aver bloccato i lavori parlamentari negli ultimi quattro anni, oggi si trova spiazzata dal Governo Monti che sta mettendo in atto quelle “riforme” che la stessa Lega paventava quando era un partito non “invischiato” con “Roma ladrona”. Il Partito Democratico vede nell’attività del Governo Monti la realizzazione di quelle liberalizzazioni di massa che aveva tentato col governo Prodi, ma che, per la pochezza della sua forza sociale e della grande disponibilità di denaro di Silvio Berlusconi, erano sempre state impedite. Il Popolo delle Libertà si trova privato delle proprie parole d’ordine con cui copriva i suoi appoggi alle mafie e ai privilegi in questo paese che garantiva con un’aggressione sistematica a tutte le forze popolari che rivendicavano i diritti Costituzionali che Silvio Berlusconi, nella sua identificazione con il Duce, voleva negare. In questa feroce guerra che Silvio Berlusconi ha fatto alla Democrazia, ha visto una serie di oppositori che mai avrebbero brillato per la loro ignoranza Costituzionale e per la loro pochezza emotiva e culturale. Mi riferisco a Oscar Luigi Scalfaro, appena morto e a Giorgio Napolitano che nel loro disprezzo per i cittadini (o forse per tentare di non dare il fianco alla propaganda Berlusconiana forte di 6 televisioni e di molta stampa) hanno agito legittimando le torture nei confronti dei cittadini e il disprezzo nei confronti della Costituzione. Al punto che Giorgio Napolitano, dopo che come ministro degli Interni ha agito per diffondere odio religioso, non ha esitato a firmare il Lodo Alfano per introdurre un principio da monarchia assoluta contro il dettato Costituzionale.
La politica possibile per i partiti è all’interno dei primi 54 articoli della Costituzione.
I partiti politici possono fare politica soltanto chiarendo la relazione che esiste tra cittadini e Istituzioni nell’applicazione dei primi 54 articoli Costituzionali.
La questione del lavoro, ad esempio, con i loro provvedimenti i partiti politici possono decidere se le persone sono protette dall’articolo 1 della Costituzione o se le leggi che i partiti politici proporranno andranno della direzione di costruire lo schiavismo nella società. Uno schiavismo inteso come obblighi da parte dei dipendenti e delle fasce sociali più deboli di obbedienza e sottomissione ai loro padroni o se, al contrario legifereranno per garantire diritti ai cittadini. Sei che i partiti politici riaffermino i diritti, sia che costruiscano una nazione di schiavi, l’Italia si fonda sempre sul lavoro.
La Repubblica promuove le condizioni per rendere effettivi i diritti Costituzionali!
E’ il progetto mancato per l’attività eversiva della Democrazia Cristiana con un Partito Comunista più vicino al fascismo che non alle istanze dei cittadini.
Ora che il governo Monti sta gestendo l’economia, ai partiti non resta che partire dalla costituzione della Repubblica.
Ne saranno capaci?
Non certo l’ex magistrato Antonio di Pietro della Procura della Repubblica di Milano. La Procura della Repubblica di Milano per coprire gli esecutori dell’attentato a Piazza Fontana e i tentativi di colpo di stato ad esso legato, lanciò una criminale campagna di annientamento contro i cittadini e gli anarchici in particolare: non sarà certo lui a riaffermare i principi Costituzionali. Al massimo può fare l’antiberlusconiano cercando di avere voti degli illusi. E Niki Vendola? A lui interessa più il macellaio di Sodoma e Gomorra e quel criminale in croce che ordina di scannare chi non si mette in ginocchio davanti a lui: non sarà certo lui a ribadire i diritti Costituzionali come patrimonio dei cittadini. A parole può farlo, ma all’atto pratico può solo aiutare la chiesa cattolica nella sua attività di dominio sociale. Come non sarà né Paolo Ferrero, cristiano fondamentalista, né Beppe Grillo. Non sarà Bersani, un amministratore attento, ma sprezzante con i cittadini; come Giorgio Napolitano che ritiene legittimo far bastonare i cittadini contro il dettato Costituzionale.
Indicare qualcuno, in questo momento non è possibile, e poi sta più sull’ideologia dell’uomo della provvidenza che non nell’ideologia che favorisca i cittadini che sono gli UNICI soggetti che possono legittimare le Istituzioni discriminando fra l’Istituzione come associazione sovversiva e terroristica e Istituzione Costituzionale.
Quando si sente proclamare quell’ideologia fascista di “servitore dello Stato” è un attentato alla Costituzione perché la Costituzione prevede lo Stato al servizio dei cittadini e i “servitori dello Stato” sono dei terroristi che agiscono per sottrarre lo Stato ai cittadini e trasformare la società in un regime fascista (società sottratta al controllo dei cittadini) o in un regime monarchico.
Eppure, non si può più fare politica difendendo gli interessi di questo o i quel gruppo di persone, ma la si può fare agendo sulla veicolazione dei principi Costituzionali.
Questa è l’unica possibilità che hanno i partiti politici di riprendersi la scena della politica nazionale:
Ricordate, questo è l’apparato ideologico entro il quale i partiti dovranno agire se vorranno riprendere la centralità sociale che la Costituzione attribuisce loro.
Sulle proposte di organizzazione dei diritti civili potranno mobilitare il loro elettorato anche se oggi è in sofferenza per la crisi economica.
Ricordo loro i fondamenti dell’ideologia democratica e loro dovranno rispondere se i cittadini sono i fruitori di quei diritti o se li riservano a sé stessi contro i cittadini!


Art. 1
L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell'autonomia e del decentramento.

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.[1]

Art. 8



Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze. [2]

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10

L'ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l'effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d'asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l'estradizione dello straniero per reati politici. [3]

Art. 11

L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Art. 13.

La libertà personale è inviolabile.
Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l'autorità di Pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro quarantotto ore all'Autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore, si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di libertà.
La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.

Art. 14.

Il domicilio è inviolabile.
Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.
Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.

Art. 15.

La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili.
La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell'Autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge.

Art. 16.

Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza.
Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge.

Art. 17.

I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi.
Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

Art. 18.

I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale.
Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Art. 19.

Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma, individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché non si tratti di riti contrari al buon costume.

Art. 20.

Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d'una associazione od istituzione non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.

Art. 21.

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'Autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'Autorità giudiziaria.
Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Art. 22.

Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome.

Art. 23.

Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.

Art. 24.

Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti ad ogni giurisdizione.
La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.

Art. 25.

Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso.
Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.

Art. 26.

L'estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista dalle convenzioni internazionali.
Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici. [4]

Art. 27.

La responsabilità penale è personale.
L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato.
Non è ammessa la pena di morte. [5]

Art. 28.

I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.


Art. 29.

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.
Il matrimonio è ordinato sull'eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti stabiliti dalla legge a garanzia dell'unità familiare.

Art. 30.

È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del matrimonio.
Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.

Art. 31.

La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della famiglia e l'adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
Protegge la maternità, l'infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.

Art. 32.

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Art. 33.

L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
È prescritto un esame di Stato per l'ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

Art. 34.

La scuola è aperta a tutti.
L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.


Art. 35.

La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Cura la formazione e l'elevazione professionale dei lavoratori.
Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro.
Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell'interesse generale, e tutela il lavoro italiano all'estero.

Art. 36.

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Art. 37.

La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore.
Le condizioni di lavoro devono consentire l'adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.

Art. 38.

Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all'assistenza sociale.
I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
Gli inabili ed i minorati hanno diritto all'educazione e all'avviamento professionale.
Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato.
L'assistenza privata è libera.

Art. 39.

L'organizzazione sindacale è libera.
Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici locali o centrali, secondo le norme di legge.
È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento interno a base democratica.
I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.

Art. 40.

Il diritto di sciopero si esercita nell'ambito delle leggi che lo regolano. [6]

Art. 41.

L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.

Art. 42.

La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a privati.
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.
La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo, espropriata per motivi d'interesse generale.
La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti dello Stato sulle eredità.

Art. 43.

A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.

Art. 44.

Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali, la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà. La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.

Art. 45.

La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata.
La legge ne promuove e favorisce l'incremento con i mezzi più idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell'artigianato.

Art. 46.

Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.

Art. 47.

La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l'esercizio del credito.
Favorisce l'accesso del risparmio popolare alla proprietà dell'abitazione, alla proprietà diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del Paese.

Art. 48.

Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
La legge stabilisce requisiti e modalità per l'esercizio del diritto di voto dei cittadini residenti all'estero e ne assicura l'effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per l'elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.

Art. 49.

Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale.

Art. 50.

Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti legislativi o esporre comuni necessità.

Art. 51.

Tutti i cittadini dell'uno o dell'altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tal fine la Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini. [8]
La legge può, per l'ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.

Art. 52.

La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l'esercizio dei diritti politici.

L'ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.

Art. 53.

Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.
Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.

Art. 54.

Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi.
I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
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Quando la Costituzione della Repubblica afferma che “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino” non ci si riferisce solo a nemici esterni, ma anche ai nemici interni. Quelli che torturano i cittadini e quelli che tentano di usare la Costituzione Della Repubblica contro i diritti dei cittadini attraverso interpretazioni faziose, criminali e terroristiche.
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31 gennaio 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
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