giovedì 21 gennaio 2016

Ratzinger, Bergoglio e la guerra civile in Italia


I termini della guerra civile in Italia sono perfettamente delineati nelle encicliche di odio pubblicate da Ratzinger e da Bergoglio.
Quando noi assistiamo ad un Parlamento che attenta ai dettami Costituzionali imponendo forme di assolutismo istituzionale riconducibili all’ideologia fascista e nazista di chiara matrice cattolica, siamo preoccupati.
Quando viene aggredito l’articolo 1 della Costituzione distruggendo la sicurezza del lavoro e legittimando il licenziamento selvaggio, siamo preoccupati.
Quando si distrugge l’architettura Costituzionale in funzione del totalitarismo che non rispetta i fondamenti Costituzionali propagandando, attraverso il crocifisso, il diritto alla pederastia per imitazione di Gesù, l’attività di genocidio e di tortura mediante quel crocifisso esposto là dove i cittadini chiedono giustizia e si sentono minacciati di morte da magistrati che anziché manifestare i doveri che la Costituzione impone loro, preferiscono sventolare il crocifisso e la loro pretesa assolutista contro i cittadini che pretendono di esercitare i diritti Costituzionali, l’imposizione dello Stato nazista e l’inquisizione da torturatori cattolici, è già in atto.
Questo progetto di devastazione Istituzionale era ben delineato nelle Encicliche cattoliche.
La questione l’avevo analizzata nel libro:

La Teoria della Filosofia Aperta Vol. 4
di Claudio Simeoni
Joseph Ratzinger e Mario Bergoglio:
 la guerra civile in Italia nelle Encicliche Spe Salvi
 Caritas in Veritate
 Lumen Fidei
Cod. ISBN 9788891185815

Il libro si può ordinare all'editore:
Oppure, fra gli altri anche su:
Feltrinelli

O su Ibs



Fra poco le orde inumane degli adoratori del pederasta in croce e del macellaio di Sodoma e Gomorra scenderanno in piazza a Roma per chiedere la legittimazione del loro diritto di violentare le persone in nome del loro dio padrone sostituendolo alla Costituzione Democratica.
Giornalisti RAI prezzolati e criminali continueranno ad esaltare il pederasta di Nazareth e a far pubblicità a Bergoglio affinché possa imporre all’Italia, mediante le relazioni mafiose che intrattiene con politici cattolici, il regime di monarchia assoluta di cui lui, come il califfato dell’ISIS, è un rappresentante.
Non è importante se o quando si spara: è iniziata la guerra civile contro l’Italia e la sua Costituzione. I terroristi sono Bergoglio e la sua banda criminale. Le violenze che subiscono i bambini costretti in ginocchio a pregare, sono atti di terrorismo con cui viene minata la crescita dei ragazzi e violentata la loro struttura psichica. Le donne ammazzate e picchiate in famiglia sono il frutto della violenza cattolica, del terrorismo cattolico.
Purtroppo abbiamo una Polizia di Stato corrotta. Individui che pensano che l’uomo sia stato creato ad immagine e somiglianza di un dio pazzo cretino e deficiente e la Polizia di Stato si comporta di conseguenza e minacciando i cittadini col crocifisso affinché non rivendichino il loro essere cittadini, ma stiano in ginocchio come sudditi deferenti davanti ai loro manganelli e alle loro pistole.
Wojtyla, Ratzinger e Bergoglio hanno scatenato la guerra civile in Italia e le Istituzioni che dovrebbero salvaguardare la Costituzione agiscono per imporre il crocifisso contro i diritti Costituzionali. Diritti che il terrorista internazionale Bergoglio, con la sua banda mafiosa, vuole negare alle persone che non fanno sesso come lui vuole.

Ricordo che l’infamia dei cristiani è rappresentata dal loro dio padrone: il Macellaio di Sodoma e Gomorra. Quell’assassino che macellò gli abitanti di quelle città perché non facevano sesso come voleva lui.
E’ il macellaio di Sodoma e Gomorra che la nostra Costituzione censura come delinquente e assassino; i cattolici scenderanno a Roma per rivendicare il diritto del loro dio padrone a macellare le persone che non fanno sesso come lui vuole: appunto, principi della monarchia assoluta che suonano come terrorismo nei confronti della nostra Costituzione.


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