martedì 2 ottobre 2012

Macelleria messicana Cassazione sentenza n. 38085: il disonore dello Stato Italiano.

Ci sono voluti undici anni perché atti di terrorismo eversivo venissero censurati dalla Corte di Cassazione.
Con la sentenza n. 38085 la Corte di Cassazione ha dimostrato come i vertici della Polizia di Stato fossero formati da delinquenti criminali che mettevano in atto azioni delittuose contro i cittadini partendo da un “diritto” Istituzionale che mirava a destabilizzare le Istituzioni Democratiche.
La Magistratura sapeva che i vertici della Polizia di Stato erano formati da torturatori e assassini abituati a manipolare i processi spesso con l’aiuto di Magistrati complici, come quel Felice Casson e quel Carlo Mastelloni che per i loro interessi personali hanno usato le torture di La Barbera. Quel La Barbera che ha partecipato alla macelleria messicana del G8 di Genova e, prima di allora risulta, per ora, coinvolto nella trattativa Stato-mafia. Oggi risulta decesso, ma le conseguenze dei suoi atti criminali, sono ancora in atto.
Questa mattanza, dice la Corte di Cassazione, ha screditato lo Stato: perché? Forse che le torture al terzo distretto di Polizia di Mestre nel 1982 non hanno forse screditato lo Stato e qualificato l’allora Presidente della Repubblica (se non erro) Sandro Pertini come “sanguinario torturatore”?
Da sempre la Polizia di Stato manipola prove e documenti, come ha fatto recentemente la Polizia Postale di Belluno elaborando, nei miei confronti, una calunnia gratuita al fine di tentare di far condannare chi si indignava per la violenza sui bambini dell’asilo che la Polizia avrebbe dovuto impedire se avesse fatto il suo dovere.
Manipolare i processi è attività costante della Polizia di Stato e, purtroppo, spesso i magistrati, anziché riportare la questione nella legittimità democratica, preferiscono assecondare le attività eversive della Polizia.
Ci vorrà molto tempo affinché i cittadini italiani possano avere una Polizia di Stato o dei Carabinieri all’altezza della Costituzione della Repubblica Italiana.
Intanto riporto la notizia sulla sentenza della Corte di Cassazione avuta dal Corriere della Sera:

G8 GENOVA
Diaz, la Cassazione: «La condotta della polizia ha screditato l'Italia in tutto il mondo»
Depositate le motivazioni della sentenza che ha decapitato gli ex vertici della polizia per le violenze durante il G8 di Genova

Sono parole dure quelle che si leggono nella motivazione della sentenza che il 5 luglio scorso ha confermato le condanne per gli ex vertici della polizia coinvolti nell'assalto alla scuola Diaz, dove alloggiavano i no-global e dichiarato prescritti i reati di lesioni gravi nei confronti di alcuni agenti imputati durante il G8 di Genova nel 2001. La condotta violenta della polizia nell'irruzione alla scuola Diaz ha «gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero». A sottolinearlo sono i giudici della quinta sezione penale della Cassazione, nelle motivazioni della sentenza con cui. La sentenza (n. 38085) è stata depositata ed è lunga 186 pagine. Le violenze della polizia e gli immotivati arresti di massa dei no-global inerti e innocenti, hanno «gettato discredito sulla Nazione agli occhi del mondo intero».
LA MACELLERIA MESSICANA - Ma non solo. La Cassazione ha sottolineato che l'irruzione alla scuola Diaz di Genova fu «un puro esercizio di violenza» da parte della polizia, «di una gravità inusitata». E ancora:. «L'assoluta gravità - si legge nella sentenza numero 38085 - sta nel fatto che le violenze, generalizzate in tutti gli ambienti della scuola, si sono scatenate contro persone all'evidenza inermi, alcune dormienti, altre già in atteggiamento di sottomissione con le mani alzate e, spesso, con la loro posizione seduta in manifesta attesa di disposizioni, così da potersi dire che s'era trattato di violenza non giustificata e punitiva, vendicativa e diretta all'umiliazione e alla sofferenza fisica e mentale delle vittime». «Tutta l'operazione si è caratterizzata per il sistematico e ingiustificato uso della forza da parte di tutti gli operatori che hanno fatto irruzione nella scuola Diaz e la mancata indicazione, per via gerarchica (da Canterini a Fournier e da questi ai capi squadra, fino agli operatori), di ordini cui attenersi»
RISCATTO DI IMMAGINE - Secondo la Cassazione poi gli arresti sono stati condotti dalla polizia per riscattare la propria immagine «L'immagine della polizia doveva essere riscattata, essendo apparsa inerte di fronte ai gravissimi fatti di devastazione e saccheggio che avevano riguardato la città di Genova, e il riscatto sarebbe dovuto avvenire mediante l'effettuazione di arresti, ovviamente dove sussistenti i presupposti di legge». Questo, secondo la ricostruzione della Cassazione, il motivo per cui si decise l'irruzione alla scuola Diaz, avvenuta nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2001.

Tratto da:

http://www.corriere.it/cronache/12_ottobre_02/diaz-cassazione-italia-screditata-nel-mondo-intero_b9b17480-0c8c-11e2-a61b-cf706c012f27.shtml

E domani? Chi altro sarà torturato dalla Polizia di Stato? Perché non ci sono telecamere nei posti di polizia?
Perché i cittadini devono vivere nel terrore anziché vivere un dialogo con la PROPRIA polizia di Stato?
Siamo ad una concezione della Polizia fatta da manganellatori e macellai, come insegna quel crocifisso usato per ricattare i cittadini. Ci vorrà molto tempo affinché poliziotti come Trifilò e il cap. Ambrosini abbiamo quel posto d’onore che meritano per aver servito il loro paese nonostante poliziotti torturatori che non solo li hanno minacciati rendendo difficoltosa la loro carriera, ma sono giunti ad effettuare, nei confronti del Cap. Ambrosini, un attentato nel suo ufficio in caserma: naturalmente la Procura della Repubblica di Venezia non ha individuato i responsabili. Per contro, ha coperto e usato le torture messe in atto da chi veniva accusato dal Cap. Ambrosini e da Trifilò di “Condotta tale da screditare l’Italia in tutto il mondo”.

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02 ottobre 2012
Claudio Simeoni
Meccanico
Apprendista Stregone
Guardiano dell’Anticristo
P.le Parmesan, 8
30175 – Marghera Venezia
Tel. 3277862784
e-mail claudiosimeoni@libero.it

Sesso estremo sentenza Corte di Cassazione n. 37916 riafferma la Costituzione della Repubblica.

Ancora una volta, la Corte di Cassazione, in aperto contrasto con la chiesa cattolica e le direttive del criminale antidemocratico Paolo di Tarso che impone alle donne la sottomissione, ribadisce il principio Costituzionale “dell’essere cittadini” fruitori di cittadinanza giuridica. 
Mentre Paolo di Tarso, in odio alla società civile, afferma: 

“Voi, donne, siate soggette ai vostri mariti, com'è conveniente, nel Signore.” Paolo di Tarso lettera ai Colossesi 3, 18 

“Le donne siano soggette ai loro mariti come al Signore, perché il marito è capo della donna, come Cristo è capo della Chiesa, del cui corpo egli è il Salvatore. Come la Chiesa è soggetta a Cristo, così le donne stiano soggette in tutto ai loro mariti.” Paolo di Tarso lettera agli Efesini 5, 22 

La Corte di Cassazione ribadisce il concetto che il corpo appartiene alla persona e che nessuno ne può disporre se non col consenso della persona e per reciproco accordo o piacere. La ricerca del piacere è il fine della nostra esistenza nella società. Quando la ricerca del piacere si trasforma in sofferenza perché a qualcuno piace infliggere sofferenza intollerabile, allora, la Corte di Cassazione, con la sentenza 37916 condanna il seminatore di sofferenza sessuale. 
La sessualità è uno dei metri fondamentali di misura della libertà di una persona. Disporre del proprio corpo nei rapporti sessuali è indice di libertà come è indice di libertà sociale poter decidere come morire. La Corte di Cassazione deve intervenire con sentenza per rimuovere le idee preconcette che la violenza della chiesa acattolica, per sancire il proprio dominio sulla società italiana, ha imposto ai bambini fin dalla prima infanzia ottenendo adulti instabili e insicuri perché non consapevoli della norma sociale, dei mezzi e dei limiti entro i quali veicolare le loro pulsioni. 
Riporto l’informazione dall’AGI: 

Cassazione: sesso estremo, consenso iniziale non giustifica stupro 

(AGI) - Roma, 1 ott. - Va condannato per violenza sessuale chi impone pratiche sessuali estreme a un partner, il quale, mostrandosi consenziente all'inizio del rapporto, manifesta a un certo punto, di non voler andare oltre. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e mezzo di reclusione inflitta a un 35enne dalla Corte d'Appello di Ancona: l'uomo era finito sotto processo per violenza sessuale continuata commessa con violenze fisiche e minacce nei confronti di una ragazza, con la quale aveva una relazione "erotico-sentimentale". - L'imputato si era difeso sottolineando che, a suo parere, il racconto della ragazza non era pienamente attendibile: ella, infatti, era riuscita a descrivere puntualmente soltanto due episodi a carico dell'uomo, rimanendo molto vaga nella descrizione di altri fatti. L'imputato, poi, aveva rilevato che la donna si era sottoposta "volontariamente" a "pratiche erotiche particolari" e cio' era provato anche dai filmati - che l'imputato aveva minacciato di divulgare - che la ritraevano in atteggiamenti sessuali". I giudici del merito, pero', avevano condannato l'uomo sottolineando che "le violenze sessuali furono alternate a rapporti volontari durante lo svolgimento della relazione tra imputato e persona offesa e questa "alternanza" ha reso "piu' difficile alla vittima la rievocazione dei singoli e specifici episodi". - La Suprema Corte (terza sezione penale, sentenza numero 37916, depositata oggi) ha condiviso tale motivazione tenuto conto della "dimensione relazionale tra la persona offesa e l'imputato, i quali furono inizialmente legati da un rapporto erotico-sentimentale caratterizzato dalla relazione incube-succube, poi diventata relazione vittima-carnefice": purtroppo, aggiungono i giudici di Piazza Cavour, "e' ben possibile che nello svolgimento della patologia delle relazioni sentimentali tra uomo e donna, si verifichi la sussistenza di rapporti sessuali consensuali alternati a rapporti sessuali imposti". In relazione "a certe pratiche estreme - conclude la Cassazione - per escludere l'antigiuridicita' della condotta lesiva, non basta il consenso del partner espresso nel momento iniziale della condotta, per cui la scriminante non puo' essere invocata se l'avente diritto manifesta, esplicitamente o mediante comportamenti univoci, di non essere piu' consenziente al protrarsi dell'azione alla quale aveva inizialmente aderito, per un ripensamento o una non condivisione sulle modalita' di consumazione dell'amplesso". 
Tratto da: 


Dobbiamo continuamente ringraziare i giudici della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale che continuano ad emettere sentenze relative alla libertà dell’uomo contro i principi di odio e di violenza con cui la chiesa cattolica ha insanguinato la storia. Personaggi criminali come Gesù o Paolo di Tarso hanno trasformato gli uomini in bestiame di un gregge da portare al macello della vita. Bestiame senza diritti e posseduto dal dio padrone, di cui loro si ergono rappresentanti, che ha finito per distruggere le società civili. Fintanto che personaggi come Gesù o Paolo di Tarso non saranno condannati per attività criminale, l’educazione che la chiesa cattolica imporrà sui cittadini striderà sempre con le norme Costituzionali finendo per costruire cittadini instabili ed emarginati. 


02 ottobre 2012 
Claudio Simeoni 
Meccanico 
Apprendista Stregone 
Guardiano dell’Anticristo 
P.le Parmesan, 8 
30175 – Marghera Venezia 
Tel. 3277862784