domenica 8 febbraio 2015

Difendersi dal terrorismo internazionale.


La crisi economica internazionale non solo non è finita, ma si sta avviando in una situazione di incancrenimento che porta a fissare i livelli di miseria e di emarginazione sociale fin qui accumulati.
In Italia si sta verificando un cambio, nella struttura commerciale, per cui cittadini extracomunitari poveri stanno acquisendo reti commerciali perché sono i soli che possono commerciare a guadagno zero mentre, i commercianti italiani sono prigionieri in una ragnatela di relazioni sociali che li costringono a spendere molto denaro per continuare a mantenere le relazioni sociali acquisite.

Per i cittadini la possibilità di sopravvivenza è data dalla quantità di commercianti e aziende che riescono a far fallire. Tanti più sono i fallimenti, tanto maggiori sono le possibilità di sopravvivenza del ceto medio e tanto più urgente è il cambio della politica sociale e delle politiche finanziarie delle banche e delle reti internazionali.

Se questo era il dato del febbraio 2014:

Nel mese di gennaio 2014 l'energia elettrica richiesta in Italia, pari a 26,9 miliardi di kWh, ha fatto registrare una flessione del 4% rispetto a gennaio dello scorso anno.

Depurata dall'effetto calendario e temperatura, la variazione della domanda elettrica di gennaio 2014 diventa tuttavia -2,5%.


Il dato del 2015 ci dice:



Nel mese di gennaio 2015 la domanda di energia elettrica in Italia ha fatto registrare una flessione dell’1,1%, a parità di temperatura e calendario, rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Considerando che gennaio 2015 ha avuto un giorno lavorativo in meno (20 vs 21), oltre alla coincidenza di due ponti festivi a inizio anno, ma una temperatura inferiore di circa un grado centigrado rispetto a gennaio 2014, la richiesta di 26,4 miliardi di kWh corrisponde a una flessione del 2,0%. 


Siamo in una situazione di compressione dei consumi che fa ben sperare in un numero maggiore di fallimenti di commercianti.
La crisi economica iniziata nel 2008 ad opera di Silvio Berlusconi, Umberto Bossi, Salvini, Cotta, Zaia, Galan e altri, ha avuto l’effetto di costringere milioni di italiani a cambiare il loro stile di vita comprimendo i propri bisogni e scoprendo come molte spese erano inutili e superflue.

Si viene a sapere che:

Quasi metà degli italiani non riesce ad arrivare alla fine del mese, sette italiani su dieci ha visto ridursi il potere d’acquisto e taglia su tutto, dai regali ai viaggi, quasi metà degli italiani non è contrario a trasferirsi all’estero, quattro italiani su dieci uscirebbe dall’euro. Il Rapporto Eurispes mostra un mal d’Italia ancora grave e fortemente diffuso, effetto di una crisi economica e finanziaria che morde ormai da molti anni. Lo Stivale purtroppo continua a essere zavorrato e il tanto atteso decollo dell'economia e degli occupati cozza contro un muro di scetticismo. E mentre la crisi pesa, spiega Gian Maria Fara, presidente di Eurispes, "lo Stato sopravvive nutrendosi dei propri cittadini e delle proprie imprese, cioè della società che lo esprime. Con evidente miopia: che cosa accadrà quando non ci sarà più nulla di cui nutrirsi?".

Tratto da: http://www.huffingtonpost.it/2015/01/30/

La politica attuale è una politica di continuazione con Berlusconi. Matteo Renzi ha usato la crisi per saccheggiare il patrimonio di diritti civili, in particolare sul lavoro, e nello stesso tempo sta devastando le Istituzioni Democratiche aggredendo la Costituzione della Repubblica.

Era una direttiva impartita dalla Germania che fin dal governo Berlusconi-Monti aveva nel mirino la compressione dei diritti sociali per un maggior controllo dei cittadini e della loro libertà di scelta.

Anziché aumentare la sicurezza dei cittadini sul lavoro e nell’utilizzo del patrimonio sociale istituzionale, Renzi ha aggredito sia il patrimonio sociale appesantendo la sanità, la scuola, sia creando insicurezza che costringe i cittadini a nascondersi alle Istituzioni.

Tanto più viene saccheggiata la società civile, tanto più i cittadini si devono difendere dallo Stato anche perché, aumentando l’emarginazione sociale, lo Stato tende a criminalizzare gli emarginati per consentire alle Banche la loro attività di aggressione nei confronti dei cittadini.

08 febbraio 2015