mercoledì 24 dicembre 2014

Ordinovisti, indipendentisti veneti, mafia capitale, situazione e cause.


Le bande armate terroristiche degli Indipendentisti del Veneto fanno il pari con le bande armate di Ordine Nuovo. Tutti ce l'hanno con l'Agenzia delle Entrate.

Non c’è differenza ideologica fra i disperati  del Veneto che costruiscono carri blindati e gli ordinovisti arrestati dalla Procura dell’Aquila. La struttura ideologica è la stessa. Imprenditori falliti nella loro collocazione sociale che tentano di conquistare una società a cui imporre il loro fallimento esistenziale.

Se c’è una differenza di intenti fra Mafia Capitale, gli Ordinovisti arrestati dalla Procura dell’Aquila e gli indipendentisti del Veneto, questa è dovuta al fatto che Mafia Capitale manovrava soldi, tanti soldi in relazione a Istituzioni locali, ma perseguiva gli stessi intenti degli ordinovisti arrestati all’Aquila e degli Indipendentisti del Veneto.

Si tratta di pensare ai cittadini come a dei soggetti da depredare, pecore ribelli che devono essere condotte in un nuove gregge, in un Ordine Nuovo in uno Stato del Nord o Veneto.

Dopo gli arresti degli ordinovisti scoppia una bottiglia di benzina alla stazione di Bologna. Qualcuno ha fatto una scritta su un muro e la questura associa quella scritta a quella bottiglia di benzina. La questura non apre le indagini, ma come ai tempi della feroce caccia all’uomo dopo la strage di Piazza Fontana, dà la caccia all’anarchico. I giornalisti RAI si precipitano a fare i collegamenti: assolti a Torino per terrorismo, sono legittimati a mettere benzina nella stazione di Bologna.

Diciamo le cose come stanno: la magistratura deve interpretare le leggi, ma costruire un’identità giuridica fra “l’assalto” dei No-Tav e l’abbattimento delle torri gemelle a New York, non è un’interpretazione della legge, ma è la volontà di annientamento partorito da una mente malata.

Al contrario, se i giornalisti RAI fossero meno prezzolati (io preferisco il termine “delinquenti”) avrebbero potuto fare l’associazione: arresto ordinovisti, benzina alla stazione di bologna e scritta per formare un depistaggio. Se i giornalisti RAI anziché perdere tempo a genuflettersi davanti al fondamentalista cristiano Bergoglio conoscessero un po’ di storia recente, saprebbero che il depistaggio era proprio degli attentati di matrice nera volto a creare false piste.

Nella situazione sociale ed economica che stiamo vivendo, queste scheggie di “destra” sono destinate a moltiplicarsi: perché fino ad oggi non sono state pagate le multe per lo sforamento delle quote latte? Perché questa gente di destra era protetta dalla destra nelle istituzioni: cosa succede quando l’appoggio viene meno?

E i “forconi”, chi capitanava i “forconi”?

Il punto è che, anche se nella società non esistono le condizioni perché l’eversione nera attecchisca è altrettanto vero che il fallimento esistenziale di individui che hanno perso una serie di padrini politici, li sta portando all’esasperazione. Un’esasperazione che si esprime in maniera verbale, per la maggior parte, ma anche in aggressioni che sono destinate a presentarsi in maniera sempre più frequente.
Che i rom vengano aggrediti distruggendo i campi, come ha dichiarato di aver fatto Gentilini a Treviso coi padrini Galan, Zaia e Bossi, o che i rom vengano usati, costretti nell’indigenza e nel fango, da Buzzi e Carminati col padrino Alemanno, non cambia la pulsione criminale che sta alla base dei crimini terroristici che i rom subiscono.

La politica come conflitto si sta un po’ chiudendo su sé stessa e i tifosi del conflitto si stanno spostando fra malavita, terrorismo contro i più deboli o collaboratori con strutture mafiose. Ci sono sempre più “galli” che stridono in un deserto sordo al loro dolore esistenziale fra bandiere di san Marco, forconi, svastiche, soli e croci celtiche, crocifissi e poi ci sono sempre LORO.

Coloro che li usano e che ancora occupano ruoli Istituzionali: questi sono i terroristi più pericolosi.


24 dicembre 2014

Nessun commento:

Posta un commento