martedì 2 ottobre 2012

Sesso estremo sentenza Corte di Cassazione n. 37916 riafferma la Costituzione della Repubblica.

Ancora una volta, la Corte di Cassazione, in aperto contrasto con la chiesa cattolica e le direttive del criminale antidemocratico Paolo di Tarso che impone alle donne la sottomissione, ribadisce il principio Costituzionale “dell’essere cittadini” fruitori di cittadinanza giuridica. 
Mentre Paolo di Tarso, in odio alla società civile, afferma: 

“Voi, donne, siate soggette ai vostri mariti, com'è conveniente, nel Signore.” Paolo di Tarso lettera ai Colossesi 3, 18 

“Le donne siano soggette ai loro mariti come al Signore, perché il marito è capo della donna, come Cristo è capo della Chiesa, del cui corpo egli è il Salvatore. Come la Chiesa è soggetta a Cristo, così le donne stiano soggette in tutto ai loro mariti.” Paolo di Tarso lettera agli Efesini 5, 22 

La Corte di Cassazione ribadisce il concetto che il corpo appartiene alla persona e che nessuno ne può disporre se non col consenso della persona e per reciproco accordo o piacere. La ricerca del piacere è il fine della nostra esistenza nella società. Quando la ricerca del piacere si trasforma in sofferenza perché a qualcuno piace infliggere sofferenza intollerabile, allora, la Corte di Cassazione, con la sentenza 37916 condanna il seminatore di sofferenza sessuale. 
La sessualità è uno dei metri fondamentali di misura della libertà di una persona. Disporre del proprio corpo nei rapporti sessuali è indice di libertà come è indice di libertà sociale poter decidere come morire. La Corte di Cassazione deve intervenire con sentenza per rimuovere le idee preconcette che la violenza della chiesa acattolica, per sancire il proprio dominio sulla società italiana, ha imposto ai bambini fin dalla prima infanzia ottenendo adulti instabili e insicuri perché non consapevoli della norma sociale, dei mezzi e dei limiti entro i quali veicolare le loro pulsioni. 
Riporto l’informazione dall’AGI: 

Cassazione: sesso estremo, consenso iniziale non giustifica stupro 

(AGI) - Roma, 1 ott. - Va condannato per violenza sessuale chi impone pratiche sessuali estreme a un partner, il quale, mostrandosi consenziente all'inizio del rapporto, manifesta a un certo punto, di non voler andare oltre. Lo si evince da una sentenza con cui la Cassazione ha confermato la condanna a 3 anni e mezzo di reclusione inflitta a un 35enne dalla Corte d'Appello di Ancona: l'uomo era finito sotto processo per violenza sessuale continuata commessa con violenze fisiche e minacce nei confronti di una ragazza, con la quale aveva una relazione "erotico-sentimentale". - L'imputato si era difeso sottolineando che, a suo parere, il racconto della ragazza non era pienamente attendibile: ella, infatti, era riuscita a descrivere puntualmente soltanto due episodi a carico dell'uomo, rimanendo molto vaga nella descrizione di altri fatti. L'imputato, poi, aveva rilevato che la donna si era sottoposta "volontariamente" a "pratiche erotiche particolari" e cio' era provato anche dai filmati - che l'imputato aveva minacciato di divulgare - che la ritraevano in atteggiamenti sessuali". I giudici del merito, pero', avevano condannato l'uomo sottolineando che "le violenze sessuali furono alternate a rapporti volontari durante lo svolgimento della relazione tra imputato e persona offesa e questa "alternanza" ha reso "piu' difficile alla vittima la rievocazione dei singoli e specifici episodi". - La Suprema Corte (terza sezione penale, sentenza numero 37916, depositata oggi) ha condiviso tale motivazione tenuto conto della "dimensione relazionale tra la persona offesa e l'imputato, i quali furono inizialmente legati da un rapporto erotico-sentimentale caratterizzato dalla relazione incube-succube, poi diventata relazione vittima-carnefice": purtroppo, aggiungono i giudici di Piazza Cavour, "e' ben possibile che nello svolgimento della patologia delle relazioni sentimentali tra uomo e donna, si verifichi la sussistenza di rapporti sessuali consensuali alternati a rapporti sessuali imposti". In relazione "a certe pratiche estreme - conclude la Cassazione - per escludere l'antigiuridicita' della condotta lesiva, non basta il consenso del partner espresso nel momento iniziale della condotta, per cui la scriminante non puo' essere invocata se l'avente diritto manifesta, esplicitamente o mediante comportamenti univoci, di non essere piu' consenziente al protrarsi dell'azione alla quale aveva inizialmente aderito, per un ripensamento o una non condivisione sulle modalita' di consumazione dell'amplesso". 
Tratto da: 


Dobbiamo continuamente ringraziare i giudici della Corte di Cassazione e della Corte Costituzionale che continuano ad emettere sentenze relative alla libertà dell’uomo contro i principi di odio e di violenza con cui la chiesa cattolica ha insanguinato la storia. Personaggi criminali come Gesù o Paolo di Tarso hanno trasformato gli uomini in bestiame di un gregge da portare al macello della vita. Bestiame senza diritti e posseduto dal dio padrone, di cui loro si ergono rappresentanti, che ha finito per distruggere le società civili. Fintanto che personaggi come Gesù o Paolo di Tarso non saranno condannati per attività criminale, l’educazione che la chiesa cattolica imporrà sui cittadini striderà sempre con le norme Costituzionali finendo per costruire cittadini instabili ed emarginati. 


02 ottobre 2012 
Claudio Simeoni 
Meccanico 
Apprendista Stregone 
Guardiano dell’Anticristo 
P.le Parmesan, 8 
30175 – Marghera Venezia 
Tel. 3277862784 

Nessun commento:

Posta un commento